Il Babbo Natale di Ludovica

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Qualche settimana fa ero da mia mamma e stavamo chiacchierando del più e del meno. In realtà stavamo cercando di capire cosa-avrebbe-portato-il-Babbo-Natale-di-chi.

Perché va bene che Babbo Natale è uno, ma riuscire a organizzare tutti gli elfi e i sotto babbi che lavorano per lui e che consegnano in tutte le case in cui le mie figlie gravitano, è un problema.

Soprattutto quando poi ci sono anche problemi logistici, causati da distanze kilometriche.

Ad un certo punto la nonna dice:

 

Senti ma a Lavinia il mio Babbo cosa deve portare? Perché va beh la Ludo è ancora piccola, però Lavinia no…

 

A quel “la Ludo è ancora piccola” mi era già montata la carogna.

Quindi se la Ludo ha solo 15 mesi Babbo Natale da lei non deve passare o comunque non importa cosa lasci cadere dalla slitta?

E no eh!?

Non scherziamo.

Ma poi, soprattutto, ho pensato che, se mia madre era riuscita a dire una tale bestialità, chissà cosa avrebbero potuto pensare gli altri.

Ma sì tanto è piccola…

Piccola???Ma se magna più della sorella!

Era quindi necessario avere un piano ben preciso per contrastare questa idea sbagliata e cioè piccola = va bene tutto.

Anche no.

In meno di trenta minuti ho quindi stilato una bella lista della spesa con tutti quei regali che secondo me alla Ludo sarebbero piaciuti tantissimo.

Tantissimissimo.

E chi sono io per dirlo? La madre, appunto.

Una lista che poi, ovviamente, ho spedito a Babbo Natale insieme alla letterina di Lavinia, sotto la voce “allegato 1“, da legarsi a quel “Babbo Natale per favore ricordati anche di mia sorella e se puoi porta qualcosa anche a lei… (vedi allegato 1)”.

Tra le varie ho inserito tre giochi Chicco che avevo visto in pubblicità e che ero convinta sarebbero stati perfetti per la Ludo.

In cima alla nostra top 3 c’era sicuramente Lello il Carrello.

Per chi non sapesse cos’è, è un carrello che si chiama Lello. Più facile di così. Però non è banale. Anzi è molto intelligente.

E’ un primi passi bilingue che non solo aiuta i bambini nella coordinazione dei primi passi, ed evita che i bambini come la mia, striscino le sedie per tutta casa rigando il parquet. Ma è talmente bravo che attraverso lo scanner in dotazione riconosce le forme che contiene al suo interno e le insegna al bambino. In italiano e in inglese, appunto. Il bambino emula mamma e papà mentre fanno la spesa e grazie allo scanner, come quello dei grandi supermercati di oggi, scansiona gli oggetti, ne apprende il nome e poi li ripone nel carrello. Insomma una vera e propria spesa dei tempi moderni.



Due piccioni con una fava. Anzi tre, se contiamo il risparmio del parquettista.

Al secondo posto c’era sicuramente il Baby Rodeo, un simpatico cavallo che permetterà alla Ludo si sfrecciare per tutta casa, probabilmente spinta dalla sorella, ma anche in completa autonomia. E/o di dondolarsi. La versione moderna del cavalluccio a dondolo, per intenderci. Che apre e chiude gli occhi e nitrisce proprio come un vero cavallo.

Il Baby Rodeo è cavalcabile, dondolabile ed è un centro attività elettronico grazie a due pulsanti che attivano luci e musiche.


Ho capito che le sarebbe piaciuto perché a ogni pubblicità Ludovica restava incantata a guardarlo. E faceva sempre delle facce buffe (come tra l’altro faccio io ogni volta che vedo Claudio Marchisio nel nuovo spot  Chicco in cui impersona un papà alle prese con la porta da calcio elettronica Goal League, ma questa è un’altra storia). Quindi o a Ludovica piaceva il bambino/testimonial o voleva provare a cavalcare. E allora, per la tranquillità di papà, abbiamo optato per la seconda ipotesi e scelto Baby Rodeo.

Infine ho poi pensato al Magico Castello delle Principesse Disney perché se Ludovica è come la sorella sicuramente adorerà giocare con le eroine della Disney. E poi sicuramente sarà un ottimo alleato nel convincerle a giocare insieme. Dato che davanti alle principesse Lavinia non si tira mai indietro.

Le principesse Aurora e Cenerentola, in compagnia del principe Azzurro, danno il via ad un ballo regale, grazie alle magiche ed incantevoli musiche e alle attività manuali che mirano a far interagire le bambine, a svilupparne la fantasia e a spronarne la creatività.

Il castello è innanzitutto musicale il che significa giocare a ritmo di musica. Le principesse (e il principe) in dotazione ballano e aprono vani. Le porte si spalancano accompagnate dal suono della fanfara e l’ascensore si muove su e giù grazie ad un uccellino come nelle vere favole.


 

Babbo Natale è stato davvero generoso quest’anno. Ma si sa, la mia Ludo è stata troppo buona.


Tranne quando la notte si sveglia, ma quello è un problema mio.

Sere-Mammadalprimosguardo

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