io&Mar…got – Quello che vorrei…

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Quello che vorrei è che Margot fosse ancora qui.

Margot è la mia amata Labrador che ha vissuto accanto a me per 13 meravigliosi lunghi anni.

Ricordo ancora quando quel pomeriggio di settembre io e mamma andammo a prenderla. Era un fagottino di due mesi. Ho fatto il viaggio di ritorno con lei in braccio. Ancora non sapevo cosa sarebbe diventata per me.

Ho la passione per i cani fin da piccola. Me l’ha trasmessa la mia mamma, che donna intelligente com’è, mi ha regalato il primo cucciolo di Fox Terrier quando avevo solo 5 anni. Da lì in avanti ho sempre avuto cani. Quando il secondo Fox Terrier, la Birba (nome preso dal mitico gatto di Gargamella dei Puffi) se n’è andata, mia mamma aveva detto basta. Aveva sofferto troppo.

Nove mesi dopo però insieme andavamo a recuperare Margot.

Avevo 20 anni. E’ stato il mio primo e vero cane. Perché prima ero piccola, ci giocavo certo, ma a prendersene cura era mamma. Margot invece è cresciuta con me. Siamo state insieme al mare. In montagna. L’ho portata in barca. Mi ha fatto diventare “nonna” di 5 splendidi cuccioli. Insomma un’amica con la A maiuscola.

Prima di avere Lavinia pensavo che mai avrei potuto provare un amore così unico…

Purtroppo nel periodo della mia vita in cui avrei dovuto essere più felice, Margot si è ammalata.

La prima volta, ero incinta di 6 mesi, l’abbiamo operata ed è tornata a stare bene.

La seconda volta, Lavinia aveva 5 mesi, non ce l’ha fatta. Il mio rimorso più grande è di non esserci stata. Ero a Firenze in quei giorni, e a differenza delle altre volte in cui per un piccolo o grande intervento, al suo risveglio dall’anestesia mi aveva trovata lì, questa volta non c’ero… tre giorni dopo essere tornata a casa dalla clinica, se n’è andata.

Credo che non me lo perdonerò mai.

A volte senti storie di cani che perdono i padroni e si lasciano morire. Io credo che sia andata proprio così. Non mi ha trovata e mi ha lasciata. L’unica cosa che spero è che mi abbia perdonata. Che abbia capito che non c’ero perché ero con la sua sorellina, che avrei tanto voluto essere lì ad accarezzarla, ma la piccola aveva bisogno di me. E spero che sappia che nonostante io ora sia mamma di Lavinia lei nel mio cuore avrà sempre un posto speciale. Sarà per sempre in cima alla lista. E che farò di tutto perché Lavinia cresca con quell’amore e rispetto verso i cani che è giusto che provi.

Lavinia e Margot sono state insieme troppo poco tempo. Solo 5 mesi. Lavinia era troppo piccola perché possa ricordarsi di lei. Ma io ricordo il giorno in cui siamo tornate a casa e le ho fatte conoscere.
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Margot la osservava, forse un po’ gelosa, ma la “curava”. Quando la sentiva piangere sollevava il muso per un attimo per controllare che fosse tutto a posto. Se vedeva che mi alzavo per andare a controllare, tornava tranquilla a dormire. Altrimenti andava lei. E così ha fatto per i successivi 5 mesi. Dove c’era Lavinia, c’era Margot. E sono sicura che se Margot fosse ancora qui adesso la realtà sarebbe: dove c’é Margot c’é Lavinia. Perché era impossibile non amare la mia Margot. Impossibile.

 

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Lavinia parla nella sua lingua fatta di versi e parole inventate. Ma capisce tutto e sa perfettamente da sempre che cos’è un cane. Da quando cioè ha incontrato Margot quel mercoledi 21 settembre. O forse già da quando era nella mia pancia e Margot annusava quel “pallone” per capire cosa fosse…Quando Lavinia ha iniziato a farfugliare parole, dopo mamma e papà ha imparato a dire “caaaaaaaaaaaaaaaa”, incontrando in giro un cane. Ora ne conosce il verso. E appena ne incrociamo uno è lei a chiamarmi e a indicarmelo. Non ha paura di niente e se può si lancia verso di lui con fare curioso.

E si capisce che li adora. Lavinia non può stare con Margot, ma per fortuna ha potuto frequentare un pochino una delle figlie di Margot, Blondie, che é il cane di mia nonna. E questa foto che ritrae Lavinia e Blondie lo scorso anno lo conferma …

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Mi piacerebbe moltissimo prenderle un cane. Perché sono fermamente convinta che un bambino che cresce a contatto con un altro essere vivente, di diversa specie, possa solo giovarne. I bambini che hanno cani imparano da subito che cosa vuol dire il rispetto. Ognuno nella famiglia ha un ruolo, c’è una gerarchia. Anche il cane ne fa parte. E aiuta il bambino a relazionarsi.

