A Roma con mia figlia: l’itinerario

Come sapete io e Lavinia abbiamo trascorso un week end a Roma da sole e ce la siamo cavate alla grandissima. Al punto che credo che abbiamo visto tutto quello che potevamo vedere, tenendo conto che avevamo solo 36 ore a disposizione.

Tutte le info più tecniche dedicate all’organizzazione del viaggio (treno, spostamenti, hotel e pasti) ve le ho già lasciate nel post dedicato alle informazioni pratiche, oggi invece vorrei raccontarvi il nostro itinerario.

A Roma con mia figlia: l’itinerario

Premetto che prima di partire mi ero segnata alcuni punti di interesse che volevo vedere (Fontana di Trevi, Piramide, Bocca della Verità, Colosseo e Vaticano, Piazza di Spagna, Pantheon per esempio), ma non avevo fatto un vero e proprio itinerario e soprattutto non sapevo se tutto sarebbe stato accessibile (per esempio in rete trovavo che il Pantheon era chiuso invece siamo riusciti ad entrare nel giro di 10 minuti prenotando al volo!).

L’unica cosa che avevo deciso era che sabato avremmo visitato il centro storico, con tutti i punti raggiungibili passeggiando, e che domenica avremmo dedicato del tempo al Vaticano (per via dell’Angelus del papa alle 12) e al Colosseo (con visita prenotata alle 15).

Per il resto tutto ho preferito decidere sul momento anche per capire le esigenze di Lavinia, anche perchè era il nostro primo viaggio da sole, e non sapevo quanto avrebbe retto a camminare.

Devo dire che mi ha assolutamente stupita, perché ha camminato tantissimo, non si è mai lamentata e anzi, quando le chiedevo se volesse prendere un autobus, o fermarsi, lei mi spronava ad andare avanti, curiosa com’era di vedere tutto quello che poteva, desiderosa di assaporare vita ed esperienza.

Questo ho visto in mia figlia in questi due giorni: curiosità e voglia di stare insieme, noi due.

Devo dire quindi che è stato molto più semplice del previsto, non so però dirvi se la sua età sia quella giusta. Ci saranno bambini che sono più abituati a camminare e altri meno, voi conoscete i vostri figli e le loro attitudini, solo voi potete valutare.

Tenete solo conto che da un giorno all’altro cambia tutto.

Non sapete quante volte ho cercato di portare Lavinia in centro a Firenze e lei ha sempre declinato l’invito, perchè le faceva fatica e di colpo si è trasformata in una camminatrice folle.

Cambiano. crescono. Non disperate.

A Roma con mia figlia: l’itinerario, tappa 1 – LA BOCCA DELLA VERITA’

Tornando all’itinerario, ecco qui il nostro: in stazione Termini dove siamo arrivate con il FrecciaRossa delle 9:30 abbiamo preso il Big Bus con il quale, attraversando strade di Roma e costeggiando il Colosseo, siamo arrivate al Circo Massimo, dove nelle vicinanze c’è la famosa Bocca delle Verità, raggiungibile in 5/10 minuti a piedi (500 metri).

CURIOSITA’: La Bocca della Verità è un’enorme maschera di marmo, famosa in tutto il mondo, la cui leggenda narra che  romani e i turisti associavano al medaglione la proprietà di decretare la verità, in particolare, anticamente, veniva richiesto alla pietra di pronunciarsi sul sospetto tradimento coniugale.

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A Roma con mia figlia: l’itinerario, tappa 2 – CAMPO DE’ FIORI

Lì tra una cosa e l’altra abbiamo perso una mezz’oretta e poi, costeggiando il Tevere, con una passeggiata di 15/20 minuti (1.3km), ci siamo dirette a Campo dei Fiori, dove tutti i giorni, tranne la domenica, dalle 8 alle 14, c’è il famoso vivace mercato agricolo in piazza, dove potete trovare dai fiori, al cibo, ad utensili a tessuti.

