Volevo fare la giornalista…

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Quando si è trattato di scegliere quale università frequentare terminato il liceo, sono stata in confusione: ho tentato il test di ingresso a Scienze della Comunicazione ma non fui ammessa. Se l’avessi passato probabilmente oggi sarei una giornalista, perché quella era una delle mie idee.

Ma quell’anno (1997) a Bologna c’erano solo 200 posti per 2000 iscritti al test. Un po’ pochi.

Così dopo aver buttato via un anno a Giurisprudenza e aver poi pensato che Lingue fosse la mia strada, nella vita faccio altro. E a guardare alcuni giornalisti di oggi in tv mi chiedo se non sia stato un colpo di fortuna.

Trovo che il mestiere del giornalista sia assolutamente affascinante e di grande importanza: si tratta di cercare e dare informazioni agli altri. Un po’ quello che nel mio piccolo faccio io. Ma con una responsabilità ben diversa:
se quello che io scrivo sul mio diario personale non ti interessa, passi oltre. Ce ne sono molti altri. Ma se sei un giornalista e dai notizie importanti come quelle di cronaca, hai una responsabilità ben più grande nei confronti di chi ti legge.

Invece guardando i Tg e leggendo i giornali spesso vedo tutto tranne che responsabilità. Vedo voglia di fare notizia, voglia di sviscerare la tragedia, voglia di fare gossip. Ma poca serietà nel raccontare i fatti.

Come già detto nel post a caldo del terribile attentato di Nizza, in cui il giornalista diceva sollevato che fortunatamente non c’erano bambini italiani tra le vittime, come se i bambini non fossero tutti uguali, anche oggi rimango basita davanti a quello che vedo in queste ore davanti al Tg.

Sul blog per oggi era programmato un post, poi appresa la notizia del terremoto l’ho sposato, pensando che non fosse il caso di dare importanza alla mia vacanza appena passata e alla spensieratezza di mia figlia al mini club, dopo quello che era successo.

E che sarebbe stato meglio fare silenzio.

Però poi accendo la tv e vedo solo sciacallaggio su qualcosa che dovrebbe a mio parere essere raccontato differentemente. E questa cosa mi fa arrabbiare.

Per carità, l’ho detto, non ho avuto la fortuna/occasione di studiare giornalismo e non so come si faccia a conti fatti. Quindi non posso permettermi. Ma da lettrice o telespettatrice posso dire che quello che vedo non mi piace.

Non mi piace che un giornalista si avvicini a una mamma che ha per mano una bimba, visibilmente spaventata e le chieda come sta vivendo la bimba quella situazione. Non mi piace che un giornalista si avvicini ad una nonna e le chieda se quello appena passato correndo è il marito e se va tutto bene. Non mi piace che mentre dei paramedici salvano un uomo e lo posizionano su una barella il giornalista si avvicini per sapere come si chiama.

Chissenefrega di come si chiama. Come vuoi che stiano quelle persone? Come credi che stia vivendo una cosa così grande una bambina così piccola?

Delle volte mi chiedo se facciano un corso di domande stupide. E soprattutto mi chiedo perché mai nessuno li mandi a quel paese. O forse qualcuno lo fa ma poi non lo mandano in onda.

Ho anche pensato che fosse sbagliato il tg che stavo guardando, in fondo si sa che alcuni marciano un po’ più di altri sulle notizie tristi e li riconosci perché sono quelli che in sottofondo ad un video di macerie e gente che piange dopo aver perso tutto, montano una canzone strappalacrime che fa commuovere anche l’ultimo dei duri, perché quello è lo scopo.

Ma poi no, cambi canale, e la solfa non cambia. Non c’è la musica forse, ma il giornalista di turno sta dando il dettaglio delle giovani vittime: 4 anni, uno non aveva ancora compito due anni, un gemello è vivo l’altro no…

Basta allora spegni perché non ne puoi più. E guardi i giornali online, quelli che speri siano concentrati più sulla notizia in generale che sul macabro dettaglio. E invece no, spesso è anche peggio.

