La verità, vi dico, sulle mamme-blogger.

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Come sapete venerdì e sabato a Milano c’è stato il Mamma che Blog, evento in cui mamme blogger di tutta Italia si riuniscono per una due giorni di studio e chiacchere. E selfie. 😉

Si partecipa a corsi a cui magari normalmente non si ha modo e tempo di accedere, corsi gratuiti che insegnano qualcosa di nuovo che possa arricchire il proprio blog, si incontrano amiche virtuali che finalmente dopo un anno di chiacchere in rete diventano reali, si scattano foto su foto su foto e, perché no, si va al Mammacheblog per lavorare.

Sì perché per quanto possa sembrare strano, avere un blog, è un lavoro. Io per esempio venerdì ho seguito un corso di social network e uno di fotografia davvero utilissimi che mi hanno dato spunti per migliorare e crescere e mi hanno fatto vedere alcuni errori che faccio nella mia gestione del blog, mentre sabato ho twittato come se non ci fosse un domani, informando chi mi segue su Twitter, su alcune novità di alcuni sponsor.

Avere un blog è anche un lavoro. Non sobbalzate dalla sedia.

mammacheblog primavera blogger

Ora, non guardate me, che un lavoro ce l’ho e nella bio scrivo: blogger per passione. Però ci sono mamme che, o licenziate dai propri datori di lavoro, o disoccupate causa maternità e crisi, o addirittura talmente brave e coraggiose da mollare il lavoro sicuro per tentare di sfondare in rete, lavorano o tentano di farlo con il blog. È un reato? Assolutamente no. Io nel mio piccolo guadagno con il blog? . È un reato? Assolutamente no, ci pago le tasse, eh?

Funziona che le aziende ti contattano, ti fanno la loro offerta e tu decidi se vuoi o meno collaborare. Come? Normalmente con recensione prodotti o pubblicità sul blog dietro compenso. Semplicemente. Un lavoro come un altro. Tutto molto trasparente. Nessun segreto di Pulcinella.

Ieri ero a casa a rilassarmi dopo la due giorni di Mamma che Blog e ho letto in rete parecchie polemiche post evento, sulle mamme blogger, per i numeri che lievitano inspiegabilmente sui vari social, per le marchette che le blogger fanno, per le recensioni di passeggini o merendine varie che si leggono nei blog mammeschi.

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(foto usata dietro gentile concessione della mamma di Mia)

Accuse che non mi sono state fatte personalmente, anche perché io non ho numeri così importanti, ma vorrei comunque dire la mia. In primis perché avendo visto con i miei occhi l’ipocrisia di tante persone non mi stupirei se nelle critiche ci fossi in mezzo pure io. E poi perché vorrei rassicurare chi mi segue e che mi sostiene, che non le sto prendendo in giro.

Ho aperto il blog il 7 Giugno 2013. Fino a 10 mesi fa non sapevo nemmeno cosa volesse dire post sponsorizzato. Poi un giorno un’azienda si è accorta di me e mi ha offerto un lavoro. Poi un’altra e un’altra ancora. In questi tre anni ho scritto di passeggini, di abbigliamento, di vacanze, pagando tutto di tasca mia.

Magari il signor Zara mi avesse offerto dei soldi per fargli pubblicità. Magari mi avessero regalato vacanze da sogno per raccontarle poi nel blog.

Avevo lo Stokke, era di Lavinia, l’ho descritto nel blog. Ho comprato lo Yoyo Babyzen e l’ho lodato sul blog. Ci sono blogger che li hanno avuti in regalo? Sì. Io no. Li ho entrambi pagati. Non per questo non li ho consigliati. Anzi. Ho sempre decantato la figaggine di avere un passeggino leggero come lo Yoyo dopo aver provato la pesantezza dello Stokke, e ho sempre fatto a Babyzen pubblicità aggratis consapevole che per molte altre blogger ero una scema. Sempre in maniera molto sincera.

