Trovare l’equilibrio nel disequilibrio

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Post in collaborazione con Acutil Donna Life.

Quest’anno Lavinia ha iniziato come sapete la prima elementare e da quando è ricominciata la scuola, è ripartito il solito tran tran, fatto di corse, di mille impegni e, nel nostro caso, di lontananza.

Aumentata se possibile. Già perché papà è ancora a Firenze e noi siamo ancora a Borgomanero, e con l’impegno della scuola sarà anche più complicato pendolare come fatto fino ad oggi.

Quindi abbiamo dato il via alla stagione del FaceTime, con Ludo oramai più che attiva.

Alle 19, ogni sera, ci facciamo una video chiamata durante la quale Giacomo fa il terzo grado alle bambine e loro, tra una distrazione e l’altra, rispondono divertite. D’altronde sono bambine. E a differenza mia, donna atipica, adorano parlare ore ed ore a telefono, con l’uomo della loro vita.

Mi ami? Ma quanto mi ami? Papà mi pensi? Ma quanto mi pensi?

La tecnologia ci è venuta incontro nel creare questo nostro rituale di famiglia che permette di farci restare vicini anche quando siamo lontani.

Impossibile, direte voi, ma perché non ti sei ancora trasferita? Come fa Giacomo a starvi lontano? Come fate a vivere così?

Lo so che l’avete pensato, almeno una volta da quando virtualmente ci conosciamo. Vero?

Vi dirò una cosa: e se fosse questo il segreto del nostro successo? Se avessimo trovato così un equilibrio perfetto per noi?

mammadalprimosguardo a formentera

Ogni famiglia ha un suo equilibrio o quanto meno dovrebbe cercare di trovarlo o di ristabilirlo, soprattutto dopo la nascita di un figlio che fa sempre un po’ perdere la trebisonda. No? Perché per quanto la vita cambi in meglio con l’arrivo di un bebé, a livello personale, per la coppia è un bel cambiamento ed è normale e fisiologico subire degli scossoni. Almeno all’inizio.

Cosa che è successa anche a noi, tra l’altro, seppur fossimo una coppia giovane (non anagraficamente, eh?), nata da pochi mesi.

Da single, a coppia, a genitori. Tutto nel giro di un anno e mezzo.

MAMMADALPRIMOSGUARDO

E’ stato incredibile, ma anche faticoso, soprattutto a livello psicologico. E con quattrocento  chilometri a dividerci, forse anche un filo più complicato. Almeno all’inizio, quando abbiamo dovuto prendere il ritmo, trovare il nostro equilibrio.

mammadalprimosguardo formentera

Equilibrio però che, nonostante sia stato messo in discussione dall’arrivo di Lavinia e poi da Ludo, adesso ha trovato una sua stabilità, in questo disequilibrio che viviamo, tutti i giorni nella nostra quotidianità, nella nostra lontananza, con me che corro come una matta di qui e di lì, ma che ho il pieno controllo del mio tempo e dell’organizzazione di esso (cosa che per una vergine è fondamentale per placare la necessità e l’illusione di avere tutto sotto controllo), e con Giacomo che prende un treno dopo l’altro cercando di alleggerire la sua necessità di essere insostituibile ovunque (i pesci sono così, devono assolutamente sentirsi indispensabili, altrimenti si sentono messi da parte) e riposa le orecchie in nostra assenza.

Poi torna e si gode le sue bambine senza lo stress della quotidianità. E io prendo fiato.

Facile, penserete voi.

Nemmeno un po’. Né per lui che è lontano da me e dalle bambine e vorrebbe poter partecipare di più. Nè per me che urlo come una matta e poi mi sento dare della nevrotica.

Ma questo succede anche nelle migliori famiglie no? (ditemidisì, ditemidisì, ditemidisì…)

Alla fine tanti sono i papà che lavorano fuori, tante le mamme che diventano isteriche.

mamma esaurita

La mia fortuna è che in settimana, quando le ho sfamate e messe a letto, ho del tempo tutto per me. La sua è che passate le ore di lavoro, può guardare un tg in pace e magari pure la partita senza essere disturbato.

