Perché mi sono vaccinata contro il morbillo

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Venti giorni fa io e Giacomo siamo andati presso la nostra Asl e ci siamo vaccinati per il morbillo.

Sì, avete capito bene, per il morbillo.

vaccinazione morbillo adulto

Ma come, penserete, non eravate già protetti?

Lo credevamo. E invece un giorno mia suocera, allertata dai casi sempre più frequenti di morbillo, ha pensato di controllare il libretto delle vaccinazioni pediatriche di Giacomo, accorgendosi così che non era stato vaccinato. In più si ricordava perfettamente che Giacomo non aveva mai contratto la malattia, quindi ha scoperto che non era coperto

Nel raccontarmi questa cosa, mia suocera mi ha messo il dubbio. Io ero convinta che mia mamma mi avesse detto che avevo contratto tutte le malattie da piccola, ma nel controllare è risultato evidente che non avevo fatto il morbillo. Nè evidentemente il vaccino, perché non risultava nel mio libretto.

Così ci siamo organizzati per andare a farlo insieme.

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Non abbiamo avuto dubbi, anzi, mi sono sentita anche un po’ stupida per non aver controllato prima e aver dato per scontato una realtà che poi era ben differente.

Sapete che abbiamo scelto consapevolmente, nonostante alcuni dubbi iniziali, di vaccinare le nostre bambine, contro tutte quelle malattie in circolazione per le quali esiste un vaccino. E come fatto con loro, abbiamo fatto anche noi, vaccinatoci contro la meningite in primis, ma anche facendo i richiami previsti dal piano sanitario nazionale per gli adulti, quando previsti.

Quindi scoprire di non essere protetti contro il morbillo, è stato uno shock, proprio anche per coerenza verso quanto deciso per le bambine.

Qualche settimana fa, partecipando ad un incontro tenuto dal Dottor. Salari, “La prevenzione non ha età. Vaccinazione: uno scudo per la vita”, durante il quale si è parlato di vaccini dal punto di vista scientifico, ho avuto la conferma che la strada che abbiamo scelto di seguire è quella più corretta.

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Non solo per me e la nostra famiglia.

Durante l’incontro è emerso che, malattie come ad esempio, la varicella, la pertosse, il rotavirus, non sono malattie così blande come spesso vengono considerate.

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Non è vero che per una varicella presa male non si muore. Si muore eccome se trascende in encefalite.

Encefalite. La stessa parola che avevo sentito in ambulatorio quando, ai tempi della vaccinazione mpr (morbillo parotite rosolia) di Lavinia, io avevo messo in dubbio la necessità di farle il vaccino per la varicella, pensando superficialmente che “ai miei tempi” tutti avevano preso la varicella, senza conseguenze.

E invece la dottoressa quel giorno, aveva usato la stessa terribile parola del dott. Salari: encefalite.

L’encefalite è un’infiammazione del cervello, spesso scatenata da un virus, che ha sintomi facilmente confusi con quelli di una banale influenza, ma che in alcuni casi ha conseguenze molto gravi, come per esempio l’arresto respiratorio, il coma e anche il decesso.

Quindi non definiamo banale la varicella, quando potrebbe uccidere. Non sottovalutiamo il rotavirus, che si trasmette da contatto e che può sopravvivere su oggetti contaminati fino a 10 giorni e sulle mani fino a 4 ore. Un caso su 65 richiede il ricovero, non è poco. Non pensiamo che la pertosse sia solo tosse, quando se passata ad un neonato lo può uccidere. Ma scegliamo consapevolmente di proteggerci e di proteggere la comunità in cui viviamo: esistono vaccini in grado di proteggerci e di evitarci complicazioni.

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Perché vaccinare è importante non solo per chi viene sottoposto alla vaccinazione, ma anche per le persone con cui entriamo in contatto.

Durante quell’incontro mi sono anche tolta un dubbio che avevo da qualche tempo, a proposito del vaccino contro il meningococco B. Non tanto sulla sicurezza, perché sono convinta che sia stato messo in commercio dopo anni di studi e di ricerche e che i nostri figli non siano cavie da laboratorio, quanto piuttosto sulla durata dell’efficacia, perché a quanto pare il vaccino contro il meningococco b non garantirebbe una copertura lunga, come altri vaccini.

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Per questo ho chiesto al Dott. Salari di darmi un consiglio, avendo vaccinato Lavinia già due anni fa e volendo essere sicura di agire per il meglio.

