La mia prima mammografia

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La scorsa settimana sono stata a fare la mia prima mammografia.

Età anagrafica: 38 anni. E come da indicazione di uno specialista, età giusta per iniziare.

Faccio ecografie al seno ogni anno da quando ho venticinque anni. La prima perché mi ci aveva mandato il ginecologo, sentendo un pallino, che altro non era che un pallino di grasso.

Da quella volta ho continuato. Perché sono sicura che prevenire sia meglio di curare.

CONTROLLI SENOLOGICI

Lo scorso anno durante il mio annuale controllo la dottoressa di turno mi consigliò di cominciare anche con le mammografie.

La mammografia è un esame fondamentale per la prevenzione del tumore della mammella.
Si tratta di una tecnica diagnostica morfologica (che studia quindi forma e struttura della mammella) e consente di rilevare lesioni mammarie in fase precoce, che si presentano sotto forma di opacità nodulari a margini irregolari, microcalcificazioni polimorfe, oppure aree di distorsione strutturale. (FONTE HUMANITAS)

Se cerchiamo in rete informazioni su quale sia la migliore età per cominciare questo tipo di controlli, le notizie sono discordanti. Chi dice 40, chi 50. Risultato: si tende sempre a rimandare.

Io invece sono abituata per una mia predisposizione mentale, ad affrontare quanto prima le cose, in modo da togliermi il pensiero.

Così, documentandomi meglio, ho scoperto che è vero che gli screening mammografici iniziano solitamente a 50 anni, e per screening mammografia si intende quando si viene chiamati dal SSN per controlli gratuiti in ospedale, ma questo accade perché dopo la menopausa i tumori della mammella sono più frequenti e la mammografia è più efficace.

E’ quindi un discorso prettamente economico: per non sperperare denaro da parte dello stato, poiché stiamo parlando di salute pubblica e di controlli gratuiti per i cittadini.

D’altro canto però i controlli periodici individuali, dovrebbero iniziare già a 30-35 anni con un’ecografia mammaria annuale e dai 40 anni anche con una mammografia annuale, l’unico esame in grado di identificare ad esempio le micro-calcificazioni che sono spesso una spia di una iniziale lesione tumorale.

La maggior parte dei carcinomi mammari diagnosticati in fase precoce si risolve positivamente; se invece la scoperta avviene in una fase più avanzata, le possibilità di trattamento e guarigione sono molto più limitate. Tutte le donne che abbiano superato i 40 anni dovrebbero sottoporsi ad un programma di screening mammografico, come anche consigliato e promosso dal Ministero della Salute.  (FONTE HUMANITAS)

In caso di familiarità, un pochino di attenzione in più e magari un anticipo delle date.

CONTROLLI SENOLOGICI

E così ho prenotato la mia prima mammografia, seguita anche da un’ecografia, perché a quanto pare, a seconda del tipo di seno che hai, è più efficace un esame rispetto ad un altro.

Non sapendo io cosa fosse meglio per me e volendo seguire le indicazioni della dottoressa che mi aveva fatto l’eco l’anno scorso, ho prenotato entrambe scoprendo così che, nonostante si dica che sotto i 50 anni l’eco sia preferibile, per il mio seno la mammo è più indicata.

Mi ha infatti visto un nodulino che durante la mammografia sembrava benigno ma denso, che poi l’ecografia ha mostrato invece essere acquoso, quindi una cisti. Ma per la posizione, senza la mammo non si sarebbe visto. E se fosse stato altro sarebbe stato un problema.

Ero un po’ preoccupata, non lo nego, mi ha sempre fatto uno strano effetto vedere quel macchinario che schiaccia e comprime e mi immaginavo lì sofferente sotto quella macchina infernale.

Non sbagliavo.

Ma io sono insofferente anche durante le ecografie. Non sono una fifona, ma odio andare dal ginecologo e dal senologo. Odio odio odio. Vado più volentieri dal dentista, e ho detto tutto.

Ma nonostante questo ci vado. E faccio quello che è giusto fare.

L’esame di per sé dura pochissimo, è più la preparazione. Entri nello stanzino a dorso nudo, appoggi la mammella, come la chiamano i tecnici, su un piano che funge da sostegno,  due piastre plastificate la schiacciano lateralmente e in alto, mentre il mammografo proietta un fascio di raggi x mirato sulla mammella. Questo serve ad isolare i vari costituenti della mammella, per poterla studiare meglio.

Un primo raggio, poi cambi poppa, poi cambi posizione e così di nuovo destra e sinistra.

Schiacciare schiaccia. E nonostante mia mamma mi ripeta sempre : “ma va non sentì niente”, mi ha dato un po’ fastidio.

Anche perché io non ho il seno di Pamela Anderson, quindi schiacciava poco ma quel poco si sentiva, pur che io sia andata nei giorni consigliati e cioè nel periodo compreso tra il 5 ° ed il 12 ° giorno dall’inizio della mestruazione, evitando così il periodo ovulatorio, notoriamente più sensibile e dolente per il seno.

Ma dura nemmeno 5 minuti e può salvarti la vita.

CONTROLLI SENOLOGICI

Quindi ragazze controlliamoci. Facciamo prevenzione. Stiamo attente al nostro corpo.

Perché può fare la differenza.

E poi voglio dire, abbiamo partorito. Molte di noi hanno allattato. Che male potrà mai fare farsi schiacciare le tette per 5 minuti.

 

Sere-mammadalprimosguardo 

11 commenti su “La mia prima mammografia

  1. Bellissimo articolo….
    Oggi ho ritirato. la mia eco diciamo va bene perchè non mi ha detto che devo fare un intervento,visto che ne ho già fatto uno per eliminare un ciste al seno.Ma si sono arrabbiati con il medico di base che non mi fa mai fare il controllo annuale…. detto tutto Serena ,ora mi devo cercare io una senologa che mi faccia tutti in controlli del caso.

  2. A Dicembre ho fatto il mio controllo annuale dal ginecologo e mi ha consigliato (appena finito l’allattamento) di fare la mammografia. Grazie per i consigli <3

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