Come del resto ho descritto le pecche che il mio ultimo acquisto, il Doona, ha secondo me, nonostante ci sarà la blogger che lo consiglierà. Perché glielo regalano? Forse. Ma forse è anche vero che non siamo tutte uguali e ognuna di noi ha gusti diversi.

Come io, Sere-mamma, amo il passeggino con le tre ruote e con il maniglione unico e un’altra preferisce quello con le due maniglie e le quattro ruote, così io, Sere-blogger mi trovo bene con un oggetto e magari un’altra blogger no. È assolutamente normale. Funziona così nella vita di tutti i giorni, tra amiche. Perché deve essere diverso in rete?

Scrivo da sempre e continuo a farlo, di capricci, vestiti, amore, viaggi, vaccini, coccole, allattamento, passeggini, nonne e papà, buttando dentro qua e là post sponsorizzati, cercando di restare sempre sul mio stile e cercando di non stressarvi troppo con brand e aziende, e post che vi fanno divertire o commuovere, perché, come mi dite sempre, so farvi ridere ma so anche arrivare al cuore delle persone raccontando ciò che voi in primis vivete.

Tutto fa blog. Tutto fa la mia vita da mamma. Anche i prodotti che uso, no?

Ci vedete scrivere tutte dello stesso argomento? Vi sbagliate. Per 10 blogger che scrivono su quel prodotto, 10 non lo fanno, scriveranno su un altro. Immagino che, seguendone molte sui social vi sembra che sia così, ma non lo è. E quelle che decidono di non scrivere per quel brand spesso non lo fanno perché non reclutate, ma molte non lo fanno perché non credono in quel prodotto.

Certo però che non possono nemmeno fare la crociata contro quel prodotto, semplicemente non ne parlano. E non pensate che non è onesto e che la blogger seria dovrebbe fare anche post in cui ne sconsiglia l’uso. Sarebbe bello certo, ma non si può. Perché purtroppo, che se ne voglia dire, anche nel web c’è la censura. E se scrivi male di un brand nella migliore delle ipotesi vieni contattata dall’avvocato. E dato che per molte di noi, è una passione, non vogliamo certo impelagarci in storie più grosse di noi. Cercate di capirlo.

Ci sono aziende poi che sono entrate nella mia vita perché le ho scelte ripetutamente per le mie figlie: Tutete è una di queste. Compro ciucci da loro da non so quanto tempo, ho perso il conto di quanti ne ho comprati, e ho le fatture che lo dimostrano, ho sempre pagato tutto, e ho sempre raccontato quanto amo questo negozio. Gratis. Tutete non paga le blogger per scrivere e una delle cose che mi è stata offerta da loro sono le bambole che la responsabile di Tutete mi ha regalato quando è nata la Ludo. Dopo quattro anni di acquisti è nata un’amicizia e lei mi ha fatto un regalo per la nascita della bambina, come se fosse la mia vicina di casa. Vogliamo per forza vederci del marcio? Certo, sanno che poi io fotografo il prodotto e lei ne ricavano pubblicità.

Ma nessuno mi obbliga a farlo, tantomeno a nominare quel negozio piuttosto che un altro e se le bambole mi avessero fatto schifo, di sicuro non le avrei date alle bambine. Le avrei buttate. Onestamente. E non sarebbero piaciute nemmeno alle mie figlie, che invece le adorano.

bambole bunny tutete

(In questa foto non sto facendo fingere le mie figlie, stanno davvero giocando con la bambola). 


È vero il marcio c’è. È vero ci sono numeri che crescono in maniera esponenziale e immeritatamente. Lo vediamo tutte. Magari alcune su Instagram hanno 20mila seguaci e poi foto con 50 mi piace. Abbastanza incredibile, no?

