Come organizzare un viaggio sull’Isola di San Pietro

Qualche settimana fa ho finalmente realizzato un mio sogno: passare qualche giorno sull’Isola di San Pietro, una delle due isole principali dell’arcipelago del Sulcis, situata al largo della penisola del Sulcis nella parte sud-occidentale della Sardegna.

Erano anni che pensavo ad organizzare un viaggio su quell’isola vista e scoperta in tv, attraverso una fiction.

Ricordate l’Isola di Pietro, la serie tv con Gianni Morandi, ambientata su una bellissima isola con scogliere mozzafiato? E’ proprio perdendomi dietro queste immagini, cercando di scoprire il colpevole, che mi sono innamorata di questo posto. E finalmente, a Giugno, ci siamo andati.

Va detto che abbiamo organizzato all’ultimo e che è stata proprio una toccata e fuga, ma anche che è stata un’avventura meravigliosa, soprattutto perché non c’era molta gente (a differenza di Formentera che a Giugno è sempre più caotica) e ce la siamo potuti scoprire e godere davvero al massimo.

E allora vediamo insieme come organizzare un viaggio sull’Isola di San Pietro, anche conosciuta come Carloforte.

Noi siamo partiti da Milano Malpensa con un volo Ryan Air delle 7.45 diretto a Cagliari dove siamo atterrati dopo poco più di un’ora. Recuperata la valigia abbiamo trovato ad aspettarci un pickup, prenotato grazie a colui che poi sull’isola ci ha affittato i motorini e che ci ha organizzato appunto il transfer da Cagliari a Porto Vesme, dove si prendono i traghetti per Carloforte.

A Carloforte (unico comune dell’isola)si arriva anche da Calasetta, altro porto della penisola del Sulcis.

Il tragitto, che dura un’oretta, si può fare anche o in auto, noleggiandone una in aeroporto, o con l’autobus che per ha sole due corse settimanali e quindi è un po’ più complicato.

Noi abbiamo preferito il taxi perché la nostra scelta poi, per visitare l’isola, sono stati i motorini, se invece avessimo preferito la macchina, l’avremmo noleggiata direttamente a Cagliari senza dubbio.

Si può raggiungere l’Isola anche in traghetto ovviamente, arrivando prima in Sardegna a Cagliari se si è più fortunati, altrimenti da Porto Torres e Olbia e scendendo poi in auto verso Sud, raggiungendo appunto Porto Vesme o Calasetta.

Una volta arrivati a Porto Vesme ci siamo imbarcati su un traghetto della compagnia Delcomar (ci sono diverse corse durante il giorno) e in 40 minuti abbiamo raggiunto Carloforte.

Per praticità abbiamo preferito prendere un hotel a Carloforte, in modo da poterci muovere a piedi per raggiungere eventuali ristoranti per cenare, ma avevamo adocchiato anche delle belle casette un po’ più isolate, sparse per l’isola, che sarebbero state sicuramente più tranquille.

Il nostro hotel era proprio di fronte al porto, pulito e carino, ma purtroppo non silenzioso, vuoi per la maleducazione degli altri ospiti, vuoi perché proprio per la posizione e al porto si sa, inizia a lavorare molto presto.

Come organizzare un viaggio sull’Isola di san Pietro

L’isola di San Pietro non è grande, ma non è nemmeno così piccola come sembra, le spiagge sono tutte una in fila all’altra, nella stessa direzione e noi le abbiamo viste tutte in due giorni, certo è che tutti i ristoranti e i bar sono a Carloforte, quindi ecco, la scelta deve essere ben ponderata.

Se preferite la tranquillità e state magari una settimana e avete intenzione di cucinare, una casa indipendente sarà sicuramente la scelta ideale, se invece la vostra sarà una toccata e fuga con nessuna voglia di spadellare allora magari cercate un hotel con ristorante interno, oppure a Carloforte, ma un po’ riparato (a meno di avere il sonno di piombo :-D).

Carloforte è l’unico centro abitato dell’isola, fondata durante il regno di Carlo Emanuele III, da una colonia di pescatori liguri provenienti da Tabarka, un’isola al largo della Tunisia. L’origine ligure dei suoi abitanti la si può riscontrare nel dialetto, nelle tradizioni, nei costumi, nell’urbanistica del paese, come si può notare visitando il suo centro storico. 

Come anticipato le spiagge dell’isola sono tutte una di seguito all’altro, si raggiungono comodamente in macchina o in motorino, anche in autobus, se siete fortunati, ma non a piedi. Tenete conto che noi il primo giorno abbiamo raggiunto la prima spiaggia a piedi e ci abbiamo messo più di mezzora, e sotto al sole, su una statale, non è stato il massimo.

Come organizzare un viaggio sull’Isola di san Pietro

Perché non abbiamo preso un taxi?

Semplicemente perché non ce ne sono. Già, Carloforte e l’isola in generale sono sprovvisti di tassisti, quindi tenetelo a mente.

Perché non abbiamo preso l’autobus?

Perché fino al 15 giugno c’era ancora in vigore l’orario invernale, con poche corse e ovviamente nell’orario che interessava a noi, indovinate? Nessun autobus.

Quindi per andare a buttarci in mare, dopo il viaggio, ci sono rimasti solo i piedini, visto che lo scooter era prenotato per l’indomani.

Recuperati poi appunto i motorini girare e scoprire l’isola è stato molto più semplice, divertente e fresco.

