#liberidallameningite

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Il giorno in cui abbiamo fatto l’ultimo vaccino mpr (morbillo, parotite, rosolia) + Meningococco C a Lavinia, ho trattenuto il respiro, ho sperato che tutto andasse bene e poi uscita dall’asl ho detto, con gioia: “E adesso liberi per almeno 4 anni dai vaccini”.

Le ultime parole famose.

A distanza di due anni dall’ultimo richiamo ci siamo ritrovati a dover decidere se vaccinare o meno Lavinia contro il meningococco di tipo B. Un nuovo vaccino, da poco introdotto in Italia, che mira a combattere  un batterio che aggredisce soprattutto i bambini nel primo anno di vita (ma non solo, ci si può ammalare a tutte le età, ma la malattia è più comune nei bambini con meno di un anno di età e tra i 12 e i 21 anni) e le conseguenze possono essere drammatiche, dalla disabilità grave di ogni tipo (sordità, epilessia, amputazioni) fino alla morte. Il vaccino contro il meningococco B, in commercio da circa un anno in Italia, non è ancora stato inserito nel Piano Nazionale Vaccinale 2012-2015, ma quattro regioni lo hanno introdotto nel proprio calendario vaccinale: Toscana, Basilicata, Puglia e Veneto. In queste regioni i bambini nati dal 2014 verranno vaccinati anche contro questa malattia unitamente alle altre vaccinazioni già previste. Il vaccino può essere utilizzato in lattanti di età pari o superiore a 2 mesi, e la somministrazione, che avviene per via intramuscolare, può essere effettuata anche in concomitanza ad uno qualsiasi dei seguenti vaccini: difterite, tetano, pertosse acellulare, Haemophilus influenzae di tipo b, poliomielite inattivato, epatite B, pneumococcico coniugato, morbillo, parotite, rosolia e varicella.  I bambini invece nati negli anni precedenti al 2014 possono comunque vaccinarsi, a pagamento. Quattro dosi per i bambini sotto i cinque mesi di vita, tre le dosi se i bambini hanno meno di 2 anni, due dosi se i bambini hanno dai 2 ai 10 anni. Qui le specifiche sul vaccino.

Lavinia ha fatto tutte le vaccinazioni a Firenze perché inizialmente eravamo domiciliate lì. Quindi ha potuto fare anche la vaccinazione contro la varicella, che invece qui in Piemonte fanno solo verso i 10 anni, se il bambino nel frattempo non l’ha presa. Solo per dire, lo scorso febbraio in classe di Lavinia si sono presi la varicella in 28. Su 29. Certo, l’avrebbe presa anche lei se non fosse stata vaccinata e sarebbe di sicuro guarita, però con il senno di poi ci siamo risparmiati una bella menata. Noi, ma soprattutto lei.

Visto il nostro precedente in Toscana, mi sono così informata per poter farle fare anche il vaccino antimentingococco di tipo B. In Toscana però non possiamo farlo perché attualmente il nostro pediatra è a Borgomanero. Così ho chiamato la Asl di Borgomanero che però mi ha informata che al momento possono vaccinare solo i bambini a rischio (patologie particolari). Tutti gli altri devono rivolgersi al proprio medico curante. Allora ho chiamato il nostro pediatra privato, il quale però mi ha risposto: io non li faccio dovrebbe sentire il pediatra della mutua, però io aspetterei. Per onestà dico che il mio ped non mi ha spinto a vaccinare Lavinia. Per ora. Io invece, convinta dai casi sempre più numerosi soprattutto in Toscana, ho chiamato l’altro pediatra privato a cui mi sono appoggiata in passato e ho chiesto il suo parere; mi ha chiesto se Lavinia frequentasse l’asilo e poi sapendo che spesso siamo in giro, ha accettato di farcelo. La procedura è quindi questa: mi farà una ricetta, con la quale io andrò in farmacia e ordinerò il vaccino (la cifra per le due dosi dovrebbe aggirarsi attorno ai 150 ai 200 euro, ma vi saprò dire). Dopodichè andremo dal pediatra che vaccinerà Lavinia.

Io e Giacomo ci sentiamo più tranquilli così. Nonostante i vaccini facciano sempre paura e nonostante sia sempre una decisione difficile. Ma abbiamo più paura che la bambina possa ammalarsi: soprattutto davanti a storie come questa:

Alessia era una bambina meravigliosa… Era una bambina solare, sempre sorridente, e già così piccina era in grado di trasmetterti amore. … Io mi sentivo forte accanto a lei, quasi invincibile. A tutti dicevo che da quando era nata Alessia non avevo più paura di nulla, perché sarebbe potuto crollare il mondo intorno a me, ma con lei in braccio sarei stata felice comunque, anche senza casa e senza lavoro… lessia è stata precoce in tutto, forse perché sapeva di dover fare tutto in fretta rispetto agli altri bambini, avendo poco tempo davanti a sé…. Quel maledetto 19 ottobre del 2007 tutto iniziò con una febbre lieve, che tuttavia dopo appena due tre ore è iniziata a salire vertiginosamente e non è più scesa. Durante la notte arrivò a segnare quasi 41 gradi. E in meno di undici ore la meningite se l’è portata via . Mentre la mattina alle 6.00 eravamo in macchina per raggiungere l’ospedale, ricordo che tenendola in braccio la guardai piangendo e le dissi «ti prego non mi abbandonare»; non so perché ma dentro di me sapevo che non sarebbe tornata a casa con noi. Alessia è stata colpita da una sepsi da meningococco B, sindrome di Water-House…

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Ecco cosa mi ha convinto. La testimonianza di questa mamma che un mese dopo la morte della sua piccola creatura ha fondato l’Associazione onlus “Alessia e i suoi angeli” ed è anche presidente del Comitato nazionale di lotta alla meningite: una mamma che vorrebbe che la meningite venisse sconfitta anche in memoria della figlioletta.