E’ come se nonostante sia complicato non avere l’uno l’appoggio e il cambio dell’altro, nella separazione, ci prendiamo il nostro spazio, che ci alleggerisce il carico.

Perché poi invece quando siamo tutti insieme le bambine fanno festa fino tardi, il silenzio in casa non esiste e regna il caos. Come è giusto che sia.

Quando mi chiedete come faccio, mi viene un po’ da sorridere.

Non è vero che io sono brava e voi non riuscireste. Credo sia fondamentale per tutte noi imparare ad acquisire sicurezza. Questa dovrebbe essere la prima regola da ripetersi come mantra quando diventiamo madri.

Siamo mamme, possiamo fare tutto (o quasi). Basta crederci. Avere fiducia nelle nostre capacità. Nel nostro istinto materno.

Consigli io non ne do, non credo di fare niente di speciale. Però posso dirvi cosa faccio per mantenere il mio equilibrio personale e di conseguenza quello della mia famiglia.

1: Respiro. Semplicemente respiro. Tipo meditazione. Ohm…ohm, quando invece vorrei solo urlare. Poi certo a volte, spesso, urlo. Ma quello è fisiologico. Urlerei anche se io e Giacomo vivessimo in simbiosi. Anzi forse urlerei di più!

2. Mi ascolto: ascolto le mie sensazioni e il mio buon senso. Non mi faccio schiacciare dalle chiacchiere e dai consigli non richiesti. Questo è fondamentale, perché tutti sono abituati a dire tutto, ma io non posso certo ascoltare tutti. Perché diventerei matta. Tanto ragazze fatevelo dire: ognuno avrà sempre qualcosa da dire o da recriminare. Non si può mettere tutti d’accordo. Ma si possono fare scelte da mamma, che sono poi le migliori per i nostri figli. Anche se non mettono d’accordo quelli degli altri.

3. Accontento me e la mia famiglia, non faccio quello che gli altri si aspettano da noi, ma quello che possiamo. Vale il punto precedente, non si può essere ovunque, né con chiunque. Avendo poi nel nostro caso famiglie lontane dovremmo passare i week end a vedere tutti i parenti di tutti e a stare con tutti i parenti di tutti. No. Capita certo. Ma non deve essere un impegno, segnato da calendario. Deve poter essere una scelta.

4. Delego, soprattutto con l’arrivo di Ludovica e magari mi faccio più aiutare con le bambine da mia mamma, di quanto non facessi quando eravamo solo io e Lavinia. Perché tutto non posso fare, e lo devo accettare.

5. Mi ripeto che stiamo facendo un buon lavoro, quando mi sento sopraffatta dal peso e dalle mille cose da fare. Poco importa se non abbiamo la famiglia del mulino bianco. Loro sono serene, ed è anche merito nostro. Quindi sì, mi complimento con me e con Giacomo per il lavoro che stiamo facendo, perché anche questo è fondamentale per il nostro equilibrio.

Infine ci sono piccole abitudini che abbiamo e che cerchiamo di non perdere per nessun motivo. La domenica infatti la dedichiamo a quelle piccole cose che ci piace tanto fare insieme: la passeggiata in centro alla ricerca della colazione perfetta, a piedi, in bicicletta, con il monopattino. Ogni scusa è buona per andare fuori a goderci il sole quando c’è e per divertirci insieme. Poi rientriamo pranziamo e mentre Ludo fa i sonnellino arriva il momento tanto atteso da Lavinia: quello della torta che ogni settimana prepara con il suo papà. Ovviamente sceglie sempre lei il gusto e poi immancabilmente non la mangia, ma trascorrere un’oretta con papà a cucinare è una cosa che adora. Mentre la torta cuoce si gioca ai videogame, o alle Barbie, o a pallone. La classica domenica di giochi in famiglia. Come è standard la nostra cena della domenica: una mega meritata pizza progettando gli impegni della settimana, prima di infilarci tutti insieme nel lettone a guardare qualche cartone animato.

