Cosa racconterò a mia figlia degli anni ’90

Io sono nata nel 1978. Che detta così fa un po’ biografia dei poeti maledetti che studiavo al liceo.

In effetti fa un po’ vecchio.

1978. Un secolo fa.

Quest’anno tra l’altro saranno 40, non briciole. E se penso a come mi pareva vecchia Marina Ripa di Meana quando negli anni 90 pubblicava il suo libro “i miei primi 40 anni”, mi prende un po’ il panico.

Però la realtà dei fatti è che le 40 enni di oggi non sono più vecchie. A 40 anni oggi puoi ancora spaccare il mondo.

E soprattutto a 40 anni hai avuto la fortuna di vivere la tua adolescenza in uno dei periodi più belli del secolo scorso.

Negli anni 90.

Chi c’era sa di cosa sto parlando. Gli altri penseranno “ma che dici, preistoria”.

E invece no gli anni 90 sono stati davvero pazzeschi. E sapete una cosa? Mi dispiace che ve li siate persi. Quindi ho deciso di raccontarveli. E di raccontarli soprattutto alle mie figlie, in modo che tra qualche anno, leggendo questo post, possano scoprire qualcosa in più delle mie “origini”. Preistoriche.

Ecco quindi la lista delle 20 cose che adoravo degli anno 90.

1. Non è la Rai

Non possono iniziare con il programma cult di quelli anni, andato in onda dal 9 settembre 1991 al 30 giugno 1995, condotto prima da Enrica Bonaccorti (non fare quella faccia e clicca sul nome per scoprire chi è), poi da Paolo Bonolis (almeno lui lo conosci?) e poi da una quindicenne Ambra Angiolini. Cento ragazzine scatenate che ballavano e cantavano ogni giorno monitorate da Gianni Boncompagni. E la cosa bella era che per noi ragazzine che le guardavamo da casa, il massimo della vita era scrivere loro delle letterine, e trovare nella cassetta della posta la risposta. Altro che Instagram e Direct. Ciaone proprio. A tal proposito vorrei dire a Miriana che ancora sto aspettando che mi risponda visto che era la mia preferita.

non è la rai
Tranquilla Vale, la nostra foto, in stile ragazze di Non è la Rai, è chiusa nel cassetto 🙂

2. Il karaoke

Ogni sera su Italia uno andava in onda un programma condotto da un esordiente Fiorello che girava le piazze d’Italia a te cantare gli abitanti dei paesi. Notare che grandi nomi come Elisa si sono esibiti su quel palco. Quando ancora non erano nessuno.

karaoke
La riconoscete, vero? Perché è moooooooolto famosa!

3. La smemoranda

Chi l’ha avuta non può non ricordarla. Che poi c’è ancora, ma non è la stessa cosa. L’agenda più bella della storia. Era basica, non c’erano disegni, aforismi nulla. Solo una copertina rigida colorata e 365 pagine da completare. Ma la cosa figa era che quando la compravi era di 5 cm. A fine anno superava i 15 cm tante le stupidate che scrivevi e attaccavi. Tipica frase degli anni 90 era infatti: dammelo che lo attacco sulla Smemo. Altro che ferma che ti condivido su fb…

smemoranda

4. Il Cioè

L’unico inimitabile incredibile giornalino per le ragazzine degli anni 90 era il Cioè. Cosa ci fosse scritto lo ricordo poco, quello che so è che lo compravo ogni settimana, era un appuntamenti fisso. Un po’ come Tv Sorrisi e Canzoni per mia mamma 🙂 (Perché negli anni 90 per scoprire cosa davano in tv, e per leggere le anticipazioni delle soap, non avevi google. Dovevi aspettare che il mercoledì uscisse Tv Sorrisi. Sicuramente non potrò mai dimenticare la sezione della posta del cuore. E chi c’era, sa. Non dico altro.

cioè

5. Il motorino Ciao

Negli anni 90 se avevi il Ciao eri considerato un Figo. Non tanto gli scooter che vanno ora ma un motorino basico stretto e lungo che spesso per mettere in moto dovevi perdere anni di vita pedalando come un ossesso. Il mio era verde bottiglia.

ciao

6. Beverly Hills 90210, il telefilm che ha cambiato un’epoca.

Prima di Violetta, Bianca e Bernie o come si chiamano quelle due, e prima di Dawson e di quelli di OC, c’erano Kelly e Dylan, Brandon e Brenda. Le vicende di 8 ragazzi di Beverly Hills hanno tenuto tutta la mia generazione attaccata alla tv ogni giovedì sera. Tra parentesi, è evidente che i social network ancora non esistevano. Altrimenti si sarebbero scatenati dell’eterna polemica: ma che immagine finta dei ragazzi date, dai, non siamo mica tutti miliardari da vivere a Beverly Hills. (Picco di nostalgia verso gli anni 90, a questo punto.)

