Quando la cicogna sbaglia mira.

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Una delle notizie più efferate della cronaca nera nei mesi passati è stata quella riguardante la coppia milanese dell’acido, Martina Levato e Alexander Boettcher, i quali, senza nemmeno uno straccio di motivazione, dato che ancora oggi a distanza di mesi, non si sente pentimento né giustificazione, hanno rovinato la faccia (e la vita) di un giovane uomo, che come unica colpa aveva quella di essere l’ex della ragazza.
Qualche giorno dopo l’arresto dei due si scopre che lei è incinta. E quindi lo era al momento del crimine. Non dimentichiamo questo passaggio per le considerazioni che verranno.

Sabato notte Achille, così è stato chiamato il bambino, è venuto al mondo ed è subito stato portato via da Martina. (Per poi farglielo vedere qualche ora dopo…)

Ho letto a tal proposito qualsiasi genere di commento, mamme che di pancia temevano per la futura stabilità del bambino privato della mamma, psichiatri che riflettevano sul legame di sangue, giovani donne che condannavano il gesto tanto precipitoso.

Ma ho letto anche molti pareri concordi con la magistratura per la velocità con cui la giovane donna è stata privata del bambino. E con cui il bambino è stato messo in sicurezza. Perché per me di questo si tratta. Proteggere un bambino che ha avuto la sfortuna di nascere nella famiglia sbagliata a causa di una cicogna miope e distratta.

Io ho subito pensato: perché avrebbero dovuto lasciarglielo? Perché avrebbero dovuto farle provare la gioia di tenere in braccio quel bambino che portava già in grembo quando ha deciso di sfregiare l’ex incurante del dono che portava in grembo? Perché diciamocela tutta: lei se ne è fregata sette mesi fa del fatto che con il suo crimine avrebbe rovinato la vita non solo sua o della vittima, ma anche di suo figlio.
Per cui, per me, avevano fatto bene. Più che bene. Era l’unica cosa da fare. Non sempre chi ti mette al mondo è degna di essere chiamata madre. Io credo che questa donna non meriti di esserlo. Anzi credo che questo bambino meriti una mamma con la M Maiuscola. Si è madri di pancia e/o di cuore. Martina lo è stata solo di pancia.

Il povero indifeso Achille merita qualcosa di più. Merita una mamma di cuore. Una donna che forse non avrà mai la fortuna di portarlo dentro di sè, di sentirlo scalciare, di proteggerlo da questo mondo così malato per nove lunghissimi mesi. Ma che di sicuro saprà amarlo come solo una mamma di cuore sa fare: profondamente. Al punto da metterlo davanti ad ogni cosa. Cosa che Martina non ha saputo fare. E che per questo merita la mia personale condanna.

Io sono certa che questo bambino potrà solo che essere felice. Se tenuto lontano da quei due. Anche se non è stato stretto al petto di colei che l’ha messo al mondo nei primi istanti della sua vita. Anche se non sarà mai allattato. Anche se forse un giorno dovrà scontrarsi con la triste realtà del suo passato.

Ma almeno sarà al sicuro. 

“Particolare” che è al primo posto secondo me nella scelta di portarlo via ad una donna che senza alcuno motivo ha buttato acido in faccia ad una persona che in passato diceva di amare. E dovremmo rischiare che faccia del male anche al bambino? Perché noi mamme lo sappiamo quanto è dura essere svegliate nel cuore della notte dal pianto disperato del nostro bambino, sappiamo che essere mamme stravolge ritmi ed equilibri. Lo sappiamo noi che di crimini non ne abbiamo commessi e che spesso spossate dalla stanchezza abbiamo magari fatto pensieri brutti. Noi, sane di mente. Figuriamoci cosa potrebbe passare per la testa di una donna che non sa nemmeno perché ha sfregiato l’ex.
Non posso sentire commenti del tipo: diventando mamma avrebbe potuto crescere e rinsavire. La maternità non è una scuola atta a far maturare le donne instabili. Non se chi rischia di rimetterci è una creatura indifesa. No signori. Lei può essere anche disperata per questa separazione. A me non interessa. Né mi dispiace per lei. È già tanto che le stanno permettendo di vederlo.  Io mai gliel’avrei permesso. Mi dispiace per il suo ex, per la famiglia di quel ragazzo. E soprattutto per Achille. Che però ha una vita davanti. Una vita che merita di vivere in una famiglia che lo ami, che gli insegni cosa è giusto e cosa no, che lo educhi, che lo sgridi, che lo faccia diventare un uomo. Un bravo uomo. Non come il donatore di sperma che l’ha procreato.

