Una mamma “single”.

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Valentina è una mia amica. Vi ho raccontato che ci siamo conosciute in Sicilia la scorsa estate quando entrambe eravamo in vacanza al Club Med. Grazie a Noemi, che ha subito attaccato bottone con Lavinia, abbiamo fatto conoscenza. Conoscenza che si è poi trasformata in un legame di affetto abitando lei a pochi km da noi a Firenze, cosa che ci ha permesso di incontrarla anche dopo la vacanza.

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Da subito ho scoperto che nonostante la sua giovane età fosse una mamma single. Sapevo che il papà di Noemi era fidanzato con un’altra ragazza e che Valentina fosse serena di questa situazione. Dispiaciuta certo perché la sua bambina non avesse una famiglia “normale”, ma consapevole del fatto che queste famiglie allargate oramai sono all’ordine del giorno e che con l’amore e il reciproco rispetto si può crescere una bambina anche da separati.

Questo però lo sapevo anche io in prima persona. I miei genitori sono divorziati da sempre. Per me è sempre stato normale passare parte del week end con papà e parte con mamma. I miei sono rimasti amici, grazie anche e soprattutto al fatto che la mia mamma, nonostante tutto, ha saputo andare oltre, permettendomi di avere un papà vicino, anche se innamorato di un’altra donna. Nell’adolescenza ho avuto parecchi attacchi di “rabbia” verso colui che mi aveva “abbandonata” perché da figlia è difficile accettare che tuo padre si innamori di un’altra e preferisca passare la vita con lei piuttosto che con te, sua figlia. Ma poi crescendo, diventando donna, con l’ esperienza, con le storie sbagliate, con i racconti delle amiche, ho iniziato a capirlo un po’ di più. E ora che sono mamma, a maggior ragione, so che l’amore per un figlio va oltre, è più forte di tutto, però so anche che si rimane comunque delle persone e che al cuore non si comanda. Quindi l’ho perdonato.

Se oggi ho il rapporto che ho con mio padre, lo devo senz’altro a mia mamma. Le riconoscerò sempre il merito di essere stata una donna intelligente. Una donna che avrebbe potuto scatenare un inferno e che invece ha anteposto alla sua rabbia di donna delusa il bene di sua figlia. La mia felicità alla sua. Tant’è che ancora oggi, noi il Natale lo passiamo tutti insieme appassionatamente. A casa di papà. La sua vecchia famiglia e quella nuova. Insieme. Spesso la domenica andiamo tutti a pranzo insieme. Non è da tutti, lo so. Spesso amiche mi chiedono come faccia. Lei. Non lo so, rispondo. O forse sì, è l’amore, quello vero, che porta ad essere delle mamme con la M maiuscola. Anche nelle situazioni peggiori. Io onestamente non lo so se al suo posto sarei stata così brava. Perché è umano essere arrabbiati, lo siamo tutti quando veniamo lasciati. E per quanto tu possa cercare di nasconderlo a tua figlia, tra le righe dei messaggi li lanci. Invece no. Mai una parola fuori posto (da nessuna delle tue parti), mai un litigio esagerato, mai una ripicca, mai un “tu la bambina non la vedi”. Certo, ero molto piccola, per cui sicuramente tra di loro tensioni ce ne saranno state parecchie. Ma sono stati bravi a nasconderle. E a creare, con il tempo, il rapporto che abbiamo adesso, nonostante tutto.

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Ma torniamo a Valentina. Quello che sapevo appunto era che fosse separata, me l’ha raccontato lei ma soprattutto Noemi con tutta l’ingenuità che può avere una bambina di cinque anni. Quello che ignoravo però era il fatto che anche lei lo fosse da sempre. Che anche lei non avesse mai provato la gioia di una sua famiglia. Il calore di un abbraccio a tre. Anche lei è diventata mamma da sola. E pensando un po’ alla mia vita, anche se le due storie non sono proprio uguali, ho deciso di raccontare la storia di Valentina, scoperta per caso qualche giorno fa, facendone un post.

Perché Noemi è un po’ la Sere di 35 anni fa. E Valentina è un po’ la mia mamma (anche se Valentina ha 5 anni meno di me!!!:-D).

Preciso solamente che, il papà di Noemi c’è, è vivo e vegeto e ama la sua bambina. Lui è un po’ come il mio papà. Semplicemente sta con un’altra donna. Ma non l’ha abbandonata. Ci è voluto del tempo perchè anche lui capisse quanto è bello essere genitori. Quanto riempie il cuore un figlio. Ma Valentina ci ha messo del suo perché questo accadesse. E’ stata brava. Una donna forte. Come la mia mamma. Noemi cresce quindi in una famiglia allargata ma ha entrambe le figure genitoriali. Così come le ho avute io.

