Silenzio per favore.

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Succede che una bambina di soli nove mesi, una notte, mentre dorme, purtroppo muore. Dicono si sia trattato di morte bianca, nome comune della sindrome della morte improvvisa del lattante, detta anche morte in culla. Dice wikipedia: è un fenomeno che non trova ancora alcuna spiegazione presso la comunità scientifica. Si manifesta provocando la morte improvvisa ed inaspettata di un lattante apparentemente sano, la morte resta inspiegata anche dopo l’effettuazione di esami post-mortem. La sindrome colpisce i bambini nel primo anno di vita ed è a tutt’oggi la prima causa di morte dei bambini nati sani.

Una disgrazia.

Una tragedia.

Queste storie purtroppo si sentono. Se succede alla tua vicina di casa, un paese intero si indigna davanti al non senso della vita. All’ingiustizia della vita. Il lutto è comune. Davanti alla morte di un bambino innocente è impossibile non sentirsi coinvolti. E’ impossibile non sentirsi vicini ai genitori che perdono il proprio figlio. Lo si fa anche in un certo modo per sopravvivenza. Perché ti immedesimi in quella tragedia e la pelle d’oca è inevitabile.

Succede però che quando una tragedia come questa accade ad un personaggio pubblico, inspiegabilmente, la gente impazzisce. Invece di stringersi nell’abbraccio virtuale verso due poveri genitori che stanno già lottando contro la propria rabbia, la propria frustrazione, il proprio senso di colpa, la gente inizia a dire la sua, solo perché “in quanto personaggi pubblici si espongono agli occhi del pubblico e ad eventuali giudizi” e tutti pensano di avere il diritto di dire qualcosa. Anche quando davanti alla morte di una bambina di nove mesi bisognerebbe essere solo capaci di restare in silenzio. Esattamente come se succedesse alla vostra vicina di casa.

E invece no ti chiami Claudia Galanti, showgirl e modella paraguaiana, ex moglie di tale Arnaud Mimran, imprenditore francese e quando tua figlia di nove mesi muore si apre il dibattito. E morale della favola, te lo meriti.

Agghiacciante l’ignoranza della gente.

Tre giorni fa alla notizia della morte della piccola Indila Carolina io sono rimasta scioccata. Non perché io sia una fan della Galanti, né mi piaccia l’ex marito. Anzi. Posso trovare anche discutibilissimi tutti i loro atteggiamenti. Ma in questo momento per me sono solo due poveri genitori che hanno perso la loro bambina. Un’anima innocente. Morta poi nel peggiore dei modi: non perché malata, non per colpa di un incidente, non ammazzata. Semplicemente forse per via di un rigurgito. O comunque vittima della morte in culla. Mentre dormiva beata. Senza nessun senso.

Scioccata davanti al solito destino bastardo. Scioccata davanti alla cattiveria della gente.

In rete si è scatenato l’inferno. Accanto a tante persone comuni e non che si sono strette nel dolore della coppia e hanno fatto loro le condoglianze, altri invasate/i insultavano pesantemente la povera mamma con le più stupide motivazioni. Ho letto dei commenti che mi hanno fatto vergognare di essere donna. Non perché io giustifichi certe stronzate dette dalla bocca di un uomo. Anche perché purtroppo ci sono ancora in giro molti maschilisti che credono che la donna debba stare  a casa a far la maglia. Ma una donna, una madre, non può arrivare a non capire il dolore della perdita di un figlio e aggiungere cattiverie ad un momento già così assurdo.

Te la sei cercata, impari ad andartene in vacanza con le amiche, adesso la smetterai di fare la bella vita.

Ma che mondo di merda è?

Non c’entra niente che la Galanti fosse alle Seychelles invece che accanto alla figlia. Perché purtroppo anche se fosse stata accanto a lei, probabilmente in quel frangente sarebbe stata anche lei addormentata. E così come capita alle persone comuni, forse, non si sarebbe resa conto di nulla, se non al risveglio l’indomani. Troppo tardi comunque. Questa povera madre porterà con sé per sempre il senso di colpa di non esserci stata negli ultimi giorni di vita della bambina. Un senso di colpa che secondo me avrebbe avuto comunque, anche se fosse stata ad un metro da lei. Per non essersi svegliata. Anche solo per non averla sentita. Per essere andata  a farsi una doccia. Per non aver potuto far niente per impedirne la morte. Perché la bambina sarebbe morta comunque. Non si può stare 24 ore su 24 con i propri figli. E anche se lo si fa può non essere abbastanza. Davanti alla sfiga. (Se hai dei dubbi vedi vikipedia ad inizio post, e rifletti.)

