Ansia da prestazione.

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Mi capita spesso navigando in internet di trovarmi di fronte ad articoli intitolati “10 cose da non dire a tuo figlio” – “i 10 errori più comuni che fanno i genitori”- “Come rimproverare il bambino e farlo sentire amato”…

Ecc ecc.

E ogni volta che mi trovo davanti ad un post così intitolato….rifiuto l’offerta e vado avanti. Oppure dico: no Maria chiudi pure la busta.

Seriamente: non riesco a leggere questi post. E quando lo faccio tra me e me ammonisco con termini tremendi il sapientone di turno, l’autore del post. E vi spiego perché: capisco che gli psicologi, gli psicoterapeuti, gli educatori, abbiano studiato e debbano pur guadagnarsi la pagnotta.

Però gente, se ogni volta che apro la bocca e mi rivolgo a mia figlia devo: ponderare il tono, ponderare le parole, ponderare il contenuto, meditare sul significato, meditare sul messaggio intrinseco, meditare sulle conseguenze….faccio prima a stare zitta.

Ieri per esempio vedo su facebook una condivisione di un post intitolato: 9-frasi-da-non-dire-mai-al-vostro-bambino.
E leggendolo scopro di essere un genitore frustrato perché minaccio Lavinia quando non ubbidisce. Eh sì perchè da brava madre degenere quale sono io minaccio sempre Lavinia di castighi e punizioni varie. Come ieri per esempio quando in treno, dopo 40 minuti di capricci, l’ho ammonita dicendole che era stata cattiva e lei non paga, mi spintonava. Così, io-madre-frustrata, l’ho minacciata di dirlo a Babbo Natale. E lei ancora più fastidiosa e incurante di quale realmente fosse il contrario di cattiva, mi ha risposto che lei è bella.

No mamma, io non sono cattiva, sono bella, hai capito? Urlato talmente forte che pure il macchinista probabilmente ha sentito.

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Manco le avessi detto che era brutta. Manco avesse già capito che in questa società conta prima di tutto l’aspetto fisico. Chissenefrega se sono cattiva, io sono bella. Sicuramente colpa mia e della mia frivolezza, fatene un post, sapientoni, vi prego.

Andando avanti nella lettura scopro poi che che quando urlo a Lavinia perché non ubbidisce, e cioè sempre, dato che chi ha un figlio di tre anni sa che a questa età non ubbidiscono mai anzi fanno di tutto per provocare, in realtà sto creando un mostro che da adolescente sarà frustrato e insicuro, perché io, invece di parlare con calma, dopo magari un’ora che le dico di vestirsi, di mettere a posto la camera, di venire a lavarsi i denti, di mangiare, di fare la pipì nel vasino, di non guardare la tv troppo da vicino, ecc ecc e ricevendo solo occhiate commiserevoli da parte sua, urlo. E urlando, secondo il sapientone, lei non capisce.

La mamma deve cercare di controllarsi, e mantenere la calma, contando fino a 10. Questo vale soprattutto nelle situazioni più classiche, tipo quella dei capricci al supermercato. Se il bimbo inizia a urlare che vuole tutto lo scaffale delle caramelle, è importante dire con voce ferma (e calma), ‘No, non si può, ora andiamo a casa’. Riporta l’articolo.

La fai facile tu, penso io.

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Io poi che proprio così faccio quando, magari non con voce calma, ma ferma assolutamente sì, la lascio frignare ma non gliela dò vinta. Però poi tutti mi guardano con aria inferocita perché: povera bambina che madre crudele che la fa piangere così, che le comprasse quelle caramelle….

E se poi, provata dai capricci, dalle urla, dai sintomi di pazzia, per sbaglio parte una sberletta sul sedere, perché ha davvero esagerato e perché io sono la madre e so quanto abbia tirato la corda, sono pronti tutti a tirare fuori il cellulare e a chiamare il telefono azzurro. Perché la verità è che tuo figlio fa casino in un luogo pubblico, o sei una madre terribile perché lo stai viziando e non lo stai educando, disturbando tutti gli altri, oppure sei una madre terribile perché urli e lo sgridi. Comunque fai sbagli. E se poi appunto parte, non dico un incontro di pugilato, ma anche solo uno sberletta, apriti cieloSculacciate: 10-motivi-perché-é-meglio-farne-a-meno.

