Contro le blogger marchettare scendono in campo le casalinghe, a colpi di bot

Sulle blogger, le famose marchettare, come vengono spesso simpaticamente chiamate dalla volpe che non arriva all’uva e dice che è acerba, se ne sono dette di ogni.

E se mostri che ti prendi cura del tuo corpo non va bene, però se vai al fast food sei un’assassina di bambini.

E se consigli un nuovo prodotto “ehmaèdavveronecessarioquelnuovoprodotto”, ma se consigli una nuova lavatrice “ehmacosasaràmaiunalavatrice”.

E se vai da qualche parte “ti hanno pagata per farlo”, ma se stai a casa “eh ma sei sempre a casa”.

E se dici che fare la blogger è il tuo lavoro, ridono a crepapelle e ti mandano a zappare, dimenticandosi che loro, le detentrici del titolo “lavoratrice dell’anno”, stanno leggendo il tuo post, proprio da quella scrivania che scaldano in ufficio ogni giorno.

E se dici che sei stanca, non va bene perché tu sei una blogger e le blogger non fanno un caxxo. Comparsano. Figurano. Io in effetti compaio in qualche foto, firmo qualche post. Per il resto, vegeto.

E fino a qui, tutto bene. Tutto nella norma, giassò.

diventare influencer

Siccome poi, “fare la blogger”, è diventata la risposta principale che in molte si danno ad un certo punto della vita, rispondendo alla fatidica domanda: “Cosa vuoi fare da disoccupata? Voglio fare la blogger…”, le mamme blogger si sono moltiplicate come funghetti. O come i conigli che dai e dai… [Le donne hanno una straordinaria capacità di reinventarsi, e questo va detto.]

La concorrenza però è spietata e i numeri faticano a crescere. Bisogna farsi aiutare dai social. Apriti cielo.

Quando ho aperto il canale Instagram io, quasi tutte le altre mamme blogger esistenti (e non erano molte) dedicavano sudore e lavoro a Facebook (che io invece odiavo) e questo mi ha permesso di crescere rapidamente su Instagram, dove ero una delle poche principesse sul pisello regnanti; adesso invece la musica è cambiata, tutte vogliono conquistare e spopolare su Ig e questo ha cambiato Instagram e tutte le logiche intorno. Quindi che si fa?

Si usano i bot (sistemi automatizzati che mettono like e commenti alle foto di nonimportachibastachemisegua), si fa follow/unfollow alla massa cercando di ottenere nuovi seguaci (io ti seguo, tu vedi che ti seguo, ricambi, io lo levo, tu non te ne accorgi), si comprano like e follower e si sperperano stipendi. Così invece di fare marchette per pagare le bollette, si fanno per pagare la fuffa.

Ma anche in questo caso, tutto ormai risaputo e superato. Ognuno ha la sua strategia e per quanto mi costi ammetterlo anche se non ne hai una, ad un certo punto te la devi fare perché altrimenti ti schiacciano e chiunque lavorerà più di te. E quando dico chiunque, intendo anche quella che ha aperto il profilo Instagram ieri, dal nulla, con 10k follower. 10k=10000.

E infatti la vera rivelazione, il vero colpo di scena del momento, il coup de théâtre che non ti aspetti, sono le donne non social, casalinghe, impiegate, studentesse che, nella vita fanno altro e continueranno a farlo, ma che forse, attirate “dal favoloso mondo delle blogger” alias “dal favoloso mondo di quelle che non fanno un caxxo“, hanno iniziato a fare altrettanto: chiedono spudoratamente like, ti invitano a taggarle nelle tue stories, pretendono di essere ricambiate (ciao ti seguo, ricambi VERO?), comprano follower e usano qualsiasi trucchetto per arrivare ad avere i numeri alti, perché: se mi danno i pannolini da provare, io risparmio.

come si diventa blogger?

Ora, posto che per me, se hai un sogno, puoi sempre provare a realizzarlo, per carità, io per prima non mi sono laureata in bloggologia, amavo scrivere, per un po’ l’ho fatto per mera passione e poi ho trasformato il tutto nel mio lavoro part time, perfetto.

Sono anche dell’idea che pensare che tutti, ma proprio tutti possano fare la qualsiasi, sia un po’ esagerato.

