Intervento di colecistectomia: la mia esperienza

Ne abbiamo parlato e riparlato, la scorsa settimana ho subito un intervento di colecistectomia, ossia mi hanno tolto la cistifellea. Molte di voi mi hanno chiesto informazioni tecniche sull’operazione. Ecco quindi la mia esperienza.

La colecisti è un organo a forma di pera, non vitale, dell’apparato digerente, situato appena sotto il fegato nella parte destra dell’addome. Il suo compito è quello di raccogliere e conservare la bile prodotta dal fegato, concentrandola e riversandola nell’intestino dopo i pasti, specialmente grassi, per favorire i processi digestivi. È una specie di sacchetto dove passa la bile. Ma anche senza questo sacchetto la bile viaggia lo stesso.

Per questo quando inizi ad avvertire problemi alla cistifellea consigliano di toglierla. Una cistifellea malata non guarisce. Può solo peggiorare. Oltretutto poi i calcoli più sono piccoli più sono rischiosi, quindi non fatevi fregare dal fatto che siano microscopici.

Se vi state chiedendo perché non si possano togliere i calcoli senza rimuovere la cistifellea la risposta è semplice: i calcoli si formano per colpa di una cistifellea malata che produce bile troppo densa che può creare calcoli. In poche parole se te li tolgono, possono tornare.

Due sono gli interventi di rimozione: il classico taglio detto “a cielo aperto” e quello laparoscopico, una tecnica mini-invasiva, in laparoscopica appunto, cioè attraverso quattro piccole incisioni, la maggiore di 1 cm a livello dell’ombelico, che sta prendendo sempre più piede negli ultimi anni. Attraverso queste incisioni il chirurgo separa la colecisti dal fegato e dalla via biliare e la asporta completamente, calcoli compresi, attraverso l’ombelico.

colecistectomia

Questo tipo di operazione è quella che ho fatto io.

Sono stata ricoverata il lunedì mattina digiuna dalla sera precedente (dalla mezzanotte). Avevo fatto un paio di settimane prima gli esami preoperatori (sangue, radiografia al torace, ecocardiogramma e colloquio con anestesista). Verso le 14.30 sono venuti e prendermi e mi hanno portata in sala operatoria, dove, via endovena, mi hanno dato una prima dose di anestesia, che mi ha completamente tramortita. Anzi stesa proprio.

colecistectomia

Ricordo di aver risposto ad una domanda basica tipo: “che lavoro fai” e di essermi addormentata. Mi sono risvegliata dopo un’oretta (l’intervento di per sé è durato mezz’ora) con qualcuno che mi diceva “ti riportiamo in camera”, ma bene bene mi sono risvegliata la sera alle 21. In quel lasso di tempo (15-21) mi hanno intubata, operata, svegliata, riportata in camera, sono stata coccolata da mio marito, è venuta mia madre a dargli il cambio, ho risposto a qualche sms, ma la verità è che non ricordo niente.

colecistectomia

Questo per dire che tutta la paura che avevo all’idea di essere intubata, era una stupidata. Tanto non ti accorgi. E gli antidolorifici che mi hanno dato hanno lavorato così bene da non aver bisogno di assumerne più già dall’indomani.

L’unica cosa fastidiosa è stata alzarsi per fare pipì a sei ore dall’intervento (perché ovviamente mi girava la testa) e il drenaggio nel fianco destro che ho tenuto fino all’indomani e che mi creava un po’ di fastidio. Per il resto davvero è stato semplice e indolore.

Il giorno seguente sono venuti a darmi l’ultimo antibiotico (te lo somministrano da quando sali dalla sala operatoria via endovena) e la prima pastiglia di gastroprotettore (che ho preso per 7 giorni in via precauzionale) e a consigliarmi di alzarmi e camminare, cosa che ho fatto subito, approfittando della libertà concessami!

Per quanto riguarda l’alimentazione ho potuto mangiare 16 ore dopo l’intervento: per fortuna perché avevo una fame pazzesca! A colazione the e fette biscottate, a pranzo pastina, prosciutto cotto e mele cotte e a cena pastina, pollo e mele cotte.

