Auguri papà

Qui in Piemonte siamo alla quarta settimana di chiusura delle scuole, non serve che dica che avere le bambine a casa H24 è difficile per tutti. 

Per loro che non hanno modo di sfogare totalmente le energie che a 8 e a 4 anni inevitabilmente hanno e che devono combattere la noia di restare a casa con me, inventandosi mille attività, quando a questo punto anche la scuola, lo studio e la maestra sarebbero più interessanti.

Per me che già ho poca pazienza normalmente, quando loro urlano e litigano tornate da scuola, figuriamoci ora, che sono recluse loro e sono reclusa io.

Un tempo anche solo andare a fare la spesa sarebbe stata una boccata d’aria, mentre adesso inevitabilmente è comunque fonte di stress, oltre che pericoloso.

In più ovviamente il pensiero del lavoro, messo in stand by.

Quindi certo non ve la voglio raccontare, né sminuire, dicendovi che nella sfortuna sia comunque sempre bellissimo poter stare tanto insieme.

Non posso però, com’è nella mia indole positiva, seppur fortemente intaccata, non pensare che questo isolamento forzato ci sta regalando anche qualcosa che normalmente non abbiamo: tempo per stare insieme senza viverlo fuori, tra mille attività, viaggi e impegni, ma da passare solo noi quattro.

E sta regalando al nostro papone una quotidianità, seppur distorta, alla quale non è abituato.

Io e Giacomo stiamo insieme da 10 anni, da allora non c’è mai stato un week end non qui o non lì, da lui. Per anni abbiamo pendolato, anche con le bambine, tra casa qui al lago e lì a Firenze.

Quando noi andavamo giù avevamo parenti e gli amici suoi da incontrare. Quando stavamo qui, quelli di qui.

E poi anche quando la scuola di Lavinia ci ha costretto a rallentare, e a fermarci un po’ di più,  Giacomo ha continuato a fare su e giù, a prendere treni su treni, e magari quando arrivava qui nel week end c’era quel mio impegno lavorativo, quella gita fuori porta, quella festa di compleanno.

Insomma tempo per annoiarsi, per fermarsi davvero mai.

Invece adesso che non possiamo uscire e che tutto si sta fermando noi abbiamo lunghe giornate di niente da affrontare. E seppur nella grande tragedia che questa emergenza crea, è per noi un grande regalo: il tempo regalato è tempo che possiamo stare insieme, non facendo nulla di particolare, semplicemente solo giocando a Uno, ballando insieme, sfidandoci al computer, cucinando, colorando, studiando, litigando.

E questo è per tutti i papà una nota di colore in una situazione drammatica, per quei milioni di papà che spesso si possono godere poco i figli per via del lavoro, per quei papà che spesso sono assenti, e anche per quei papà che troppo spesso non capiscono l’esaurimento delle mogli, ma che da questa esperienza sono certa impareranno molto.

Stiamo tutti facendo lezione da questa emergenza, ognuno di noi sta scoprendo cose di sé e della propria famiglia che magari dava per scontato.

Stringiamoci e godiamoci questi attimi, questa sana normalità che è comunque un regalo e che potremo ricordare quando dovremo separarci per tornare alle nostre attività, alla routine e alla libertà.

Facciamo scorta.

Auguri a tutti i papà, a quelli che potranno trascorrerla con i propri bambini e godersi la giornata, a quelli anche solo per un attimo riusciranno a non pensare al lavoro e a sopratutto a quelli invece che dovranno lavorare per aiutare gli altri.

E auguri al mio papà che è a 13 km da me, ma che non vedo da un mese e che chissà quando rivedrò.

Sere-mammadalprimosguardo

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