Chi non ama i cani forse non lo dovrebbe nemmeno leggere questo post, perché potrebbe prendermi per pazza, ma io sono convinta che i bambini che hanno la fortuna e l’onore di avere un cane, abbiano una marcia in più.

Perché dai cani si può solo che imparare.

Prima di tutto cosa vuol dire amare qualcun altro senza chiedere nient’altro in cambio. Se non qualche coccola, una ciotola d’acqua e del cibo. Che poi non è nemmeno vero, perché in questa società terribile in cui viviamo, ci sono bastardi che i cani li maltrattano e li abbandonano. E i cani restano loro comunque fedeli…

La prima cosa da insegnare ad un bambino è l’enorme responsabilità che un animale comporta. Un cane o un gatto necessitano di cure e attenzioni e non devono essere considerati “giocattoli”, piuttosto, è opportuno paragonarli a dei compagni di vita e di avventure, ma sempre nel reciproco rispetto della loro specifica natura.

L’interazione con gli animali ha effetti benefici sulla crescita dei bambini: quelli che crescono con gli animali domestici hanno sicuramente una capacità empatica, di leggere e comprendere le emozioni e i comportamenti altrui maggiore, proprio perché allenati fin dalla più tenera età all’osservazione di un essere vivente ricco di bisogni fisici ma anche psicologici come un animale, ma difficilmente interpretabili. Non dimentichiamo poi i benefici fisici legati all’attività motoria che il bambino può fare insieme al suo amico a quattro zampe, nonché sociali: un bimbo insieme al suo animale cattura sempre l’attenzione e suscita simpatia immediata.

Infine io credo che se tutti fin da piccoli venissimo “educati” al rispetto e all’amore verso i cani, non si parlerebbe più di abbandono. Certamente chi prende un cane, per poi disfarsene, non è cresciuto nel modo giusto. Perché, se ami i cani, se li conosci e se li rispetti, sai benissimo che è un gesto crudele. Piuttosto non lo prendi. Ma non te ne disfi mai. Anzi, quando viene a mancare, ti senti perso, come se ti mancasse un pezzo di cuore.

Per tutte queste ragioni vorrei un giorno poter dire a Lavinia: Amore andiamo a prendere un cane?

Purtroppo con la vita che stiamo facendo ora, ci manca giusto il cane per passare dallo status “zingare” a quello di “Punkabbestia col cane” . Come sapete a noi questa vita attualmente piace, certo stare tutti insieme sarebbe meglio, ma come detto per ora va bene così. Un grosso limite però di questa situazione è proprio quello di non avere una stabilità tale da permetterci di prendere un cane. Che manca molto a me. E che purtroppo stiamo facendo mancare a Lavinia.

Ma spero che arriverà presto il giorno in cui anche lei, avrà la sua Margot….non una semplice “copia”…. ma in pelo ed ossa!

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ps: Chi non ha mai posseduto un cane, non può sapere che cosa significhi essere amato.
Arthur Schopenhauer

3 commenti su “io&Mar…got – Quello che vorrei…

  1. Mentre leggo piango come una scema….anzi….no…perchè so che tra persone che amano i loro amici pelosi come fossero componenti della propria famiglia ci si capisce. Le lacrime scendono perchè tutti abbiamo perso un amico a quattro zampe e sappiamo quale dolore comporta…ma c’è anche la consapevolezza che l’amore che ci hanno dato e che gli abbiamo donato…è solo nostro e fará sempre parte della nostra vita.

  2. Cara Sere… Come sai leggo sempre molto volentieri tutti i tuoi post, perché mi fanno sorridere, mi fanno “sognare” il giorno in cui anch’io potrò (spero!) essere nella tua condizione di mamma felice… Questo però mi sta facendo scendere delle lacrime assurde… Non solo per le grandi verità che hai scritto, ma anche perché, come ben sai, io ho la mia Pinga, una bellissima Labrador come la tua Margot, che ha ormai più di 12 anni… E’ per me la “mia bambina” pelosa a cui sono morbosamente affezionata e che mi è legatissima… Cerco di andarla a trovare tutti i giorni e, nonostante io non viva più in casa con lei, lei mi viene sempre incontro, mi scodinzola, cerca le mie coccole come cerca la pappa, gioca con me come con nessun altro mai… Sono sicura che quello che hai scritto, pur non avendo una bimba da far crescere con lei, sia tremendamente vero… Quando porto i bimbi delle mie amiche a giocare con lei, dall’emozione fa anche la pipì addosso… Ha un rispetto ed una delicatezza indescrivibili con le piccole creature… Mi farebbe molto piacere se un giorno volessi portare anche Lavinia… si divertirebbero un mondo!
    Ti abbraccio!
    Laura

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