Lettera a mia sorella che sta per diventare mamma

Mia sorella è incinta e io sto finalmente per diventare zia.

Esattamente dieci anni fa, di questi tempi, quella che si preparava a diventare madre ero io.

Non sapevo assolutamente nulla sull’argomento, non avevo amiche incinta, né già madri, e avevo tante convinzioni che poi si sarebbero sgretolate con gli anni e con l’esperienza.

O forse semplicemente con la vita vera.

In quel periodo mi ero iscritta in uno di quei portali di mamme che si raggruppano per mese di DPP (data presunta parto) ed ero diventata membro di un gruppo simpaticissimo di settembrine.

Alcune di loro fanno ancora parte della mia vita. Con alcune di loro ho partorito quasi in contemporanea, a distanza di poche ore, aggiornandoci su whatsapp. Altre si sono perse per strada.

Ma far parte di quel gruppo, in quel momento, è stato fondamentale per avere qualcuno con cui parlare e sfogarmi, qualcuno che mi capisse in pieno, persone che in fondo non conoscevo ed erano così lontane, da non poter giudicare, e che sono state le precorritrici di quella che poi sarebbe state la mia famiglia della rete.

Durante la gravidanza tanti dubbi me li hanno tolti loro, tante pacche sulla spalla e tanti “stai tranquilla” me li hanno dati loro e, anche se io spero di poterli togliere/dare a mia sorella laddove avesse bisogno di un consiglio, ci sono delle cose che, con il senno di poi, avrei voluto sapere e mi avrebbero forse aiutata a vivere alcuni momenti di sconforto in maniera migliore; cose che nessuna delle mie amiche settembrine in quel momento poteva dirmi, perché stavamo vivendo quelle emozioni e quelle crisi in contemporanea.

Ecco, queste cose le voglio dire a mia sorella cosi che, dovessero servire, saprà dove trovare le risposte e soprattutto, che tutto è normale.

Cara sorellina mia questa lettera è quindi per te.

Innanzitutto grazie per questa emozione che mi hai regalato. Scoprire di aspettare un bambino ti fa perdere un battito, ma quando scopri che stai per diventare zia i battiti raddoppiano. E tu lo sai bene.

gravidanza

Manca davvero pochissimo all’arrivo di Cicci e non puoi sapere quanto io sia emozionata. O forse lo sai, perchè ci sei passata prima di me.

Per prima cosa poi vorrei dirti che sarai bravissima, io ne sono certa. Sei cazzuta, hai un carattere forte e sai come vivere bene. Accanto a te hai un marito (fa ancora un po’ effetto dirlo), che ti fa ridere e non ci sarà consolazione migliore in certi momenti. Sarete bravissimi entrambi, perché anche lo zio Simo è speciale, le mie figlie vi adorano e la vostra bambina sarà fortunata ad avervi.

famiglia

Impara in fretta a non ascoltare nessuno. Ascolta il tuo cuore, le tue sensazioni (certo il pediatra), ma non farti influenzare, né dubitare. So che adesso sei convinta che saprai mettere tutti al loro posto come già fai, ma ahimè gli ormoni faranno la differenza e spesso avranno la meglio. Quindi potrebbe capitare di essere in crisi o di avere sonno e di non essere lucida. Non importa. Passerà.

I primi quaranta giorni saranno tosti, la tua vita si stravolgerà, non ci saranno più mattinate lente per restare a letto fino a tardi, non ci saranno più le ronfate storiche che  tanto amavi, ci sarà un esserino che avrà costantemente bisogno di te e tu non avrai più quasi il tempo di fare altro, perché avrai un’appendice del tuo corpo sempre attaccata a te. 

Sì, è vero, ci sarà Simo ad aiutarti, ma te lo voglio dire prima: non sarà lo stesso.

