Lavaggi nasali per tutti

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Estate: sole, caldo, abbronzatura, salute. Non so se ci avete fatto caso ma abbiamo tutti un aspetto più bello. Io almeno con un filo di abbronzatura che leva il verde/grigio dei mesi invernali mi sento molto più in forma. Più bella.

Poi arriva l’autunno. Il colorito sbiadisce e l’unica cosa cosa di colorato che rimane sulla mia faccia è il naso rosso da clown: quello che accompagna ogni raffreddore.

Di solito inizia Lavinia. L’anno scorso, dopo sette giorni di asilo ha cominciato a starnutire. Il giorno dopo le colava il naso. E poi la tosse.

A rieccoci. E io che credevo che dopo i primi anni di asilo le cose sarebbero migliorate. Macché. Nonostante i due anni di nido e i tre di materna ogni volta è come la prima volta.

Certo, la situazione cambia notevolmente nel corso degli anni. Se prima è un inferno, poi si passa al purgatorio, ma  non credete quando vi dicono che passerà. Ma va. Il raffreddore non passerà mai. Lo becchi a un anno e poi te lo porti dietro per tutta la vita.

La differenza la fa solo il fatto che se Lavinia combatteva tranquilla i suoi sintomi influenzali e dopo un paio di giorni sta decisamente meglio, per me e la Ludo non è altrettanto facile.

Ludo perché ancora deve passare la trafila: va-al-nido-non-va-al-nido-deve-farsi-gli-anticorpi-vedrai-che-crescendo-migliorerà. Certo.

Io perché sono evidentemente con un piede nella fossa e non ho più l’età.

Quindi sì, si migliora. Nel senso che crescendo non hai più il moccico al naso da ottobre a giugno. MA poi più cresci, più invecchi, più stai sotto ad un treno ad ogni minimo starnuto.

Come si combatte il raddreddore?

Con la santa pazienza.

Io, per me, vado di medicine. Sopporto poco avere brividi, male alle ossa e debolezza. Non ho nemmeno il tempo di essere ammalata. Quindi mi imbottisco.

Per le bambine invece la parola d’ordine é: lavaggi nasali.

come fare i lavaggi nasali

Parola che fino a che non sei mamma è del tutto sconosciuta.

Ma che nel momento stesso in cui varcherai la porta del pediatra per la prima visita entrerà di diritto e di prepotenza nella top ten delle parole più usate dalle mamme e dal pediatra.

Già perché non so se ci avete fatto caso ma quando avete dei bambini piccoli, a qualsiasi domanda facciate al pediatra circa raffreddore, moccico, starnuti, tosse and co., la risposta sarà:

“Lavaggi nasali signora, anche ad ogni ora!”

Come se fosse la cosa più scontata del mondo. E soprattutto la più facile.

Ma voi ci avete provato? Sì vero?

Stendilo, giragli la testolina, prendi la boccetta (o per le più sfamate siringa infilzata nel bottiglione per affrontare insieme il lungo inverno), becca la narice, spingi con potenza ma senza esagerare, in modo che il liquido entri da una narice fuoriuscendo dall’altra senza rompere alcun capillare con conseguente fuoriuscita di sangue dal naso. Perché accade anche questo.

Lavinia, grandissima fan dei lavaggi fin dal primo anno di età, ben li sopportava e i suoi capillari pure. Ma Ludo che ha iniziato a dieci giorni di vita a beccarseli, non li sopporta. E nemmeno il suo nasino delicato.

Facilissimo comunque no?

Proprio la cosa più facile al mondo fare i lavaggi nasali.

Perché se in casa hai un neonato e gli devi fare un lavaggio, come successo a noi con Ludo ti sembrerà di essere una perfetta stronza, perché anche se nel farglieli gli sussurrerete tutte le paroline dolci del mondo (amore la mamma lo fa per te, fai il bravo, non mi odiare, un attimo solo, cuore mio, povero amore, non ti faccio male promesso), lui ti guarderà con gli occhi del terrore come se lo stessi torturando.

come fare i lavaggi nasali

Che poi è una tortura siringare dell’acqua del caso a qualcuno no? Ve la siete mai autosiringata? Non vi da la sensazione di annegamento?

Se invece il bambino è un po’ più grande allora non vi sembrerà più di essere una stronza perfetta, ma lo penserà sicuramente il bambino che nel frattempo avrà iniziato a scalciare e a dimenarsi pensando della madre le peggio cose. Voi avrete solo qualche livido in più e sempre meno pazienza. Ma questa è un’altra storia.

come fare i lavaggi nasali

Poi ad un certo punto crescono e puoi sottoporli al Rinowash che ti svolta la maternità, ma nel frattempo loro così cresciuti che hanno anche imparato a soffiarsi il naso (se e quando ovviamente si rendono contro di avere il moccico in bocca).

come fare i lavaggi nasali

Finalmente sarete fuori dal tunnel dei lavaggi nasali.

Ma non del raffreddore. Quello no, ve l’ho detto, non passa mai.

Fedele compagno di ogni inverno. Arriva da te a inizio settembre, sembra che se ne vada a maggio, ma alla prima vacanza al mare, di solito a giugno, ecco che torna a ricordarti che esiste con quel moccico giallo che hanno anche il coraggio di definire positivo perché “il bambino al mare sta respirando aria buona e si sta liberando.” Certo certo.

Ma non pensiamo all’estate, è così lontana. Abbiamo giusto un lungo inverno in compagnia di raffreddore e lavaggi che ci attende.

E se anche vi sembra che da voi stia passando, non gioitene. Perchè quando finalmente il raffreddore migliorerà e sembrerà abbandonarvi, i bambini staranno meglio, voi meno ma tantocisonolemedicine, arriverà a casa vostro marito sudato dalla partita di calcetto, tossendo.

Altro giro altro regalo.

Pronte che entro 5 giorni si ricomincia.

Lavaggi nasali bentornati a casa nostra vostra.

Sere-Mammadalprimosguardo

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