Rinata! ( E chi è stata a digiuno per un intervento qualche ora sa come sia vero!)

Nella struttura in cui sono stata operata io,  scelgono di trattenere i pazienti due notti, mentre in altre si va già a casa il giorno dopo l’intervento. Dipende dalla struttura e ovviamente da come va l’intervento.

Quindi se anche mi sentissi già molto bene da martedì, ho comunque atteso mercoledì mattina per tornata a casa e ho subito potuto guidare, camminare, giocare con le mie bambine. A distanza di una settimana non ho avuto alcun tipo di dolore, ho semplicemente dovuto fare una piccola medicazione a casa, per i punti.

Unica attenzione: non fare sforzi sollevando pesi e dieta leggera, ma una persona che ha avuto coliche ha già una dieta controllata. Quindi niente di così terribile. Anzi, l’infermiera alle dimissioni mi ha detto di autoregolarmi e di mangiare quello che mi sentivo di mangiare, senza sforzi (e di bermi anche un bicchiere di birra se mi andava!). Onestamente io ho preferito seguire la dieta che già seguivo prima dell’intervento, evitando birra e caffè per la prima settimana. Ma non era imposto, ecco.

Il lunedì successivo (oggi) poi sono tornata in clinica dove il chirurgo mi ha tolto i pochi punti che avevo e controllato l’addome, che è ancora un po’ gonfio ma è del tutto normale, trattengo i liquidi, lo sapevo e il mio chirurgo me l’ha confermato. Mi ha consigliato di evitare ancora per un po’ l’attività fisica (lui non sa certo che io sono la donna più pigra del mondo e che quindi non sarà un problema assecondare le sue richieste), e ancora un po’ di attenzione con il cibo. Per il resto, argomento colecisti, assolutamente archiviato!

Se vi state chiedendo se sono dimagrita, vi dirò che nei 3 mesi di dieta prima dell’intervento, ho perso circa 5/6 kg. Da lunedì scorso a oggi, ne ho messo uno, ma la causa dovrebbe essere l’aria che mi hanno insufflato per l’operazione (perché gonfiano il pancino con anidride carbonica per renderlo tonto tondo e lavorare meglio, lo sapevate?) e i liquidi che trattengo e che a detta del chirurgo, se ne andranno presto. Anche perché con tutta la fatica che ho fatto, oh! 😛

Quindi, se volete la mia opinione, se soffrite di calcoli alla colecisti io vi consiglio assolutamente di fare quanto prima l’intervento che mira a migliorare la vita dei pazienti. Anche di chi ha avuto una sola colica e pensava: magari non mi ricapita più.

colecistectomia

Per quanto riguarda le bimbe io ho preferito non dire nulla prima dell’intervento.

Lavinia, 7 anni, sapeva che mi sarei dovuta operare ma non le avevamo detto quando. Ludo, 3 anni, invece non credo capisse a fondo cosa stava succedendo a parte che la mamma aveva avuto male alla pancia. Quindi abbiamo raccontato loro che sarei andata via per lavoro due giorni. Poi la sera stessa dell’intervento, Giacomo tornando a casa dall’ospedale, ha detto a Lavinia che la mamma, già che era via per lavoro, si era anche fatta operare. Così quando mi hanno videochiamata hanno visto che stavo bene e non si sono preoccupate per nulla.

Forse uno psicologo avrebbe consigliato di essere sinceri e di dire la verità. Può essere. Ma io ho avuto una mamma sotto ai ferri quando ero una ragazzina e so bene cosa si prova. Quindi ho preferito mentire ed evitare un’inutile ansia ad una bimba che è molto attenta e sensibile e che tanto se avesse saputo, non avrebbe potuto fare nulla.

Sere-Mammadalprimosguardo

Ps: un ringraziamento particolare al mio chirurgo, il Dott. Portigliotti che mi ha operata, ma che soprattutto mi ha fatto stare tranquilla fin dalla prima visita, al mio anestesista che mi ha promesso che mi avrebbe risvegliata dall’anestesia (ed era il mio pensiero fisso), e agli infermieri della Casa di Cura i Cedri di Fara Novarese, che si sono presi cura di me.

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