Licenziarsi entro l’anno del bambino con la NASpI

Sapete che ho deciso di licenziarmi dopo 9 anni di onorato servizio nella stessa azienda.

Non certo per fare la casalinga, niente di personale contro la categoria, anzi, fanno il lavoro più bello del mondo: si godono la famiglia.

Ma io non sono portata. Non amo cucinare, rassettare. Non sono capace, sarebbe meglio dire. E non amo dipendere da qualcuno, anche se quel qualcuno è mio marito.

Studiavo ancora all’università quando ho iniziato a lavorare. Non perché ce ne fosse reale necessità, i miei genitori fortunatamente avrebbero potuto continuare a mantenermi. Ma sentivo io la necessità di essere indipendente. Di guadagnare.

Quella stessa necessità che sento oggi. Anche se mi sono licenziata.

Parrebbe un controsenso, avevo un lavoro che mi permetteva di guadagnare e l’ho lasciato. Vero. Ma non sono una sprovveduta. Né una matta. Se l’ho fatto, l’ho fatto sapendo di avere un paracadute per quest’anno di limbo.

Anno in cui voglio poter essere libera di prendere un treno e raggiungere Giacomo, anno in cui voglio darmi da fare per scoprire cosa voglio fare davvero.

Restando tranquillamente seduta alla mia scrivania indeterminata, non mi sarei mai data quella mossa. Lo so. Troppo comodo e limitante allo stesso tempo quel posto fisso.

Invece così, sapendo che lo devo fare, che devo cercare qualcosa che mi renda felice, lo farò. Ovviamente aiutata da qualcuno: non dalla mia famiglia, come qualcuno insinua, ma dalla NASpI, l’indennità di disoccupazione, una prestazione sociale che per una volta va incontro alle donne e che permette loro di licenziarsi entro l’anno del bambino con delle agevolazioni.


Normalmente quando ci si licenzia non si ha diritto alla disoccupazione, che si può invece richiedere quando il lavoro lo si perde per altre ragioni.

Se invece una la mamma lavoratrice dipendente decide di licenziarsi entro l’anno del bambino, le dimissioni vengono considerate di “giusta causa” e le si consente di richiedere la disoccupazione.

Disoccupazione che allo stato attuale dà diritto al 75% del proprio stipendio per i primi tre mesi, a scendere di un 3% ogni mese, per un massimo di due anni se ci sono quattro anni di contributi pagati nei quattro anni precedenti alle dimissioni.

Io li ho. Io ne ho quindi diritto.

Per questo motivo mi sono recata alla dtl (direzione territoriale del lavoro) della mia provincia, con la mia lettera di dimissioni da far vidimare. Questo perché per aver diritto a disoccupazione e a non dover dare il preavviso all’azienda restando così direttamente a casa, viene richiesto una sorta di controllo. Attraverso poche semplici domande il funzionario si assicura che niente e nessuno ci abbia obbligato a licenziarci e mette un timbro sulla nostra lettera di dimissioni. 


L’iter vorrebbe che prima si mandasse la lettera di dimissioni al datore di lavoro e poi che si andasse in dtl, ma dato che alcuni datori di lavoro non accettano dimissioni senza la vidima del dtl, io ho scelto per sicurezza di seguire questa trafila diversa.

Quindi per licenziarsi entro l’anno del bambino non serve accedere al sito Inps, come invece accade da qualhe tempo per licenziarsi, ma occorre andare in dtl.

Una volta mandate le dimissioni all’azienda (la raccomandata è la regola, ma se si è in buoni rapporti si può anche consegnare a mano) ci si va a iscrivere al centro per l’impiego come madri disoccupate e si va ad un qualsiasi patronato per la domanda di disoccupazione, disoccupazione che viene erogata mensilmente direttamente dall’inps.


Quando invece la mamma ha intenzione di aprirsi un’attività in proprio e lo fa presente all’atto della domanda di disoccupazione si vedrà erogare tutta la disoccupazione di cui può godere in un’unica soluzione in modo che possa usare quel gruzzoletto nella nuova attività.

Lo sapevate?

Ecco quindi spiegato il mistero. Non sono impazzita, semplicemente mi sono concessa una pausa sapendo che, grazie alla Naspi, le mie figlie non moriranno di fame.