Per quanto riguarda le spiagge, è bene sapere che sono tutte libere, se chiedete un ombrellone e i lettini, ve li posizionano, ma ognuno può mettersi un po’ dove vuole. Niente a che fare con i lidi italiani ai quali siamo abituati, molto più simile a Formentera, dove c’è esattamente lo stessa organizzazione.

L’isola di San Pietro è infatti per molti versi, molto somigliante a Formentera, la Formentera di trent’anni fa però, quella vera, selvaggia, tranquilla, dove non ci si andava con il tacco 12 e le paillettes, ma con abbigliamento semplice, a godere della bellezza del posto.

Carloforte è così, semplice, ma bellissima. Gli stessi Carlofortini sono gente semplice, si conoscono tutti e ti accolgono a braccia aperte a casa loro. Questo è quello che sicuramente mi ha più conquistata di questa meravigliosa terra.

Tornando alle spiagge, la mia preferita è senza dubbio La Caletta, la spiaggia che tante volte avevo visto nella Fiction di cui sopra, perché è la più grande e c’è tanto spazio.

Spiaggia La Caletta

Come organizzare un viaggio sull’Isola di san Pietro

Noi abbiamo avuto la fortuna di visitare l’Isola di San Pietro il week end dopo l’evento del GiroTonno, quindi in un momento molto tranquillo, ma è bene sapere che le spiagge (le altre) sono tutte abbastanza piccole, quindi se c’è molta gente, è complicato riuscire a trovare un posto tranquillo in spiaggia.

Segue poi la spiaggia di Guidi, la preferita delle bambine, libera ma dotata di lettini e di un bar per pranzare, come la Caletta, ma più piccola, seguita da la Bobba, la preferita di Giacomo, dove anche in questo caso puoi prendere lettini, ombrelloni e un gelato.

Poi ci sono la spiaggia di Punta Nera, che per chi ha visto la fiction è dove c’era la scuola di surf, che però è molto più piccola di come me l’ero immaginata e per i miei gusti era già troppo affollata e quindi abbiamo tirato dritto, Lucchese, che si raggiunge con una passeggiata un po’ complicata (ma che possono fare anche i bambini) e che ha un panorama mozzafiato (ma non è attrezzata) e il Giunco, che è l’unica spiaggia accessibile con i cani; se avete un cane qui potete portarlo senza problemi, mare basso per centinaia di metri, acqua cristallina.

E’ facile trovarle perché sono tutte una in fila all’altra.

Noi siamo riusciti a vederle tutte andando la mattina in una, il pomeriggio in un’altra.

Non è stata la classica vacanza rilassante, anche perché io che a casa ho un motorino 50ino ho dovuto guidare un 125 su strade sterrate e complicate per raggiungere scorci incredibili e quindi ho anche accumulato un po’ di tensione, ma è stato meraviglioso proprio così.

Se potete scegliere, scegliete il motorino (in Italia i bambini possono salire sul ciclomotore dai 5 anni compiuti e per guidare il 125 basta la patente B). Ci sono anche le biciclette elettriche, ma non credo riuscireste a visitare tutta l’isola come abbiamo fatto noi. E sarebbe un peccato.

Cosa non perdersi assolutamente?

Sicuramente il tramonto al Faro. Non è proprio dietro l’angolo, ma ne vale assolutamente la pena (troverete ad aspettarvi anche una colonia felina composta da una trentina di gattini, la prima tentazione sarà quella di portarli tutti via e metterli in salvo, ma tranquilli, mi sono informata e c’è chi pensa a loro ogni giorno).

Un’altra cosa da andare a vedere è l’Oasi di Carloforte dove ad ogni ora troverete i fenicotteri ad aspettarvi. Uno spettacolo.

E poi la zona della Tonnara, il paesaggio ti lascia davvero senza parole.

Come organizzare un viaggio sull’Isola di san Pietro

Finisco questo post con qualche curiosità per chi ha visto la fiction: la prima cosa che mi è saltata all’occhio è che il famoso ospedale in cui lavora Gianni (il dottor Pietro Sereni), è in realtà una scuola superiore. L’ospedale infatti non c’è sull’Isola, e questa cosa mi ha fatto un pro’ restare con l’amaro in bocca.

Un po’ come scoprire che le famose scogliere dove i ragazzi nella terza serie si fermavano a urlare, a picco sul mare, sono in realtà a Sant’Antioco verso Calasetta, e quindi non le ho potute vedere, mentre se lo avessi saputo prima forse avrei fatto una tappa durante il viaggio.

Infine la famosa caserma di polizia dove si snodano tantissime vicende (essendo la figlia di Gianni un’agente di polizia) è in realtà l’Ufficio Circondariale Marittimo.

Aggiungo infine che la casa di Pietro, che si affaccia sulla spiaggia La Caletta è invece da andare a vedere se avete seguito la Fiction perché è esattamente come nella serie.

In conclusione: se state cercando un posticino tranquillo e rilassante dove passare le vostre vacanze, in Giugno o a Settembre (perché negli altri mesi dubito che ci sia la pace e la tranquillità che abbiamo trovato noi, quando in spiaggia eravamo in 3), l’isola di San Pietro è esattamente quello che fa al caso vostro.

Mare bello (quello della Sardegna), gente semplice ed accogliente, prezzi ancora non fuori dalla norma, ad un passo da casa nostra.

carloforte con i bambini

Carloforte ti entra nel cuore. Esattamente come Formentera, ma più lentamente.

Sere-mammadalprimosguardo

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