Vietato regalare un cucciolo a Natale.

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Quando avevo 5 anni Babbo Natale mi ha portato un cucciolo di Fox Terrier. Ricordo che quella mattina mi sono svegliata e sotto l’albero c’era un batuffolo di pelo che mi guardava. Birba è stata con me due anni, poi qualcuno ha lasciato aperto il portone di casa e il cane è sparito. Questa la versione raccontata ad una bambina di 7 anni. Se sia vero o meno non lo so.

Poco dopo per consolarmi dalla perdita della mia amica pelosa, è arrivata Birba 2, un altro Fox Terrier (all’epoca era la razza preferita di mia mamma). Birba e io abbiamo vissuto insieme 11 anni. Lei era mia, ma in realtà era molto più legata a mia mamma. Sarà che io ero piccola quando lei è arrivata, sarà che a sfamarla era lei, ma la preferenza era evidente. Ubbidiva solo a mia mamma. Eravamo sorelle, tutt’al più. Durante il mio primo anno di Università, quando io ero lontana 100 km da casa, lei se n’è andata. Ricordo come se fosse oggi la telefonata quotidiana di mia madre. Quella sera mi diceva che Birba stava male. Stava morendo. Ho pianto inconsolabile tutta la notte. L’indomani sono tornata a casa e di Birba restava solo la cuccia. Mia mamma che si era occupata di tutta parte triste della “faccenda” a quel punto ha detto basta. Basta cani in casa. Era Dicembre, il 17, del 1997.

Sette mesi dopo ero al bar che frequentavo con la mia compagnia all’interno del parco del mio paese e mi viene incontro un Setter meraviglioso. Senza guinzaglio né pettorina. Sembrava non essere di nessuno. L’ho portato a casa, nonostante sapessi che mia madre era contraria. Un’ora dopo gli avevamo già dato un nome ed era nostro. Purtroppo però nel frattempo avevamo avviato le ricerche per sapere se fosse di qualcuno. Quello che avrei tanto voluto avessero fatto con me ai tempi di Birba1. In due giorni siamo risaliti al proprietario e il mio nuovo amico se n’è andato.

A quel punto però era chiaro che mia madre era pronta per un nuovo cane. Il 16 settembre 1998 insieme andavamo a prendere Margot. Chi è stata Margot per me ve l’ho già raccontato qui. Margot a differenza di Birba2 era il mio cane. La mia amica. La mia compagna. La mia dose quotidiana di coccole. Anche questa volta ad occuparsi della parte triste è stata mia madre. Perché, destino vuole, che anche in questo caso io fossi lontana. Più di 100 km stavolta. 400 km mi separavano da casa. Troppi per provare a rientrare in tempo. Ricordo perfettamente che quella mattina mia mamma non ha chiamato me, ma Giacomo. Gli ha chiesto di parlare con me. Lavinia aveva 5 mesi. Quando Giacomo ha risposto al telefono io avevo già capito tutto. Non servivano altre parole. Me l’ha passata e singhiozzando ho detto solo: fai quello che è giusto. Non facciamola soffrire. Poi ho messo giù, ho pianto e ho chiamato Silvia.

E’ stata una delle decisioni più brutte della mia vita. Non difficile, perché Margot stava male e non era giusto tenerla in vita solo perché avevo il terrore di separarmene. Ma brutta perché ho acconsentito a lasciarla andare via. Ho messo fine io alla sua vita, per quanto fosse ripeto l’unica cosa da fare.

Dolore. Tanto dolore. Solo quello.

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Per questo quando leggo articoli come questo mi incazzo in maniera assurda, perché l’insensibilità della gente è una cosa che mi urta. Posso accettare difetti assurdi nelle altre persone. Ma le persone insensibili non le tollero. E mai lo farò. Questo veterinario racconta nell’ intervista come molte persone si rivolgano a lui per chiedere l’eutanasia dei propri animali, anche quando questi sono in ottime condizioni, perché non sanno come liberarsene.

Non si tratta di eutanasia, stronzi, voi li stata deliberatamente ammazzando. Assassini siete. Solo questo. E i veterinari che acconsentono sono anche peggio che complici. Voi veterinari dovreste essere sempre dalla parte dell’animale. Sempre. E non dalla parte di quegli stronzi senza cuore. D’altra parte dovreste aver scelto di studiare veterinaria proprio perché amate gli animali, più degli uomini, altrimenti vi sareste indirizzati su medicina, no? E quando invece questi ignoranti vi fanno richieste così assurde, voi acconsentite? La siringa dovreste metterla nel braccio di questi maldetti, altro che palle, dice bene il Dottor Giordana.

Un animale è un “regalo” meraviglioso. Secondo me il più bel regalo che si possa fare e ricevere. Il più bel regalo che si possa avere dalla vita. Un animale, un cane per mia esperienza, ti dà  veramente tutto. Amore, fedeltà, protezione. Se scegli di far entrare un animale nella tua vita sai che la tua vita potrà solo che migliorare. Il tutto in cambio di poco: carezze, croccantini a volontà e un posto in cui dormire. Vitto, alloggio & amore. Solo questo. Ma se decidi di dare questo “poco” devi farlo per tutta la vita. Non ad interruttore. Non a mesi alterni. Non in balia degli ormoni/umori tuoi o di chi vive con te. Devi farlo per sempre. Un per sempre che spesso fortunatamente dura più di un decennio, ma sfortunatamente meno di un ventennio.

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Per questo se pensate di non essere pronti al “finché morte non ci separi”(morte naturale non omicidio, badate bene!) di un animale, evitate di prenderlo. Non siate capricciosi, egoisti, stupidi. Lasciatelo prendere a chi sa che quel per sempre sarà il miglior sì che si possa dire nella vita. Consapevoli del fatto che quando arriverà “quel terribile giorno” niente sarà più lo stesso.

Sarà dolore. Solo quello.

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3 commenti su “Vietato regalare un cucciolo a Natale.

  1. Sere…mi ricordo anch’io di Magot…quante volte le ho dato il biscotto che lei aspettava…bei ricordi. …un animale sia un cane o gatto….NON È UN GIOCATOLO….

Che ne pensi?