CURIOSITA’: fino al Quattrocento la piazza non esisteva in quanto tale, e al suo posto vi era un prato fiorito con alcuni orti coltivati, da cui il nome.

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A Roma con mia figlia: l’itinerario, tappa 3 – PIAZZA NAVONA

Una volta attraversato il mercato (noi non ci siamo soffermate per prudenza dato che comunque c’erano diverse persone e non tutte con la mascherina), abbiamo presso poi la direzione di Piazza Navona, lì accanto (4 minuti a piedi, 300 metri).

Piazza Navona è uno dei complessi urbanistici più spettacolari e caratteristici della Roma barocca, è stata nei secoli teatro di feste popolari, corse e giostre.

CURIOSITA’: ben tre fontane all’interni della piazza: la Fontana del Moro, la Fontana de’ Calderari, conosciuta anche come la Fontana del Nettuno e, al centro, l’imponente Fontana dei Quattro Fiumi.

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Foto di rito e ripartenza verso il Pantheon che appunto abbiamo trovato aperto (5 minuti a piedi, 400 metri).

A Roma con mia figlia: l’itinerario, tappa 4 – PANTHEON

Il Pantheon a Roma è senz’altro uno degli edifici storici più affascinanti della città e infatti è meta ogni anno di centinaia di migliaia di turisti che visitando Roma fanno tappa obbligata qui per ammirare questo enigmatico monumento.

Il termine “pantheon” deriva dall’insieme di due parole greche pan che significa tutto e theon che vuol dire divino. In fatti originariamente il Pantheon di Roma era un tempio dedicato a tutte le divinità pagane di Roma. Secondo gli storici fu costruito per accogliere le statue di molte divinità della Roma pagana, ma il nome può derivare anche dal fatto che la cupola richiamava la volta celeste.

L’ingresso è gratuito ma per accedere al Pantheon il sabato e la domenica è obbligatoria la prenotazione online come richiesto dalla normativa vigente; noi non l’avevamo, ma ci siamo avvicinate per capire come fare e un gentile addetto ci ha consigliato di fare la prenotazione al volo (basta utilizzare il qr code all’ingresso per ritrovarsi sul sito delle prenotazioni) e in 10 minuti esagerando eravamo dentro.

Unica accortezza: coprirsi le spalle. Io avevo un abito con manica corta quindi nessun problema, Lavinia indossava calzoncini corti e canottiera, quindi nel dubbio le ho fatto mettere sulle spalle una sciarpa che avevo portato proprio pensando a questa evenienza.

CURIOSITA’ : il Pantheon è incredibile io ci ero già entrata ma è sempre uno spettacolo, soprattutto quando guardi in alto e ti chiedi come sia possibile che nonostante la cupola del Pantheon, abbia un foro di 9 metri di diametro che si apre al centro, non entri la pioggia. In realtà nel Pantheon piove. Il pavimento, proprio in corrispondenza dell’apertura, è fornito di fori per favorire lo scolo delle acque.

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A Roma con mia figlia: l’itinerario, tappa 5 – FONTANA DI TREVI

Usciti da lì ci siamo spostati verso Fontana di Trevi, 8 minuti a piedi, 650 metri.

Purtroppo in questo momento la più grande e scenografica fra le più importanti fontane di Roma, divenuta uno dei simboli indiscussi della città, è transennata (a causa degli affollamenti, le pattuglie hanno dovuto procedere alla chiusura temporanea dell’area di Fontana di Trevi al fine di consentire il deflusso delle persone e ripristinare condizioni di sicurezza – va detto che la piazza era comunque stracolma), quindi non ci si può avvicinare né tantino lanciare le monetine, come un tempo si faceva esprimendo un desiderio; la tradizione infatti vuole che il lancio della monetina, divenuto negli anni un classico: dovesse essere compiuta mettendosi di spalle con la mano destra sulla spalla sinistra e con gli occhi chiusi. Se girandosi velocemente, una volta lanciata la monetina, si riusciva a fermare con lo sguardo l’attimo in cui la monetina toccava l’acqua, sicuramente si sarebbe fatto ritorno a Roma.