Anche io volevo fare la modella, ci credevo, sfilavo per casa, in corridoio, dalla mattina alla sera, sculettando e sorridendo, era il mio sogno e sarei stata anche una di quelle modelle sempre puntuali, rispettose e serie. Ma avevo il culo grosso e me ne sono fatta una ragione.

Così come volevo ad un certo punto fare l’avvocato, ma poi mi sono laureata in Lingue perché io tutti quei tomi non li digerivo. Avevo dei limiti e l’ho accettato.

Però ecco, ci si può provare, se si hanno le basi, se si ha qualcosa da dire, se si ha voglia di mettersi in gioco, se si ha un progetto, se si è disposte ad imparare e soprattutto se si ha bene in mente che se lo si vuole fare bene, non lo si può fare alla leggera. Non per mestiere, almeno.

Quindi se volete farlo, fatelo. Provateci. Ma fatelo bene.

Fare la blogger per molte è un lavoro vero, con tanto di tasse, web master, domini per il blog, corsi e, magie delle magie, un commercialista che paghiamo per la gestione della partita iva. PARTITA IVA. Non è uno scambio di pannolini. E non è nemmeno una foto su Instagram o un tag buttato lì.

come si diventa blogger

Dietro ad ogni foto che vedete, ad ogni post che commentate, c’è un progetto, un piano editoriale, una logica. Non sarà un lavoro di fatica, non c’è sudore, né calli alle mani, ma c’è impegno. E anche chi di lavoro fa altro, ma gestisce comunque un blog di successo, lo può fare perché dietro ha un progetto e un impegno costante.

Fare la blogger non è una foto su Instagram. Non è sorridere con al polso un orologio. E anche in quel caso, anche se scegli di essere un social influencer (che non ha niente a che vedere con l’avere, curare e scrivere un blog), nulla è lasciato al caso.

Non sminuite quello che non conoscete. E non giudicate.

Potrà non piacere che una persona venga pagata per presenziare ad un evento o che una donna possa avere il culo di lavorare da casa godendosi anche i figli senza dover per forza essere nevrotica e correre, arrancando da un parte all’altra della città (la solidarietà femminile e il saper gioire per le fortune altrui non sono contemplate nel “favoloso mondo delle donne”), ma fatevene una ragione: succede.

Così come chi gioca a calcio prende lo stipendio per tirare calcio ad un pallone, o chi balla in tv viene pagato per intrattenere, o Barbara D’Urso per intervistare Miss Pelliccetta.

Insomma, la vita è ingiusta, va bene, ma è così. Posso io incazzarmi con Claudia Schiffer (e non uscitemi con un “ma chi è Claudia Schiffer” perché vi segnalo a Google) perché lei è figa anche a 50 anni? E soprattutto, secondo voi, se ci fossero stati i social quando avevo 12 anni, invece di ritagliare e conservare le sue foto e di sognare di essere un giorno come lei, l’avrei massacrata di insulti su Instagram come una troll dei giorni nostri?

La risposta è NO.

Perché io sono una persona intelligente (e melo dico da sola) e riconosco che ci sono e saranno sempre persone che avranno più di me o cose diverse da me. Anche più culo di me. (Culo che sto tentando di tirare giù da lunedì iniziando con tapis roulant e squat massacranti. Tra l’altro.)

E che potranno fare un lavoro, senza che questo mi faccia andare fuori di testa al punto da chiedere una mention acchiappa like.

Sere-mammadalprimosguardo

29 commenti su “Contro le blogger marchettare scendono in campo le casalinghe, a colpi di bot

  1. E io sono tappa, altrimenti Schiffer scansate, ma vuoi mettere sognare di fare Mrs pelliccetta ed essere pagata per presenziare..aiuto!!! Altro che “quelle che non fanno un caxxo”

  2. ci sono arrivata per caso qui (grazie a mia figlia) e devo dirle grazie. Prima a lei e poi a te 🙂 ora ti condivido un po’ ovunque e tirerò le orecchie a chiunque prossimamente oserà dire ”blogger? Sarà mica un lavoro”…

    1. Tua figlia? Sei la mamma di… Angy? Stavo per offendermi per il lei, poi ho riletto bene grazie mille! Un bacione

  3. Tu, a me, fai troppo ridere. E con intelligenza. Usi benissimo l’ironia, le parole. E la tua leggerezza, che non significa affatto superficialità ma anzi, l’esatto contrario: l’intelligenza di non pesare sugli altri, sul ponderare quello che si dice e come lo si dice. E vabbuo, mi piaci e adoro le tue figlie. E tutte quelle che comprano sti follower (io non sapevo manco si potesse fare!! Ma davvero?!?! Cioè proprio coi soldi?! ) nn andranno mai veramente avanti!!
    Un bacione Sere!