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Quello che vado a raccontarvi però è l’inizio di tutta questa storia. Il momento in cui una famiglia avrebbe dovuto nascere e invece così non è andata. Per dar coraggio a chi, e so che siete in molte, si ritrova incinta e sola e si chiede come farà. Ce la farà. Perché le donne hanno una marcia in più sempre. E quando diventano mamme smuovono le montagne. A chi, come te amica mia, ha deciso di portare avanti una gravidanza da sola, nonostante tutto quello che avrebbe comportato e ha deciso di crescere sua figlia da sola. E ora che questa figlia è nata, sa di aver preso la migliore decisione del mondo. Perché quello che questa bambina ha portato nella sua vita, niente, nemmeno un-uomo-senza-palle, potrà mai rovinare. E perché sono sicura che, grande com’è, se mai un giorno lui volesse la bimba nella sua vita, lei non gliela negherebbe. E anche a chi invece si fa la guerra. A chi tradita, disillusa, arrabbiata, decide di punire il padre dei propri figli impedendogli di vederli. Avrete le vostre buone ragioni ragazze, da donne. Ma da mamme no. Da mamme dovreste pensare ai vostri bambini. A cosa portate via a loro. A cosa fate perdere ai vostri bambini, solo perché siete arrabbiate. Andate oltre. Siate superiori. Quando i vostri figli saranno grandi vi ameranno ancora di più. Vi stimeranno. Vi ringrazieranno. Per un gesto d’amore così profondo. Ve lo dico io. Che lo so.

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Ecco cosa scrive Valentina:
La mia è stata una gravidanza un po’ speciale, 24 anni un amore folle e la voglia di avere un figlio. Due sciagurati… Quando credi ancora che l’amore possa essere eterno e che ci si possa amare più del mondo, del cielo e dell’universo… E come per magia rimani incinta, insomma proprio magia non direi, ma ti sembra quasi impossibile, la tua cellula uovo e il suo spermatozoo che si sono uniti creando quel “NOI” tanto voluto… Avevamo creato qualcosa con le nostre mani con il nostro amore… Ed ecco che la gravidanza prende campo e con essa le mie nausee (parlo al plurale perché vomitare 13/14 volte al giorno fi-no a perdere quasi 10kg e finire disidratata con “una nausea” non é possibile!! ) Il mio compagno stava lontano, in Basilicata.. ed io sono stata tanto male, quel male fisico che ti fa credere di non potercela fare, che il tuo fisico non potrà reggere; non poteva essere quella la gravidanza, bella e radiosa come tutti raccontano, fatta di pelle bellissima capelli splendenti…io i capelli li perdevo e il mio colorito faceva invidia a un cadavere… Eppure lei dentro di me stava alla grande… ero io che fuori mi distruggevo, lei cresceva se ne stava proprio bene… Ho pensato di chiamarla Nausea o Vomitilla in onore delle giornate passate a vomitare… Già sapevo che appena nata mi avrebbe fatto dannare… Ma alla fine anche se stai male sai che quel male porterà ad un bene infinito…
Mentre il mio fisico si stava abituando a quella presenza tutto è cambiato… Era circa l’8 Dicembre, 6 mesi di gestazione, ero appena stata dimessa dopo una colica renale ( per non farci mancare niente)… Sentivo che qualcosa non andava… Era notte….Mio fratello mi dice che il padre di mia figlia sta con un’altra… La mia testa è entrata in un vortice misto fra incredulità e dolore, un dolore lancinante che ti sbrana dentro…ero come drogata, come se vivessi in una realtà parallela… Ero rimasta sola… con la mia pancia!! Dovevo ridisegnare la mia vita..
Avevo desiderato di avere un figlio con chi?? Dove era finito quell’amore??? Ogni notte mi addormentavo piangendo e mi svegliavo piangendo…Spesso mi svegliavo di sobbalzo come da un incubo poi però mi accorgevo che quella era la mia realtà…Vi risparmio i par-ticolari di ciò che mi è stato fatto e detto, perché provo pena e compassione per queste due persone…ma è stato difficile.
Non ero fisicamente sola avevo la mia famiglia, gli amici, tutti che si sono stretti intorno a me come a proteggermi… Ma dentro mi sentivo sola… Nessuna carezza, per me niente cuori con le mani sulla pancia, niente ecografie mano nella mano, niente attesa del parto insieme. Avevo solo tanta paura e la pancia me l’abbracciavo da sola…
Quando mi si sono rotte le acque erano circa le 4:30 del 11 marzo del 2008 ed ero sola… In ospedale c’erano le persone che amavo di più, ma se tutte le altre donne avevano il padre dei loro figli vicino.. io No…Lui era lì ad aspettare fuori come qualsiasi altro parente… Non con me a tenermi le mani. A darmi forza e coraggio. Ho dovuto fare da sola. E già dal primo sguardo quando l’ho vista che sembrava una cinesina dal naso schiacciato ho capito che saremmo state sempre e solo Io&Lei…