Io non pretendo di avere 7700 mi piace ad ogni mia foto, perché so che tra i miei seguaci ci sono persone che spiano solo per spiare, persone iscritte che non si collegano mai, utenti fantasmi e per fortuna belle persone. Ma sicuramente non ho 50 mi piacesse foto ma qualcuno di più! 😉 E i miei follower sono arrivati tutti da me autonomamente, perché io soldi per comprarli non ne ho mai spesi. Mai. Anzi, io sono quella che blocca facce strane, bimbiminchia e profili stranieri che poco mi convincono e che fino a 8 mesi fa aveva il profilo chiuso perdendomi così tanti seguaci nel periodo della gravidanza quando i like aumentano a dismisura parallelamente alla pancia. Alla faccia dei numeri a tutti i costi. 

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(foto usata dietro gentile concessione della mamma di Mia)

È vero ci sono blogger che non sanno scrivere eppure sono seguitissime. Blogger che fanno errori. Blogger che non sanno che qual è si scrive senza apostrofo. Sicuramente errori ne faccio anche io, in un paio di occasioni la mia migliore amica mi ha cazziata perché la costruzione della frase era scorretta, era più parlata che scritta, ma l’abc è l’abc e cerco di starci attenta. E se a volte sbaglio, magari passa il concetto, più che la forma.

È vero c’è chi si svende per un paio di merendine e/o per un panino. E che magari prima dice una cosa e poi ci ripensa e fa il contrario. Succede ed è successo anche nel vedersi faccia a faccia, la coerenza, questa sconosciuta.

Ma non siamo tutte uguali. Non siamo tutte così. Non fate di tutta un’erba un fascio e non denigrate il lavoro della blogger qualunque esso sia, sia che sia fatto per passione che per lavoro in senso stretto.

Perché è vero, non stiamo trovando cure per malattie incurabili, non stiamo scoprendo l’acqua calda, però investiamo tempo per fare quello che facciamo. E dire che quella recensione potrebbe farla chiunque è vero. Allora fatela. Aprite un blog e fate anche voi recensioni reali dei prodotti che usate. Non è mica vietato, no? Se credete di poter essere più sincere, fatelo. Sicuramente sarete di aiuto a molte mamme che ci seguono perché in rete cercano proprio l’informazione che noi diamo. Fatelo. Ma se non avete voglia/tempo non giudicate chi lo fa. E anche se a volte (o spesso) ci pagano, lo fanno perché il blogging è un lavoro come un altro. Anche se secondo molte non è così. Anche se per molte è un parolone. Una volta le mamme si facevano convincere dalla pubblicità, adesso dal passaparola tra mamme. Ecco perché le aziende si affidano ai blog.  Ecco perché spuntano blog ogni giorno. E spesso anche chi denigra il lavoro delle altre, ne ha uno nel cassetto. 

Sappiamo anche dire di no. Se un prodotto non ci convince non è vero che lo consigliamo lo stesso. Non tutte, almeno. Io ho recentemente detto no ad un’azienda di etichette, perché non mi trovavo nella posizione di consigliarle avendo già parlato di altre concorrenti qualche mese fa, concorrenti che tra l’altro avevo provato (e pagato) da mamma prima che da blogger. Ma è anche vero che anche l’avvocato che sceglie di difendere un presunto assassino, sta lavorando. Ricordate: non siamo tutte uguali, non abbiamo tutte le stesse preferenze. Ed è giusto così perché anche chi ci legge è un pubblico eterogeneo. Ed è vero non siamo tutte amiche, ma non dobbiamo di certo esserlo eh? Perché a scuola voi facevate la foto di gruppo e vi amavate tutte? Non credo. Bene nemmeno noi ci amiamo tutte, anzi. Ma le foto fatte al mcb per quanto mi riguarda le ho fatte con amiche, con ragazze che stimo e che sento quotidianamente attraverso social o smartphone. Come se fossimo in gita, in terza media. Non con la blogger famosa, ma con quella con cui dico cazzate ogni giorno. Non per prendere like, ma come dimostrazione di affetto. Vero.

