Che cos’è il Rotavirus? Sintomi, cura e come prevenirlo

Quando Lavinia aveva pochi mesi e vivevamo a Firenze, il pediatra di allora ci parlò della possibilità di vaccinare la bambina contro il Rotavirus.

Quando chiesi cosa fosse il Rotavirus mi fu risposto che è l’agente virale responsabile della maggior parte dei casi giovanili di gastroenterite, termine con il quale i medici indicano un’infiammazione a carico dello stomaco e dell’intestino.

La vaccinazione non era obbligatoria, né inserita allora nel piano vaccinale e si poteva fare nello studio del pediatra in due dosi pagando circa 60 euro.

A quell’epoca io e Giacomo ci stavamo da poco affacciando nel mondo dei vaccini, quindi non sapendone molto e non vedendo il Rotavirus nei vaccini proposti dal piano vaccinale, preferimmo parlarne con un altro pediatra, quello di casa mia.

Anche in quel caso le risposte non ci fecero propendere per la vaccinazione, in quanto quello che percepimmo noi fu che il Rotavirus è sì responsabile di disturbi intestinali, ma non così gravi da richiederne la vaccinazione.

Sbagliando.

Negli anni il mio interesse verso la questione vaccini è sicuramente aumentata, la mia conoscenza anche e sono sicuramente diventata molto più attenta e consapevole, sia nel reperire le informazioni da siti autorevoli senza farmi spaventare da quelli che veicolano fake news, sia nel prendere decisioni importanti dopo aver fatto tutte le domande del caso al pediatra.

Mercoledì sera ho avuto modo di partecipare ad una tavola rotonda in cui un gruppo di esperti mi ha finalmente spiegato che cos’è il Rotavirus e come lo si può prevenire.

Che cos’è il Rotavirus? Sintomi, cura e come prevenirlo.

Ho scoperto he la gastroenterite da Rotavirus è una malattia diffusa in tutto il mondo. Il Rotavirus è presente nell’ambiente in 6 diverse specie ed è la causa più comune di gastroenterite virale fra i neonati e i bambini al di sotto dei 5 anni.

Il Rotavirus è così comune che, secondo il parere di medici e virologi, quasi tutti i bambini contraggono almeno una volta il suddetto agente virale entro i primi 5 anni di vita.

Tutti i bambini vanno incontro ad infezione da Rotavirus molto presto nella vita, di solito entro i primi due anni e poiché i Rotavirus sono molteplici, possono verificarsi più episodi durante questo periodo della vita.

In particolare, nei bambini molto piccoli (tra i 6 e i 24 mesi) il virus può causare una diarrea grave e disidratazione. L’aver contratto il virus una volta non dà immunità a vita, anche se le infezioni che si contraggono negli anni successivi e in età adulta tendono a presentarsi in forma più leggera, ecco perché negli adulti che godono di buona salute, le infezioni da Rotavirus sono causa di manifestazioni assai lievi, spesso quasi impercettibili o asintomatiche.

Ogni anno, nel mondo, la gastroenterite da Rotavirus causa circa mezzo milione di decessi sotto i 5 anni; di questi, l’80% circa si verificano nei Paesi in via di sviluppo. Negli Stati Uniti, contesto assimilabile a quello italiano, le morti associate a Rotavirus colpiscono soprattutto i bambini tra 4 e 23 mesi d’età.

La trasmissione è oro-fecale, significa che per contrarla è sufficiente che il bambino porti alla bocca le mani dopo aver toccato oggetti contaminati da residui di feci di un individuo infetto; tipico è il caso in cui un bambino si ammala perché non si lava le mani prima di mangiare o dopo essere andato al bagno.

Il Rotavirus è un virus altamente contagioso che può sopravvivere per poche ore sulle mani, ma che può rimanere attivo per giorni sulle superfici dure e asciutte. Di conseguenza può diffondersi facilmente negli ambienti domestici, negli asili nido, nelle scuole dell’infanzia e negli ospedali.

L’infezione è più comune nei mesi invernali e primaverili, e può essere contratta anche dagli adulti. Nei bambini il periodo di incubazione è di circa due giorni, mentre vomito e diarrea indotti dall’infezione possono durare da 3 a 8 giorni.

I sintomi più comuni sono: diarrea, vomito, febbre, disidratazione, dolori addominali, riduzione della frequenza della minzione, assenza di lacrime quando si piange, pelle secca e fredda, sete intensa. complicanza più temuta è la disidratazione, che può portare nei casi più gravi all’ospedalizzazione.