CURIOSITA’ : esistono anche altre due tradizioni legate alla fontana,, quella del bicchiere, ormai dimenticata e quella dei due innamorati che devono bere insieme dalla “Fontanina degli innamorati” che si trova alla destra del monumento. Questo è un modo per assicurarsi che si rimanga fedeli per sempre.

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Da lì ci siamo spostati verso via del Corso (500 metri) perché volevamo cercare un posticino tipico dove mangiare, senza però finire in un locale troppo turistico, e grazie ad un po’ di fortuna ce l’abbiamo fatta.

Riposate e rifocillate grazie a due piattoni di pasta fresca fatta in casa, siamo ripartite alla volta del Vittoriano, che si trova proprio in fondo a via del Corso, in Piazza Venezia (1 km a piedi), passeggiando tra negozi gremiti di persone per il primo giorno di saldi.

A Roma con mia figlia: l’itinerario, tappa 6 – IL VITTORIANO

Ovviamente siamo salite in cima al Vittoriano perché era uno spettacolo che non volevamo perderci, nonostante i 30 gradi delle due del pomeriggio.

Il Vittoriano, che doveva essere uno spazio aperto ai cittadini, è uno dei monumenti più importanti a Roma, il più bianco ed il più imponente: dedicato a Vittorio Emanuele II, primo re del regno d’Italia, si chiama correttamente Monumento Nazionale a Vittorio Emanuele II oppure Mole del Vittoriano.

Per scoprire questo immenso monumento si sale la scalinata con un percorso obbligato ed immediatamente ti senti piccolo piccolo perché tutto è enorme. Dominano le statue delle regioni d’Italia All’interno del monumento ci sono tante cose interessanti da ammirare come  musei, statue e persino una tomba. E’ la tomba del Milite Ignoto che ricorda i soldati che combatterono la prima guerra mondiale.

In cima una delle più grandi e belle terrazze panoramiche di Roma.

CURIOSITA’ : fu lo spirito patriottico del risorgimento italiano a chiedere un monumento per colui che liberò l’Italia dalla dominazione straniera e la unì insieme Garibaldi. Successivamente si decise di rendere omaggio a tutti i caduti in guerra aggiungendo alla sommità della prima rampa di scale un altare con i resti di un milite ignoto. Il Vittoriano racchiude l’Altare della Patria e poiché questo elemento è percepito come il centro emblematico dell’edificio, l’intero monumento è spesso chiamato (più o meno erroneamente) Altare della Patria.

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A Roma con mia figlia: l’itinerario, tappa 7 – TRINITA’ DEI MONTI E PIAZZA DI SPAGNA

Scese da lì, proprio in Piazza Venezia, abbiamo ripreso il nostro Big Bus che in una ventina di minuti ci ha portato in uno dei miei posti preferiti di Roma: Trinità dei Monti e Piazza di Spagna con la sua famosissima scalinata.

La Chiesa di Trinità dei Monti è forse molto più nota per la sua collocazione che per le opere che contiene. È un piccolo gioiello che è cambiato coi secoli fino a diventare una delle cartoline più celebri della Città Eterna, mentre Piazza di Spagna è sicuramente una delle piazze più famose di Roma. Il suo nome deriva dalla presenza dell’Ambasciata Spagnola, fin dal XVII secolo.

CURIOSITA’ : la prospettiva che stupisce il visitatore che arriva da Via del Corso, con l’imponente scalinata avvolta dalla luce, la rende uno dei posti più affascinanti della città. Non è un caso, infatti, se Piazza di Spagna è diventata il palcoscenico ideale per le sfilate di Alta Moda. Per noi ragazzine degli anni 90 questo nome è infatti legato a sfilate di alta moda che si facevano proprio in questa piazza così spettacolare e a serie tv di quegli anni. Non potevo quindi non portarci Lavinia e giocare a sfilare con lei, su quegli scalini così magici.