Per cui per favore imparate a distinguere. Come in tutte le categorie c’è il bello e il cattivo esempio. Siete libere di seguire un blog o di smettere di leggerlo. Ma non offendetevi e non offendeteci se testiamo prodotti e poi ve lo raccontiamo. Perché non potete sapere cosa c’è dietro. E dietro spesso ci sono donne come voi. Magari una mamma che si è reinventata per aiutare in qualche modo la famiglia, o un’altra che nel frattempo che trova lavoro si sfoga sul blog. Ma anche se i prodotti sono regalati questo non vuol dire che siano marchette. Perchè nessuna mamma che conosco, nemmeno la peggiore delle blogger, userebbe sul sedere del proprio figlio un prodotto schifoso, che può danneggiarlo. Almeno su questo potete stare tranquille. Avere un blog non vuol dire per forza raccattare la qualsiasi. Anche noi facciamo selezione e io posso assicurarvi che diciamo anche no. Io l’ho fatto. A costo di non guadagnare, quando il prodotto non mi piaceva. Per questo non crediate che le nostre recensioni siano finte. E comunque sappiate che recensioni finte le potete trovare anche in siti insospettabili blasonati che secondo voi più credibili perché non gestiti da mamme. Non avete idea. Esistono agenzie che vendono commenti per viaggi e ristoranti. Per dire.

Guadagnare qualche extra serve a noi a mantenere il blog, la compagnia che vi facciamo. Perché il dominio costa, chi ci mette mano costa, il grafico costa, il corso di aggiornamento costa. Insomma abbiamo delle spese che sosteniamo grazie agli introiti del blog, per non togliere niente ai nostri bambini. State tranquille che non diventiamo certo ricche a suon di campagne creme o merendine. C’è sì chi lavora bene, chi ne fa un lavoro reale e totalizzante, ma sono anche blogger di un’altra categoria. E comunque di Chiara Maci ce n’è una.  

Infine un’ultima nota sul mio modo di scrivere: quando i miei post sono sponsorizzati c’è sempre il tag “sponsored post”. Il che vuol dire che ho un accordo con l’azienda, che sia economico o di scambio prodotto. Però non troverete mai sul mio blog post che sono pubblicità nude e crude, ma sempre recensioni di prodotti inserite nella mia vita quotidiana, in un contesto. Questo non per disonestà, ma anzi, per farvi capire che davvero uso quel prodotto di cui sto parlando. E se alla fine del post sarò riuscita a convincervi che quel prodotto è un buon prodotto, facendovi entrare nella mia vita, avrò fatto bene il mio lavoro. Di mamma, di amica, di blogger.

Sere-Mammadalprimosguardo

30 commenti su “La verità, vi dico, sulle mamme-blogger.

  1. Sei brava. Perché spieghi tutto questo. Perché lo fai per passione. Perché io ti trovo simpatica semplice e onesta. Ti adoro quando parli della tua famiglia e delle tue splendide bambine, ti adoro ancora di più quando racconti di capricci ed esaurimento ( della serie…siamo tutte sulla stessa barca!!! ). E perché sei una delle poche, secondo me, che non monta una storia su un prodotto, ma inserisce il prodotto nella vostra storia. C’è una gran bella differenza. E credimi che si legge e si sente. E ci si fida di più!
    Grazie per come fai il tuo lavoro!!!!

    1. Grazie a te perché mi segui e mi capisci. Io continuerò a raccontarti di quanto sono esaurita, non sarà difficile

  2. Non ci conosciamo di persona ma tramite post sui social e sai che di te penso solo il meglio…Una blogger trasparente una supermamma con l’onestá che ti contraddistingue SEMPRE! Continua cosi

  3. Cara Serena, sai cosa ti dico? L’invidia l’e’ ‘na bruta bestia (l’invidia è una brutta bestia)… X cui un bel chissenefregaditechehaisolodacriticare ci sta tuuutto quanto! Avanti così, tutta a dritta!
    Ps quanto scommetti che qualcuno arriverebbe a dire che questa frase è stata sponsorizzata da un costruttore di yacht???

