Diventare mamma con l’endometriosi

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Se vi ricordate, qualche tempo fa, abbiamo parlato di una patologia che colpisce moltissime donne in Italia, ma di cui si parla sempre troppo poco: l’endometriosi.

Troppo poco rispetto al numero di donne che ne soffrono. Troppo poco perché spesso ci si sente sole davanti a problemi che sembrano insormontabili e non si sa come affrontare.

Soprattutto quando si teme che per colpa di una patologia, si possa perdere molto di più.

E’ risaputo infatti che l’endometriosi è una malattia che potrebbe creare qualche difficoltà a restare incinta e quindi ad avere dei bambini.

Se ricordate la storia di Arianna, ricorderete di come stava affrontando la sua battaglia e di quanta forza trapelasse dalle sue parole, nonostante perso un bimbo e subito una dolorosa operazione. Nonostante questo invitava tutte le donne a controllarsi e a parlare di più di questa patologia ancora poco conosciuta. Ecco perché oggi vi voglio raccontare una nuova storia, che è una testimonianza reale, viva, vitale e bellissima, di come, non solo si possa imparare a vivere con questo problema, ma di come anche tutto nella vita possa succedere: anche diventare mamma di tre, quando ti dicevano che non ne avresti avuto nemmeno uno.

Non ci credete?

Oggi nella sezione storie vi presento Valentina e la sua incredibile vita, come segno di speranza, per chi ci sta provando e teme che il suo sogno non si realizzerà mai, così che se mai doveste sentirvi sopraffatte e tristi, vi torni in mente lei e tutta la sua meravigliosa tribù.

endometriosi

Ecco cosa mi ha raccontato Valentina:

Premessa: ho sempre avuto il ciclo molto molto abbondante e sempre molto molto doloroso, da non riuscire ad alzarmi per andare a scuola a volte. Ma è nell’estate del 2005 quando comincio a sentire che qualcosa non va: faccio fatica a digerire qualsiasi cosa, sono sempre stanca e succede che la gamba destra ogni tanto mi si blocchi, come se qualcosa premesse sull’inguine e impedisse alla gamba di muoversi.

All’epoca lavoravo tantissimo, facevo due lavori per riuscire a mantenermi e vivere da sola, quindi sia io che il medico, non ci avevamo dato molto peso, pensavamo che banalmente fosse tutto dovuto ai ritmi che avevo.

Passano i mesi e le cose non migliorano, il mio ciclo diventa sempre più doloroso e ogni cosa ingerita mi provoca dolori terribili allo stomaco, così comincio a fare una serie di indagini: gastroscopia, esami del sangue per la celiaca, visita ortopedica per il dolore alla gamba.

Nulla, da tutti questi esami sembrava io non avessi nulla.

Comincio a pensare di essere esaurita, perchè i miei sintomi dicevano tutto il contrario di quello scritto negli esiti delle visite fatte. Arriva dicembre e mi ricorderò sempre quella domenica pomeriggio. Ero sdraiata sul divano, avevo voglia di mangiare una fetta di pandoro e nel preciso momento in cui ho appoggiato la gamba per alzarmi, una fitta fortissima è partita dal pube facendomi cedere la gamba e cadere per terra.

Mi sono spaventata talmente tanto che sono rimasta lì a terra a piangere come una cretina. Il giorno dopo sono andata per l’ennesima volta dal dottore che, sentendo il mio racconto, decide di prescrivermi un’ecografia al basso ventre, per accertarsi che non ci fossero cisti ovariche.

Arrivano i primi giorni del 2006 e finalmente riesco a fare questa benedetta ecografia. Ero all’ospedale di Varese, lavoravo lì ed ero quindi sola. Il medico comincia a passarmi l’ecografo sulla pancia e, arrivato al lato destro, in corrispondenza dell’ovaio, si blocca.

Mi guarda e comincia a calcare con l’ecografo, facendomi un male terribile. Ricordo come fosse ora la sua faccia è il momento in cui mi disse “signorina, lei è venuta da sola?” Mi si è gelato il sangue. Dopo avergli confermato che ero sola ha preso coraggio e mi ha detto; “devo dirle una cosa poco piacevole, lei ha una massa tumorale di 7 cm sull’ovaio destro”.

Penso di essere morta in quell’istante. Avevo 24 anni e (pensavo) un tumore.

Sono uscita piangendo, terrorizzata. Il giorno dopo sono andata da un ginecologo, primario del reparto di ginecologia dell’ospedale di Varese, il quale, molto umanamente, prima di tutto ha cercato di tranquillizzarmi e poi mi ha visitata e fatto una nuova ecografia.

La massa era sempre lì, grande 7 cm, ma non era un tumore, era endometriosi.

