Breve storia triste: non è tutto oro quello che luccica.

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Se vi ricordate qualche settimana fa vi ho raccontato qualcosa di più del mondo delle mamme blogger, spiegandovi che sì, spesso i post sono sponsorizzati, ma che non siamo tutte markettare. Se non ve lo ricordate allora magari andate a leggerlo, vi servirà per capire di più l’argomento odierno.

mammadalprimosguardo
Premesso quindi che non tutte scriviamo per il vile denaro, e che anche se lo facciamo, molte di noi restano comunque coerenti almeno al proprio pensiero e che altre addirittura scrivono senza mai fare pubblicità a nessuno (e ci sono blog bellissimi di cui magari prima o poi vi parlo!), è giunto il momento di svelarvi poi che non è tutto oro quello che luccica.

Non credete a tutto quello che leggete.

Avere un blog ci porta a raccontarvi i fatti nostri, con la speranza che siano da voi condivisi. Spesso mi scrivete che ho messo nero su bianco quello che vivete anche voi. E questo è in fondo il motivo per cui scrivo. Se nessuno si riconoscesse in quello che descrivo, se nessuno ne traesse spunto o beneficio, cosa scriverei a fare? Potrei certo continuare a farlo, ma potrei anche farlo privatamente, in casa mia, sul mio mac, per le mie figlie. No? Quindi decido di farvi entrare nella mia vita con lo scopo di condividere emozioni ed esperienze. Ma cosa accade quando una mamma blogger non ha niente da dire? Eh sì perché per quanto una faccia la mamma, la moglie, la lavoratrice, l’amica, la nuora, la nonna perché no, non è che proprio proprio tutto quello che le capita sia interessante e/o raccontabile no?

Non è che se non ho molto da dire vi posso raccontare del bucato del giorno prima o dell’emicrania improvvisa. Cioè sì, lo posso anche fare, ma chissenefrega? E poi soprattutto se l’argomento noi è interessante, il post lo leggono in due e le visualizzazioni non salgono. Questo è il problema.

Quasi tutte le blogger o tutte quelle che hanno un blog hanno sul proprio smartphone un’app molto fastidiosa che si chiama Analytics. Attraverso questa app si vedono le visualizzazioni del mese del blog e si capisce così in che direzione si sta andando. Ho 100000 visualizzazioni mensili? Bene posso chiedere un passeggino perché non me lo negheranno. Ne ho 10? Beh forse devo smetterla di parlare del mio bucato e trovare argomenti più forti. Ma cosa faccio se non mi succede nulla di interessante e quindi non ho nulla da dirvi?

Invento! Creo un caso mediatico, una storia triste, un aneddoto divertente!

Esiste un simpatico sito, Google Trend, che permette di vedere quali sono gli argomenti trend di quella settimana. Che ne so, questa settimana si parla solo del festival di Sanremo? Tutti i siti lo fanno? È trendy essere a Sanremo? Benissimo, invento di esserci anche io, anche se invece sono chiusa nella mia casa di Buccinasco.

Questo è un esempio, ma riporta la realtà. Tanti, troppi i post scritti giusto per cavalcare l’onda del momento. Certo porta i numeri, ma a lungo andare, secondo me, la gente lo percepisce. O sei brava brava, o il dubbio si insinua. Se ogni volta che al Tg o in rete si parla di un argomento, e su quel determinato blog c’è un post per ogni tragedia raccontata, fatevi due domande. Sì forse la blogger in questione potrebbe essere davvero sfigata. O forse è solo tanto furba.

Ovviamente dire la propria su un argomento che in quel momento “spacca” può portare benefici al blog (sempre che quel blog non sia il 24648855 a scriverne e a quel punto non ci sarà nessun beneficio perché la gente si sarà pure rotta di leggere sempre le stesse cose!). A condizione però che quello che viene spacciato per vero, lo sia davvero. E non solo uno stratagemma. Non solo marketing.

Esempio stupido: ho scritto un post su festa a tema Masha e Orso due anni fa quando in Italia ancora non se ne parlava perché non si trovavano i gadget dedicati. Quel post, pur banale che fosse aveva fatto i numeri. Due anni fa. Lo facessi ora, nessuno lo leggerebbe. A meno di inventarmi di essermi trovata Orso direttamente nel letto…

E la stessa cosa vale per le foto di Instagram: non sono tutte vere.

Al Mamma che Blog ho seguito un interessantissimo corso di social network in cui hanno chiesto se sapessimo qual era il contrario di falso in comunicazione. Tutte a rispondere vero. Errore. Il contrario di falso, in comunicazione, è finto: in comunicazione tutto è finto, nulla è falso.

Dato che la verità non è mai abbastanza bella, se si vuole spopolare in rete occorre mostrare qualcosa di bello, anche se finto. Bisogna fare foto belle, finte ma non false.

Cosa vuol dire? Vuol dire che quando vedete nelle foto, che ci trasmettono emozioni, che sembrano messe lì a caso, forse tanto a caso non sono. Ma sono messe lì per creare proprio quell’emozione che vi stanno creando. Tutto studiato a tavolino. Ci sono geni dietro a queste foto. Esperti di marketing, che creano il successo di quella foto e del profilo a cui essa è legata.

Questo è un esempio.

Per cui quando qualcosa vi colpisce, sappiate che potrebbe non essere così messa a caso. E non sto parlando di semplici foto come quella che potrei mettervi io, che vi metto anche io, che è sponsorizzata dichiarata, ma di concetti ben più sottili, fatti passare tra le righe, come l’immagine sopra.

Attente quindi, non è tutto oro quello che luccica! Però nemmeno i film sono realtà eppure li guardiamo, no? 😉

Sere-Mammadalprimosguardo 

Per le slide (e le info) si ringrazia Nicola Mauri.

Che ne pensi?