    1. Tu sei un tesoro! Grazie mille per questo commento che adoro perché significa che riesco a farmi conoscere bene anche dietro ad uno smartphone e soprattutto che ci sono persone, come te, che sanno andare oltre alle facili e banali apparenze. Grazie davvero❤️ Comunque si si comprano e si pagano in soldoni veri (e li vedi perché se guardi i follower vedi tutti i vari abdul mohammed e compagnia varia)

  4. Ciao sono Sheila di atrendyexperience e volevo farti i miei complimenti per questo post totalmente veritiero… Ad ogni modo aggiungo che le vere blogger rimangono e il loro lavoro è letto e apprezzato da tutti coloro che cercano risposte sui motori di ricerca ed è questa la chiave che ci permette di andare avanti a testa alta e non a colpi di bot che prima o poi come tutte le cose finiranno nel dimenticatoio

    1. Ciao Sheila, hai ragione. Ogni tanto mi faccio prendere dallo sconforto però hai ragione tu: quelli restano. Grazie di avermelo ricordato e di essere passata!

  5. Bellissimo post. Ma è sconcertante leggere che si comprano i follower!!! Io ho cominciato a seguirti perché le tue figlie si chiamano esattamente come le mie, quindi così per caso, ti ho anche scritto e se ti ricordi mi hai subito risposto e mi ha fatto molto piacere. Poi non ho smesso di seguirti perché sei ironica intelligente ma anche molto preparata, mi interessa sempre leggere quello che proponi che siano prodotti o attività. E ti dico la verità io al contrariò della massa penso che questo lavoro di blogger sia faticosissimo altro che non fare un caxxo!!! Non che io non fatichi ma insomma ogni giorno mi reco in ufficio e il lavoro lo trovo bello lì da svolgere. Quindi continua così, io non smetterò di seguirti anche se Ig è diventato davvero faticoso con tutta quella pubblicità e sempre gli stessi profili proposti per primi, ma le tue foto cerco e non me le perdo mai!!! ❤️

    1. Ciao Federica! Tu sei un tesoro ❤️ Grazie per quello che hai scritto. E per confermare la tua faccia basita sì se li comprano. Perché i numeri non crescono e per lavorare servono. Purtroppo Instagram è rovinato e non si torna indietro. Fortuna che io ho il blog perché avessi solo ig avrei già chiuso.

  6. Cara Serena, sono ancora nel letto (9.22). Mio figlio dorme ancora. (Forse sogno…) È bello svegliarsi coi tuoi pensieri. Sono da sempre convinta che un credo, una passione, un passatempo, un risotto… Tutto debba essere seguito con cura e condimento. Non posso fare tutto e non credo a tutti. E quindi metto un like solo se una foto mi stupisce. E seguo solo chi mi convince. Ecco perché sei l’unica mamma blogger che seguo. Perchè scrivi la verità. Poi seguo la Ferragni anche se si veste di m…. ma mi ha costretto mia figlia (quella grande, giuro…). Poi ho qualche VIP nel gruppo come se comprassi OGGI. Ecco, sei in mezzo ai VIP. Prima o poi se ti vedo da Enzo, ti chiedo un autografo. Buona domenica.