  4. Aaaaahhhhh mi hai beccata! Aspetta che mi arrivi il vasino portatile che ho ordinato e di cui volevo parlarti e poi, parafrasando un film famoso, non ci resterà che dire “al mio commento, scatenate l’inferno”!!!
    Scherzi a parte, sto davvero aspettando il suddetto vasino….

  5. Parole sante! Io ho aperto ho un blog da poco,assolutamente non di successo 🙂 , ma l’ho fatto perché mi piace. Non sono esperta, non sono brava, sono davvero all’inizio e non so se mai raggiungerò un traguardo! Ma a me va bene così ora! Il problema è che molte persone hanno questa voglia repressa e non si sa perché non la portano a termine! E così rompono le balle e giudicano chi lo fa!
    Io personalmente ti leggo con piacere senza farmi tutte queste pippe mentali

    1. Credo che la differenza sia proprio questa: fare qualcosa perché ci piace e non per dovere. Sono sicura che se ci metti passione, i tuoi traguardi li raggiungerai. Io nei miei metto sempre al primo posto “la soddisfazione del cliente”, se chi mi legge si ritrova in quello che scrivo e me lo dice, allora io ho raggiunto il mio traguardo! Bacione e grazie!

  6. Davvero Sere, hai già detto detto e noi ti amiamo per questo. Senza filtri e maschere (e un italiano perfetto!)

    1. E dalla fretta ci è scappato pure l’errore di battitura! (intendevo “detto tutto”, non “detto detto”)

  7. Standing ovation…ora lo possiamo appendere in alto a tutti i gruppi di mamme, blogger e donne in generale?

  8. Serena, io ti seguo da un po’ anche se non da tantissimo e continuerò a farlo perché, diciamocelo, non te la tiri Ma anche perché è bello leggere i tuoi post, anche quelli sponsorizzati, perché come dici tu sono inseriti in un contesto di vita quotidiana. Si vede la differenza, sai? Io da mamma, da cazzeggiatrice e da blogger, ne leggo parecchi di post, ma spesso ne trovo di poco interessanti proprio perché sembrano piccole pubblicità tra il primo ed il secondo tempo di un film. Post che leggi in 30 secondi perché tanto c’è scritto solo “guardate quanto è figo sto prodotto, dovete assolutamente provarlo”. E basta. Post che non ti lasciano niente se non un dubbio: l’avranno provato davvero il prodotto in questione??? Ovvio che perdi un po’ di credibilità così. Ed è fastidioso.
    Tu invece continua come fai, ti prego!!! Con la tua selezione, che ti rende diversa dal gregge, con i tuoi “no”…
    Un abbraccio!

  9. sono assolutamente d’accordo con Chiara, mi piace seguirti perché non te la tiri, e perché se anche parli di un prodotto lo fai in maniera utile e perché quel prodotto lo hai effettivamente provato (grazie a te ho scoperto il mitico babyzen !!!).
    Ci sono blogger che ne hanno fatto un vero e proprio lavoro, ma sinceramente alcune di loro si sono fatte prendere un po’ troppo la mano e seguirle per me non è più interessante perché la loro vita sembra un’enorme pubblicità.
    Tu mi piaci perché sei vera, e questo rende il tuo blog molto piacevole perché chi legge può effettivamente rispecchiarsi nelle tue storie.
    Continua così!!! 🙂

    1. Grazie Alessandra! Meno male che mi hai detto che non me la tiro perché da ragazzina me lo dicevano sempre! E odiavo sta cosa perché ero solo timida! In questo caso non me la tiro perché non c’è nessun motivo per farlo!;-) un bacione e grazie ancora

  10. Ma come? Vuoi dire che l’assegno per prenotare l’acquisto della villa con piscina che ho fatto oggi, basandomi sui futuri incassi derivanti dal mio neo costituito blog e dalle conseguenti sponsorizzazioni, è meglio che lo richiedo indietro?
    Scherzi a parte, purtroppo è sempre così: un paio di blogger (mamme e non) perdono un po’ la mano con le sponsorizzazioni e si fa poi di tutta l’erba un fascio…
    Per fortuna non si è in realtà tutte così!

