Storie (le vostre)

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Sapete che Mammadalprimosguardo è un diario, personale, in cui vi racconto nel bene e nel male la nostra vita.

Viaggi, esperienze, shopping, tutto quello che ruota attorno alla mia vita da mamma. Un diario che è lo specchio di quello che siamo come famiglia.

Un diario non sarebbe tale però se non ci fossero anche riflessioni più ampie, su quello che accade attorno a noi non a noi, e che genera in me riflessioni o pensieri.

E infatti tante volte vi ho espresso le mie sensazioni davanti a fatti di cronaca riguardanti altre mamme che mi avevano fatto commuovere o arrabbiare e vi ho anche raccontato storie di altre mamme, amiche e non, che si sono affidate a Mammadalprimosguardo per raccontare la loro esperienza.

C’è stata Sara con il suo lungo percorso della pma che le ha portato Nathan, c’è stata Elisabetta con la difficile prova del parto prematuro di Denise.

Mamme che hanno raccontato il loro parto, che fosse naturale o cesareo. O Michela e la sua scelta di conservare le cellule staminali di Martina in una banca estera.

C’è stata Arianna che, non ancora mamma,  ci ha raccontato quanto il suo problema di endometriosi abbia influito in questo senso.

Non ultima qualche giorno fa, Lucia e la sua dolce Caterina affetta da fibrosi cistica.

Quando mi chiedete di scrivere un post su un certo argomento piuttosto che un altro, sono sempre ben felice di farlo.

Ma come ho premesso all’inizio Mammadalprimosguardo è un diario e non un sito di informazione.

Ed è per questo che vi chiedo ogni volta di scrivere voi qualcosa che poi io andrò a pubblicare. Perché se l’oggetto del contendere non è nelle mie corde, se quello di cui mi chiedete di parlare non lo conosco così da vicino, rischierei di dare informazioni sbagliate.

Cosa che sarebbe inaccettabile.

Ecco perché quindi se il racconto arriva da chi ci è passato in prima persona ha un valore aggiunto incredibile.
In questo caso non conta la forma, ma il contenuto. È quello che potete trasmettere e ricevere.

Quindi continuate a chiedermi di raccontarvi. Continuate a raccontarvi. Che qui ci sarà sempre posto per voi e per le vostre incredibili storie.

Un posticino, infine, lo voglio lasciare anche a chi è in cerca di risposte che non riesce a trovare. Una sorta di “la posta del cuore”. Tipo “Scrivi a Mammadalprimosguardo“. Come, per chi è della mia generazione, capitava anni fa con la posta del Cioè. In versione però adulta 😉

Ed è il caso di Patrizia che qualche giorno fa mi ha mandato un messaggio che vi voglio girare.

Certa che se tra voi c’è qualcuna che ci è passata, arriverà l’aiuto che cerca.

Ciao Serena,

complimenti hai una famiglia meravigliosa. Ti disturbo perché avrei bisogno del tuo aiuto se possibile. 
Da innumerevoli anni soffro di emetofobia, che sono sempre riuscita a tenere sotto controllo con i fiori di Bach. Ma da qualche tempo non funzionano più.
Il medico di base mi consigliato il lexotan, ma non vorrei arrivare a questo. 
Per questo ho pensato a te e alle innumerevoli mamme e persone che conosci. Magari qualcuno ha il mio stesso problema e ha trovato una soluzione. 
Potrà sembrare una stupidata ma ti assicuro che non è così. Mi impedisce di vivere normalmente… Ho paura di fare viaggi lunghi, di andare in barca o su una giostra con mio figlio… addirittura bere un bicchiere di vino con gli amici…
Conosci questa problematica? Pensi di potermi aiutare?

Grazie 💜

Se qualcuno tra voi avesse qualche consiglio da dare a Patrizia potrà farlo qui nei commenti del blog in modo che Patrizia possa poi leggere.

E se volete scrivermi per avere spazio su Mammadalprimosguardo, usate i canali social o la mail info@mammadalprimosguardo.com. Questa sezione del blog, la categoria denominata appunto “storie” rimarrà uno spazio tutto nostro, dove io sarò la bocca, ma voi sarete la parola.

Sere-Mammadalprimosguardo 

2 commenti su “Storie (le vostre)

  1. gli psicofarmaci sono una mano santa, però da soli senza una terapia non servono a nulla. inoltre vanno prescritti da uno specialista, che è solo ed esclusivamente un medico che ha fatto la scuola di sociopsicoterpia e che quindi si fregia del titolo di medico psicoterapeuta: un semplcie psicologo non è abilitato a fare terapia, uno psicologo psicoterapeuta non ha le competenze per prescriver farmaci, il medico di base men che meno, lo psichiatra ha un’impostazione solo medicalizzata senza risolvere alal radice.
    consiglio quindi di cercare sulle pagine blu un medico psicoterapeuta con cui iniziare una terapia analitica eventualmente abbinata a farmaci, se lo riterrà opportuno.
    in alternativa si può anche valutare come tamponamento temporaneao che abbia riscontro rapido, nel giro di poche settimane, una terapia cognitiva comportamentale: sono ottime per le fobie e i disturbi ansiosi perchè mettono in atto dei meccanismi che agiscono sul sintomo permettendoci di superarlo, ma ovviamente non sono risolutive perchè non vanno a estirpare la radice del problema.
    il lexotan è solo un tranquillante generico, nelle forme ossessive non va bene o epr lo meno non va bene da solo., ma soprattutto quello che serve assolutamente è un supporto psicoterapico.
    in bocca al lupo e un abbraccio

    1. Buongiorno Mela. La ringrazio è stata molto chiara. Il percorso psicoterapeutico lo ho già affrontato ed è stato abbinato ad un percorso cognitivo comportamentale…È andato tutto bene fino a circa 4 mesi fa. Leggendo le sue parole credo sia il caso di ricontattare il medico che mi segui’ la prima volta. Grazie ancora

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