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A Roma con mia figlia: l’itinerario, tappa 8 – PIAZZA DEL POPOLO

Una volta scesi tutti i gradini della mitica scalinata, girando verso destra abbiamo raggiunto in una decina di minuti a piedi (700 metri) Piazza del Popolo, altra famosissima piazza romana, monumentale ed elegante piazza in cui si incontrano via del Babuinovia di Ripetta e via del Corso, le tre arterie principali del centro storico di Roma, in questo momento addobbata per gli europei, con stand sportivi e maxi schermi, dove si radunano i giovani durante le partite e nel week end.

CURIOSITA’: posizionandovi al centro della Piazza, laddove svetta il meraviglioso obelisco egiziano, ornato di quattro fontane dai leoni di marmo, e dando le spalle alla terrazza del Pincio, vedrete proprio davanti a voi un muro di forma semicircolare. È lì che vi dovete dirigere, per una delle esperienze più straordinarie di sempre! Lunga appena centro metri, la parete custodisce, ormai da anni e con estrema accuratezza, i segreti di tantissime voci. Sconosciuta ai più, infatti, l’esedra è la protagonista di un’illusione acustica, davvero, surreale. 

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A Roma con mia figlia: l’itinerario, tappa 9 – TERRAZZA DEL PINCIO E VILLA BORGHESE

Salendo da una stradina al lato della piazza in tre minuti si raggiunge la Terrazza del Pincio, all’interno di Villa Borghese, un belvedere magnifico che attira migliaia di visitatori da tutto il mondo, al Pincio uno dei luoghi più romantici e pittoreschi della Capitale, con panorama mozzafiato e vista di Roma dall’alto. Ideale per trascorrere momenti romantici, scattare foto al tramonto e ammirare la Città eterna in ogni suo dettaglio anche di sera.

CURIOSITA’: Villa Borghese è un grande polmone verde di Roma, un must assoluto per chi visita Roma, amato da tutti, bambini compresi; infatti è stata proprio Lavinia a chiedermi di andarci (a dire il vero lei voleva anche fare un giro in risciò, affittabili in loco, ma giuro ero davvero distrutta e non sarei riuscita a spostarlo di mezzo metro) e io ho un bellissimo ricordo proprio di me, a Villa Borghese, con le mie migliori amiche del Liceo, nel nostro viaggio premio post maturità.

A Roma con mia figlia: l’itinerario, tappa 10 TRASTEVERE

Dopo una bella passeggiata nel verde e duecento scatti meravigliosi siamo tornati in piazza del Popolo dove abbiamo preso i mezzi per tornare in Albergo, che dome già raccontato era in zona Trastevere, dove abbiamo cenato (trovare un locale che vi piacerà dove gustare le prelibatezze della cucina romana non sarà un problema in questo quartiere così vivace e caratteristico, da vedere assolutamente!) prima di addormentarci tra le braccia di Morfeo, distrutte ma tanto felici.

22500 passi in una giornata. Un record per entrambe.

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A Roma con mia figlia: l’itinerario, tappa 11 – BUCO DELLA SERRATURA

L’indomani di buon ora siamo partite alla volta del Buco della Serratura (Piazza dei Cavalieri di Malta, 4), una piccola chicca che in pochi conoscono o che comunque in pochi visitano, perdendosi una grande emozione.

Già perchè sul colle Aventino, tra il Giardino degli Aranci e la villa del Priorato di Malta, quindi in piena zona Circo Massimo, guardando attraverso il foro di un anonimo portone verde, si può vedere l’immensità del Cupolone ad occhio nudo e dalla faccia di Lavinia in queste foto potete capire lo stupore reale e l’emozione che si vive, solo facendo un gesto così banale come spiare da una serratura.