    1. Cara Marta, è bello sapere, in una mattina piovosa è iniziata troppo presto (beata te!!!) che anche chi mi legge è capace di fare ironia e di farmi sorridere. Grazie Marta❤️

  7. Bellissimo Articolo, il mio sogno era sempre stato quello di fare la ballerina di danza classica, poi però mi sono spuntate due tette da Pamela Anderson e anche se ci provavo a schiacciarle dentro al body nulla da fare! Hai ragione Sere, tutti pronti a giudicare il lavoro di Blogger pronti (soprattutto le donne) con le peggiori critiche e insulti! Quando leggo le vere cattiverie sotto u post delle persone che ce l’hanno fatta ad avere successo mi chiedo ma perche? Posso non condividere qualcosa ms chi mi da il diritto di parlare in questo modo ad una persona? É come se dovessi fermare per strada il primis conosciuto e riempirlo di insulti perché il suo outfit é ridicolo ..ah già dimenticavo, ho ha il profilo pubblico deve accettare tutto questo No? Credo che spesso il significato dei social non sia compreso affatto! Io amo instagram (Facebook l’ho sempre usato oochissimo), é per me un modo di esprimere i miei pensieri attraverso la fotografia e grazie a questo social ho conosciuto virtualmente molte mamme, go scambiato con loro consigli e mi sono sentita meno sola in questo percorso dell’essere neo mamma.ho avuto qualcuno con chi parlare e condividere momenti, pur virtuali che siano… un abbraccio da me e Little Fede!!!
    P.s: spero che a quelli che continuano con i loro follow e unfollow vada si paralizzi per un Po il dito almeno la smettono

    1. Ciao Silvia, Si, i social dovrebbero servire proprio a questo: a mettere in contatto le persone. Anche io ho iniziato a usarli tanto una volta diventata mamma e devo dire che ho instaurato bellissimi rapporti con tante mamme e non che ho avuto la fortuna di conoscere. Poi però le cose sono cambiate e adesso onestamente è tutta fuffa e poca amicizia. Ti ringrazio e ti invidio per le tette! baci

  8. Mi capita di vedere le tue foto su IG, ho letto qualche tua didascalia..e devo dire che sei stata davvero in gamba nel costruire tutto questo. Sei in gamba, davvero, e te lo riconosco. Ma non cadere anche tu nello stereotipo…scaldare la sedia in ufficio…anche no! Io credo nella grande, immensa opportunità, del “vivi e lascia vivere”…Vuoi fare la Blogger? Vai…Una casalinga, o una studentessa, o una pensionata voglio fare come te? Andate..Comprendo l’impegno, la dedizione e il sacrificio dietro al tuo lavoro…Ma se anche altri si fanno ammaliare da orologi, pannolini, lavatrici e regalini vari..non stupirti! Il soldo facile attira! Da utente di IG, che lo usa come fonte di distrazione, metto con immenso piacere un like alle belle immagini, ma salto a pie’ pari tutte quelle che sono una manifesta pubblicità ai regalini di cui sopra. Marchetta re reputo alcune immagini di voi “vere”Blogger come Marchettare reputo alcune immagini di chi vi scimmiotta. Fa parte del tuo lavoro, e lo rispetto, ma non mi piace quando si supera palesemente il buonsenso. Sei brava nel tuo lavoro. .continua così. ..ma non denigrare chi fa scelte diverse dalle tue, o chi vede la tua scelta come un’ottima opportunità.

    1. Ciao Ale! Non credo che tu abbia capito il mio post: non definisco marchettare le casalinghe che ci scimmiottano ad usare un termine che hai usato tu, ma uso il termine marchettare per indicare noi blogger secondo il pensiero di molti. Io trovo che nessuno faccia marchette perché per me le marchette sono altre. Dico però che se vuoi farlo, e ho sottolineato che per quanto mi riguarda puoi farlo, per rispetto a chi lo fa per lavoro, non lo sminuire. Come del resto in un certo senso stai facendo tu dicendo che si fa “il soldo facile”. Il soldo facile è una delle più grandi banalità che si sentono su questo lavoro. Innanzitutto finché continui a offrire il tuo lavoro in cambio di pannolini, soldi ne fai davvero pochi. Lo scambio merce, a questo livello, è denigrante per chi lo accetta ma soprattutto irrispettoso per chi ha una partita iva. Perché è ovvio che a parità di numeri (finti) sceglieranno di far lavorare chi accetta poco e niente e non chi i numeri se li è conquistati e chiede di poter essere pagata, come tutti i lavori, con scambio moneta e non merce. E poi soldo facile… guadagnavo molto di più dalla mia scrivania di assistente di direzione (ecco perché uso il termine scaldare la scrivania dato che per otto anni ne ho avuta una accanto a quella del capo) che ora scrivendo post e scattando fotografie. Quindi soldo facile un bel niente. Semplicemente ora sono felice e faccio quello che mi piace. Quindi per tornare a rispondere a te, non ho né denigrato (so benissimo cosa vuol dire lavorare in ufficio e organizzarsi davanti a un pc) chi fa scelte diverse o chi vuole fare quello che faccio io. Dico solo che ci vuole serietà. Quello che secondo me fa la differenza.
      GrazIe per i complimenti!

