In viaggio con mia figlia

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Quanti post ho scritto a proposito dei nostri viaggi. Quante volte vi ho detto che viaggiare con i bambini si può e si deve fare. Quante volte vi ho mostrato foto mie e delle bambine in treno raccontandovi che, con un po’ di organizzazione, ce la si può fare. Anche da sole.

Sono talmente abituata a viaggiare con entrambe le bambine che un po’ mi sono scordata i “bei tempi” in cui viaggiavo solo con Lavinia.

Perché, parliamoci chiaro,

viaggiare in treno con bambini

Da piccola perché dormiva. Sempre

Poi perché quando ha iniziato a parlare intratteneva tutto il treno e il viaggio era uno spasso.

Infine perché poi, una volta cresciuta, era capace di restare seduta guardando un film, senza disturbare l’intero vagone.

Incredibilmente.

Io e lei andavamo ovunque. Salivamo su un treno in una città, scendevamo 400 km dopo. Noi due sole, sempre insieme. Eravamo unite io e Lavinia, di quel legame che lega le mamme con i propri figli, ma che li lega un po’ di più fintanto che sono figli unici.

Perché poi arriva una sorella e cambia tutto.

E per quanto Lavinia adori sua sorella e sia una sorella maggiore perfetta, sono certa che in cuor suo ogni tanto rimpiange quei viaggi che facevamo solo io e lei, legate come non mai.

L’ho capito ieri, quando sole solette siamo andate a Milano e ci siamo concesse un pomeriggio solo nostro.

Quando Lavinia ha scoperto che a Milano ci saremmo andate in treno, era la bambina più felice della terra. Nonostante abbia preso più treni lei in quasi sei anni che molte altre persone che conosco.

in treno con una bambina

In treno abbiamo letto, chiacchierato, chiacchierato e chiacchierato (Lavinia non tace mai. Mai). Una volta arrivate in stazione, per mano, siamo scese dalle scale, saltellando, senza dover prendere il solito ascensore o il solito tapis roulant che siamo obbligate a usare di solito, per via del passeggino di Ludovica.

in treno con una bambina

E poi una corsa in metropolitana per non perdere la metro in arrivo, schiacciarci tra la gente, scovare un posticino libero e andare a occuparlo, lei in braccio, io seduta. Come quando era piccola.

in treno con una bambina

Solo noi, in stazione, solo noi in viaggio, solo noi a Milano in un posto in cui eravamo state tre anni fa. Solo noi, mano nella mano, come ai vecchi tempi.in treno con una bambina

 

Senza dover assecondare di continuo una sorella che è piccola e ha esigenze diverse, senza doversi ricordare di rispettare i suoi tempi, senza pensare all’acqua, al ciuccio, ai pannolini, senza doverle lasciare quel gioco conteso o assecondarla in una bizza. Senza dover dividere con lei il nostro sacchetto di patatine.

Solo noi.

in treno con una bambina

Al rientro mi sono resa conto che solo Lavinia ne è stata contenta, ma anche io. E anche un po’ alleggerita. Perché tornare a muoversi in città, senza il passeggino, che per quanto leggero, compatto, maneggevole sia, sempre un peso è, e poter correre ed essere libere, è stato incredibile. Ed essere di nuovo sole, noi due, mi ha riportato alla leggerezza di quei giorni, quando viaggiare era meno impegnativo. E poi adesso che Lavinia è più grande, insieme possiamo fare cose che prima non facevamo, relazionarci in maniera diversa. E lei può essere la mia bambina, senza essere per forza “quella grande”.

Alleggerita anche lei dal peso del ruolo di sorella maggiore.

in treno con una bambina

Da rifare assolutamente.

Sere-mammadalprimosguardo

7 commenti su “In viaggio con mia figlia

  1. Quando mi capita, e faccio in modo che succeda almeno una volta al mese, di essere solo con il mio “grande”, mi sento esattamente come te: spensierata, alleggerita, soddisfatta e felice nel vederlo orgoglioso di avere, per un po’ , la mamma tutta per lui.
    Senza nulla togliere al fratellino, ovviamente. Ma i primogeniti, che hanno vissuto anni da soli, credo abbiano ancor più bisogno di attenzioni da parte dei genitori, soprattutto dopo l’arrivo di fratelli e sorelle che, per quanto poco, richiedono la nostra presenza in maniera più “serrata”.

    Quindi, da ripetere sicuro, per loro e per noi!!

    1. Vero. Anche perché diciamocelo, ai piccoli che sono già sera coccolati tutto il giorno, basta davvero poco. Con i grandi è più importante la qualità, che la quantità. <3

  2. Conosco perfettamente quella sensazione…la differenza, però, è che io l’ho scoperta da poco!
    Aver fatto due figlie che hanno diciannove mesi di differenza ha molti vantaggi, tra cui vederle crescere insieme quasi fossero gemelle, ma è anche vero che per questo non sono riuscita a “godermi” appieno la prima!
    Certo Viola, la piccola, è strabiliante! Parla tantissimo ed è molto dolce…ma quelle poche volte che mi sono ritagliata qualche ora con Matilde la sensazione provata è proprio quella che hai descritto…soprattutto perché a volte anche loro vogliono essere solo bambine e non sorelle maggiori!
    Un bacio!

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