Noi siamo arrivate per prima e non c’era quindi fila (erano le 9 di domenica mattina, aspettatevi un pochino di persone se andate in altri orari, perchè questa chicca sta diventando davvero gettonata. Ma ne vale la pena.

CURIOSITA’: il buco della serratura è un gioco prospettico che può rendere la vista della Cupola emozionante, ed è decisamente insolito: c’è infatti chi fa notare come sia l’unica serratura al mondo da cui si può vedere un altro stato, ovvero il Vaticano, pur stando su suolo italiano, attraverso la porta di una villa che gode del diritto di extra territorialità. Questa è infatti la sede istituzionale dell’Ordine del Gran Priorato di Roma dei cavalieri di Malta (oggi denominato Sovrano militare ordine di Malta).

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A Roma con mia figlia: l’itinerario, tappa 12 PIRAMIDE

Da lì, con una camminata di un km siamo andati a vedere la Piramide di Caio Cestio, che non è un monumento sottratto all’Egitto e trasportato a Roma come sarebbe facile pensare, ma un monumento senza faraone e senza sarcofago, che ha una storia di duemila anni, voluta da un eccentrico amministratore pubblico, cavaliere romano, Gaio Cestio Epulone Politico, ed è una struttura che ha resistito alle aggressioni delle invasioni e del tempo fino ai nostri giorni perchè, essendo incastonata tra le Mura Aureliane e, facendo parte della linea difensiva, non è stata demolita.

CURIOSITA’: La maggior parte delle informazioni di cui disponiamo riguardo la sua realizzazione ci sono state fornite direttamente dal suo proprietario: Caio Cestio infatti fece redigere un preciso testamento in cui indicò tutti i particolari della costruzione, specificando addirittura che la Piramide doveva essere costruita in 330 giorni.

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A Roma con mia figlia: l’itinerario, tappa 13 CASTEL SAN’ANGELO E CITTA’ DEL VATICANO

Lasciata la Piramide, passeggiando per circa 20 minuti siamo arrivate alla fermata Circo Massimo del Big Bus che abbiamo preso per andare dritte al Vaticano, dove volevamo arrivare in tempo per visitare la Basilica di San Pietro e poi per assistere all’Angelus del Papa alle 12, richiesta specifica di Lavinia.

Il BigBus si ferma davanti a Castel Sanr’Angelo e ti permette di arrivare al Vaticano passeggiando per via della Conciliazione che ti regala la possibilità di ammirare la bellezza della basilica mano a mano che ti avvicini (700 metri).

Entrando nella piazza c’è il controllo del metal detector e poi attraverso un percorso obbligato arrivi alla Basilica in breve tempo (nonostante la grande partecipazione domenicale), che puoi visitare gratuitamente. All’interno di San Pietro c’era la Messa e noi siamo riusciti anche ad andare nelle Grotte Vaticane dove sono sepolti alcuni dei papi più famosi. (I Musei Vaticani sono chiusi la domenica.)

Tanto sfarzo, magnificenza e storia.

Con un ascensore (e dieci euro) puoi poi salire sulla Cupola, noi avevamo pensato di farlo, ma poi abbiamo preferito non rischiare di perderci l’Angelus che vi assicuro è davvero emozionante, sia perché vedi e ascolti il Papa sia perché non puoi non fare caso ai tanti giovani che lo chiamano, lo salutano, lo inneggiano, mentre tu pensi a quanto straordinaria sia la fede di questi ragazzi, generazione spesso sbeffeggiata.

CURIOSITA’: la Città del Vaticano è il paese più piccolo del mondo, l’unico nell’elenco del patrimonio mondiale dell’UNESCO. È più giovane di quanto pensi, infatti, il paese italiano nacque solo nel 1929 con la firma del Trattato Lateranense, che lo riconobbe come uno stato indipendente. La cittadinanza non è garantita dalla nascita, ma viene assegnata a coloro che lavorano nella città-stato. Le guardie del corpo del Papa sono tutte svizzere. Con 1,5 crimini per cittadino, Città del Vaticano ha il più alto tasso di criminalità al mondo.

