Non allatterò mai…o forse sì!

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Lo ammetto. Ho passato anni a dire che nel momento in cui sarei diventata mamma non avrei allattato. Ho delle mie fisse personali, spauracchi di “gioventù” e non credevo l’avrei mai fatto. Al corso preparto mi sono anche sentita “consigliare” di andare da uno psicologo (evito commenti) per superare questa paura…Fatto sta che la donna indipendente che c’è in me aveva deciso che non avrebbe allattato. Anche perché come già detto in un altro post sapevo che i bambini allattati artificialmente (vedi me) dormono di più. Mia mamma mi racconta sempre che io mangiavo e dormivo. Una bambola. E contrariamente a tutto il terrorismo psicologico che c’è in giro, secondo il quale i bambini allattati al seno sono più forti e meno cagionevoli, io non mi sono mai ammalata, se non per le malattie tipiche dell’essere bambino. Ma mai un raffreddore di troppo.
Tutti questi dati mi avevano fatto decidere per il NO.

Se non fosse che quando mi hanno messo Lavinia al petto appena nata e mi hanno chiesto se potevano “attaccarmela” ho detto sì. E’ stata la cosa più naturale del mondo. Fortunatamente poi Lavinia era brava, ha capito subito come fare per cui non abbiamo avuto grossi problemi. Tranne che per la famosa montata lattea che a me è arrivata il venerdì successivo alla sua nascita (è nata di lunedì) e quindi la poverina per i primi 5 giorni ha patito la fame (aiutata però da bibe di latte artificiale prontamente comprato). Ovviamente abbiamo anche avuto un inizio di ingorgo e una ragade…tutto ciò da cui ero terrorizzata e che è chiaramente arrivato. Ma passate le prime 2/3 settimane di assestamento poi tutto è filato liscio. Addirittura ero talmente entrata nell’ottica che avevo comprato (notare comprato non affittato) un tiralatte, per potermi “mungere” e dar comunque da mangiare a Lavinia in caso di mia improvvisa assenza o per qualche emergenza. Latte che veniva poi messo in freezer e scongelato all’evenienza.
MedelaCornice
A rileggere quello che scrivo mi sembro una matta. Io che non volevo allattare ero diventata la banca del latte. Ovviamente questa è stata solo la prima delle mie convinzioni poi smontate dalla gioia della maternità…:-D

Anche per quanto riguarda la mia fissa che non dormisse in realtà Lavinia (a parte i risvegli notturni già raccontati che però non c’entrano niente con la fame) mi ha smentita. Al terzo mese saltava già la poppata notturna, tirando dalle 11 alle 5. Ovviamente però allattando ero io che mi dovevo alzare per sfamarla e questo un po’ mi è pesato. Perché certe notti un cambio mi avrebbe fatto comodo. Giusto per recuperare sonno. Ma in quei momenti non potevo certo sapere che saremmo arrivati a 22 mesi senza ancora fare una tirata unica…speravo sempre di intravedere la luce del tunnel dopo la galleria..:-D

Ho allattato Lavinia per sei mesi. Per mia scelta ho evitato per quanto possibile di allattare in pubblico. Non si scatenino le femministe o quelle che credono fermamente nell’allattamento al seno, ma a me, PERSONALMENTE, non andava. IO credo che sia una cosa molto intima. E anche se è la cosa più naturale al mondo, come molte donne affermano, secondo me c’è modo e modo. Io preferivo mettermi di spalle, in un posto tranquillo, coprendomi le grazie con una stola…perché per ME non è necessario per forza far vedere a tutti che sto sfamando tuo figlio! E’ una cosa talmente delicata, (alla fine il bambino sta mangiando e ha bisogno di tranquillità dato che il suo unico scopo nei suoi primi mesi di vita è crescere) che vedere al ristorante magari in mezzo ad una tavolata di 20 persone urlanti un bambino che cerca di poppare in tutto quel casino, onestamente non faceva per noi…