E poi essere altrove era anche un diritto della Galanti. La coppia è separata e quando una coppia scoppia, è normale che i figli stiano un po’ con uno e un po’ con l’altro genitore. In questo caso erano con il papà. Non erano abbandonati chissà dove. Erano con chi dovevano essere. Quindi anche se la Galanti non fosse partita con le amiche per una vacanza, non sarebbe stata lo stesso con la bambina, quella terribile notte. Si potrebbero aprire fiumi di discussioni dicendo che con una bambina di nove mesi, non vai da sola, con le amiche, in vacanza. E potrei  anche essere più o meno d’accordo. Io Lavinia non conto di lasciarla andare in vacanza con nessuno nei prossimi 15 anni di vita, nemmeno con i nonni, proprio perché ho paura di non esserci in caso le succedesse qualcosa. E per questo mi sono pure sentita dire che rischio di diventare una mamma chioccia. Ma questa è una mia scelta. E va rispettata. Esattamente come vanno rispettate le scelte degli altri. Quando io ero piccola, mio padre e mia madre separatamente si sono fatti dei viaggi lasciandomi a casa con l’altro. Pur non chiamandosi Claudia Galanti e Arnaud Mimran.

Chi siamo noi per stabilire che non dovesse partire lasciando i figli al padre? Cosa ne sappiamo di che rapporti ci fossero tra i due, di cosa servisse alla Galanti reduce da una separazione, per potersi ricaricare ed essere magari anche una mamma migliore? Come possiamo giudicare che tipo di mamma fosse, senza nemmeno conoscerla?

Tutti i perbenisti che si sono aizzati contro la Galanti avranno sempre sicuramente mantenuto uno stile di vita impeccabile. Casa chiesa e famiglia del mulino bianco, immagino. Mai una volta avete lasciato i bambini ai nonni. La parola baby sitter non la comprendete. Mai una vacanza senza i figli, nessuno screzio o crisi con il compagno, niente di niente. Solo pane amore e farfalle nello stomaco.

Ridicoli. E inumani.

Brutta cosa l’invidia. Brutta cosa la totale assenza di empatia. Lo dico sempre. Chissenefrega se quei due erano i peggiori soggetti delle riviste scandalistiche nazionali. Chissenefrega se facevano la bella vita e sperperavano. Chissenefrega anche se hanno fatto tre figli e poi “come niente” si sono separati. Sono tutte notizie apprese sempre tramite il pettegolezzo. Nessuno di noi li conosceva. Nessuno di noi può giudicare. E sempre una bambina di nove mesi è morta. E davanti a una tragedia immane come quella della morte di una bambina di nove mesi, perché non tacere e basta?

Sere-mamma-dal-primo-sguardo schifata
Cattura

 

 

13 commenti su “Silenzio per favore.

  1. Il fatto di scrivere sui social e non metterci la faccia da a troppe persone il diritto di sputare sentenze e cattiverie e molto spesso solo per pura invidia, perché come dici tu, queste persone, al di la del mediatico non le conosce nessuno… Sono belli, pieni di soldi, se la passano molto meglio di noi, io per prima non ho il fisico, ne i soldi, ne la bellezza della Galanti e le seychelles le ho viste solo in foto, ma vedo purtroppo una cosa che davanti alle disgrazie siamo tutti uguali e da mamma non posso che provare pena e angoscia per questa madre sconvolta da un dolore così profondo e devastante come perdere un figlio.

  2. Sono pienamente d’accordo con te, cara Serena. Trovo raccapricciante che tanta gente sia così pervasa dalla cattiveria.