Tutto questo reality, questo essere sulla notizia in tempo reale, questo entrare nella vita delle persone a mio avviso non è sano. Fa sembrare tutto un bluff, un telefilm, una serie televisiva. Ecco, una puntata di Grey’s Anatomy.

Sa dirmi come si chiama? Come si sente? Ha qualche parente che vuole che avvisiamo?

Peccato che questa sia vita vera. Non uno show.


Sere-Mammadalprimosguardo 

4 commenti su “Volevo fare la giornalista…

  1. Eh si mi trovo davvero a condividere tutto ciò che hai scritto.. ahimè!
    Io ho quasi smesso di guardare telegiornali sulle varie reti ( ormai non fanno differenza), perché è un susseguirsi di domande inutili, banali, irritanti e inopportune.. che non lasciano spazio al silenzio, o a pochi sensati commenti sulle tragedie di varie tipologie, che purtroppo accadono.. ma non solo..oppure trovo orribile e incommentabile anche che si insista in modo dettagliato e crudo, su dei particolari, che a mio avviso, andrebbero risparmiati ai telespettatori..perché non cambiano nulla all’enfasi che viene dato alla notizia, bensì creano un modo di fare notizia, a mio avviso, squallido e aberrante. Mi chiedo se tutti spegnessero la tv, cosa accadrebbe. Mi chiedo se il giornalismo si renda conto di che danni crea questo assurdo modo di informare la gente. Io, non sono del mestiere, ovviamente, e non sono al corrente di che tipi di meccanismi ci siano dietro tutto ciò, ma vorrei che tutti facessimo sentire il nostro diniego..

  2. Ciao Serena sono pienamente d’accordo con te. Quando guardo i Tg devo cambiare perchè mi viene subito da piangere e pensavo fossi io ad essere ipersensibile. Quando frequentavo l’Accademia di Cinema a L’Aquila avevano un prof straordinario. Cineoperatore Rai ha realizzato i più nei documentari. Beh …. il suo insegnamento era “Se volete che le persone restino incollate allo schermo mostrate loro animali, vecchi e bambini” Ad un certo punto però devi fermarti. Ecco lui sapeva usare questi 3 elementi per prenderti e commuoverti, ma senza mai cadere nello sciacallaggio d’immagini. Per questo è stato un grande. Mentre tornavo a casa ho sentito in radio l’intervento di un giornalista, francamente non ricordo il nome, ma qui è noto perché è L’Aquila ha perso i figli. Ad un certo punto ha detto al suo collega “andiamo via” perché erano solo d’intralcio. Comunque questa categoria di gossippari non scomparirà perché è gente che non sa dare contenuti, perché probabilmente non li ha neanche dentro…….
    Grazie mi hai dato l’occasione di sfogarmi.

  3. Io su Internet ho visto uno dei soccorritori che sbroccava al giornalista dicendogli Nn facciamo lo stesso lavoro…un grande!guarda io ho mio fratello su a Rieti quei posti li conosco perché la scorsa settimana stavamo su…oggi leggo 70 vittime ho pianto…tutta brava gente gente che Nn ha più nulla…la propria storia…boh Nn lo so…come si fa

  4. Ciao Serena.
    Una volta c’erano impiccagioni e roghi in piazza e la gente accorreva per vedere lo spettacolo…. queste cose nel “nostro” pezzetto di mondo non ci sono più ma resta il gusto del macrabo, dell’orrore, del vedere la sofferenza degli altri… Il giornalista non fa vedere scene orribili? Cambio canale…. Se ci pensi è raccapricciante. Posto il fatto che concordo sulla teoria del corso di domande idiote, il problema è la gente stessa che chiede di vedere certe cose…
    Il bimbo di tre anni annegato in Grecia… Da madre mi son sentita male e ogni volta che passavano le immagini di quel bimbo cambiavo canale con il cuore stravolto….
    Ti ricordi di Sara, la ragazzina uccisa ad avetrana? Secondo te è normale vestire per carnevale il proprio bimbo da “zio Michele”? Io lo trovo raccapricciante! Eppure siam fatti così…. Con gente del genere che razza di notizie vuoi che passino in televisione????

Che ne pensi?