Cose che ho scoperto di amare…

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Come sapete questa estate ho trascorso in Puglia 10 giorni e con le varie tappe siamo stati in giro per l’Italia 15 giorni. Di questo viaggio mi rimarranno moltissimi ricordi (oltre che tantissime bellissime foto) di posti che ho amato e di emozioni che ho vissuto. Tante sono le esperienze provate e alcune le vorrei condividere con voi, perché sono ciò che più ho amato di questo tour attraverso il sud Italia.

1) I bed and breakfast: durante le varie tappe abbiamo soggiornato in hotel ma è capitato di dormire anche in bed and breakfast che a conti fatti ho scoperto di preferire alla lunga alle strutture più tradizionali. Ovviamente non parlo di b&b stile ostello, con camerate da otto dieci posti letti e bagno in comune per tutto il piano, ma di vere e proprie abitazioni private in cui i padroni di casa, avendo molto spazio a disposizione, decidono di condividere parte della loro casa con degli sconosciuti, ristrutturandola a dovere. Noi siamo stati in un b&b a Santa Maria di Leuca, in uno a Civitanova Marche e in uno a Macerata e devo dire che in tutti e tre ci siamo trovati molto bene. Tutti pulitissimi, con camere spaziose. Quello a Leuca colorato,  quello a Civitanova romantico, quello a Macerata lussuoso. In tutti i casi la famiglia ospitante è stata davvero ospitale: a Leuca Lavinia ha subito conquistato la padrona di casa e si è portata a casa un pezzo di pizza appena sfornata, a Civitanova la proprietaria per colazione ha preparato ben 10 torte una più buona dell’altra, a Macerata il padrone di casa ci ha aperto la porta all’ultimo minuto e senza alcun preavviso. Nonostante fosse il 15 di Agosto. Attenzioni, calore che in un hotel non trovi. A meno di spendere una fortuna e di pagare anche i sorrisi. Sorrisi che invece nei b&b abbiamo trovato gratis.

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2) I trulli di Alberobello: sono la prima cosa che racconto quando parlo di questa vacanza in Puglia. Ad Alberobello non c’è nulla se non uno schieramento di trulli incredibili. La parte vecchia della città sorge su una collinetta in cui sono rimasti i trulli del passato. Alcuni adibiti a negozi, altri sono abitazioni private (che si possono comunque visitare), altri ancora sono simili a b&b. Noi abbiamo deciso di dormire in un trullo perché avevo letto in internet che era un’esperienza da provare e così è stato e la consiglio. Non accade niente di particolare, non arrivano fate, mostri o unicorni. Ma è suggestivo. E fresco. Abbiamo dormito benissimo senza aria condizionata nonostante in Puglia ci fossero 35 gradi. In quei giorni Alberobello era ventilata e in più i trulli di per sé, fatti di sassi, permettono di stare al fresco. Una grande stanza con un matrimoniale, un frigorifero (unico accessorio moderno trovato nel trullo, tanto che Lavinia era un pò stupita di non vedere la tv), un bagnetto e nient’altro. Prima di partire poi il proprietario del trullo, Ottavio, ci ha fatto visitare un altro dei suoi trulli ed era enorme!  Otto posto letto, un bagno, una sala soppalcata dove c’era un altro letto….insomma una vera e propria casa…trulla! Per trovare dove dormire ho digitato in google: “dormire in un trullo” e mi sono apparsi diversi risultati. Io ho scelto quelli di Ottavio che ho contattato via email e ho poi sentito telefonicamente. All’inizio sono rimasta un po’ spiazzata per la disponibilità mostrata da Ottavio anche perché non ha voluto una caparra, solo una mail. Tanto che fino a che non siamo arrivati non ero tranquilla. Da buona polentona quale sono, non sono abituata a tutto questo calore e a tanta disponibilità. Quindi inizialmente ero perplessa e infatti l’ho sommerso di mail e di telefonate. Poi ho capito che la Puglia è una terra particolarmente calda e la gente è semplicemente molto disponibile. Molto più di noi.

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3) Il cibo pugliese: qualche specialità pugliese già la conoscevo quindi sapevo che non sarei morta di fame ma non appena arrivata in Puglia ho capito che sarei ingrassata solo a respirare aria locale. Durante il primo pranzo a Peschici ho mangiato i troccoli con le vongole, la sera stessa a Vieste le friselle, poi sono a Gallipoli ho provato la puccia (tipo un panino ma fatto con pasta della pizza) e sono rimasta senza parole, anzi se ci penso ho ancora l’acquolina in bocca…la mia era ripiena di prosciutto formaggio e patatine fritte. (Non so se mi spiego….) e in villaggio una sera hanno proposto le pettole (o pittule) che sono molto simili ai miei adorati coccoli fiorentini….Questo solo un esempio di quanto e cosa mangiato in queste due settimane, all’ingrasso.