Ribadisco che questo era quello che mi sentivo di fare io, certamente ognuno deve essere libero di agire come meglio crede per il bene del proprio bambino; anche se a me le esasperazioni, di qualsiasi genere, non piacciono:
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una sera aspettando la pizza fuori dalla pizzeria, mi è passata davanti una macchina. Il marito al volante e la mamma seduta accanto a lui, senza cintura, con tanto di bambino attaccato al seno. Ora, anche a noi è successo di essere in giro in macchina con Lavinia urlante e di dover decidere se rischiare …ma io ero seduta dietro con tanto di cintura…e poi per accostarsi ci vuole un attimo…

Certo è che quando poi ho iniziato a svezzare Lavinia mi sono resa ancora di più conto di quanto fosse stato comodo aver potuto allattare. Spesa del latte artificiale a parte, che è già comunque un bel risparmio monetario dati i prezzi allucinanti che ci sono in Italia, c’era anche il risparmio di tempo. Se la bambina aveva fame, si trovava un posticino tranquillo (e isolato) e si mangiava. Stop. Invece iniziando lo svezzamento dovevi sapere che dovevi essere a casa per quell’ora, ricordarti di preparare le pappe di verdure e se le avevi preparate ricordarti di scongelarle, se poi uscivi a cena preparare il termos, insomma allattare era molto più comodo…

Però con questo post voglio dire una cosa: SENTITEVI LIBERE DI DECIDERE. Io alla fine come scritto ho allattato perché mi è venuto naturale. Ho optato per il sì perché ho sentito che POTEVO farlo. Non che DOVEVO. Quando ero piccola io, i medici “parteggiavano” per l’allattamento artificiale. Mia mamma mi racconta che io non ne volevo sapere di essere allattata e così mi hanno senza troppi problemi dato il biberon. Nessuno in ospedale ha insistito. Forse se avessero avuto più pazienza con me e con mia mamma alla fine avrei “ceduto”. Ma allora non era così.
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Adesso invece insistono. Sono quasi fastidiosi. Se dici che non vuoi allattare ti guardano male. Indipendentemente dalle ragioni che hai, ti pressano, ti fanno sentire in difetto. Il corso preparto a cui ho partecipato era tendenzialmente un corso PRO ALLATTAMENTO. Del parto si è parlato poco e niente. Ma di come allattare, comprese prove su un bambolotto (…..) si sono scritti diari…

Io penso che una donna debba essere libera di decidere. Siamo d’accordo che il latte di mamma sia l’unico latte esistente compatibile al 100% con il bambino. E’ fatto su misura. L’allattamento materno è senza dubbio il miglior modo di alimentare il neonato e il lattante, poiché il latte di una madre di una certa “specie” è il più adatto ai figli della stessa “specie”. In altre parole il latte di donna è il più giusto per il bambino, quello di mucca per il vitello, quello di cavalla per il puledro e così via.

Con l’allattamento tra mamma e bambino si instaura un legame speciale che non è finalizzato esclusivamente al nutrimento (Questo non vuol dire che chi non verrà allattato odierà la madre). Inoltre il meccanismo della suzione attivato dal bambino favorisce la formazione di ossitocina e prolattina nella mamma. Quest’ultima sostanza permette la fuoriuscita del latte, il che vuol dire che più il neonato beve il latte materno, maggiore sarà la produzione di latte da parte della madre. L’ossitocina invece è quell’ormone che durante il parto favorisce l’espulsione del bambino e subito dopo il parto incrementa le contrazioni dell’utero utili a ristabilire le condizioni di partenza: in poche parole la suzione è utile al neonato ma anche alla mamma che può recuperare in breve tempo l’elasticità dell’utero. L’allattamento materno riduce il rischio di infezioni, di Sids (la cosiddetta morte in culla), di asma e di malattie allergiche e di obesità (benefici per il bambino), nonché il rischio di tumore al seno e all’ovaio (benefici per la mamma). Secondo alcuni studi, inoltre, l’allattamento al seno può anche migliorare lo sviluppo cognitivo del bambino.