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Vorrei che tutti i genitori venissero messi in condizione di scegliere consapevolmente se vaccinare o meno i propri figli , mi piacerebbe che scegliessero dopo essere stati debitamente informati e non sulla scia di errate informazioni acquisite sul web con il fai da te , o peggio su consiglio di un amico o di un conoscente. Il medico, prima di tutti, dovrebbe informare i genitori sui rischi legati alla malattia, sui sintomi che la caratterizzano e sull’opportunità di evitare che i loro bambini contraggano la malattia attraverso la vaccinazione.

Come non darle retta?

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Oggi 24 aprile è la giornata mondiale contro la meningite: se volete nel vostro piccolo fare qualcosa, seguite queste poche regole: bastano un selfie, un hashtag ed una condivisione.

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10 commenti su “#liberidallameningite

  1. Sere anche noi faremo il vaccino ad Andrea… Abitiamo in Toscana e i tempi di attesa sono un po’ lunghi… L’ho prenotato per luglio!!! Dovrebbe costare circa 80 euro a dose… Sono due dosi da fare a distanza di 2 mesi! Il mio pediatra mi ha detto che è un vaccino molto importante perché su questo tipo di meningite purtroppo non c’è cura… Solo il vaccino può proteggerlo!!! Un più si è raccomandato di farlo quando il bambino sta bene, quindi lontano da febbre tosse etc. Ovviamente potrebbe venirgli la febbre da vaccino anche molto alta per un paio di giorni… Adesso aspettiamo luglio!

    1. Simo proprio dopo aver letto il tuo post ho iniziato a pensarci! L’ho prenotato e domani vado a ritirarlo! Spero sia la scelta giusta! Grazie Simo anche dello spunto, un bacio

    2. Manu ho ritirato oggi la ricetta e ho già prenotato il vaccino in farmacia. A breve un bel respiro e lo facciamo: ti faccio sapere. Un bacio grande

  2. Sere, noi lo abbiamo fatto, proprio qui a Firenze, con qualche perplessità e con paure grandi. Poi abbiamo deciso e sono felice della scelta. Ci sono casi nuovi ogni giorno e vivere nel terrore non è pensabile e non è nemmeno civile. SI può fare qualcosa, perché stare a guardare? A me ha convinto la mia amica pediatra che mi ha solo detto tre parole: “Puoi scegliere se farlo o no, ma se Fiammetta contrae il virus e tu sai che potevi fare qualcosa, non te lo potrai mai perdonare”.
    Il giorno dopo ho chiamato il pediatra.
    Un bacione cara e quando passi di qui, fammi un cenno.

  3. Ciao, noi dopo aver saputo di questa associazione abbiamo chiesto, i pediatri ci hanno consigliato di farlo e il primo figlio nato nel 2013 lo ha ricevuto (aveva fatto solo il tipo C e ha dovuto recuperare AWY che era stato introdotto dopo). Il piccolo, nato nel 2014, da piano non ha ricevuto nemmeno lui il B, ma solo C e AWY. Quindi lo abbiamo richiesto, ma adesso quando siamo andati a vaccinarlo, ci hanno rimandati a luglio quando compirà 2 anni e si beccherà solo 2 punture/dosi. E adesso mi informo perchè sinceramente non so quanto valga la pena aspettare… trovo confusione e sinceramente potevano dircelo prima, di aspettare i 2 anni, ma non ne vedo nemmeno il motivo.
    E noi siamo in Veneto… le dosi del mio primo figlio sono costate 50 euro a puntura.

    1. Ti avranno fatto aspettare per fare un buco in meno. Anche il mio come scritto mi aveva consigliato di aspettare anche se qui le dosi si fanno privatamente a 150 a botta, quindi non era nemmeno un problema di costi per l’asl. Io me ne sono fregata e l’ho fatto. Ludovica invece ne ha già fatte due dosi, e ce ne mancano altre due.

  4. Quindi a Ludovica addirittura 4 dosi? Io guarda ne avrei fatte anche 3 amen, ma c’era mio marito quella mattina e lo hanno convinto. Adesso devo comunque chiamare per prenotare già e chiederò meglio.

  5. E comunque da noi costa anche poco rispetto a voi….accidenti. E un nato nel 2015 ce l’ha nel piano vaccini, uno nato solo pochi mesi prima, nel 2014, deve pagarlo e soprattutto deve chiederlo e quindi un genitore in mezzo a tutta la disinformazione, deve scoprirlo. Meno male che esiste la rete ed esiste gente che fa pubblicità a questi problemi!! Un bacione e grazie delle info 😉

    1. No è anche peggio perché dipende dalle regioni cioè se sei in Toscana ce l’hai gratis se sei in Piemonte lo devi pagare 150 euro. È veramente assurdo. Fortuna che noi avendo papà in Toscana abbiamo preso domicilio sanitario lì e quindi la LUDO li fa gratis. Altrimenti erano uno stipendio…

Che ne pensi?