9/11 per non dimenticare

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Quel giorno mi stavo preparando per andare in aeroporto. Ci lavoravo da soli quattro mesi. Avevo appena indossato la mia divisa da hostess quando accendendo la tv ho visto quelle terribili immagini. Senza però capire cosa fosse veramente successo. Sono uscita di casa credendo che fosse caduto un aereo. La sfiga, il destino. E io a qui tempi ancora non avevo paura di volare, figuriamoci un po’. Mi sono fermata a fare benzina e ricordo che il benzinaio aveva la radio accesa e non si parlava d’altro. La verità l’ho scoperta solo entrando a Malpensa. Le facce sperdute dei passeggeri, i colleghi preoccupati, le code al check in di quei giorni d’estate improvvisamente sparite, le notizie che si erano diffuse: non era stato un incidente ma un vero e proprio attacco. Tutti eravamo vulnerabili, la certezza di un mondo che sembrava sicuro quel giorno vacillava. Ricordo che l’aeroporto si è fermato. Sospesi i voli, passeggeri scomparsi. Malpensa era un aeroporto fantasma. E da quel giorno niente è stato più lo stesso, per nessuno di noi. #911dovero #pernondimenticare #neverforget
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Sere-mamma-dal-primo-sguardo che aderisce così ad una iniziativa della rete in cui viene chiesto di raccontare dove eravamo quel terribile, incredibile, interminabile giorno.

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