Il momento più atteso – il primo sguardo

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Quella famosa domenica mattina, era il 18 settembre 2011, io e Giacomo, abbiamo chiesto alla pulce di farci la grazia…

Giacomo l’indomani deve ripartire per Firenze, mancano 5 giorni alla mia data di scadenza (ebbene si nella vita di una mamma c’è una fase in cui si scopre che si ha una data di scadenza che viene comunemente chiamata DPP -data presunta parto)- ma che in realtà ti fa più sentire come un cotechino, viste le dimensioni delle tue caviglie in quegli ultimi giorni, chiuso in frigo pronto ad essere buttato se non consumato prima di…).

La paura che possa nascere a metà settimana, con papà a 400 km di distanza è tanta…

Certo, abbiamo pianificato il tutto nei minimi particolari: al mio primo cenno, Giacomo deve abbandonare il negozio, fare i 100 metri alla Usain Bolt, correre alla stazione, prendere il primo Frecciarossa che trova (possibilmente in direzione nord e non sud), arrivare a Milano dove troverà mio cognato, anche lui prontamente allertato, ad attenderlo in stazione per portarlo da me in ospedale…

Peccato che tutta questa pianificazione, che fino a qualche giorno prima sembrava perfetta, con l’avvicinarsi della DPP inizi a creare ansia.

Vero è che al corso pre-parto ci hanno continuamente ripetuto che dalle prime contrazioni al momento dell’espulsione (altro termine odioso del gergo gestante) passeranno ore e che avremo tutto il tempo di farci una doccia, un bagno, pulire casa, fare la spesa, fare il giro tondo, sperare che non caschi il mondo…ecc.ecc., ma io, abituata ad avere tutto sotto controllo, non mi sento comunque tranquilla (e con il senno di poi avevo ragione!!!!).

Nel pomeriggio iniziano delle leggere contrazioni… sono ravvicinate (3-5 minuti) ma molto leggere…con il passare delle ore diventano più forti…così alle 20 decidiamo di andare in PS, più che altro per decidere se trattenere il babbo o lasciarlo tornare a Firenze…

Sul lettino del tracciato le contrazioni diminuiscono o meglio io le sento, ma non sono così “importanti” …l’ostetrica di turno mi dice che le contrazioni sono poche e irregolari (quasi a dubitare che io ne abbia, ma io le ho!!!), mi visita e mi dice che non sono pronta, per cui mi consiglia di tornare a casa con un Buscopan e aspettare… magari di farmi un bagno caldo (e io penso e un thè caldo no????), e di aspettare perchè potrei tornare la notte come dopo 10 gg…

grazie, devo solo decidere se voglio che il padre di mia figlia parta o meno….

In lacrime torno a casa (ci avevo creduto) e prendo questo benedetto Buscopan… si dice che questa medicina abbia il potere di farti passare le contrazioni non buone se non sei in travaglio o di scatenare l’inferno/travaglio se invece si è nel momento buono… se passano Giacomo alle 9 prenderà il treno altrimenti…

Ci mettiamo a guardare Miss Italia e tra un numero delle ragazzotte in gara e l’altro mi segno anche le contrazioni… durante la notte, il male aumenta, le contrazioni non sono più solo fastidiose, ma sono anche dolorose e io faccio fatica a respirare… non sapendo più cosa guardare in tv apro Facebook e chatto con due amiche settembrine come me che scopro essere nelle mie stesse condizioni… un’allegra brigata alla prese con contrazioni irregolari alle 4 del mattino(MA COME HANNO FATTO LE NOSTRE MAMME A PARTORIRE SENZA I SOCIAL NETWORK?????).

Tra un consiglio e l’altro vado farmi una doccia calda e quasi svengo lì dentro tra le contrazioni e il vapore…. così mi decido, esco, sveglio Giacomo (che nel frattempo si era riaddormentato dopo avermi già minacciata di portarmi di peso in ospedale otto volte…) e alle sei partiamo….