Sere-mammadalprimosguardo 

40 commenti su “Licenziarsi entro l’anno del bambino con la NASpI

  1. la Naspi la percepisco anche ora che ho un contratto di collaborazione chiamata…lavorando in gelateria, con un contratto a chiamata che dura 9 mesi, ho fatto richiesta di Naspi in novembre l’anno scorso quando è scaduto il mio precedente contratto… l’inps ha fatto tutti i conti andando indietro di 4 anni e ha calcolato che mi spettavano 182gg di disoccupazione, anche col contratto a chiamata… quindi tutti i mesi mando all’inps, prima via e-mail, ora via fax le chiamate che fa il mio datore di lavoro per me… e tutti i mesi, percepisco una piccola somma che calcolano in base ai gg di disoccupazione che rimangono… questo fino a fine ottobre… poi tramite patronato, farò richiesta ancora della naspi(che sinceramente non so se accetteranno…).. tentar non nuoce… unico neo, bisogna sempre essere iscritti al centro per l’impiego e non perdere i colloqui periodici… non percepisco tanto, perchè lavoro…però, come si dice, un colpo al cerchio, un colpo alla botte….che con due gemelle non fa male 😉

  2. Grazie!!<anch'io tra poco lascerò il lavoro per dedicarmi un pò ai miei bimbi, uno non ha ancora un anno
    ti chiedo per favore se mi confermi che noi mamme in questa situazione siamo esonerate dalle dimissioni telematiche e possiamo ancora fare la nostra bella letterina e farla convalidare in dtl
    Ne ho sentite di ogni e non ci capisco più nulla!!Grazie mille e in bocca al lupo

  3. Ciao, ho una domanda da farti..Ti hanno per caso chiesto dei 30 giorni di lavoro effettivo entro un anno dalle dimissioni? Ho letto in vari articoli che sono necessari per avere la Naspi.. Grazie

      1. Requisito lavorativo

        Sono necessarie almeno trenta giornate di lavoro effettivo nei dodici mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione. Le giornate di effettivo lavoro sono quelle di effettiva presenza al lavoro, a prescindere dalla loro durata oraria.
        Sito INPS

        1. Buonasera, anche io vorrei chiedere la Naspi, sono assunta a t.i. e l’ultimo mese lavorato risale a nov 2017; da dicembre 2017 sono stata in interdizione anticipata per rischio lavorativo e in maternità obbligatoria fino a metà febbraio 2018. Ora sto usufruendo delle ferie ed entro maggio vorrei dare le dimissioni. Il mio bimbo compirà un anno a luglio. Ne avrò diritto?
          Grazie

          1. Secondo me sì io non sono andata fisicamente in ufficio dal nono mese al licenziamento quindi… però se vai ad un patronato ti dicono bene!

          2. Ops mi sono confusa…. Da dicembre 2016 sono rimasta in interdizione anticipata!!! Scusateeee

          3. In ogni caso l’interdizione anticipata ti versa contributi no? Per cui è come se lavorassi. Ma vai a chiedere per sicurezza così ti dicono anche l’iter da seguire!

  4. Si anche io l’ho letto.Devi aver fatto 30 giornate effettive di lavoro,entro un anno di vita del bambino

    Requisito lavorativo

    Sono necessarie almeno trenta giornate di lavoro effettivo nei dodici mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione. Le giornate di effettivo lavoro sono quelle di effettiva presenza al lavoro, a prescindere dalla loro durata oraria.
    Dal sito INPS

    1. Ah certo non avevo capito la sua domanda. Ovviamente si io ero a tempo indeterminato da nove anni quindi le avevo. Non vuol dire fh devi rientrare a lavorare entro l’anno per almeno trenta giorni. Vuol dire che devi aver lavorato almeno trenta gg prima. Io avevo lavorato fino all’8 mese. Sono stata a casa in maternità dal 9, per obbligatoria e poi mai più rientrata.