I primi tre anni fondamentalmente gireranno attorno a te, poi Cicci scoprirà quanto è speciale il suo papà, ma all’inizio ci sarai sempre e tanto tu, come del resto la stanchezza sarà soprattutto tua, sia se allatterai, perché anche volendo Simo non potrà aiutarti, ma anche se sceglierai il biberon, perché capirai presto che tu farai prima

Quindi sentirsi stanche, inadatte, depresse, nervose, isteriche perché no, sarà normale. Come sarà normale litigare con chi ti ha resa madre e che di colpo potresti sentire lontano, inadatto, incapace, egoista, poco comprensivo, ecc. ecc. perché inaspettatamente potrebbe essere difficile, se non impossibile, capirsi.

Ahimè capiterà anche questo.

Ma vai avanti, andate avanti, ci si passa tutti, chi più chi meno.

Non dubitare dell’amore per lui, non credere che qualcosa si sia incrinato. Ricorda cosa vi ha fatto innamorare, le farfalle dei primi anni e stringi i denti.

Dovrete semplicemente trovare un nuovo equilibrio, a tre, ma io vi conosco e sono certa che lo troverete.

memories

Impara anche a chiedere aiuto, a chiunque tu abbia accanto, a chiunque te lo offra. Ma impara a chiedere esattamente quello che vuoi, non quello che ti aspetti, perché vedrai che spesso sarà più facile non capirti che il contrario. Mentre tu saprai esattamente cosa ti servirà.

Se ti sentirai felice, urlalo. Se ti sentirai triste, urlalo.

Non trattenere le tue emozioni, qualunque esse siano. E’ tutto normale, anche le sensazioni che ti vergognerai di provare.

Non sentirti mai in colpa: se Cicci nascerà con un cesareo non sarai meno madre, se chiederai l’epidurale non sarai meno eroica, se non riuscirai ad allattare non sarai una cattiva madre e se sceglierai di non allattare non sarai una stronza.

Va tutto bene: tua figlia ti amerà comunque, ed è l’unica cosa che conta, perché saprà che il benessere della sua mamma, regalerà benessere anche a lei.

Non avere paura di prendere decisioni o del non saperle prendere, vedrai che le risposte verranno.

Non ascoltare le mille esperienze, le infinite teorie, ma soprattutto non credere mai a quelle persone che te la mettono giù troppo facile: la vita cambia inevitabilmente se hai qualcuno che dipende da te e non sentirsi sopraffatte da questo “peso” è poco credibile.

Poi certo ci sarà sempre chi avrà bambini che dormono di più la notte, bambini che mangiano tutto, mamme che ogni settimana vanno dal parrucchiere e alle quali la vita non verrà assolutamente stravolta. Certo…certo. Te ne accorgerai presto, vedrai.

Ma entra da un orecchio, esce dall’altro. Vai avanti per la tua strada, cerca la tua strada.

E infine, la cosa più importante: goditi ogni singolo giorno di questa nuova incredibile avventura.

Prenditi i tuoi tempi, non quelli della zia, della nonna o della bisnonna. I tuoi. Siete tu e la bambina (e certo il papà). Siete voi la nuova famiglia, il nuovo nucleo. Solo voi vi conoscerete nel profondo del saprete cosa sarà meglio per voi.

Non credere a chi ti dirà che se la tieni troppo in braccio la vizi, non credere nemmeno che vada lasciata piangere per poterla rendere autonoma in fretta, come non credere che non debba mai conquistare il lettone per crescerla bene. Vige una sola regola quando si diventa madri: il benessere della vostra famiglia. E se per riuscire a respirare un po’ devi “viziarla” un po’, viziala. Hai tutto il tempo per mettere regole e paletti, e contare fino al tre😉

Tienitela vicino, perché il tempo vola e in un attimo avrà dieci anni. E non scherzo.

zia e nipoti

Goditela.

E sii (siate felici).

Con amore, la zia.

Sere-mammadalprimosguardo in attesa di diventare Sere-ziadalprimosguardo (che è sempre meglio di Sere-nonnadalprimosguardo)

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