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Quindi ricapitolando Lavinia quando sarà grande sarà frustrata e con bassa autostima, perché oltre alle mie urla qualche sculacciata, ogni tanto, le è arrivata. E sarà anche insicura perché se siamo al parco e la vedo arrampicarsi sullo scivolo al contrario, le dico che non deve farlo. E sbaglio, perchè a quanto pare, non permetterle di spaccasi la testa indica che io sono iperprotettiva, io, e serve solo a creare insicurezza nei bambini. L’ho letto qui: i-10-errori-piu-comuni-che-fanno-i-genitori.

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E che palle, posso dirlo?

Ma chi scrive questi articoli? E soprattutto per arrivare a dire che gli studi dimostrano che bla bla bla bla bla bla…..chi hanno analizzato? Che categoria di pazzo, depresso, schizzofrenico della mia generazione hanno incontrato??? Perché io mia mamma l’ho sentita urlare, mi sono anche presa qualche sculacciata, sono salita sullo scivolo dalla parte giusta perchè se no rischiavo di farmi male, sono stata messa in castigo se rispondevo male, eppure non sono né insicura, né ho bassa autostima, né credo che il mondo mi odi, né che mia madre sia stata una madre terribile.

E, soprattutto, sono sopravvissuta.

Fino a oggi, certo. Prima di leggere questi articoli. Perché ora sì che rischio di avere bassa autostima e diventar insicura. Devo: ponderare il tono, ponderare le parole, ponderare il contenuto, meditare sul significato, meditare sul messaggio intrinseco, meditare sulle conseguenze….

Faccio prima a stare zitta. E ferma. Perché ora che mi ricordo tutte le cose lette in questi impossibili articoli, mi sono già dimenticata quello che dovevo dire o fare.

Che sia questo lo scopo dei sapientoni?

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14 commenti su “Ansia da prestazione.

  1. Lo sai che condivido sempre i tuoi pensieri….sono anche i miei.
    E mai come questa volta mi sento una “madre imperfetta” o Straimperfetta anche io, visto che con Leo, che è nella fase “i terribili 2″…dopo i quali vengono i Terribili 3…faccio ache io gli stessi errori!
    Alla sera siamo io e lui, ed io urlo se non mi ascolta, se guarda la tv attaccato allo schermo, se non si lava i denti lo ricatto dicendogli che la Fatina dei dentini non passerà!
    Quindi, io quei post non LI VOGLIO PIU’ leggere!
    E poi, chissà se siamo solo io e te ad essere così imperfette….
    Chissà.

    1. Oh Francy meno male va! Siamo già in due!;-) e sono sicura che non siamo le sole! Bacio

  2. Serena…mio figlio, che chiamerò Littlelittlerabbit, da grande probabilmente sarà un killer seriale di zingari….lo minaccio sempre di portarlo a vivere al campo nomadi….sarà insicuro, sarà politically not correct, sarà sarà ma funziona e mi evita di proseguire nell’escalation di capricci. Mamma degenere presente.

  3. Io a volte le dico che se continua cosi ne prendo una migliore di bambina…o che scappo e non torno piu…ma col carattere che ha la mia non gliene può fregare di meno! Secondo me devono capire che ad ogni azione segue una reazione…altrimenti quando sarà la vita a insegnarglielo sarà troppo tardi!

    1. Io non potrei mai dire a mio figlio che me ne vado o che lo porto agli zingari. Mia mamma mi minacciata sempre di andarmene, una volta (avevo 4 anni) ha fatto la valigia. Questo in me ha provocato una crisi da abbandono allucinante che mi porto ancora dietro, mi ha segnato tantissimo anche se al momento sembrava che io me ne fregassi alla grande!!!

      Io sono condizionata nei rapporti con gli altri a pensare di non valere nulla, di essere una cattiva persona, di dover sempre annullare me stessa per compiacere gli altri se no non sarò amata.
      E questo perché mia mamma usava con me i ricatti emotivi che voi riferite con tanto divertimento.

