Lettera di un papà

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Ciao bambina mia,

ti sto scrivendo questa lettera mentre tu sei qui accanto a me che dormi. Sei così bella, tutta tuo pà, come ti dico sempre scherzando io per far arrabbiare la mamma. Ma é vero, sei bella, la più bella bambina del mondo. La mia bambina…

Ricordo il giorno in cui la tua mamma ed io ci siamo conosciuti. Ero appena arrivato sull’Isla e volevo che quella vacanza fosse memorabile. E lo é stata, anche se in modo del tutto diverso. Speravo di divertirmi, di far baldoria. E invece mi sono riportato a casa quella rompiballe di tua madre. Che é vero ho rimorchiato io, ma poi lei non mi ha più mollato…

Quando ci siamo rivisti, in Italia, non avevamo neppure ancora deciso di stare insieme che lei già sapeva che sarei stato il padre dei suoi figli. Ma come fa a sapere sempre tutto?E mi scoccia ammetterlo, ma quella volta (ma solo quella) aveva proprio ragione. Sei mesi dopo arrivavi tu…

Il giorno in cui abbiamo fatto il test ci siamo guardati e siamo scoppiati a ridere. Il test diceva 3+ e io ho esclamato: mancava solo che dicesse” potevate aspettare ancora un po’ a farlo…”. Ti abbiamo tenuta segreta per due lunghissimi mesi. Mi veniva da sorridere, ogni tanto facevo battute e la mamma si arrabbiava perché credeva che svelassi tutto…ma era solo un gioco perché anche io ci tenevo alla nostra “privacy”….

Bambina mia quanto ti ho aspettato. Quei nove mesi sembrava non passassero mai e invece ora guardati qui, a qualche settimana dal tuo secondo compleanno. Sei bellissima, te l’ho già detto?

Quando il ginecologo ci ha detto che eri sana e ci ha chiesto se volevamo sapere il sesso abbiamo risposto all’unisono sì. La sapientina diceva che eri femmina, che se lo sentiva, mentre io, anche solo per darle fastidio, dicevo che eri maschio. Perché lo ammetto come tutti gli uomini già ti vedevo in campo a vincere la Champions League….e quando il dottore ha dato ragione alla mamma (di nuovo…) io ho insistito: dottore ma è sicuro? Il ginecologo ridendo ha risposto: questo, signor Grilli, è un clitoride, se fosse un pene sarebbe alquanto fatto male. A quel punto ho sperato fossi femmina. Con tutto il mio cuore. Anzi ne ero entusiasta. Anche se significava dar ragione ancora a lei…E ironia a parte sono stra felice che tu sia nata femmina. Sei la bambina che ho sempre sognato, sarà che sei identica a me, ma non diciamolo, che la nervosetta si arrabbia….

La mattina in cui sei nata la mia vita é cambiata per sempre. Ho pianto, lo ammetto. Io ero lì, accanto a voi. La rompiballe é stata bravissima e quando ti hanno messo tra le mie braccia non ho capito più niente. Tanto che dopo 15 minuti l’ostetrica ha dovuto chiedermi se pensavo di darti anche un po’ alla mamma….devo proprio? – ho pensato. Ricordo poi il giorno in cui sono venuto a prendervi in ospedale per portarvi a casa, mi sono fatto bello per te, amore mio. Ho messo la camicia e fiero come solo un neo papà può essere, ho portato a casa le mie donne…

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Eri uno scriciolino di tre kg, ti guardavo e non vedevo l’ora che mi chiamassi papà…per la verità io speravo in babbo, ma sai com’é la mamma, ci tiene che tu parli italiano. E vai a farle capire che babbo é italiano, per lei é un aggettivo un po’ dispregiativo….poi sei cresciuta e mi hai chiamato papà per davvero. Guardo spesso il video che ti ha fatto mamma, mentre io sono alla guida e tu mi chiami e sorridi….come eri dolce amore, oltre che bellissima, te l’ho già detto?

