#prayforparis (e dico no alla paura)

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Tutto è cominciato l’11 Settembre di 14 anni fa. In quel periodo io lavoravo in aeroporto a Malpensa, hostess di terra per diverse compagnie aeree. Ricordo che mi stavo preparando per andare a lavorare quando al Tg mostrarono le prime immagini di quello che stava accadendo a New York con l’attacco alle Torri Gemelle.

Quella giornata in aeroporto è stata surreale. Voli bloccati, gente impietrita e sgomenta. Ancora non si sapeva cosa fosse davvero successo, ancora non si poteva sapere come tutto sarebbe cambiato, ma tutto è cominciato quel giorno.

Credo che mia mamma si sia più volte chiesta se fosse sicuro lasciarmi andare a lavorare in aeroporto dopo quella triste data. Esattamente come si (e mi) chiede ogni volta che prendo un aereo o progetto qualche viaggio in treno.

Giusto qualche giorno fa parlavamo della visita del Papa a Firenze, diceva che se l’ avesse saputo prima sarebbe andata volentieri con mia suocera, e quando le ho detto che può sempre andare a Roma mi ha risposto: “a Roma dicono sia meglio non andare in questo periodo, rischio attentati.”

Io ho alzato gli occhi e ho detto: la solita ottimista. Esattamente come risposi lo scorso anno quando dovevamo partire per Parigi e mia mamma mostrò qualche perplessità sempre per lo stesso motivo, consigliandomi di evitare la metro preferendo i mezzi di superficie. La mia risposta in quell’occasione fu semplice: io non posso vivere né far vivere mia figlia sotto una campana di vetro, per paura che qualche fanatico faccia esplodere una bomba.

Ed è la stessa cosa che dico oggi. A mia mamma e a tutte voi che siete sconvolte da quanto accaduto a Parigi la scorsa notte e che vi state chiedendo come faremo ad andare avanti.

Vivendo, è la mia risposta. 

Così come lo scorso anno alla fine partimmo per Parigi viaggiando anche in metro, anche oggi voglio poter continuare a viaggiare. Io non posso e non voglio permettere alla paura di fermare me e le mie figlie. Io voglio che scoprano il mondo, non voglio insegnare loro ad avere paura. Voglio poterle far sognare, esattamente come ha fatto Lavinia quella sera di un anno fa guardando lo spettacolo pirotecnico all’EuroDisney.


Voglio regalare loro l’illusione che qualcosa di buono ci sia, nonostante tutto. Io lo so che forse siamo ad un punto di non ritorno, lo so che questa guerra è sempre più vicina a noi, anche io mi chiedo in che mondo ho fatto nascere le mie figlie, ma voglio comunque regalare alle mie bambine giornate spensierate, viaggi incredibili ed esperienze da togliere il fiato.

Certo in giornate come queste ci viene voglia di stare a casa, nascosti, di sentirci al sicuro. Ma non sarebbe vivere.

Noi siamo uomini liberi e non dobbiamo permettere a nessuno di toglierci questa libertà. Non possiamo proteggere i nostri figli da tutto, non è evitando un aereo o una città affollata che saranno al sicuro. Perché cresceranno convinti che sia giusto così. Invece no. Devono crescere sì attenti a quello che ci circonda, consapevoli. Ma anche sicuri e combattivi. Non remissivi.

Io non permetterò che la paura modifichi le mie abitudini. Fosse anche solo l’ultima cosa che faccio.

Sere-mamma-dal-primo-sguardo, #prayforparis e per tutto il resto del mondo.

5 commenti su “#prayforparis (e dico no alla paura)

  1. Condivido appieno anche perché se ci si chiudesse in casa avrebbero vinto loro, i terroristi…
    E anche perché se ragionassimo così non faremmo più niente, nemmeno la spesa perché il matto di turno può essere ovunque e può sparare per qualsiasi motivo…
    E, stemperando un po’ la tristezza, vi ricordate cosa diceva la pesciolina Dory a papà Marlin che voleva proteggere Nemo da tutto e tutti?
    Più o meno era “non può non fare mai niente… Pensa che noia, povero Sergio !!!” Sbagliava sempre il nome… Non si può evitare di veder un film, visitare un museo, fare un viaggio per paura che succeda qualcosa perché si perderebbe il senso di vivere. Fare attenzione sempre, evitare situazioni palesemente pericolose ma al di là di questo non si può fare molto.
    Non riesco nemmeno ad immaginare con che forza d’animo i parigini son tornati e torneranno in strada e alla vita di tutti i giorni…. Coraggio bellissima Parigi!

    1. L’esempio di NEMO Elisa è perfetto in effetti. Ed è molto dolce. Sono assolutamente d’accordo con te. E i parigini sono un popolo forte, lo dimostreranno!

Che ne pensi?