Il raffreddore: cos’è, come prevenirlo e come combatterlo
Da ottobre a maggio è il compagno di giochi costante dei nostri figli. Chi è? Ma il raffreddore ovvio!
Che poi non è detto che in estate non decida di venire in vacanza con noi, tanto che al mare è facile vedere bambini con il moccico che giocano sul bagnasciuga.
Anche se in quel caso potrebbe non essere raffreddore (che esiste comunque anche in estate) ma un naturale lavaggio nasale, si dice.
Il raffreddore di per sé non è nulla di preoccupante, se non fosse che spesso è fastidioso.
Ricordo che quando Lavinia era piccola, capivo che stava arrivando perché la sera prima la trovavo nel lettino completamente sudata con la testa tutta bagnata. Quello per me era l’indizio dell’imminente arrivo del raffreddore che in effetti faceva capolino sempre il giorno seguente.

La prima notte era un inferno (tenete conto che Lavinia già di suo si svegliava più volte e che quindi con il raffreddore non si dormiva proprio), poi andava migliorando. Dieci giorni dopo era come nuova.
Consapevoli che il pit stop non sarebbe stato lungo e che lui sarebbe tornato. Presto.
Con Ludo non va meglio, ha preso il suo primo raffreddore a Settembre 2015, dieci giorni dopo essere nata e da allora lo prende spesso e anche con lei la prima notte è infernale: risvegli, lamenti, pianti. Poi passa (e ritorna).
Qualche giorno fa ho letto un interessante articolo sul blog del Meyer che come oramai saprete è diventato il mio ospedale di riferimento: alla professoressa Luisa Galli, direttore delle malattie infettive del Meyer, sono state fatte alcune domande a proposito del raffreddore
“che è causato dal più comune virus Rhinovirus, ma che può essere anche causato dai virus influenzali, parainfluenzali, dal virus respiratorio sinciziale e molti altri.”
e del contagio che
“avviene attraverso le microgoccioline di saliva e di secrezioni che vengono espulse con gli starnuti e la tosse, ma poiché le secrezioni provenienti dal naso e dalla gola possono contaminare le mani della persona, a volte la circolazione dei virus respiratori è favorita anche dal solo contatto.”
Tra le varie risposte (il resto dell’intervista potete leggerla direttamente sul sito del Meyer), ha dato anche alcuni consigli che possono sembrare banali, ma che in realtà potrebbero fare la differenza.
Come quando le viene chiesto come si fa a fare prevenzione e lei risponde:
“Ricordando alle persone (ed insegnando ai bambini) che è buona norma mettersi la mano davanti alla bocca quando si tossisce e coprirsi il naso con il fazzoletto quando si starnutisce. Spesso però i bambini non hanno con sé il fazzoletto: i genitori dovrebbero fare in modo che i loro figli ne siano sempre provvisti, specie nei mesi invernali o quando hanno il raffreddore. Si deve abituare il bambino al semplice gesto di usare il fazzoletto, ancor meglio se di carta, in modo da poterlo gettare dopo l’utilizzo. Le persone che sono abituate fin da piccoli a servirsene, lo useranno sempre, anche in età adolescenziale e adulta, anche perché viene acquisita come una norma di buona educazione. Stesso discorso vale per il lavaggio frequente delle mani: un’abitudine che tutela il soggetto raffreddato (dall’acquisire altri virus in un momento di transitoria debilitazione) e le altre persone.”
In effetti se guardate gli uomini di una certa età spesso noterete il fazzoletto sempre in tasca e pronto ad entrare in scena con uno starnuto. Una regola di buona educazione che dovrebbe davvero essere insegnata naturalmente ai propri figli, ma che spesso viene dimenticata.
Per quanto riguarda poi cosa fare quando il bambino prende il raffreddore la risposta della professoressa Luisa Galli è molto semplice:
“I rimedi della nonna possono dare sollievo, però il raffreddore deve fare il suo corso. Si deve accettare che ogni volta che c’è un’infezione respiratoria, si verifica un danno all’epitelio del naso e in generale delle vie respiratorie e che questo epitelio deve ricostituirsi, pertanto bisogna avere pazienza per qualche giorno. Se non si hanno fattori di rischio o altre patologie, una moderata attività fisica può essere esercitata.”
E quest’ultima frase mi trova particolarmente d’accordo dato che spesso vedo bimbi raffreddati trattati come se fossero moribondi. Il raffreddore (a meno di eventuali patologie) è fisiologico, per cui impariamo ad accettare che ci faccia compagnia in inverno. Secondo me, passerà anche prima 🙂
Facciamo un sondaggio? Quanti dei vostri bimbi in questo momento sono raffreddati?

Sere-mammadalprimosguardo




4 commenti
monica
Non è che intanto puoi farti dire che il “prendere freddo” non è responsabile del raffreddore.. certe volte divento di gomma quando mi dicono che ho i figli vestiti poco 😉
Serena
ahhhhhhh certooooooo “ma non sarà poco coperta questa bambina?” cit mia madre
monica
a me lo dice pure il marito
Serena
il fastidio