      1. Grazie Serena per il tuo punto di vista! Avevo compreso il senso del tuo post, assolutamente, e il senso che davi a “marchettare”…però mi sono fatta prendere la mano dal mio punto di vista sull’argomento…Condivido che la serietà fa la differenza. ..ed è uno dei motivi per cui ti ho fatto i complimenti :-). Buona serata. Ale

  9. Ciao Serena. Ho letto il tuo post alternando sorrisi a un po di tristezza…
    Ho sorriso perché la tua ironia ha descritto con garbo e simpatia situazioni che ahimè non riguardano solo le blogger. La volpe che non arriva all’uva e il senso di “odio” per chi ha di più o di meglio rispetto a noi, é diventata una malattia diffusa e anche mooolto contagiosa grazie ai social.
    Un velo di tristezza mi é venuto pensando al mio blog…aperto da pochi giorni, ma pensato da tanto, con la speranza di dare libero sfogo ad una mia passione e di accorciare un po’ le distanze con i miei affetti. I contenuti, da ciò che deduco, contano meno dei follower comprati (ancora stento a credere che si possa fare!) o di un ritocco fotografico ben fatto… peccato. Peccato per una professione che, se pur nata da una passione, credo richieda tanto impegno e dedizione.
    Per ora la mia unica ambizione é quella di scrivere quando e come mi va senza seguire nessuna strategia o senza sperare che ciò si trasformi in altro, però mi dispiace per la critica facile che si respira intorno a chi di questo ne ha fatto una professione. Ti faccio un grande in bocca al lupo Anche se sei forte e il tuo valore non verra certo oscurato dalla prima casaligacriticona ne da un nuova funghettabloggercomprafollower
    Un abbraccio virtuale
    Dalila

    1. Anche io ho iniziato scrivendo per me anzi per lasciare traccia a mia figlia dei sentimenti e delle esperienze vissute insieme. Poi tutto si è trasformato, molto naturalmente. Se sarà vedrai che accadrà. Grazie per le tue parole e in bocca al lupo!

  10. Ecco che mi sento una “cacchina” a leggere questo post….non tanto perchè io cerchi di scimmiottare qualcuno (Dio me ne scampi)…. ma perchè ho scoperto strada facendo di quanto sia importante e difficile raggiungere degli obiettivi in modo sano e pulito! Io ci provo con tutta me stessa, ci metto del mio, non copio, ore ed ore di lavoro e tanti soldini spesi.
    Tu sei una delle mie preferite, sei solare, sei simpatica, empatica e coi piedi per terra. Riconosco il tuo lavoro, la tua passione e la tua dedizione.
    Spero un giorno di poter crescere, se non sarà così io continuerò a scrivere perchè mi piace, mi fa stare bene e perchè lascio un ricordo ai miei bimbi!
    Grazie per questo post, fa riflettere molto.
    Un abbraccio donna di lago

  11. Finalmente un post che spiega bene il lavoro delle blogger…io maltollero chi utilizza i bot, la trovo una cosa scorretta e fastidiosa, come chi ti legge e commenta per dirti “ti seguo, mi segui?” Ogni blog ha una sua utenza, una sua storia, un suo progetto comunicativo commentare solo per ricevere lettori fissi o più like su qualche social è veramente uno svalutare il lavoro di chi ha scritto o pubblicato qualcosa! Come hai fatto notare tu, manca il riconoscere i propri limiti e il dare per scontato che tutti abbiamo qualcosa d’interessante da dire!

    1. Me lo chiedo spesso anche io quanto possa essere interessante quello che dico. Finché mi leggono va bene, poi vedremo

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