      Io capisco che siate esaurite, perché anche mio figlio mi ha fatto vedere i sorci verdi per un periodo per fortuna breve, ma pensate che è un serpente che si morde la coda: quando ho smesso di farmi esaurire, magicamente mio figlio ha smesso coi capricci.
      È un circolo vizioso, più il bambino rompe più noi ci arrabbiam, più diventiamo nervos più il bambino rompe. Ma solo noi, che siamo gli adulti, possiamo rompere il meccanismo, anche se non è facile.

      Per il resto, ognuno educa come vuole perché non c’è un metodo universale, volevo solo farvi pensare alle conseguenze possibili.

      Ad oggi, mia mamma mi chiede scusa per essersi selezionata così con me e non è un caso che io, che ero una bambina difficile in quanto trattata da tale, abbia invece un figlio i cui rari capricci sono gestibili: faccio il contrario di quello che mia mamma ha fatto con me, ma sono più severa di lei in quanto a regole.

      1. Melatequila io ti rispondo per quello che scrivo io, poi le altre se vorranno parleranno per i ricatti emotivi che voi riferite con tanto divertimento… Nel mio specifico caso, non credo che minacciare di fare la spia con Babbo Natale, possa essere un ricatto o questo credi creerà un trauma in mia figlia? Secondo me il trauma l’avrà quando scoprirà che non esiste…
        C’è dell’ironia nel post certo, ma meno male. Altrimenti a prendersi troppo sul serio a volte si fanno errori ben peggiori. Quello che ho scritto io è che probabilmente sbaglio a urlare certo. Ma con mia figlia (che nessuno conosce meglio di me), funziona così. Ogni bambino è a sé. Il tuo magari trae beneficio a salire dallo scivolo al contrario e se cade almeno impara, la mia invece non ci sale proprio perché sa che è pericoloso. Non credo che dipenda da come siamo stati cresciuti noi. Anche perché guarda io sono stata “difficile” anche perché figlia di genitori separati, mia figlia è “difficile” pur avendo due genitori che stanno insieme, quindi credo proprio si tratti semplicemente di carattere. La mia è un peperino e provoca di continuo. Così come facevo io. Poi ci sono bimbi più tranquilli, di indole, che lo fanno meno. Tutto qui. Poi certo che di errori ne facciamo tutti, tua madre ha riconosciuto l’errore ed è stata onesta nell’ammetterlo, ma tutti sbagliamo, non siamo perfetti. Ma così come io urlo a Lavinia, così mia madre urlava a me, eppure io non penso di non valere nulla, di essere una cattiva persona, di dover sempre annullare me stessa per compiacere gli altri se no non sarò amata. Anzi. E per la cronaca ho anche un carattere opposto a mia madre. Nonostante questo sono convinta che il metodo educativo che ha usato su di me, sia stato quello giusto, perché con il caratterino tosto che avevo e ho io, serviva agire così. E non perché lei fosse esaurita.
        Poi posso anche dirti questo: io Ketty la conosco personalmente. Ed è una persona che si prende in giro, il che è sinonimo di essere una persona intelligente. Sa cosa sia l’autocritica. E quando dice che va al campo nomadi…anche suo figlio sa che la mamma è una burlona! ;-D

      2. Anche mia mamma a volte mi ha messa fuori dalla porta di casa dicendomi che mi mandava via…ma di contro poi mi ha talmente ricoperta d’amore e presenza che non mi sono trasformata in uno zerbino nei confronti dell’umanità….noi siamo fatti di tante esperienze e non è un singolo evento o metodo a caratterizzarci. Certo se io dicessi a mio figlio: ”ti porto al campo zingari” e poi non fossi presente per lui, se non lo appoggiassi o motivassi, bhe forse potrebbe pensare che è vero…ma poi come madre non lo lascio mai se non per lavorare… cmq quando nella vita da adulta ho riscontrato delle problematiche ho lavorato per risolverle e anche nei confronti dei miei figli mi sono messa in gioco e in dubbio. Non è il singolo evento che fa la mamma ma la mamma nel complesso ( e non parlo di complesso psicologico  )

  4. Siete anche in 3 care le mie Serena e Francesca, io con Edoardo nel pieno dei terribili 2, faccio esattamente le cose che fate voi, rimproveri, alzate di voce e qualche “pattona” come si dice dalle mie parti, ma non credo di essere una madre disgrazia, anche perché, so bene, che si arriva a certi comportamenti presi dallo sfinimento di dover dire le cose 100 volte, senza essere ascoltati.