Fermo restando che i principi nutritivi (e non solo) di questo alimento non si discutono, è bene ricordare che l’allattamento al seno è molto faticoso per le mamme, soprattutto per quelle che devono rientrare presto a lavoro. Il bambino che si nutre esclusivamente dal seno infatti va allattato ogni volta che ne ha voglia, ovvero tutte le volte che mostra segni di fame. Inoltre, può accadere, che per lo stress o per la cattiva dieta che si segue, le mamme non producano abbastanza latte per i propri bambini. In questi casi l’ostinazione non aiuta e sebbene la suzione sia gradevole e gratificate, è importante dare i bambini la cosiddetta aggiunta. In questi casi l’allattamento diventa ancor più faticoso se non impossibile. Inoltre sono frequenti casi di ingorghi, mastiti e ragadi, che creano parecchi problemi (e dolori) alla New Mum che ha già tanti pensieri per la testa e si ritrova anche ad avere dolore durante l’allattamento…
Non pretendiamo poi a tutti i costi che allatti una mamma che non ha latte (Al corso cercavano in tutti i modi di inculcare il messaggio che è impossibile che una donna non abbia latte, non raro IMPOSSIBILE…); non facciamo un dramma se il latte non c’è o se finisce presto. Nel contesto igienico-sanitario del nostro Paese il latte materno non è strettamente indispensabile per la salute del bambino. Una madre che non può allattare al seno non è una mamma di serie “B”, e non deve assolutamente avere sensi di colpa poiché la qualità del suo rapporto con il bambino non è data dai litri di latte che gli fornisce ma dall’amore con cui lo circonda. (Se anche allatti tuo figlio fino ai 12 anni ma poi lo meni, questo benedetto legame speciale non credo che ci potrà essere…).

Se una donna non vuole allattare per enne ragioni, non è giusto discriminarla. Il momento dopo il parto è un momento delicato. La vita ti cambia completamente e ci vogliono settimane prima che psicologicamente si raggiunga un minimo di equilibrio (parlo di minimo perché poi c’è chi come me a 22 mesi è ancora fuori…:-D): non credo sia giusto forzare nessuno. Le ostetriche dovrebbero starti vicina, aiutarti ed appoggiarti. Non obbligarti. Così come i parenti che si permettono di dire sempre la loro. Anche quando non richiesto…

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E anche voi cari papà….Certo, il bambino è anche vostro. Ma la poppa no. Quella è della mamma e sempre sua sarà. Quindi se la vostra compagna non se la sente, non forzatela. Lasciatela libera di decidere. Vi apprezzerà ancora di più perché saprà che potrà contare su un compagno e non su un “padrone”…E voi potrete stringere un legame più forte sin da subito con il pargoletto!

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11 commenti su “Non allatterò mai…o forse sì!

  1. ma quanto mi piace come scrivi…e quello che scrivi! ho allattato senza troppi problemi per 8 mesi…ma ho sempre sostenuto anche io che ora fanno terrorismo psicologico sull’allattamento materno !!!! e cmq…siamo state proprio brave …tiè !

  2. ma quanto mi piace come scrivi…e quello che scrivi! ho allattato senza troppi problemi per 8 mesi…ma ho sempre sostenuto anche io che ora fanno terrorismo psicologico sull’allattamento materno !!!! e cmq…siamo state proprio brave …tiè !

