Avere una bambina di due anni (e mezzo)

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Come  vi ho anticipato in tempi non sospetti, dato che eravamo tra i 21 e i 22 mesi, arriva una fase nella vita dei piccoli mostri, in cui da cuccioli dolci paffuti e sorridenti si trasformano in belve feroci. Urla, pianti, capricci a non finire.

Questo periodo è definito quello dei “terrible 2” perché comprende una fascia temporale piuttosto ampia che generalmente coincide con l’avvicinarsi dei due anni e, dura per tutto il secondo anno di vita. Sfociando nei 3.

Anche se non conoscete esattamente l’età del bambino che si presenta di fronte a voi potrete capire facilmente se ha all’incirca due anni per il semplice fatto che:

  • farà capricci per stupidate;
  • urlerà se non ottiene quello che vuole;
  • alternerà fasi di assoluta indipendenza a fasi di coccolite acuta;

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Ma questa fase arriva per tutti? E perché?

I bambini a questa età iniziano a capire di essere delle persone e non si vedono più solo collegati alla mamma.

Cominciano così a ricercare la propria personalità. Quindi spesso desiderano essere indipendenti e vogliono fare da soli, anche se non sempre ci riescono, e questo scatena in loro delle crisi più o meno ampie. Spesso poi si arrabbiano per il semplice fatto che, in puro spirito di contraddizione, non capiscono nemmeno loro cosa desiderano. Infine ma non meno importante non sanno esprimere i loro bisogni, perché non conoscono ancora le parole giuste per farlo. E quando non vengono compresi si stizziscono.

Un inferno. Soprattutto se il vostro cucciolo era fino a ieri un piccolo angelo.

Sicuramente però, nonostante tutto, è un passaggio positivo. Per loro ovviamente non per noi poveri genitori. Perché significa che stanno cercando di affermarsi. Stanno crescendo.

(Piccola postilla: tutti voi che non avete figli e che spesso andate dicendo che quel bambino è viziato perché fa capricci, o perché ha urlato come un demonio al ristorante o perché bla bla bla. Ora, ci sono sicuramente bambini insopportabili. E lo dico senza problemi, dato che io in primis non sopporto tanti bambini. Tenete però solo conto di questa attenuante. Se il bambino ha 2-3 anni, non è sempre colpa dei genitori. E’ prassi.)

A casa nostra per fortuna l’arrivo dei terrible two non è stato un trauma.

Lavinia ha un caratterino tosto da sempre. Ha sempre voluto fare di testa sua e i capricci e le urla c’erano già fin da piccola. Certo, ora sono aumentate le crisi, soprattutto quando si incazza come una iena se cerco di infilarle io le scarpe perché le scarpe le metto io, o se provi a camminare ad un cm davanti a lei, perché prima io, ma ripeto, considerando l’indole della ragazzina, eravamo già abituati, quindi non ci siamo esauriti completamente.

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Per questo motivo questo post sarà differente. Non vi elencherò tutte le marachelle o gli squilibri della creatura, anche perché se siete genitori o vi spaventerei o vi racconterei l’ennesima cosa che già sapete. E metterei il dito nella piaga. E soprattutto perché sulle “soluzioni” da adottare si sono già espressi in molti:

– Evitare di riporre troppe aspettative nei confronti dei bambini
– Non prenderla ’sul personale’
– Evitare crisi isteriche, urla e botte
Ecc ecc….

Quello che voglio fare è ribaltare la situazione. Voglio raccontarvi quanto meraviglioso possa essere avere una bambina di due anni (e mezzo), seppur con il carattere deciso che ha, seppur nella fase delicata che sta vivendo.

Avere una bambina di due anni (e mezzo) significa finalmente interagire. Io e Lavinia chiacchieriamo. Lavinia fa discorsi infilando parole a modo suo, non compone ancora correttamente tutte le frasi, spesso inventa o confonde la v per la b, quindi dice mamma Bieni, e mamma Bia, in alternanza a seconda del momento, e soprattutto dell’umore ballerino, però chiacchieriamo. E mi piace tantissimo parlare con mia figlia. Le dico: amore vieni qui devo dirti una cosa. E lei: Sì mami. E poi mi guarda attenta. Oppure le chiedo: amore mi fai un piacere?Sì mami. Poi mi chede di leggerle il libro, io glielo leggo. Quando è stufa dice: leggo io. E si mette lì buona a inventare parole facendo finta di leggere. Oppure mi chiede di cantare per lei e dopo tre minuti dice: no tu no, canto io. E canta lei.