  5. Io mio figlio l’ho sempre fatto salire al contrario sullo scivolo, con l’unica regola che poteva farlo solo se non c’erano altri bambini, sia per non far male a loro sia per rispetto di chi voleva scendere. Si faceva male? Pace, sbagliare e farsi male -secondo me- in quello definito rischio controllato è l’unico modo per imparare a gestire il proprio corpo e le risorse ambientali.

    🙂

    1. io invece sono più per “prevenire è meglio che curare” per cui, dove posso, cerco di insegnarle che non è necessario che si spacchi la testa per capire che se fa una cosa sbagliata si fa male…Poi ovvio ha la massima libertà di azione (sempre nel rispetto degli altri ovviamente) e se corre e cade pazienza, impara.

  6. Anche mia mamma a volte mi ha messa fuori dalla porta di casa dicendomi che mi mandava via…ma di contro poi mi ha talmente ricoperta d’amore e presenza che non mi sono trasformata in uno zerbino nei confronti dell’umanità….noi siamo fatti di tante esperienze e non è un singolo evento o metodo a caratterizzarci. Certo se io dicessi a mio figlio: ”ti porto al campo zingari” e poi non fossi presente per lui, se non lo appoggiassi o motivassi, bhe forse potrebbe pensare che è vero…ma poi come madre non lo lascio mai se non per lavorare… cmq quando nella vita da adulta ho riscontrato delle problematiche ho lavorato per risolverle e anche nei confronti dei miei figli mi sono messa in gioco e in dubbio. Non è il singolo evento che fa la mamma ma la mamma nel complesso ( e non parlo di complesso psicologico  )

  7. Era da un po’ che non venivo a leggerti e con piacere comincio da questo post che avrei potuto scriverlo io…stessi pensieri e stesse situazioni vissute allo stesso modo!!! Quella al supermercato l’ho vissuta male io perché sono stata ripresa da una splendida e gentile strega, che tra l’altro non aveva figli, la quale mi disse che mio figlio stava piangendo troppo e disturbava e che se aveva mal di pancia avrei dovuto portarlo a casa, ti rendi conto credeva che lui stesse piangendo, buttandosi x terra, per il mal di pancia!!! (voleva un gioco) era nella fase terribili tre anni e un mio no era inconcepibile!!! Veramente se gli parte il neurone della pazzia fa scene così anche adesso che di anni ne ha 4! L’ultima quest’estate sempre in un supermercato, resta il fatto che entrambe le volte io non ho featto nulla, né sgridato né sculacciato, perché tanto con lui non hanno funzionato, adesso però a volte funzionano, ero calma e cercavo di spiegargli che non poteva avere il gioco ogni volta che si andava in un supermercato…risultato mezz’ora di crisi isterica con la tipa che mi diceva del mal di pancia!!! L’ho vissuta male perché mi ha fatto sentire in colpa nei confronti di Andrea e degli altri e mi ha fatto sentire incompetente nel gestire mio figlio…odio i sapientoni…anche perché la maggior parte dei consigli sono una gran ca……ta!!! Pure io ho preso delle sculacciate e delle tirate di capelli, castighi e punizioni ma sono qui e non ho bassa stima di me stessa o penso che mia madre non sia stata brava anzi adesso che sono mamma comprendo i loro no e tanti loro atteggiamenti e penso che noan sia per niente facile fare i genitori che non siamo perfetti ma amiamo i nostri figli e cerchiamo di insegnargli ciò che a noi ci è stato insegnato e che pensiamo sia giusto…come hai detto tu comunque fai sbagli…quindi armiamoci di pazienza e continuiamo a fare come ci dice la nostra testa e il nostro cuore di mamma 😉
    Un’abbraccio
    Manu

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