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foto trovata online, troppo divertente

4) La vacanza a tappe: essere zingara è nella mia indole, anni fa quando ero molto più giovane avevo provato l’esperienza del camper e nonostante io sia nata comodina e ami la comodità e la vita da villaggio vacanze, dove gli sforzi sono ridotti ai minimi termini, avevo incredibilmente amato quel tipo di vacanza. Amo essere servita e riverita, almeno in vacanza, ma adoro poter essere libera di muovermi, di spostarmi, di cambiare idea. Tenete conto che durante quella famosa vacanza in camper la mia destinazione era Firenze. La mia prima volta a Firenze. Da dove ero scappata 3 ore dopo il mio arrivo per la troppa confusione, spostandomi in Versilia. Destino. Con questa vacanza itinerante ho avuto modo di visitare posti che non avevo mai visto e che con un treno o l’aereo sicuramente mi sarei persa. Anche solo la litoranea da Gallipoli a Leuca, o quei 70 km percorsi in solitudine dall’uscita dell’autostrada fino ad arrivare a Peschici, incontrando solo una macchina ogni 5 minuti. O la vegetazione del Gargano, così imponente, così selvaggia. Certo, le città in cui dormire le avevo pianificate (leggendo esperienze in rete di persone che conoscevano la zona), avevo prenotato gli alberghi, ma solo perché con Lavinia con noi non potevo certo rischiare di dormire in macchina (altrimenti non sarebbe nemmeno stato necessario) ma ovviamente poi il programma è stato spesso stravolto, in base anche alle esigenze di Lavinia.

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5) La spiaggia di Pescara, sulla strada verso casa. Avevamo inizialmente pensato di andare a visitare Ostuni, che è l’unica tappa pugliese che non abbiamo rispettato per lasciare spazio al mare di Porto Cesareo, che andava, secondo i più, visto. Da lì siamo ripartiti verso mezzogiorno decidendo di fermarci solo quando Lavinia si sarebbe svegliata. Ci siamo così fermati a Vasto per prendere un gelato e durante una breve sosta in spiaggia abbiamo deciso di fare altri 80 km e di raggiungere Pescara. Meta che inizialmente abbiamo scelto solo per la più facile possibilità di trovare un hotel al 13 di agosto e che invece è stata una bella sorpresa…La città di per sé è la classica città di mare, con un porto molto grande, una zona pedonale e una lunghissima passeggiata fronte mare. Ma la cosa che più mi ha colpita è stata la spiaggia. Ampia. Nello chalet dove siamo stati noi (non chiedetemi perché ma qui chiamano così gli stabilimenti balneari) c’era uno spazio incredibile tra un’ombrellone e l’altro. Ombrelloni che in realtà erano vere e proprie capanne, in cui si si stava tranquillamente in 10. Chi mi conosce sa che uno dei motivi per cui non vado a Formentera ad Agosto è perché le spiagge che piacciono a me sono ovviamente le preferite di molti e sono prese d’assalto. Durante la nostra prima (e unica) vacanza da soli a Forme, a me e Giacomo è capitato di allontanarci dal nostro ombrellone per una passeggiata e di ritrovarci, al ritorno, circondati da persone che avevano steso il loro telo ovunque. E quando dico ovunque intendo ovunque. Perché in Spagna puoi tranquillamente accamparti anche in spazi in cui altre persone pagano per avere lettino e ombrellone…Così, per evitare di mangiare nervoso in ferie e di litigare con il mondo, normalmente evitiamo di andare in posti in cui non sia garantito il minimo spazio sindacale per respirare. A Pescara questo spazio l’abbiamo trovato. E il mare, a sorpresa, era molto bello e pulito. Temperatura perfetta e profondità a misura di bambino. Insomma, una rivelazione!

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Allora, non vi è venuta un po’ voglia di fare il mio stesso giro? 😀

Sere-mamma-dal-primo-sguardo che sta seriamente pensando di darsi all’organizzazione di viaggi… a tappe!

4 commenti su “Cose che ho scoperto di amare…

  1. wow bellissimo…mi piacerebbe vedere proprio i posti in cui siete stati…quando decideremo ti chiederò info più dettagliate…
    Un bacione tesoro <3

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