Per me in quel momento equivaleva alla stessa cosa. Non avevo mai sentito parlare di questa malattia prima, non ne sapevo assolutamente nulla. A quanto pareva peró non era l’unica cisti presente, ne avevo altre più piccole sparse nel legamento utero-sacrale e sull’intestino. Ho cominciato così una serie di analisi perchè a quello stadio l’unica soluzione era operare. Ho cominciato ad informarmi e più leggevo, più capivo che i miei sintomi parlavano chiaro, bastava solo che i medici che avevo consultato sapessero ricondurli all’endometriosi e non scambiarli, come purtroppo accade spesso, per altre patologie, tra le quali, l’esaurimento.

A marzo del 2006 mi ricoverano e vengo operata, un’operazione durata 4 ore perché purtroppo spesso queste cisti si nascondono e solo con l’operazione si scoprono. Vengo “ripulita”, il mio ovaio di destra viene quasi totalmente asportato insieme alla cisti e il medico mi dice chiaramente che avere una gravidanza non sarà facile, non solo per il fatto di aver perso un’ovaio, ma anche perchè l’endometriosi spesso rende sterili.

Certo, a 24 anni non era tra i miei primi pensieri, certo non avevo intenzione di avere un figlio subito, ma questa cosa mi ha destabilizzata. Era la prima volta che facevo i conti con i miei desideri di famiglia e la realtà nella quale mi trovavo.

Passano due anni, senza avere più sintomi significativi, se non il mio solito ciclo doloroso. Avevo nel frattempo cominciato una relazione. A settembre del 2008 ricomincio ad avere fastidi, sento dolore al basso ventre, il mio intestino ricomincia a fare i capricci. Eccoli lì, questa volta li riconosco e subito vado a farmi visitare.

Piccole, ma ci sono, sono tornate le cisti e io tremo al solo pensiero che possano diventare come quelle già tolte.

La ginecologa, dopo vari esami era stata molto chiara, se volevo cercare di avere un figlio dovevo muovermi perchè le possibilità di riuscire a rimanere incinta erano sempre meno. Panico! Avevo 26 anni e speravo di arrivare almeno ai 30 prima di pensare a un bambino. Dopo aver pensato e ripensato, ho capito che non potevo rinunciare a diventare mamma, l’avevo sempre desiderato e non avrei potuto convivere con il rimorso di non averci nemmeno provato. Comincio così una cura ormonale. Punture sulla pancia per 5 giorni, poi rapporti mirati. Vado avanti due mesi,senza risultati.

Arriva poi novembre, l’ultimo ciclo prima di fermarmi per un po’ di mesi. Solite 5 punture e poi rapporti mirati (molto molto romantico eh??!) analisi delle beta dopo 10 giorni e lei era lì, già nella mia pancia, grande come un granello di polvere ma c’era!

Finalmente la felicità! A luglio del 2009 nasceva Emma.

endometriosi

Subito dopo vengo messa in menopausa forzata perchè già altre piccole costi si vedevano sul legamento utero-sacrale. Comincio a prendere una pillola tutti i giorni che mi blocca ciclo e ovulazione.

Tutto procede bene fino all’agosto del 2012. Eravamo in vacanza in Sicilia e mi sentivo strana, l’odore del caffè mi faceva letteralmente vomitare e mi sentivo uno straccio.

Saró mica incinta?, pensavo. Ma no, è impossibile!

Per scrupolo il 21 agosto faccio un test, negativo, come del resto mi aspettavo.

Passano i giorni e io mi sento sempre più stanca. Arriva il 19 settembre, rifaccio per scrupolo un test ed eccole, quelle due lineette sono diventate rosse in meno di 2 minuti.

Ero rimasta incinta nonostante fossi in menopausa.

A maggio del 2013 è nata Greta.

A marzo del 2014 scopro di essere incinta di Lorenzo.

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Dopo quest’ultima gravidanza sono saltate fuori altre piccole cisti e quindi abbiamo deciso di mettere una spirale medicata dalla durata di 5 anni.

Questa è la mia storia, storia che forse per tante donne puó essere di incoraggiamento. Mi avevano dato poche speranze di avere figli e invece le gravidanze hanno aiutato a mettere in stand by la malattia, regalandomi tre terremoti.

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Sere-mammadalprimosguardo

 

 

4 commenti su “Diventare mamma con l’endometriosi

  1. beh io mi sono commossa! La gravidanza è davvero una cosa meravigliosa! Però mi è tornata in mente un’amica che ha l’endometriosi, hanno impiegato 10 anni e dico 10 anni per scoprire che si trattava di questo. La prox settimana la operano e speriamo bene…e sono 10 anni che cerca un bimbo, ora è alla soglia dei 40 e chissà se le sarà ancora possibile rimanere incinta. Sara

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