Arriaviamo al PS. Suono…”a-rieccola pensano“, glielo leggo negli occhi…

C’ è ancora lei, la stessa ostetrica e io so che non è convinta…. entro e dico: “pensate quello che volete ma io non ce la faccio più, mi fanno male e sono ogni 5 minuti” mi riattaccano alla macchinetta e di nuovo le contrazioni rallentano… Lavinia deve ancora nascere e si sta già prendendo gioco di me…ma la fase in cui i figli tentano di far passare come pazze le madri non dovrebbe arrivare con l’adolescenza????

L’ostetrica sta per rimandarmi di nuovo a casa quando oramai sono le 8 e con il cambio turno ne arriva una di tutt’altra opinione, mi dice che se preferisco mi ricoverano e possiamo stare a vedere… ALLELUJA! Giacomo decide di non partire perchè comunque potrebbe mancare un giorno non dieci come diceva la “scettica”…. mi portano in camera mi bacia e va a casa…

Io, donna-tutta-di-un-pezzo-che-non-deve-chiedere-mai rimango lì nel mio lettino con una ragazza di fianco che allatta il suo cucciolo capellosissimo appena nato e non riesco nemmeno a far caso a loro tanto il fastidio… Ad un tratto compare il mio angelo, Manuela, la donna che poi mi farà partorire, una signora sulla cinquantina, con un bel caratterino e che sembra molto simile a me in quanto a cocciutaggine… esordisce dicendomi :ciao sciura (che qui da noi in dialetto vuol dire “signora” ma che spesso viene usato dalle nuove generazioni ma non solo per sottolineare l’aspetto un po’ attempato di una donna), controlla il battito di Lavinia, mi dice di stare tranquilla e che l’avremmo fatta nascere quel giorno…mi da un Buscopan (ancora la pozione magica!!!) e se ne va…

Dopo nemmeno cinque minuti alle 930 ho una contrazione forte e sento come uno “stappo” …penso: ma chi sta festeggiando alle 930 del mattino con una bottiglia di champagne in ospedale??? Nessuno, è ovvio, sono io che sono finalmente pronta! Conferma che arriva da Manuela che dopo avermi nuovamente visitata, nonostante la dilatazione sia all’inizio, mi invita a chiamare il maritino perché possiamo finalmente scendere in sala travaglio…

Non so come ma mi alzo e mi preparo, mi fanno scegliere la tutina di Lavinia (che scelta difficile è stata in quel momento anche per una shopping addicted come me!!!) arriva Giacomo (cinque minuti di strada mi sono sembrati un’eternità) e alle 1030 si scende… esco dall’ascensore, mi attacco al muro e spaventata come mai in vita mia urlo: fatemi l’epidurale perché sto male!

Manuela ridendo mi invita a stare tranquilla e mi scorta verso la sala parto. Prima di entrare mi rifermo, e convinta che manchi ancora non so quanto tempo all’espulsione, penso a quelle che mi dicevano che si deve spingere solo quando te lo dice l’ostetrica (e non prima) e bisbiglio: “Manuela c’è qualcosa che non va, io sento la necessità di spingere… devo andare in bagno” (non sto a specificare le parole esatte, ma se avete già partorito sapete benissimo di quale sensazione parlo, e se non siete ancora passate dalla sala parto invece ricordatevi di questo momento e riderete in un secondo tempo…).

Manuela, con molta calma, come se fosse la cosa più naturale del mondo, facendomi sdraiare sul lettino mi dice: “per forza che senti la necessità di spingere SCIURA, sei al massimo della dilatazione, stai per partorire e se fai come ti dico io in un attimo è fuori…

Io sono lì, imbambolata, e penso a come sia possibile che nel tragitto di un piano il mio corpo abbia deciso di collaborare… in quel momento realizzo anche che sono in sala parto, questo significa che sono davvero ad un passo dal diventare mamma.