Piccoli gesti che sono entrati nella nostra vita e che sono oramai degli appuntamenti fissi.

Non serve fare grandi cose, basta stare insieme e ricaricare le energie.

Poi certo sarebbe bello poter stare tutti insieme. Sempre. E prima o poi speriamo possa accadere. Ma è anche bello separarsi per poi ritrovarsi.

de angelis

O almeno questo oramai è il nostro ritmo al quale siamo abituati. Il nostro equilibrio disequilibrato perfettamente raggiunto.

E voi? Come avete trovato l’equilibrio perfetto? O lo state ancora cercando?

Sere-mammadalprimosguardo

Sulla pagina di Acuti Donna Life tanti preziosi consigli per cercare di vivere al meglio la nostra quotidianità, da sole o in compagnia 🙂

6 commenti su “Trovare l’equilibrio nel disequilibrio

  1. Vedo amica, proprio così… anche noi che come dice Pani “invitiamo il papà a cena da noi il sabato e la domenica” abbiamo trovato il nostro equilibrio e i nostri piccoli riti…. e bello così, forse ci godiamo molto di più quei piccoli momenti che se fosse il quotidiano, chi lo sa. Baci a voi

  2. Condivido pienamente..ognuno di noi ha un suo personale equilibrio e concordo anche nel fatto che noi mamme possiamo davvero tanto! La maternità ti regala una forza incredibile..fisica,psicologica e morale!
    Anch’io cresco praticamente da sola le mie bimbe,lui lavora a Milano,esce presto e torna tardi,certo ogni sera verso le 20.30 rincasa..peccato che io le spedisca a letto entro le 21.00!quindi è tutto fatto!anche a me chiedono come faccia..manco avessi scelta..le abbiamo volute noi è mai scelta fu migliore di questa! W FaceTime! E w le bimbe tecnologiche! E a noi mamme un grande applauso!

  3. Assolutamente d’accordo con tutto quello che scrivi. Io ti seguo da diverso tempo e ti dico la verità, quando avevi annunciato che ti saresti licenziata avevo pensato che di li a poco ci avresti detto che sareste andati a vivere tutti insieme. Però ogni famiglia ha il suo equilibrio, quindi quello che magari è scontato per qualcuno non lo è per un altro, l’importante è che tutti i membri della famiglia stiano bene perché è ciò che conta. Noi ad esempio siamo stati separati per 6 mesi(ci vedevamo solo il weekend), non è stato semplice, ma non tanto per me che alla fine mi riuscivo a destreggiare bene, ma più per mio figlio che era piccolino e sentiva moltissimo la mancanza del babbo. Certo quando tornava era una gran festa, però vivere la quotidianità è un’altra cosa secondo me. Anche a me è successo di stare senza mio padre per un anno e mezzo quando avevo 8 anni, quindi neanche piccolissima, lui tornava nei weekend ed era sempre una festa, ma ricordo che non vivevo benissimo la cosa, questa separazione mi creava molta ansia, quando ci siamo ricongiunti tutti insieme è stato decisamente meglio. Però dipende da tantissimi fattori, possibilità, carattere, non c’è una cosa giusta o sbagliata, di giusto c’è solo far stare bene tutti e trovare il giusto equilibrio per la propria famiglia. <3

    1. Sai cosa? Credo che se di punto in bianco viene meno un membro della famiglia, anche solo per qualche giorno in settimana, è difficile ritrovare l’equilibrio. Ma per noi, per le mie bambine, è del tutto normale perché loro da sempre sanno che papà è a Firenze e noi a Borgo, quindi onestamente io sono molto tranquilla da questo punto di vista. Poi ovvio, insieme sarebbe meglio, ma per ora non si può. E se inizialmente l’idea era di andare a Firenze poi con il tempo abbiamo valutato un insieme di fattori e di possibilità e abbiamo cambiato idea. Quindi oggi posso solo che essere contenta di non aver affrettato tempo e decisioni perché le avremmo obbligate a cambiare vita quando invece io credo che sia giusto che siamo noi a muoverci ma che loro abbiano punti fissi.bacio

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