Avere una bambina di due anni (e mezzo) significa portarla in giro per mano, e quando arriva una macchina sentirsi dire: “Mamma attenta”, e vederla correre sul marciapiede o nel primo portone libero se la strada è stretta.

Avere una bambina di due anni (e mezzo) significa rimanere a bocca aperta quando le dici: Lavinia vuoi finire in castigo? E sentirsi rispondere di sì e vederla andare nel posto in cui l’avresti messa tu, se lei non fosse così propositiva di suo.

 

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Avere una bambina di due anni (e mezzo) significa decidere con lei come vestirsi, perché se una cosa quel giorno non le va, anche se il giorno prima non voleva mettere altro, stai sicura che non la convincerai. E vederla correre allo specchio a controllare che tutto sia “a posto“, anche se si tratta di una semplice tuta.

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Avere una bambina di due anni (e mezzo) significa chiederle se vuole essere aiutata nel mangiare gli spaghetti, perché sono difficili da arrotolare, e vedere lei che non solo ignora la tue parole, ma che per tutta risposta ti fa vedere come sia facile riempirsi la bocca. Fagocitando.

Avere una bambina di due anni (e mezzo) significa avere un aiuto in casa. Lei apparecchia, sparecchia, carica la lavastoviglie e toglie i panni dallo stendino. “Mamma aiuto?” Lo ripete allo sfinimento.

Avere una bambina di due anni (e mezzo) significa ballare scatenate per casa in pigiama e ridere per le facce buffe che fa. Cosa che facciamo anche sotto la doccia quando fino a 2 settimane fa erano solo urla e grida.

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Avere una bambina di due anni (e mezzo) significa ridere quando vedi che parla con le altre persone. Quando vuole dare lei il biglietto del treno al controllore e poi gli risponde: “grazie e arrivederci”, quando entri in pasticceria e davanti a tutto quel ben di Dio la senti esclamare : “mamma mia” portandosi le manine davanti alla bocca, quando finge di parlare a telefono e dice: “Sì pronto? Ok va bene ciao”, quando a telefono stai parlando tu e lei prova ad indovinare chi sia dall’altra parte della cornetta inventandosi i nomi più assurdi.

Avere una bambina di due anni (e mezzo) significa guardarla e pensare che fino a poco tempo fa era la tua ombra, la tua cozza e invece adesso se può fa da sola. Sta da sola. E tu sai già che presto o tardi quella cozza ti mancherà. Perché avere due anni (e mezzo) è il primo passo verso l’indipendenza. Verso l’essere grandi. E sai che, quando la fase dei capricci da poppante sarà sostituita da tu non mi capisci / io ti odio / ma perché non sei come la mamma della mia amica / ma tutte le mie amiche ci vanno / io scappo di casa / appena ho 18 anni me ne vado e la mia piccola iena si sarà trasformata in una iena adolescente, ecco quel giorno mi mancheranno tanto i miei adorati terrible twos.

 

Sere-mammadalprimosguardo

6 commenti su “Avere una bambina di due anni (e mezzo)

  1. Condivido in pieno!!!un bacio grande alla nuora ienetta e alla sua super mamy!!!

  2. Che ridere!
    Non vedo l’ora di poterle dire anch’io certe cose!!!

  3. ecco…ora mi fai pure sentire in colpa! 🙁

    1. ti avevo detto di non leggerlo!:-D ma dai che colpa, è una prospettiva diversa. Siamo l’una e l’altra no? <3

  4. mi ritrovo molto in questo articolo..anzi ci ritrovo molto la mia piccola Ines

    1. Grazie Valentina, mi fa molto piacere! (non sapere che anche tu hai una piccola iena eh?;-D)

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