Una settimana di pura follia.

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La settimana appena conclusa è stata per me assurda. Lunedì alle 9 ho salutato Giacomo e dopo averlo accompagnato in stazione come ogni lunedì ho ingenuamente pensato: “e ora via di relax”, perché con Lavinia all’asilo e con la sua volontà di dormire dalla nonna quella stessa sera, mi si prospettavano almeno 30 ore di pace. #credeteci. Durante la giornata Ludovica non ha dormito per niente, quindi io non ho combinato un granché. In più a fine giornata una brutta notizia di quelle che non vorresti mai ricevere. La settimana è cominciata male. Molto male.

Martedì alle 7 Ludovica si è svegliata e anche se avremmo potuto poltrire perché non dovevamo accompagnare Lavinia a scuola, non è stato così. A mezzogiorno avevo poi appuntamento dall’estetista per il massaggio, così l’ho portata da mia mamma e sono volata. Rilassante? #credeteci. La mia adorata estetista ha pensato bene di passare alla fase coppettazione, un trattamento che serve a scollare i tessuti (se avete avuto un bambino e vi hanno fatto lo scollamento potete immaginare) per rigenerarli e aumentare l’ossigenazione in modo da sgonfiare. Come? Con del fuoco e delle coppette che lei scalda e poi passa sul corpo strisciandole. Un male porco. Porco.

  

Mercoledì ci siamo svegliate con la neve. Ancora. Con tutto il fastidio che comporta la neve in città quando poi hai due bambine piccole. Non bastasse nel pomeriggio vado a prendere all’asilo Lavinia che accusa dolori fortissimi al basso ventre. Andiamo a casa e io ipotizzo cistite. Chiamo il ped che mi dice di andare da lui alle 18. Rivesto le bambine, esco, le carico in macchina e vado in studio. Lavinia in lacrime che nemmeno cammina, la Ludo che mi guarda e per fortuna non aggiunge carico. Finita la visita del ped sono le 19 e io sono una donna a pezzi. In più penso alla notte che rischio. Così decido di chiamare mia mamma avvisandola che vado a dormire da lei perché se Lavinia dovesse stare male durante la notte, voglio essere tranquilla di potermi muovere e dato che Giacomo è a Firenze preferisco non essere sola. Quindi prendi le bambine, ricaricale in macchina, scarica Lavinia dalla nonna, parti con la Ludo e vai a casa. Afferra un borsone e butta dentro tutto l’occorrente per una trasferta di una mamma e due bambine. Omogeneizzati e pannolini compresi. Riprendi la macchina e torna verso casa della nonna carica come un mulo. Scarica tutto e sfama la piccola che nel frattempo non si è ancora lamentata nonostante l’orario. Ore 21 fai fare esame urine a tua figlia o quello che può avvicinarsi: primo getto nella boccetta delle urine, la pipì di mezzo nel contenitore dell’urinocultura. (Provate a fare questa miscela con una bambina di quattro anni urlante e poi mi dite). Ore 22 tutti a letto. Io per prima.

 

 Giovedì tengo a casa Lavinia da scuola perché non si sa mai. Peccato che lei sia già come nuova e non si fermi un attimo tutto il giorno. Alle 9 usciamo e andiamo al centro prelievi per consegnare le urine, poi in farmacia perché ovviamente qualcosa dovevo aver dimenticato: la soluzione fisiologica che dovrebbe aiutare tua figlia minore a liberarsi dal rantolo. In farmacia mi si avvicina una con camice bianco e mi dice: buongiorno. La informo che oggi può fare un consulto gratuito con il nutrizionista. Anche no, cazzo. Pranzo, anzi trangugio qualcosa  dalla nonna e nel pomeriggio riporto entrambe le creature dal ped per il controllo e poi di nuovo in farmacia perché non mi era bastata l’esperienza del mattino. E lei è sempre lì e mi si avvicina ancora: buongiorno. La informo che oggi può fare…. Anche no cazzo! e stavolta non lo dico proprio sottovoce. Ce l’ha con me? Me l’ha già chiesto stamattina. Inizio a farmi delle domande. Con tutta l’acidità del mondo. Pago e torno a casa dove mi chiudo dentro.

Venerdì la conferma della notizia che si era diffusa lunedì. La fine di una sofferenza, la fine di una vita. Un collega, un tuo coetaneo che se ne va e lascia un bambino di tre anni, quando Facebook ti ricorda che solo due anni prima tu in quel giorno ero in ufficio con una bottiglia di traminer davanti al pc. Ironia. Beffa. Un senso di inadeguatezza. Impotenza. Rancore.

Sabato arriva finalmente papà ma per concludere in maniera rilassata una settimana ad alto tasso di stress andiamo ai baracconi. Vuoi non portare Lavinia a divertirsi un po’ sulle giostre? Musica altissima, bambini urlanti, adolescenti assurdi. Meglio tornare a casa a guardare c’è posta per te. Giusto per frignare un po’.


La domenica è il giorno del riposo. Ieri più che mai. La LUDO dorme tutta la mattina e io recupero un po’ di pace, mentre Lavinia al piano di sotto stordisce il padre di parole, ma è giusto così no?

Un po’ per ciascuno.
Sere-Mammadalprimosguardo, esaurita.

2 commenti su “Una settimana di pura follia.

  1. Poveretta Sere….A proposito….Se guardi sul mio profilo Instagram e guardi i seguaci ti spari!!!Tutti patiti della dieta e fitnessma He palle si vede così tanto che devo dimagrirebaci mammina

Che ne pensi?