    2. Come detto non avevo capito la sua dimanda per quello chiedevo in che senso. Ovviamente si io ero a tempo indeterminato da nove anni quindi le avevo

  5. buongiorno.una domanda ma se dici che ti devi aprire una tua attività devi spiegare i dettagli e hai dei tempi previsti?grazie

  6. ciao.io lavoro a tempo indeterminato dal 2010 e dal 30 maggio 2017 manco dal lavoro. dal 30maggio fino al 10 luglio sn stata in malattia e poi dall 11 luglio in maternità obbligatoria. (2+3). ora sono in facoltativa che sta terminando. Devo dimettermi tra qualche settimana quindi prima che mio filgio compia un anno. Avrò diritto alla naspi anche se manco dal lavoro da più di un anno? grazie

    1. Ciao Rossella devi andare ad un patronato e chiedere ti faranno i conteggi loro! Credo proprio di sì perché la malattia è un diritto ma chiedi per sicurezza a chi ne sa per mestiere!

      1. ho controllato sul sito inps e ne ho diritto perché la maternità non si calcola nei 12 mesi…che sollievo!

        1. Ciao cara!!
          Anche io sono nella stessa situazione di Rossella, senza malattia però. e ancora non ho ben capito.. sto cercando di informarmi meglio. ma nessuno sa darmi risposte, se ci vogliono esattamente 30 gg di presenza in ufficio. essendo anche io in anticipata da luglio 2017.

          Ciao Deborah
          da Novara

          1. Ciao! Secondo me i 30 giorni lavorati indicano che bisogna aver avuto un lavoro non ne ci debba essere stata presenza. Pe per essere sicura vai al patronato e te lo dicono!

  7. Ciao! Io sto prendendo la Naspi per 2 anni. Ho bisogno di presentare presso un ufficio il regolamento.
    Mi stanno chiedendo la giustificazione, ma non riesco a trovare niente sul sito dell’Inps.
    Tu puoi aiutarmi a trovare dove è scritto che io ho “diritto a prendere la Naspi dall’Inps per 2 anni perché ho 2 gemelli e mi sono licenziata entro l’anno dei bimbi (ne ho anche un altro di 3 anni)”
    Sto impazzendo!

  8. Hai scritto esattamente quello che sto provando io (dopo 9 anni anche io di onoratissima carriera, tra l’altro!) e oggi ho parlato alla mia capa, e domani vado all’Ispettorato. Una domanda, se posso..: cosa si intende per attività in proprio? (per beneficiare dell’intera indennità da subito)…Anche una semplice apertura di partita iva per attività libero professionale di consulenza, che tu sappia?? Grazie mille!

  9. Anch’io ho preso la stessa decisone. Ètriste lasciare il lavoro. Ma i figli hanno bisogno di noi e vederlu crescere ogni giorno non ha prezzo….

  10. Ciao sono Serena e dopo 13 anni di lavoro mi sono licenziata per stare dietro alla mia bambina di 11 mesi. Ho fatto tutto l’iter e ora sono ufficialmente in Naspi. È vero che mi possono chiamare per colloqui presso aziende o per fare corsi di formazione, rifiutando i quali perderei la Naspi. A te è capitato che ti chiamassero ? Grazie

    1. Non mi ha chiamato nessuno. Io sapevo che era così per la mobilità. Per la Naspi non lo so, ma subito, perché se ti licenzi per stare dietro a tua figlia, se ti obbligano a lavorare, che senso ha?

      1. Grazie per la risposta. Lo so è un controsenso come mi ha detto anche l’impiegata che mi ha fatto le carte, ma mi ha messo al corrente che potrebbe esistere questa remota (a suo dire) possibilità.

  11. Ciao!

    Situazione attuale:
    Dimettersi dopo 10 anni a tempo indeterminato, entro l’anno del bambino ,con buona uscita proposta dall’azienda…attualmente in maternità facoltativa. Vi risulta che la corresponsione della buona uscita possa inficiare sulla NASPI? Oltre alla buona uscita devo aspettarmi TFR e mensilità spettanti a parte? Grazie per il vs aiuto

    1. Se la naspi venga erogata in caso di accordo con azienda non ne ho idea, Ti conviene andare a chiedere ad un patronato perché sicuramente avranno risposte più certe. Il tfr ti spetta sempre, è il trattamento di fine rapporto quindi quello è tuo, le mensilità spettanti di cosa?

  12. Qualcuna sa se c’è un modello da utilizzare per questo tipo di dimissionie cosa si deve specificare?

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