beverly hills

7. I take that e i Backstreet Boys, due gruppi musicali che ovviamente dividevano il pubblico femminile.

O seguivi uno o l’altro. Impensabile avere in cameretta il poster di entrambi. Piccola nota: nel 98 sono andata al concerto dei secondi (che io preferivo) a Viareggio grazie ad alcuni biglietti vinti dal mio ex moroso con il premio fedeltà di Radio Deejay, mentre mi aspettava fuori dall’università mentre io sostenevo un esame. A quello stesso concerto ho scoperto anni dopo che c’era anche mio marito con la sua ex. Destino eh?😅

backstreet boys

8. La vacanza studio in Gran Bretagna e i campi scuola.

Vacanze attese tutto l’anno perché finalmente, d’estate, ti liberavi dei tuoi per poter andare due settimane in vacanza con la scusa di studiare una lingua straniera o di dire qualche preghiera in più: il campo scuola era organizzato dall’oratorio, un posto dove tutti i ragazzini del paese si ritrovavano a passare i pomeriggi senza stare sempre in giro a zonzo. Dire: Mamma, vado all’oratorio, era la normalità. E tua madre era tranquilla.

junior chicken

9. Lo zaino Invicta

Tutto pasticciato, rigorosamente con l’UniPosca, scritto dai compagni, con dediche al fidanzato che poi cancellavi bellamente con l’indebile quando lo cambiavi. Il fidanzato intendo. Se gli zaini potessero parlare…

invicta usato

10. Il Festivalbar

Una kermesse musicale che partiva ogni anno a ridosso dell’estate e ti accompagnava per tutti i mesi delle vacanze. I cantanti di allora si esibivano rigorosamente in playback nelle piazze d’Italia e a fine stagione, a Settembre, veniva decretato il vincitore attraverso gli ascolti rilevati dai jukebox disseminati nei bar di tutta Italia. Altro che Sanremo.

frisée

11. Il Burghy

Quando in America ha iniziato a diffondersi il fenomento Mc Donald’s che in Italia ancora non c’era (perché si c’è stata un epoca in cui da noi non si poteva andare al Mc e dovevi aspettare di andare all’estero per andarci) avevano aperto una catena simile tutta italiana che era decisamente super. Tanto che quando l’ultimo punto vendita ha chiuso, e parlo di quello di Piazza Duomo a Milano, si è chiusa un’era. Tutti amavano il Burghy. Perché il panino era senza cetriolo!

burghy

12. Il Motorola, un cellulare che era più una cabina del telefono portatile che altro.

Poi con il tempo si è rimpicciolito e avere lo Startac ai tempi era come avere un iPhone oggi. Il mio era d’oro, perché da vera tamarra quale ero in quel periodo avevo voluto quello firmato da Dolce e Gabbana. Ps: nota che io ho ricevuto il primo cellulare nel 1996 per i miei 18 anni. Un Timmy che telefonava e basta, non mandava nemmeno gli sms. Altro che i vocali. E no, non cambierei il mio iPhone di oggi con niente al mondo. Ma ci sono state occasioni e ci sono momenti, in cui avere un cellulare che effettua chiamate e basta, sarebbe (stato) meglio.

motorola

 

13. Il walkman

Altro che iPod, mpr, Spotify. Prendevi una cassettina, sulla quale avevi registrato la tua musica preferita copiandola da un’altra cassetta (manualmente eh? Non si faceva con il pc è il copia incolla) e ti chiudevi in camera delle ore con gli auricolari nelle orecchie. Certo, la comodità dell’immediatezza della musica di oggi non ha eguali, ma volete mettere con lo struggersi per ore ed ore con la stessa canzone? Le mie compilation poi si chiamavano: dose1, dose2, dose3…. (adolescente allegra, eh?)

walkman

14. Il gameboy

Prima dello smartphone se volevi giocare con giochini elettronici per passare qualche minuto (che poi erano ore!) isolandoti dal mondo, avevi il Gameboy, una console che potevi portare sempre con te. Perché anche noi adolescenti degli anni 90 avevamo lunghe giornate di pioggia, viaggi interminabili in auto, serate con i parenti. Anche noi venivamo portati al ristorante e anche noi ci annoiavamo. Quindi ecco sfatiamo questa cosa dei ragazzini di oggi sempre al cellulare, perché noi non eravamo meno scemi e meno dipendenti dai giochini. Sono solo cambiati i tempi, ma non l’età.

gameboy

15 I jeans Levi’s 501

Ne avevamo di ogni colore: blu, nero, MARRONE. Grande classico degli anni 90, andava portato rigorosamente lunghissimi, meglio se toccavano il pavimento in modo da strapparsi e sfrangiarsi. E la vita era una vita normale, non alta ma non bassa. Mica come adesso che i jeans sono tutti skinny e non se ne parla di respirare.

