WhatsApp non è il male

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Premessa: tra gli articoli ancora da pubblicare presenti sul mio blog ce n’è uno che smentirà il titolo di questo post. È lì, tra le bozze, da settimane. Non lo posso postare. Per ora. Perché rischierei di far passare qualche guaio a mia figlia, dato che in quel post faccio a pezzi la chat della scuola di mia figlia.

Appuntamento dunque rinviato a giugno 2017. Al termine della scuola.

WhatsApp però, se togliamo appunto la chat delle mamme di scuola, quella del catechismo (ebbene sì esiste, la mia amica Federica ne ha le prove), quella del corso di cheerleading (che abbiamo smesso di frequentare solo per poterci levare dalla chat), quella del condominio (credeteci esiste pure quella), e tutte le chat in generale in cui scrivono più di 5 membri che normalmente non hanno niente in comune se non appunto la sfiga di condividere qualcosa, può essere un grandissimo aiuto.

Un aiuto a volte indispensabile.

Innanzitutto WhatsApp permette di dire la stessa cosa a più persone, senza dover ripetere il concetto. Per chi come me non ama perdere tempo, è un alleato incredibile. Apro un gruppo, inserisco qualche amica e il gioco è fatto. (Poi il gruppo lo chiudo, eh? Vedi per esempio festa compleanno Lavinia).

Poi non costa nulla, quindi a differenza di quando ero ggggggiovane io, quando se volevi fare che ne so, gli auguri di Natale, dovevi sperare attivassero la Christmas Card, adesso puoi tranquillamente rispondere “grazie anche a te e famiglia” senza dover spendere un capitale. Puoi addirittura scrivere Buon Natale ed inviarlo a tutti i tuoi contatti, con qualche video cretino allegato, tanto sai che è un “do ut des” e che quindi nessuno si scandalizzerà.

Ma soprattutto è un servizio di comunicazione incredibile.

Qualche giorno fa sono andata dal pediatra con entrambe le bambine. Tutto bene, stanno bene e crescono bene. Sì Lavinia mette un grammo alla volta e probabilmente, fortuna sua, non conoscerà mai la parola dieta. Ma è alta e va bene così. La Ludo ha tutta un’altra struttura, è molto più che alta ma allo stesso tempo è pigra.

Quindi come vi ho già raccontato arriva sempre un attimo dopo rispetto alla sorella alla medesima tappa: ha gattonato un mese dopo, ha camminato cinque mesi dopo, parla pochissimo.

Ora, è vero che io sono talmente assuefatta dalle millemilaparole quotidiane di Lavinia che non mi preoccupo certo se Ludovica, a sedici mesi, dice solo mamammamamamammaa, papappapapapà e tao. Anzi. Le mie orecchie ringraziano.

Però se vai dal ped e ti dice: “la stimoli più che può perché deve essere spronata”, qualche domanda me la faccio.

Così salgo in macchina, apro WhatsApp e registro un bel vocale per le mie amiche:

“Ragazze ciao, dal ped tutto bene, ma mi dice di stimolare la Ludo affinché parli un pochino di più. Volevo sapere, dato che io non posso fare paragoni con Lavinia, ma i vostri, a sedici mesi, decantano già la Divina Commedia?”

Trenta secondi dopo arrivano le risposte.

Ah sì, il mio anche il Decamerone.
Ah sì, la mia parla perfettamente tre lingue.
Ah sì il mio mi corregge se sbaglio i verbi.
No, il mio parla il balenese. 

Perfetto. Il ped me l’ha detto per un eccesso di zelo, mia figlia è perfettamente normale, e WhatsApp in tre secondi mi ha tranquillizzata.

E mi ha anche fatto fare due risate.

Sere-Mammadalprimosguardo

10 commenti su “WhatsApp non è il male

  1. Sere, ogni bambino ha i suoi tempi, ed è giusto così. È vero vanno spronati ma a tempo debito.
    A casa siamo in tre, mio fratello che adesso parla per tutti quanti è quello che ha iniziato a parlare più tardi rispetto a me e mia sorella, ogni cosa per lui era “mii”. Quindi lo dico da sorella maggiore ma anche da studentessa di scienze della formazione, le tappe dello sviluppo linguistico ci sono ma vanno sempre adattate ad ogni bambino.

    Per le chat di whatsApp sono d’accordissimo con te, mezzo utilissimo ma spesso usato male.

    Un bacione

    1. Certo, ma infatti il per non era preoccupato, di per sé. Mi ha solo consigliato di spronarla. Come sia anche credo giusto. Di parlarle e di raccontarle. Poi ovvio, io mamma, esco di lì e mi metto in discussione, ma un minuto dopo la discussione si era già chiusa 😀 bacio grazie

  2. Concordo! Il gruppo delle amiche è essenziale.. tutto il resto pattumiera! ..

  3. Ciao Sere, non c’è una regola con i bambini, come tu saprai. La mia bimba ha iniziato a camminare a 15 mesi e fino a 2 anni diceva solo papà, nemmeno mamma :-)) invece ora che ha 2 anni e mezzo parla tantissimo, dice frasi complete e sa contare fino a 20..quindi assolutamente tutto nella norma 🙂

    1. Vero Silvia, infatti io non mi ero proprio posta il problema… se non fosse che il per mi ha messo la pulce nell’orecchio…:-)

      bacio

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