E soprattutto ha diritto ad essere libero. E non crescere dietro le sbarre di un istituto in cui è giusto che resti la madre criminale ma non lui, creatura innocente. O in una comunità di recupero come quella di Don Mazzi che si dice pronta ad accoglierla. Dove non è giusto che stia quella criminale della madre, perché dovrebbe stare solo in carcere, figuriamoci un neonato senza colpe, la cui libertà è messa a repentaglio da una che la propria libertà se l’è giocata.

Per questo io spero con tutta me stessa che Achille venga dato in affidamento ad una nuova famiglia e allontanato per sempre da questo suo passato, così recente, così breve, ma già così terrificante. Spero che gli venga data una possibilità di vita migliore, rispetto a quella che la cicogna aveva erroneamente scelto per lui.
So già che si scateneranno polemiche con questo mio post, che so essere duro e crudo. Ma chi mi segue oramai mi conosce, io non sono per le mezze misure. E non posso perdonare una donna che non si è fermata nemmeno davanti ad un test di gravidanza e che per quello che ne so potrebbe aver portato avanti questa gravidanza anche solo per avere poi un attenuante.
Non quando nel mio mondo ci sono donne meravigliose che meriterebbero di essere madri e non riescono. No davvero. Non posso.
Sere-mamma-dal-primo-sguardo 

10 commenti su “Quando la cicogna sbaglia mira.

  1. Sono pienamente d’accordo con te sere!!!!
    Achille merita una famiglia vera che anche se non l’ha concepito fisicamente saprà amarlo davvero come ogni mamma fa con il suo bimbo!!
    Mi ha colpito la freddezza di Martina nell’agire sapendo bene che era incinta e che la sua vita non era già più solo sua ma anche del figlio che portava in grembo,ci sono molte donne che decidono di partorire ma di far poi adottare i loro figli ecco questo siccome Martina non l’ha deciso perché forse vede in quel figlio un “arma di salvezza per se stessa ma più probabilmente per la sua libertà personale fuori dal carcere gli andrebbe tolto di prassi dal tribunale dei minori che non può permettere che Achille cresca con una madre del genere perché nemmeno io credo che lei possa essere una buona madre è che possa cambiare per il figlio!
    Non sei stata dura hai semplicemente detto ciò secondo me pensano tante mamme!
    Un abbraccio!!!<3

  2. Sono d-accordo con te sere, e l’unica cosa che penso è che questo mostro veda in Achille una possibilità per passare in galera meno tempo altro che amore di mamma.

  3. Assolutamente d’accordo con te!questo perbenismo comincia a stancarmi!anch’io ho letto cose allucinanti,stanno a pensare al fatto che non verrà allattato al seno,ma al fatto che la madre sia una criminale non ci pensa nessuno!resto senza parole…per me non doveva nemmeno finire sui giornali la notizia…

  4. Seguo il blog da qualche tempo, lo trovo molto interessante, utile e divertente..ci siamo viste di sfuggita qualche volta alla scuola dell’infanzia dove frequentano i nostri bimbi, il mio a settembre inizierà la scuola primaria e siamo coetanee, detto questo, condivido dalla prima all’ultima parola, una riflessione corretta in tutti i suoi punti. Grazie
    Sara, una mamma di cuore e non di pancia..

    1. Grazie a te Sara per avermi letta. In bocca al lupo per la nuova avventura con la scuola! A presto

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