levis 501

16. Il frisée

Niente cheratina anti crespo, niente piastra alla Maria Maddalena. Negli anni 90 i capelli si portavano cotonati, meglio se permanentati. Ma se proprio non te la sentivi di bruciarti i capelli con le permanenti del secolo via di frisée. Tra l’altro era anche più pratico perché bastava riempirti la testa di trecce per avere un effetto naturale. Mica come ora che per avere le onde di Belen ti devi alzare tre ore prima.

frisée

17. La cumpa

Essere adolescente negli anni ’90 significava avere una compagnia, la cumpa di almeno 20 persone. Gente che andava e veniva, ritrovo tutti i giorni nello stesso posto, alla stessa ora, dopo la scuola o dopo il lavoro, senza necessità di mettersi d’accordo (anche per  Whatsapp non c’era!!!). Ragazzi diversi, scuole diverse, storie diverse, grandi litigi. Ma poi se ci pensi sei ancora lì sul muretto come una disadattata (come diceva mia mamma :-D).

(Di foto ne avrei, ma temo di beccarmi qualche denuncia per violazione di privacy :-D)

18. Il Pop Swatch

Negli anni 90 c’è stato il momento dei famosissimi orologi svizzeri. Erano diventati talmente popolari che in molti si erano improvvisati collezionisti (comprese io e mia madre!!!). Ma oltre al classico orologio di plastica, era arrivato poi il Pop Swatch, enorme, macchiato, super colorato. Di gran tendenza, ovviamente!

pop watch

 

19. La dance anni ’90

La discoteca la domenica pomeriggio con la musica dance di quegli anni. I datura, Corona, Robert Miles. Roba che se non sai chi sono vai ad ascoltarli subito. E per la cronaca, noi a ballare ci andavamo spesso e volentieri, con la mitica tuta dell’adidas. Sì quella con le bande bianche in acetato. Se il pantalone andava bene per l’ora di ginnastica (anche se rischiavi di morirci dato il tessuto sinteticissimo), la casacca legata in vita sui jeans (detta anche copricapo, perché in quegli anni nascondevi, non mostravi!) era di gran moda in discoteca!

20. L’aspettativa

Vivere alla fine di un secolo ha regalato a tutti noi quel sapore di curiosità e di impazienza che solo un nuovo secolo sa regalare. Abbiamo immaginato come sarebbe stato. Abbiamo sognato grandi cambiamenti. Abbiamo imparato ad avere pazienza, a gustarci le cose, a goderci il momento e a saper aspettare. Per poi in realtà accorgerci che nulla era cambiato, e che forse eravamo solo cresciuti e diventati grandi, ma sicuramente nel decennio più figo dell’ultimo secolo.

E a voi? Cosa manca degli anni ’90?

Sere-mammadalprimosguardo

14 commenti su “Cosa racconterò a mia figlia degli anni ’90

  1. Tutto uguale ! Incredibile questo post, descrizione esatta di cosa sono stati quegli anni anche per me ! Brava !

  2. Che nostalgia … io all’epoca abitavo in Sardegna … bellissimi ricordi, quanti pomeriggi, le sigarette fumate di nascosto … adesso mando subito un messaggio alla mia migliore amica del liceo che sento ancora (nonostante la distanza) almeno una volta a settimana…

  3. Io sono nata nel ’90 e so anche a memoria il balletto di ti giuro amore un amore eternooooo 😀
    Ricordo tutto con nostalgia e con questo post mi hai fatto sentire vecchia, grazie Sere ahaha

  4. Io sono nata nel ’77 quindi più o meno tua coetanea , che nostalgia leggere il tuo post anche se a dire il vero io sono più legata agli anni 80 anche se ero piccolina ma specialmente per la musica e per le serie TV gli anni 80 sono per me imbattibili!

  5. Classe ’81 all’appello, quindi, ho vissuto appieno quegli anni e ricordo ogni cosa!

    Top ovviamente Beverly Hills 90210 (avevo anche l’album con le figurine Panini!) , Non è la Rai, con Ambra e Miriana come mie preferite, di cui avevo fatto un album personalizzato:-)) …

    Sere, ma vogliamo anche non dimenticare la collezione di gommine che si trovavano nelle merendine del Mulino Bianco! (vade retro l’olio di palma e le schifezze varie che mettevano sicuramente…)

    Per non parlare della serie dei “Fivelandia” in cassette con le sigle dei cartoni !

    Una cosa sicuramente ci è rimasta: la gioia di vivere di quegli anni, la spensieratezza, che oggi da mamma cerco di trasmettere ai miei figli, a prescindere dalle condizioni al contorno.

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