Quale solari utilizzare per i bambini

Sta arrivando la bella stagione, le giornate si allungano e il sole riscalda. Finalmente! Ma proprio per questo bisogna partire preparate per avere in casa i solari migliori da utilizzare per noi ma anche per i nostri bambini.

Sono stata una ragazzaccia, nel mio passato. Facevo lampade e al mare non mettevo la protezione. Più mi abbronzavo, più mi rovinavo, più mi piacevo.

Ma non avevo considerato i danni del sole, perché in quegli anni non se ne parlava, perché la pazienza di spalmarsi la crema non c’era.

Ora però ho messo la testa a posto, vuoi perché le rughe appese sul mio viso sono lì a ricordarmi gli errori fatti, un po’ perché voglio assolutamente passare il giusto messaggio alle mie bimbe: proteggere la pelle dai raggi solari è importantissimo, sia per evitare malattie cutanee, sia perché l’invecchiamento precoce non si augura a nessuno.

E sono convita che se faccio capire loro adesso quanto sia fondamentale questo atteggiamento, se passo loro la routine della spiaggia, cresceranno con una consapevolezza migliore della mia e sapranno proteggersi in autonomia da grandi.

Non come quelle ragazze che vedo mettersi creme idratanti al posto della crema solare o oli vari stimolanti, per diventare più nere, senza capire quanto male si stanno facendo.

Capisco però che spalmarsi la crema o farsela spalmare sia noioso. Io per prima mi stufo a mettere loro la crema o a metterla a mio marito che mi minaccia sempre di trovarsi una massaggiatrice ventenne che lo faccia al posto mio…

Però ecco io sono di base non amo mettere creme e crimine varie, se poi lo devo fare per tutta la famiglia mi viene davvero un esaurimento.

Quindi che si fa? Si compra un solare spray che accelera il momento “famiglia da incremare” e si è subito più felici.

La prima volta che ho acquistato un solare spray ero a Formentera, Lavinia aveva nove mesi e le era venuto uno sfogo sul corpo dopo i primi giorni di mare. Temendo fosse varicella o una qualsiasi esantematica l’avevamo fatta visitare dal pediatra che ci aveva rassicurati. Semplicemente quello sfogo cutaneo era il risultato di un mix di sudore, salsedine, sabbia, zanzare e crema troppo spessa (e poco traspirante) spalmata sul corpo di Lavinia.

E dire che avevo usato un prodotto per bambini eh? Una 50 di un noto brand molto amato dalle mamme. Ma che purtroppo produceva creme che per la pelle delicata di mia figlia non andavano bene.

Il consiglio del pediatra di quello di andare in farmacia a comprare una crema più leggera e quell’anno scoprimmo appunto la versione e spray dei solari, che da allora non ho più abbandonato.

Primo perché per metterli ci vuole davvero poco. Poi perché si asciugano rapidamente e puoi rivestire il bambino in fretta (il primo giro io lo faccio a casa post colazione prima di scendere in spiaggia, per dare tempo alla pelle di prepararsi).

solari viso isdin

Infine quando arrivi in spiaggia e in un secondo hai le figlie in versione insabbiata (perché è un classico che non sei nemmeno ancora arrivata al lettino ma loro sono già ricoperte) puoi spruzzare il solare senza creare quell’effetto cotoletta (e lo stesso vale sulla pelle bagnata post bagno).

Insomma lo spray è sicuramente la scelta migliore per me e per la mia famiglia. Al punto che anche io e Giacomo negli ultimi anni abbiamo iniziato ad utilizzare questa tipologia di prodotto conquistati da tutti i motivi sopra. 

Per quanto riguarda il fattore di protezione  per le bambine sempre 50, per noi, 50 viso, décolleté e zone critiche e 30 sul resto del corpo.

Tenere sempre a mente che quel numeretto sulle creme (20,30,40,50) detto fattore di protezione (il fattore di protezione solare è un numero indicato sui cosmetici che contengono filtri solari e che definisce la capacità di difendere la pelle dall’insulto attinico, in particolare da radiazioni UVB) non indica la tonalità di abbronzatura che si raggiungerà. Quindi non mi dite: se mi metto la 50 non mi abbronzo, perché non é vero.

La capacità di protezione di un filtro solare non aumenta in modo lineare all’aumentare dell’SPF: in altre parole, un SPF 30 non è due volte più efficace di un SPF 15. Se usato correttamente, il primo scherma il 97% dei raggi UVB, il secondo il 93%. La maggior parte dei dermatologi raccomanda creme con un SPF di almeno 30, meglio se resistente all’acqua (proteggono fino a 40 minuti “a mollo”

Semplicemente le creme con SPF alto non vi fanno abbronzare di meno: piuttosto, si tratta di una abbronzatura più lenta, meno traumatica e più duratura. 

E non dimenticate poi di spalmare generosamente il doposole per mantenere una pelle idratata ed elastica.

Sere-mammadalprimosguardo

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