Mia figlia ha preso una pasticca

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Premetto che Lavinia è una golosa assurda. Fosse per lei mangerebbe caramelle tutto il giorno.

Finite quelle ovviamente passerebbe ai cioccolatini. Per questo dobbiamo ringraziare in primis la nonna Laura, per i geni che ci ha trasmesso (nota bene ci non le), il pediatra che ci ha invitato a premiare Lavinia con una caramella ogni qual volta facesse la pipì nel vasino e di nuovo nonna Laura per aver cominciato a comprarle le caramelle zuccherose gelatinose. E aver continuato.

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Ogni giorno è una guerra. Prima attacca la nonna. Vinta la battaglia passa a me, che spesso dico no.

Allora parte il finimondo. Capricci inenarrabili. Dato che poi papà la stressa continuamente con il fatto che le si carieranno tutti i denti e nel week end quindi sa che il combattimento è difficile la piccola peste ha trovato un modo alternativo per potere raggiungere il suo scopo: rubare!

Due giorni fa l’ho trovata in camera sua, nascosta dietro alla porta con una confezione di Haribo in mano. Haribo che avevo nascosto sotto al mio letto e che deve aver trovato. Ovviamente della caramelle nessuna traccia, quando sono arrivata era troppo tardi. Razzia avvenuta.

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Ipotetici futuri problemi di denti e pancia a parte, il vero dramma è che non ha ancora capito la differenza tra caramelle e pasticche.

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La scorsa settimana l’ho recuperata in cucina seduta per terra con un boccettino in mano. Considerando che accanto al lavello avevo lasciato una scatoletta di Oscillococcinum (medicinale omeopatico che servirebbe ad aumentare le difese immunitarie) ho pensato avesse rubato una delle dosi. Invece guardando meglio ho visto che era sì un medicinale omeopatico, ma quello contro l’ansia che mia suocera mi aveva regalato prima di prendere l’aereo a Settembre per Formentera e che io avevo nascosto in fondo ad un cassetto.

Ovviamente recuperato, aperto e assaggiato. Cominciamo bene.

Se non fosse stata sufficiente come esperienza, ieri probabilmente ha fatto di peggio.

Ero in doccia e lei era con me in bagno che cantava. Ad un certo punto mi dice: ciao mamma io vado, e ho pensato sarebbe andata in camera a cercare caramelle che però sapevo non avere quindi ero tranquilla. (Notare bene che erano le 7 del mattino questo per far capire che ci pensa fin dall’alba).

Invece quando sono arrivata in camera era accovacciata davanti al mio comodino con il cassetto aperto (nonostante sia di quelli a scomparsa). In mano un blister di Moment. Glielo levo di mano e le dico:

Lavinia queste sono medicine non caramelle. Ne hai presa una? Sì. Lavinia non devi prenderle, ne hai mangiata una? No. 

E così per i successivi 60 secondi. Quindi, nel dubbio, ho deciso di googlare per sapere cosa fare.

La prima risposta che ho trovato è stata: chiamare il Centro Antiveleni di Milano (CAV) per sapere come intervenire. Così ho composto il numero 02.66101029 e ho parlato con un operatore, il quale mi ha detto di non fare assolutamente niente, e di chiamare in caso di necessità il pediatra che avrebbe potuto prescrivermi del Malox.

Io la telefonata l’ho interpretata così: se non mi ha fatto correre al PS, se non mi ha consigliato di indurle il vomito, significa che non era niente di grave.

Il pediatra alla fine non l’ho nemmeno chiamato anche perché ho pensato: se già si è “intossicata” con un Moment, eviterei di peggiorare il tutto con una dose di Malox.

L’ho vestita, l’ho portata al nido e ho chiesto alla maestra di controllarmela e di chiamarmi in caso di problemi (raccontandole l’accaduto).

Lavinia ieri è stata bene e non ha avuto nessun problema quindi so di aver agito bene. E poi forse nemmeno l’ha preso, sto maledetto/benedetto Moment…

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Però poteva andarci peggio, per questo posto due info sul cosa fare in caso di questo tipo di incidenti, ricordando (soprattutto a me stessa) che i farmaci non devono mai essere lasciati alla portata delle manine del piccolo, ma riposti in mensole alte o, meglio, chiusi a chiave in un armadietto.

1) Non prendere iniziative autonome, come somministrare latte o provocare il vomito. Solo un esperto può decidere come comportarsi a seconda della sostanza e della quantità ingerita. Anche se in rete viene consigliato di tenere sempre in casa carbone attivato in polvere, che in molti casi può rivelarsi fondamentale, prima di somministrarlo è bene chiamate il CAV e chiedete un parere. (Da ieri il numero sopra riportato è nella memoria del mio cellulare).

2) Non raccontare ai bambini quando si somministrano le medicine che si tratti di caramelle. (Io per esempio con l’oscillococcinum ammetto di averlo fatto, anche perché convinta, alla fine che si tratti principalmente di zucchero, ma ho sbagliato!!!). Il bambino deve considerare la medicina come una sostanza che può essere somministrata solo da un adulto, che ha una funzione ben precisa e che può essere pericolosa. E’ importante cominciare presto a spiegare ai bambini cosa è pericoloso, (senza far venire ansia possibilmente…).

Archiviato l’incidente, ho deciso di cambiare nascondiglio, sia per le caramelle che per il Moment. (Tutte le altre medicine sono da sempre ben lontane dalla sua portata). Sperando che segugio non le trovi in un nano secondo.

Sere-mamma-dal-primo-sguardo di una bimba-pasticca-dipendente

4 commenti su “Mia figlia ha preso una pasticca

  1. Ah ecco….ho imparato anche io che prima di far battute devo leggere, pensavo fosse un post divertente e invece….cmq grazie x le dritte, a me con la iris non è mai capitato; ma è bene leggerle certe cose, con i bambini tutto è possibile! L’importante è che non sia successo nulla! Un bacio alla Lavi birbantella ♡

    1. Tranquilla Ketty non hai sbagliato il post aveva una vena ironica quindi ci sta tutto!;-) un bacione e grazie!

  2. Semplicemente le hanno consigliato un gastroprotettore dato il potere distruttivo dell’ibuprofene (alias moment) sulla parete gastrica. Se non si fida di ciò che le dice un centro antiveleni, e neanche di ciò che le potrebbe dire il pediatra, farebbe meglio a far curare sua figlia da dottor Google.

    1. Gentile Fabrizio buona sera, mi fido moltissimo del mio pediatra. Lo scrivo ogni volta. Ovviamente lei non può saperlo dato che non legge il mio blog. In ogni caso, forse non mi sono spiegata bene: alla mia domanda, su cosa dovevo fare, la persona con cui ho parlato mi ha detto di non fare assolutamente niente. In caso di dolori o reazioni di chiamare il pediatra che mi avrebbe prescritto un malox. Dato che la bambina non si è lamentata, non ho ritenuto necessario chiamare il pediatra. Anche perché non ero nemmeno sicura che avesse realmente assunto un moment. Stia pur certo che se fossi una di quelle che consulta Google per curare la figlia, non mi sarei nemmeno presa la briga di chiamare il centro antiveleni. Saluti

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