    1. Ma come, tu la casa l’hai comprata? Io me la sono fatta regalare, poi ci scatto foto e la pubblicizzo, no? Eddai 😀

  11. Che bel post! condivido pienamente. Tra l’altro anche io ho il blog dal 2013 ma i primi due anni non avevo neanche capito come funzionava e lo usavo anche troppo tipo diario personale, affiancato da uno che invece scrivo privatamente per lasciarlo al mio piccolo come ricordo di questi primi anni di vita :’)
    Poi ho capito che volevo davvero informare (sarà la deformazione professionale, visto che sono giornalista per professione…) e aiutare le mamme ad avere più info possibili, fondendole però con aneddoti di vita che potevano interessarle (spero) visto che siamo tutte nella stessa barca. Grazie alle mamme blogger ho scoperto con commozione di non essere l’unica ad avere un figlio monello che la esauriva, ho capito che non dovevo colpevolizzarmi se lo prendevo troppo in braccio da piccolo o se allattavo a richiesta…se ripenso a quel periodo ancora mi viene Da piangere: ero circondata da mamme senior che mi giudicavano, che non vedevamo di buon occhio l’allattamento a richiesta, la fascia….poi con le mamme blogger che mi hanno dato consigli anche su alcune letture e che con me hanno commentato alcune “tendenze” ho capito che tutto era normalissimo! Ho amiche virtuali che mi sono state davvero utili e di cui mi preoccupo quando non scrivono da tanto tempo :’)
    Anche io ho sempre recensito passeggini o omogenizzatori che ho pagato di tasca mia e con lo stesso spirito, negli ultimi mesi, mi capita di recensire o parlare di altro a pagamento (davvero irrisorio eh…visto che non ho chissà quali visualizzazioni, ma quel po’ che basta a farmi capire che ci sono aziende che credono in me). Ho anche rifiutato un paio di campagne di prodotti alimentari in cui non credevo, prodotti che non avrei mai messo nella mia credenza. Tanto non sono quelli i soldi che ci faranno arrivare a fine mese…quindi perché tradire la fiducia di quelle mamme che mi seguono?!?
    Brava, non smaturalizzarti, perché anche io ho smesso di seguire quelle mamme blogger super fiche che mi piacevano all’inizio ma che ora non fanno che postare foto su Instagram con prodotti commerciali o scrivono post sulla loro giornata solo per avere la scusa di parlare del passeggino o della merendina di turno. Anche no. Ma capisco che essere una blogger professionista richieda un lavoro serio, un’attenzione per i contenuti, il web marketing, seo, social…c’è una marea di roba da studiare, software da usare…che alla fine trovo sia giusto trattarle con riguardo se anche scrivano qualche post sponsorizzato. Alla fine è una passione ma è anche tempo sottratto alla famiglia, quindi ci sta ricavarne anche un guadagno. Che poi alla fine i guadagni non è che siano mai proporzionati alla fatica, salvo alcuni casi eccezionali. Scusa se mi sono dilungata! Ahahah mi sarebbe piaciuto conoscerti al mamma che blog, ma a causa del bambino malato ho dovuto saltare 🙁

    1. Ciao cara guarda in realtà per me non c’è assolutamente niente di male a guadagnare da una passione eh? Sia che ti paghino che che ti regalino un passeggino, è anzi giusto perché uno ci perde del tempo a scrivere, fotografare, informare, per cui anzi… Però non amo chi prima dice mi piace il passeggino a tre ruote e un secondo dopo che figata quello a 4. Cioè va bene cambiare idea, è sinonimo di intelligenza, ma con coerenza temporale! Solo questo. Poi per me ognuno può fare quello che vuole spero solo sia chiaro che non siamo tutte uguali. Ovviamente per la gloria non lavora nessuno eh? Ci vediamo al prossimo mcb?

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