Uno studio stima che Italia ogni anno si verificano oltre 300.000 casi che vengono gestiti a domicilio, oltre 80.000 visite mediche e circa 10.000 ricoveri ospedalieri.

Attualmente non esiste un farmaco specifico in grado di combattere l’infezione da Rotavirus, si può solo cercare di prevenire la disidratazione bevendo molto, sia acqua a piccoli sorsi possibilmente molto fredda, sia soluzioni reidratanti orali vendute in farmacia.

In questo modo si riduce il rischio di presentarsi all’ospedale per una reidratazione mediante flebo.

È inoltre importante far riposare molto il bambino, fargli mangiare cibi leggeri e facili da digerire (come cracker, riso, pollo e banana) e ricordare che trattandosi di un virus non può essere combattuto con gli antibiotici.

In genere, se il paziente recupera i liquidi che perde a causa della diarrea e/o del vomito, una classica infezione da Rotavirus si risolve nel giro di 3-7 giorni, senza ripercussioni di alcun genere.

Per arginare il pericolo di contagio è fondamentale l’igiene personale, a casa, negli asili nido e nei luoghi dove vivono persone soggette a maggior rischio, come gli anziani o gli immunodepressi.

Anche lavarsi frequentemente e accuratamente le mani con il sapone o con altri detergenti può limitare la diffusione del rotavirus, anche se non è sufficiente per ucciderlo.

Purtroppo non esistono misure efficaci per eliminare completamente la diffusione o l’infezione di questo patogeno, per questo è stata introdotta la raccomandazione a vaccinare i neonati. 

Da qualche anno sono disponibili due vaccini per prevenire l’infezione, si tratta di vaccini da somministrare per via orale contenenti virus vivi attenuati che si sono dimostrati oltre che efficaci anche sicuri, destinati ai lattanti al di sotto dei 6 mesi.

Il nuovo piano vaccinale, approvato a gennaio 2017, inserisce nel calendario la raccomandazione per la vaccinazione contro il Rotavirus, principale agente infettivo responsabile in tutto il mondo di causare la gastroenterite virale nei bambini.

Viene raccomandata la somministrazione del vaccino a tutti i neonati a partire dalla 6° settimana di vita, in 2 o 3 dosi (in base al vaccino utilizzato) assunte via bocca (si tratta di gocce) e il ciclo vaccinale dovrebbe essere completato non oltre gli 8 mesi di vita.

Questa vaccinazione è co-somministrabile con le altre previste per l’età ed è generalmente ben tollerata e non dolorosa.

Nei giorni successivi all’assunzione, il vaccino viene rilasciato nelle feci quindi è bene restare particolarmente attenzione all’igiene personale, ma il bambino vaccinato non è malato, né infettivo.

Nel corso della serata di mercoledì scorso ho avuto modo di ascoltare anche la testimonianza di Samanta, una mamma che ha conosciuto da vicino il Rotavirus quando sua figlia, avendolo contratto, è stata ricoverata per grave disidratazione in ospedale. Samanta ha raccontato che oltre a sentirsi impotente davanti alla sua bambina, si è anche sentita in colpa quando poi lei stessa si è ammalata, e con lei tutti i membri della famiglia accorsi in ospedale per aiutarla. Proprio perché il Rotavirus è molto contagioso.

Se avessi avuto tutte queste informazioni quando si è trattato di vaccinare le mie bambine, non avrei avuto dubbi. Noi siamo state fortunate, entrambe hanno avuto disturbi intestinali in questi anni, ma per fortuna episodi rapidi e poco invasivi, ma ho ascoltato storie di famiglie meno fortunate e tutte le mamme con cui ho parlato come Samanta mi hanno detto: se avessi potuto evitargli l’ospedale e la sofferenza che ha provato, l’avrei fatto volentieri.

E’ bene specificare che il vaccino contro il Rotavirus non vuole debellare il virus, ma provocare una prima infezione da vaccino controllata nel bambino, in modo che qualora venisse poi ne corso degli anni contatto con questo virus, l’infezione risulti meno pericolosa.

In poche parole: il vaccino non fa evitare di ammalarsi, ma rende la patologia più blanda e nella maggior parte dei casi evita l’ospedalizzazione.

Ecco perché avrete sentito di amiche che vi hanno raccontato che nonostante il vaccino, il bambino si è ammalato. Si è ammalato perché le gastroenteriti purtroppo si possono ripresentare, ma sicuramente in maniera meno invasiva.

Ecco perché è importante vaccinare.

Sere-mammadalprimosguardo

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