Adesso poi che mi chiami in continuazione ci sono delle volte che ti dico di smetterla, che ti sento anche se non mi assilli e la mamma dietro come una zabetta a ricordarmi di quanto fossi geloso quando chiamavi solo lei…

Stasera devo tornare a Firenze bambina mia e sono un po’ triste, perché dopo quasi un mese passato sempre insieme adesso ricomincia il solito tran tran fatto di lavoro, treni e minuti rubati per poter stare insieme. Ma so che il tempo volerà e che in un attimo sarà venerdì e finalmente arriverai. Già posso prevedere la scena…dopo un’ora e mezza di viaggio a chiedere a mamma: papà? il treno si fermerà, tu guarderai fuori dal finestrino cercandomi e non appena mi vedrai comincerai a saltare e ad urlare pazza di gioia. E incurante delle altre persone pronte a scendere, ti farai largo tra loro, come solo tu sai fare senza farti rimproverare e ti lancerai giù dal treno, tra le mie braccia. Felice di essere di nuovo con il tuo papà!

Sai amore, quando non sei qui con me mi manchi tanto. Mi mancano le tue risate, mi mancano le tue facce buffe, mi manca persino la mamma che urla perché non le facciamo sentire cosa dicono in tv con i nostri giochi. Mi hai riempito la vita e quando sei lontana mi manca un pezzetto di me. Ma quando alla sera ci sentiamo per telefono e fai tutti quei discorsi senza senso, in cui ogni tanto metti dentro un ciau papà, nonna, pappa, pipi, cacca, mi fai morire dal ridere. Perché lo so come fai, rubi il telefono alla mamma e imitando lei ti metti a camminare avanti e indietro per il terrazzo, gesticolando, poi ti fermi, ti siedi, incroci le gambe e ricominci.

La settimana in cui siamo stati in Sicilia abbiamo fatto tante cose insieme….per prima cosa la nanna, dato che mamma, una volta che ti aveva addormentata se ne andava bella bella in spiaggia e io povero, chiuso in camera con te….si é abbronzata alla faccia nostra, la signora….ma alla fine io ero solo contento di passare del tempo solo con te…poi abbiamo fatto tanti tuffi e siamo andati sott’acqua. Abbiamo riso tanto. Certo ogni tanto fai i capricci e mi fai arrabbiare, soprattutto quando non sai stare senza la tua mamma per più di 10 minuti senza entrare in crisi, ma poi la vedi, sorridi e ricominci a giocare con me. Papà cucù ? era la tua frase preferita. E io come uno scemo a nascondermi dietro alla parete e a chiederti, come fa il leone? E poi a ruggire saltando accanto a te sul letto…

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Ti vedo crescere bambina mia e ti vedo germogliare. Diventi sempre più bella, ogni giorno che passa. E anche più monella. Chissà quel povero ragazzo che farai innamorare tra….40 anni? Eh sì perché prima io non ti farò uscire, troppi pericoli in giro, tu sei la mia bambina e se arriva uno durante una vacanza, ti innamori e ti porta via? No amore, lo faccio per te, stai a casa con il tuo papà che ti vuole così bene e che ti trova bellissima (te l’ho già detto?) senza secondi fini. So che la rompiballe avrà da dire a questo punto, perché dice che sono un papà possessivo, che tu farai la vita che è giusto che faccia, le esperienze che vanno fatte. Certo, ma a 40 anni non prima, le risponderò io…va beh forse a 30… 25…facciamo 20? Lo so che non potrò tenerti sempre accanto a me, al sicuro, che crescerai, andrai a scuola, ti laureerai, ti innamorerai e ti sposerai…lo so bambina mia….ma non ci voglio pensare ora. Ora sei solo la mia bambina adorata, la donna che mi ha stravolto la vita (con la rompiballe) e l’amore della mia vita. Oltre che la bambina più bella del mondo, te l’ho già detto?

Con tutto l’amore che posso,
il tuo papà.

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Lettera che un papà a caso avrebbe scritto se non fosse stato così timido…;-)

Sere-mamma-dal-primo-sguardo

 

8 commenti su “Lettera di un papà

  1. un lettera bellissima che sicuramente sentita ,sicuramente emozioni che prova , ma che non riuscirebbe mai a scrivere per timidezza come dici e perche’ gliuomini danno tutto per scontato e superfluo ,cose da donne,……quanto sbagliano……..scnr

  2. brava Serena sei proprio brava a interpretare i sentimenti di Giacomo, siete tutti e tre bellissimi

Che ne pensi?