Mai più in ansia per una valigia.

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Adoro andare in vacanza. Nonostante la nostra vita da pendolari non ci faccia mai stare fermi troppo a lungo, non perdo occasione, se e quando posso, per partire.


Mi piace raggiungere nuovi posti, scoprire nuove culture, conoscere nuove persone. Come quando ero ragazzina e seguivo i miei in ogni parte del mondo, ancora oggi, nonostante la paura, amo il momento delle valigie. Certo, è un lavoro riuscire a portare ciò che serve per quatto persone, organizzare, abbinare, piegare e archiviare. Però nel sistemare pezzo dopo pezzo la valigia mi immagino già lì, catapultandomi in vacanza con indosso quel capo.

Quando però la vacanza prevede il dover prendere l’aereo, al momento del check in sono sempre un attimo titubante: sono sicura di voler affidare i miei abiti ad una sconosciuta che solo schiacciando un piccolo tasto ha la presunzione di farmi arrivare a destinazione la valigia?

mammadalprimosguardo
È sicuramente deformazione (ex) professionale, ma l’aver lavorato per quattro anni in aeroporto, l’aver scoperto come le valigie vengono smistate nei piani bassi e come spesso vengono dimenticate o perse, sia errore di una macchina o volontà di un comandante, non mi fa stare tranquilla.

È un’umana la ragazza del check in che etichetta la vostra valigia. Un’umana che spesso è nuova del settore e che registra un volo a doppia destinazione e che per un motivo o per l’altro può confondersi. È un computer che legge l’etichetta e che smista sui vari carrelli la vostra valigia. È un comandante che può decidere di lasciare a terra la vostra valigia per poter fare più carburante.

Più di dieci anni fa durante un giro serale tra un volo e l’altro in zona smistamento bagagli notai un gruppo di valigie da me etichettate qualche ora prima ammicchiate in un angolo. Valigie che io credevo già in volo da ore. Chiesi cosa fosse successo dato che io le avevo etichettate correttamente e mi fu risposto che, quella sera, il comandante di quel volo aveva deciso di lasciare a terra qualche bagaglio per far spazio ad un po’ di carburante in più. Rimasi sbigottita e immaginai quei poveri passeggeri arrivati a destinazione senza bagagli che riversavano su di me ogni colpa (e parolaccia). Ma il comandante ha pieno potere decisionale.

Per questo ogni volta che spedisco un bagaglio controllo bene che la checchinista non sbagli e spero che lettore e comandante siano dalla mia parte.

Non fosse così però ho una soluzione: Diners Club Italia e il suo benefit di copertura assicurativa: se in aeroporto, arrivata a destinazione mi accorgo che è stato smarrito il mio bagaglio, Diners mi permette di acquistare i beni di prima necessità così posso attendere tranquillamente l’arrivo del mio bagaglio in hotel il giorno dopo. Acquistando i viaggi con Carta Diners Club posso godere automaticamente e gratuitamente di coperture assicurative esclusive, personalizzate in base alla carta posseduta.

mammadalprimosguardo
E posso stare tranquilla non solo in caso di smarrimento bagagli, ma anche di ritardo/annullamento volo, se il volo ha un ritardo di almeno 4 ore o ,se lo stesso viene annullato, vengo rimborsato, o se mi faccio male durante la vacanza vengo curata senza nessuna spesa aggiuntiva.


Mica male no?

Sere-mammadalprimosguardo

Buzzoole

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