A Roma con mia figlia: l’itinerario, tappa 14 – COLOSSEO, FORI E PALATINO

Quando il Papa ci ha salutati, abbiamo raggiunto il bus presso la metropolitana di Ottaviano, e siamo andati verso Porta Portese (famosa per il mercato) dove abbiamo pranzato, per la gioia di Lavinia che doveva ancora assaggiare la famosa Gricia). E ancora, nuovamente passeggiando, in venti minuti abbiamo finalmente raggiunto il Colosseo, simbolo indiscusso di Roma, nonché uno dei monumenti più rappresentativi di tutta Italia, dove avevamo prenotato la visita alle 15.

A Roma con mia figlia: l’itinerario, tappa 15 – COLOSSEO

Va detto che c’è parecchia fila perchè le persone prenotate entrano tutte allo stesso orario, ma la coda scorre in fretta e all’interno del colosseo ci circola (seguendo un percorso obbligato) in maniera molto facile.

Per visitare il Colosseo noi abbiamo prenotato direttamente dal sito del Colosseo.

Qui potete trovare l’offerta dei biglietti https://parcocolosseo.it/visita/orari-e-biglietti/

Sappiate che i ragazzi sotto i 18 anni non pagano e che ParCo (Parco archeologico del Colosseo) riserva molta attenzione ai bambini e alle famiglie. E’ stata infatti da poco lanciata una App che si chiama Y&Co con percorsi dedicati ai bambini in italiano e inglese; inoltre sempre da qualche tempo è stata ideata la membership card pensata per Young, Individual e Familiy&Friends, quest’ultima con molti benefici per famiglie e bambini. Il servizio Didattica del PArCo infine organizza attività gratuite sia in presenza che online e ha prodotto anche fumetti per bambini.

Insomma tante idee per avvicinare i più giovani alla storia e per scoprire una delle Sette Meraviglie del Mondo Moderno, che è davvero una meraviglia. Quando entri non puoi non restare senza fiato, così come secondo me vale assolutamente la pena di acquistare il biglietto combinato per andare a visitare il Palatino (dalla cui terrazza la vista è veramente uno spettacolo) e i fori romani, che raccontano tutta la nostra storia.

CURIOSITA’: il Colosseo è stato costruito in appena 2 anni e 9 mesi ed inaugurato nell’anno 80 d.C. con cento giorni di spettacoli. La sua forma non è rotonda ma ovaleta. Poteva ospitare fino a 50 mila persone, oltre 8500 in più rispetto al moderno Juventus Stadium!

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A Roma con mia figlia: l’itinerario, tappa 15 – CAMPIDOGLIO

Devo dire che a questo punto eravamo davvero distrutte e abbiamo deciso di fare un ultimo sforzo, uscendo dai Fori, per salire al Campidoglio e riaccendere pi verso Piazza Venezia dove con il Big Bus siamo tornate in stazione.

Passi camminati 25000, battuto incredibilmente il record del giorno precedente.

E’ stato sicuramente un week end impegnativo, con una media di18 km al giorno, non pochi per una bambina di nemmeno dieci anni.

Ma è stato tutto molto fattibile, grazie alla grande curiosità di mia figlia che mi ha davvero sorpresa.

Come ho già detto io non posso sapere se i vostri figli potrebbero avere la stessa voglia, ma vi assicuro che non abbiamo né corso, né sgomitato. Semplicemente passeggiato seguendo il cuore e l’intuizione (e Google Maps).

Andate a Roma e portate i vostri figli (se si stancano fate una sosta in più). Non ve ne pentirete.

Sere-mammadalprimosguardo

Ps: se avete domande o curiosità lasciatemele nei commenti!

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