Alla ricerca di Babbo Natale….

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Se vi ricordate lo scorso anno avevamo provato ad andare alla Casa di Babbo Natale a Montecatini Terme, ma a causa di una coda infinita, avevamo a malincuore dovuto rinunciare. Ma Lavinia era ancora piccola, non aveva nemmeno capito. (Se non vi ricordate leggete qui.)

Quest’anno abbiamo deciso di riprovarci e per evitare di dover tornare nuovamente indietro senza aver incontrato Babbo, con tutti i probabili capricci del momento, ci siamo fatti furbi.

La casa di Babbo Natale ha aperto le sue porte al pubblico già il week end del 7 Novembre e sperando di giocare in anticipo abbiamo deciso di andarci direttamente domenica 9. A Lavinia non abbiamo detto niente, le abbiamo solo raccontato che ci saremmo visti con la sua amica Zoe ma nessun accenno a Babbo Natale (anche se un giorno, parlando, mi ha detto che sapeva che saremmo andati a casa sua…orecchie lunghe la ragazza…), in maniera da non creare troppe aspettative. Infine abbiamo comprato i biglietti online (prezzo dei biglietti: 8 euro l’adulto, 7 il bambino da 0 a 11 anni.), per saltare la coda. Quale coda?

Siamo arrivati a Montecatini alle 1030. La giornata era bellissima e c’era pure un sole caldo. Zero atmosfera natalizia in effetti. E pochissime persone. Un piazzale deserto dove lo scorso anno c’erano centinaia di persone in coda. L’elfa fuori dalla porta che ci ha salutato e fatto accomodare.

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Entrando nella casa c’è innanzitutto un lungo corridoio che sembra più un’esposizione natalizia di quei negozi di accessori per la casa…finito il corridoio arrivi in un grande salone in cui trovi un grande albero addobbato, uno spazio letterine dove due elfe ti invitano a scrivere la letterina a Babbo Natale (e te la spediscono) e Babbo Natale seduto sulla sua poltrona che fa le foto con tutti i bambini, salutandoli e invitandoli a fare i bravi, in un discutibilissimo accento fiorentino. (Sapete che adoro l’accento del mio magari-in-un-futuro-marito, ma Babbo Natale che parla fiorentino non si può sentire.)

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Nient’altro. Tempo impiegato per la visita: 20 minuti al massimo. (E ora  capisco la coda dello scorso anno…la coda si forma per la foto con Babbo Natale, probabilmente più di un tot di persone non fanno entrare ed è presto fatto.)

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Per accedere ai laboratori e agli spettacoli (spettacoli che hanno un costo aggiuntivo di 4 euro) bisogna farsi una passeggiata di una decina di minuti a piedi e raggiungere un altro stabilimento termale, dove altri elfi ti invitano a farti truccare dalle elfe truccatrici o a fare due foto con Minnie e Topolino. (Minnie e Topolino? In Lapponia???)

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Infine  ti fanno accomodare in una stanzetta alquanto spartana per assistere allo spettacolo, spettacolo che nel nostro caso era di marionette e di clown assolutamente noioso. Tanto che Lavinia a metà se ne voleva andare.

La mia faccia e quella dei miei compagni di viaggio era alquanto perplessa.

Capisco che il tutto sia organizzato per i bambini e che quindi i bambini debbano eccitarsi ed entusiasmarsi per questa esperienza. Ma le facce di Lavinia e di Zoe non erano certo diverse dalle nostre…e poi quello che non mi spiego è la miriade di recensioni positive che ho letto su questa “attrazione” che in realtà di attraente non ha davvero niente. Per me assolutamente bocciata.

Dopo pranzo siamo poi andati al Bosco degli Elfi, novità di quest’anno, sempre a Montecatini. Un minigolf locale è stato trasformato per l’occasione nel villaggio degli Elfi, dove tanti Elfi diversi, ti accompagnano in un percorso che dura un’oretta e mezzo. Noi avevamo comprato i biglietti su Groupalia (offerta ancora valida per 4 giorni) spendendo 9 euro per famiglia contro i 24 che si pagherebbero alla cassa (8 euro a testa). Entrando nel bosco abbiamo dovuto poi pagare altri 3 euro per il pacchetto gadget (che nei nostri biglietti non c’era) per le bambine, comprensivo di monetine da spendere all’interno del percorso, paraorecchie elfico e attestato elfico finale.

Durante il percorso pagando con le monetine in dotazione, si può farsi truccare dalle elfe tuccatrici, si compra il paraorecchie elfico, si preparano dei biscottini (che però non ti fanno mangiare), si gioca con la farina di mais, si visitano le casette degli elfi e si intravede Babbo Natale che dorme e russa e si balla la baby dance.

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Ecco meno male che almeno c’era la baby dance, perché anche in questo caso, il tutto è stato un po’ deludente, ma almeno Lavinia ha potuto ballare la sua amata “Danza della Panza“. A nostro avviso meglio il bosco elfico che la casa di Babbo Natale, anche se la differenza era minima.

Insomma a chi mi ha chiesto in questi giorni com’era rispondo: andateci perché Babbo Natale è sempre Babbo Natale. Ma partite da casa con poche aspettative, altrimenti il rischio è di rimanere delusi come successo a noi.

Sere-mamma-dal-primo-sguardo

 

 

 

 

2 commenti su “Alla ricerca di Babbo Natale….

  1. Ciao a riva del Garda,c’è la casa di babbo natale dove babbo ha l’accento trentino perché appunto viene da li e non dalla Lapponia. Non so che cosa vi aspettavate

    1. Ciao, dipende da cosa hai detto ai tuoi figli. Io alla mia ho detto che babbo natale viene dalla Lapponia quindi l’accento toscano, per lei che ha il babbo fiorentino, era un po’ fuorviante. È comunque basterebbe, secondo me, mettere un babbo anziano magari meno “sguaiato”. Un nonno. Sarebbe più credibile di un baldo giovane con la cadenza marcata perché poco attento al ruolo. Io la penso così!;-)

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