Il Dottor Salari mi ha risposto dicendo che si è visto che l’incidenza maggiore per questo tipo di patologia si ha nei bambini sotto l’anno e nell’adolescenza; i vaccini non hanno una scadenza fissa, quindi non si po’ effettivamente dire se e quando Lavinia non sarà più coperta, però mi ha detto che se tutti vaccinassero, la malattia potrebbe scomparire e mia figlia sarebbe facilmente protetta. Ecco perché l’importanza di vaccinarci tutti. Anche perché esiste un 10% di persone che sono portatori sani. E che si mescolano nella comunità.

Allo stato attuale delle cose mi ha consigliato un richiamo (a pagamento ovviamente dato che il sistema sanitario nazionale ancora non ha parlato di eventuali richiami post ciclo primario), negli anni dell’adolescenza di Lavinia.

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Mi ha spiegato che non sono gli stranieri come spesso si tende erroneamente a dire, che portano le malattie. Sono i nostri amici, i figli dei nostri amici, che spesso non sono vaccinati e che veicolano la malattia. Perché molte persone sono portatori sani e nemmeno lo sanno. E rischiano di mettere in pericolo gli altri.

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Un pericolo reale perché se la meningite, ad esempio, fa così paura, è perché può colpire chiunque da un momento all’altro, persone che fino a un minuto prima stavano benissimo.

Quindi, e vorrei rivolgermi adesso alle mie amiche che hanno paura che vaccinando creeranno dei disturbi nei propri figli, e che magari proprio in questi giorni sono arrabbiate con uno stato che sta pensando di obbligarle a vaccinare: non abbiate paura.

Quando noi abbiamo deciso di vaccinare, ci siamo informati. Abbiamo parlato a lungo con il pediatra, di cui ci fidiamo assolutamente e ci siamo convinti. I vaccini in commercio sono sicuri, servono a stimolare il sistema immunitario e non a devastarlo.

Maggiore è la copertura vaccinale, minore la possibilità che la malattia circoli.

Se tutte insieme combattiamo questa battaglia, potremo debellare malattie che un giorno scompariranno. E non ci saranno più guerre tra mamme. Mamme che alla fine hanno sempre e solo un obiettivo comune: proteggere i propri figli, ma che prendono spesso sentieri alternativi, sempre convinte di fare il meglio per i propri figli, ma purtroppo a volte facendosi sovrastare dalla paura, per poi pentirsene quando troppo tardi.

Lo so che fa paura, non crediate che io non ne abbia avuta a ogni richiamo: decidere per un’altra persona è un atto di grande responsabilità. Ma non perché io non creda di aver fatto la scelta giusta, ma perché purtroppo sono fatalista e so che a volte succedono cose che sono fuori dal nostro controllo. E non perché contenute nei vaccini, ma semplicemente perché devono accadere.

Parlatene con i vostri pediatri, non sentitevi in imbarazzo e apritevi con loro. Non c’è da vergognarsi se si hanno dubbi e se si vuole capire. C’è in gioco la salute dei nostri bambini, è normale essere dubbiosi, spaventati e carichi di responsabilità. E affidiamoci sempre a fonti autorevoli, non al web.

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Quindi non fidatevi nemmeno di me, che sono solo una mamma, come voi, ma fidatevi della scienza.

 

Sere-mammadalprimosguardo

12 commenti su “Perché mi sono vaccinata contro il morbillo

  1. Decisione saggia, anche io mi sono informata molto e alla fine ho fatto tutte le vaccinazioni. Sono sicuramente la scelta migliore per me e per i miei figli, senza contare tutti quei poveri bambini che realmente non possono vaccinarsi e che rischiano seriamente la vita l’irresponsabilità e l’egoismo di alcuni.

  2. Sai che il dubbio per questa vaccinazione è voto a anche a me? Mia madre non si ricorda se ho avuto il morbillo oppure no, quindi il medico di famiglia americano mi ha prescritto gli esami del sangue per capire se sono immune o no. Staremo a vedere 😉

  3. Ne sono convinta. Ho vaccinato i miei pupi tutti e due, anche per il rotavirus. Direi che noi siamo a posto con tutte le vaccinazioni, varicella fatta per entrambi. Manca il vaccino per il papilloma ma se ne parlerà ad 11 anni. E anche noi siamo a posto, per il lavoro che facciamo siamo vaccinati fino ai denti!!! Ciaooo

      1. ma sai cos’è? forse bisogna avere sempre qualche esperienza da raccontare. Ignoravo completamente cosa fosse il vaccino antirotavirus quando mi hanno proposto di farlo a Francesco gratuitamente perché nato prematuro di peso. MI hanno spiegato cosa fosse e cosa poteva evitare dato che presto sarebbe entrato al nido. Scriminante è stata però la gastroenterite che ha portato ad una settimana di ricovero al regina margherita il figlio del mio compagno con importante disidratazione e acuta neutropenia che si è risolta dopo una paio di anni causa virus. Non ho perciò avuto dubbi. Bacio

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