Bambini in acqua in sicurezza

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Ci siamo, agosto è praticamente arrivato e soprattutto, per chi non ha avuto la fortuna di andarci prima, le star meritate vacanze.

Vacanze dalla routine, si intende. Perché lo sappiamo bene noi mamme, le vacanze, quelle prima dei figli, erano un’altra cosa. Non stiamo qui a dire se migliori o peggiori. Erano semplicemente diverse.
sicurezza bambini
Prima di tutto perché ci si doveva preoccupare solo di se stesse, senza controllare che tutto fosse perfettamente coordinato e sincronizzato.
Un costume, una protezione solare, un telo mare. Magari musica nelle orecchie e un buon libro.
Adesso invece, grazie al colore e al movimento che hanno portato i nostri bambini, la musica è quella di Rovazzi cantata a ripetizione e il libro serve giusto a portare peso in valigia.

Perché tra un tuffo e l’altro, tempo per distrarsi non ce n’è davvero più.

sicurezza bambini

 
Le più fortunate possono ancora godere della pace durante il sonnellino dei più piccoli, ma una volta superati i cinque anni non solo non si dorme più, ma si vuole stare perennemente in acqua aumentando così lo stato di vigilanza delle mamme.

Perché per quanto i bambini sappiano nuotare, non vanno mai lasciati soli, né persi di vista.

Leggevo giusto ieri un articolo sulla newsletter del Meyer circa la sicurezza in acqua, e ho pensato di riproporvene qualche stralcio, perché sono informazioni importanti per tutti.

Ecco cosa dice Francesco Silenzi, specialista in medicina dell’emergenza al Meyer di Firenze.

Quando i bambini sono in acqua i genitori devono controllarli senza perdere mai il contatto visivo. Quindi meglio evitare di immergersi nei messaggi mandati con il telefonino o dedicarsi ad attività distraenti. Questa è la prima regola, da tenere sempre presente. Non esiste una fascia di età più sicura, anche se, sicuramente i piccoli tra i sei e gli otto anni sono i più a rischio.

Sono tante le regole da seguire per evitare incidenti, che possono anche avere esito drammatico. “Se si ha una piscina – spiega il medico – va isolata completamente in modo che il bambino non possa accedervi quando i genitori non sono presenti. E lo stessa regola vale se si frequentano piscine di amici e conoscenti.

È altrettanto importante che i genitori conoscano le regole basilari per la rianimazione cardio-polmonare e che abbiano seguito un corso per il salvataggio in acqua. E quando ci si trova in mare aperto è buona norma indossare, e far indossare, un giubbotto salvagente. Mentre quando ci si trova più vicino alla riva, occorre ricordare che le ciambelle e i braccioli non esimono dal controllo, anzi.

E per i bambini che sanno già nuotare? Perché per esempio Lavinia nuota oramai sicura senza braccioli e non ha paura delle onde né della profondità.

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Un indubbio vantaggio – continua Silenzi – è insegnare ai bambini a nuotare, anche molto presto. Dai quattro anni in su tutte le principali associazioni scientifiche pediatriche del mondo sostengono che questa competenza riduce la possibilità di un annegamento. Ovviamente questo non significa che, se un bambino sa nuotare, debba venire meno il controllo. Attenzione anche ai fiumi che sono tra i luoghi più pericolosi per via delle correnti e delle insidie nascoste.

Un capitolo a parte riguarda i tuffi: è bene che i genitori verifichino sempre la profondità dell’acqua, in modo da decidere i comportamenti da permettere e quelli da evitare. I genitori, vale la pena ricordarlo, devono sempre dare il buon esempio. Sono loro i primi che devono evitare i comportamenti pericolosi.

Infine ricordiamoci tutti che l’acqua può sempre rivelarsi un luogo pericoloso, anche i dieci centimetri della vasca da bagno per un bambino molto piccolo, possono essere letali e non basta farli controllare dai fratelli maggiori perché i tempi di comprensione di un eventuale problema non sono realistici nei bambini: quando si accorgono che qualcosa non va, potrebbe essere troppo tardi.

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Purtroppo in estate si sentono spesso casi di bimbi annegati cercando di recuperare un pallone o di aiutare un amichetto. Facciamo in modo che questo non accada più. Prestiamo attenzione.

Sere-mammadalprimosguardo

 

 

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