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Per i primi anni è stato difficile. Da donna e da mamma. Ma ho insistito. Ho combattuto perché mia figlia avesse un padre, perché lei un padre ce l’aveva. Un uomo che aveva deciso con me di diventarlo e che anche se non mi amava più doveva prendersi le sue responsabilità. E oggi finalmente posso dire che, a distanza di tempo, insieme sono una bella coppia. Noemi adora suo padre e suo padre adora Noemi. E questo è quello che conta per me. Tutto il resto non mi interessa più.
Valentina

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Sere-mamma-dal-primo-sguardo che abbraccia e ringrazia la sua amica Valentina <3

4 commenti su “Una mamma “single”.

  1. bellissima questa storia… e bravissima tua mamma a mantenere i rapporti col tuo papà… un po’ ti invidio sai.. ebbene si, anch’io sono figlia di genitori divorziati.. ma con una differenza.. mio padre non è mai stato presente.. e mi sono resa conto dopo anni che di me, non glien’è mai fregato nulla… lui avrebbe fatto di tutto per tornare con mia mamma e non ha fatto nulla per stare vicino a me.. oh non che io sia cresciuta male o con delle mancanze, anzi.. mia madre ha trovato l’affetto di un altro uomo e quell’uomo l’affetto l’ha dato anche a me.. all’inizio è stata dura.. più di una volta gli ho detto ” tu non sei mio padre..” ma poi crescendo ho capito che mi ha dato più lui che non mio padre naturale.. mio padre se ne è andato di casa che avevo poco più di 6 anni.. e ti lascio immaginare tutte le difficoltà che mia mamma ha passato con una bimba e poi ragazzina ribelle come sono stata.. cmq io con mio padre ci parlo e da quando le bimbe sono nate cerca di venire a trovarle regolarmente una o due volte al mese..gli ha perfino aperto un libretto di risparmio.. vuole fare i bravo nonno anche se un bravo papà non lo è mai stato.. posso dirti però che sono stata una brava figlia, contro i pareri un po’ discordanti, anche da parte anche di mio marito, io l’ho sempre cercato, io l’ho invitato al matrimonio.. (devo dirti che faceva un po’ parte dell’arredamento..) e io gli ho detto che le bimbe erano nate… io non sono come lui.. e se dovessi trovarmi nella situazione dei miei, stai pur certa che la prima penserei alle mie bimbe che a me stessa..

    1. Sara-mamma-delle-gemelle…<3. Grazie delle tue parole. Io credo che alla base ci sia per molti uomini l’incapacità di prendersi delle responsabilità. E purtroppo molti papà sono così. Però leggo nelle tue parole la speranza. Che tu sia stata un adolescente ribelle non ne dubito, per certi versi lo sono stata anche io. Più mi dicevano che somigliavo a mio padre, fisicamente e caratterialmente, più cercavo di dimostrare il contrario. Peccato che però poi mi sia dovuta arrendere: è proprio così. 😀 Tu sei stata una figlia ribelle ma intelligente e ora sei altrettanto intelligente da permettere alle tue bambine una possibilità, quella di avere un nonno, che come padre sarà stato un disastro, ma forse come nonno, potrà cercare di recuperare gli errori fatti. Un abbraccio anche alla tua mamma e al tuo papà “ereditato”, che poi spesso alla fine, quello che conta non è il legame di sangue, ma quello del cuore che pulsa! <3

  2. saranno gli ormoni che ancora pulsano ma ti giuro che mi hai fatto commuovere… e ti do completamente ragione, ho sempre sperato che mio padre potesse cambiare.. e questo ho sempre cercato in qualche modo di farglielo capire.. ma purtroppo o parlavo arabo o non percepiva che io, nonostante tutto, gli volessi bene cmq.. a essere nonno ci prova.. non sarà mai a livello del nonno “ereditato”.. ma si dice che si comincia poco per volta.. <3

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