  3. Ho letto il titolo di questo articolo con la paura che fosse il solito elogio dell’allattamento non artificiale – ne ho sentiti tanti … – come unico modo per creare una attaccamento speciale con il bambino, facendo passare le altre mamme, che allattano, ma artificialmente, come donne i cui figli avranno gravi problemi psicologici derivanti da una traumatica mancanza di affetto …ma fortunatamente ho continuato a leggere e ho visto che non era come mi immaginavo!
    Io ho allattato per poco perché, per svariati motivi, il latte non era molto se n’è andato presto…mi è spiaciuto, so che il latte materno è un alimento più salutare e completo per il bambino, ma cosa potevo farci?… e ho odiato le ostetriche che ancora dopo 2 mesi dal parto dicevano che “non è possibile non avere latte” e che mi sarebbe potuto arrivare ancora! Poi ho cercato – anche grazie all’aiuto di Ale, mio marito, e di mia mamma (mamma anni ’70, quindi assolutamente inconsapevole dell’attuale demonizzazione del latte artificiale ) – di superare i sensi di colpa (che purtroppo mi trascinerò, grazie a queste “talebane dell’allattamento”) e di mettermi in testa che il bambino ha bisogno prima di tutto di una mamma serena, che gli stia vicino e che lo nutra, anche se con un biberon,con amore!!

    1. Fede, io non credo che tu debba sentirti in colpa. Ci hai provato e questo è quello che conta. Ma anche se non ci avessi nemmeno provato chi sono queste “talebane” per insinuare dubbi in una giovane mamma? Ricorda che i bambini sono i nostri, non i loro. Ed è assolutamente più felice un bambino cresciuto a bibe&amore piuttosto che un bambino allattato per i motivi sbagliati …non ci pensare! Bacio

    2. Sono assolutamente d’accordo! Il mio piccolino ha quasi 3 mesi e lo allatto (felicemente) con l’artificiale! Prima di essere mamma pensavo di allattarlo al seno per i primi sei mesi ma non sapevo a cosa andavo incontro…non era per me e fortunatamente non mi sono fatta condizionare dalle mille pressioni che ci sono in giro! L’importante è essere serene e fare ciò che ci fa stare meglio 🙂

      1. concordo assolutamente Alessandra, l’importante è trovare il proprio equilibrio di mamma&figlio. Il resto sono solo parole (spesso non richieste tra l’altro!)! bacio

  4. Ho letto il titolo di questo articolo con la paura che fosse il solito elogio dell’allattamento non artificiale – ne ho sentiti tanti … – come unico modo per creare una attaccamento speciale con il bambino, facendo passare le altre mamme, che allattano, ma artificialmente, come donne i cui figli avranno gravi problemi psicologici derivanti da una traumatica mancanza di affetto …ma fortunatamente ho continuato a leggere e ho visto che non era come mi immaginavo!
    Io ho allattato per poco perché, per svariati motivi, il latte non era molto se n’è andato presto…mi è spiaciuto, so che il latte materno è un alimento più salutare e completo per il bambino, ma cosa potevo farci?… e ho odiato le ostetriche che ancora dopo 2 mesi dal parto dicevano che “non è possibile non avere latte” e che mi sarebbe potuto arrivare ancora! Poi ho cercato – anche grazie all’aiuto di Ale, mio marito, e di mia mamma (mamma anni ’70, quindi assolutamente inconsapevole dell’attuale demonizzazione del latte artificiale ) – di superare i sensi di colpa (che purtroppo mi trascinerò, grazie a queste “talebane dell’allattamento”) e di mettermi in testa che il bambino ha bisogno prima di tutto di una mamma serena, che gli stia vicino e che lo nutra, anche se con un biberon,con amore!!

    1. Fede, io non credo che tu debba sentirti in colpa. Ci hai provato e questo è quello che conta. Ma anche se non ci avessi nemmeno provato chi sono queste “talebane” per insinuare dubbi in una giovane mamma? Ricorda che i bambini sono i nostri, non i loro. Ed è assolutamente più felice un bambino cresciuto a bibe&amore piuttosto che un bambino allattato per i motivi sbagliati …non ci pensare! Bacio

    1. Brava. Hai perfettamente ragione. Grazie che mi leggi, da oggi che ti ho scoperta ti leggo anche io! 🙂 un abbraccio

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