    Personalmente ho trovato profondamente ingiusto che molte vip che si dicevano amiche della Galanti, hanno postato con tanta naturalezza e gioia foto e video di bei momenti felici passati con i propri figli o in palestra..come se non fossero toccate dalla cosa.

    Io che sono mamma ho ancora davanti agli occhi l’immagine di quella creatura che tante volte avevo visto comparire sulla mia home di instagram dato che seguo la sua mamma..

    Mi chiedo come si possa essere così cinici e irrispettosi in un momento così doloroso.

    E’ proprio vero che quello della TV è solo un mondo patinato e senza scrupoli…dove fa notizia solo la morte di una creatura ma non il dolore di una mamma o la solidarietà delle amiche vip che, nella maggior parte dei casi, non dimostrano neppure..

    Penso e prego per questi poveri genitori, che il Signore e soprattutto la loro piccola volata via, dia loro la forza per andare avanti..

    Di fronte alla morte dobbiamo solo chinare il capo e stare in religioso silenzio!

    Un caro saluto

    Valeria

    1. Ciao Valeria, io non la seguo e quindi non ho potuto vedere ciò che hai invece notato tu. Ma guardando la sua ultima foto con i commenti pre e post tragedia sono rimasta basita….

  3. io ho il sacro terrore della SIDS, e anche se non è la soluzione perché certe cose non le puoi prevenire, appena è nato matteo (che tra l’altro ha 9 mesi…) ho comprato l’angelcare, un baby monitor con video e placca da posizionare sotto la culla che dopo 20 secondi di inattività (come ad esempio assenza di respiro) suona e ti avverte…oltre al fatto che avere un monitor è molto più rassicurante per me di avere solo l’audio, perché lo posso vedere oltre che sentire, e fa la differenza…

    sono rimasta indignata anch’io dai commenti assolutamente fuori luogo di certa gente, io la galanti non la seguo e sinceramente non so nemmeno chi è, per me è solo una donna che ha subito una perdita gravissima e qualunque sia la sua storia personale, bisogna solo portarle rispetto!

    la gente è stupida, non tutta per fortuna, ma tanti secondo me al posto del cervello non hanno nemmeno l’aria che circola…

    alessandra

    1. Ciao Alessandra. Conosco il prodotto. Sicuramente oggi lo comprerei anche io….

  4. Agghiacciante davvero. Ho letto parole così cattive e piene di odio che mi domando come possano esistere persone così frustrate e piene di rabbia repressa. Mi chiedo come si possano solo lontanamente pensare determinate cattiverie. Ad di la che Claudia possa piacere o meno, in un momento tanto tragico e drammatico ci si dovrebbe semplicemente “stringere” ad una mamma, una mamma che ha appena perso un pezzo del suo cuore!

  5. guarda io ho perso mia figlia all’ottavo mese di gravidanza e mi sono sentita dire che mi era capitata questa disgrazia perchè avevo avuto troppo dalla vita ( sentenza sputata da una sconosciuta) ed era assurdo che non avessi interrotto la gravidanza prima, che sono in pratica stata un’egoista a portarla avanti ( tutti dottori pare) e io sono una persona normale…non mi stupisce affatto che si siano accaniti tanto contro una bella donna per di più ricca…il mondo è pieno di rosiconi ignoranti purtroppo, talmente ignoranti da non capire che le parole che usano sono pietre incandescenti lanciate in faccia…
    la morte in culla ha sempre spaventato e sconvolto anche me, provo molta compassione per la Galanti perchè purtroppo quando ti muore un figlio nulla è e sarà come prima, avrai per sempre l’anima bollata da un velo di tristezza indelebile…

    1. Mi dispiace tanto Carla per la tua perdita. Perdita che conosco parzialmente perché a una mia parente è successo proprio il giorno della dpp quindi conosco lo strazio. Sono dolori che non si dovrebbero provare. Ma soprattutto bisognerebbe imparare a non giudicare se non ci si trova in quella situazione. Perché nella vita non si può mai dire. Ti abbraccio

  6. Io non conosco questo “personaggio famoso” vedo solo una madre che ha perso una bambina..la sua bambina..che fosse in viaggio è solo una fatalità.E la gente parla perchè non sa e per far prendere aria alla bocca!

Che ne pensi?