Manuela mi invita a mettermi a mettermi nella posizione che preferisco, Giacomo mi tiene la braccia (sono stata combattuta a lungo sul fatto che il mio uomo mi vedesse in un momento così delicato e non sapevo se fosse la scelta giusta, ma con il senno di poi so che se non ci fosse stato lui non sarebbe stato lo stesso), una forza sovraumana si impossessa di me… devo farla uscire… ma mi chiedo come potrà passare di lì… sento che il peso scende… cercano di farmi fare spinte lunghe per incanalare la testa… e la testa è lì che si vede… ma per 3 volte a fine spinta torna indietro… e Manuela sottolinea come Lavinia sia dispettosa… (l’ho detto io che anticipa i tempi la ragazza!); al quarto tentativo prendo tutte le forze rimaste in me e spingo, spingo, spingo forte…. e urlo come un’ossessa più per scaricare la tensione che per il male che di per sé ho subito dimenticato… (scoprirò poi che le mie nuove compagne di stanza che partoriranno l’indomani nel frattempo sono in sala tracciato e si stanno giusto chiedendo spaventate chi sia quella pazza che urla in quel modo e soprattutto perché urli così tanto!!!) tutti corrono da me…(nemmeno i dottori e le infermiere del nido pensavano facessi così veloce)…

Ci siamo, eccola è qui, alle 1130 del 19 settembre 2011 è nata la nostra Lavinia, che viene subito lavata e portata a me, per il nostro interminabile PRIMO SGUARDO… il cordone è troppo corto, per cui non si può donare… ma lei non è né corta né piccola… è 3140kg di puro amore… piango e guardo colui che ha reso possibile tutto questo, in ogni senso, Giacomo che in lacrime mi bacia e ci stringe… a distanza di 15 mesi dal nostro primo bacio ora siamo una nuova, bellissima, meravigliosa famiglia!

ps : quella notte la scettica era di nuovo in turno ed è passata in camera mia per il giro visite…ovviamente non ho resistito dal farmi riconoscere e dal far notare a lei quanto avessi ragione io a sostenere di essere in travaglio…

I sguardo

 

 

Sere-mamma-dal-primo-sguardo

17 commenti su “Il momento più atteso – il primo sguardo

  1. Tra i sorrisi x l’ostretrica culona e il bisogno di andare in bagno, mi son fatta pure una lacrimuccia.. cavolo, sembra ieri…. benvenuta ancora lavi, a te e alla mamma che é nata con te!

  2. Ke emozione Serena …. Mi ritrovo in tutto quello ke scrivi…. Ed e’ proprio vero : nasce un bimbo e nasce sua madre …..

  3. Sere, sai dove sono ora, te l’ho scritto prima… Sto piangendo nel leggere questo post che prima non avevo visto… È bellissimo e fa trasparire tanto amore, troppo!!!
    Sei un fenomeno!

  4. Anche a me le ostetriche hanno riso in faccia quando (a un’ora dal ricovero dilatata di 2 cm) sono andata disperata a suonare in blocco parto perché mi sembrava di svenire dal male e di dover andare in bagno e volevo l’epidurale….inutile dire che mi hanno chiesto scusa quando si sono accorte che il dolore era giustificato e che ero pronta a spingere! La mia cucciola mi ha fatto penare con le spinte…..sono entrata in sala parto alle 6.45 e Vittoria è nata alle 8.55 ❤️ Federico (il papà) mi ha tenuta per le ascelle tutto il tempo perché a ogni contrazione cercavo di alzarmi per andare a sbattere la testa contro il muro e auto provocarmi uno svenimento 🙂 🙂 🙂

    1. almeno ti hanno chiesto scusa Bianca! 😀 Dai che Vittoria alla fine è stata brava…due orette e via…vuoi mettere con altre pesti che ci mettono ore e ore??? un bacione a te e a Vittoria!!!! <3

      1. Si tutto sommato molto meglio così che cuccarsi un travaglio di 20 ore,ma anch’io mi sono stupita della velocità con cui è successo tutto,al corso preparto mi avevano convinta che ci avrei messo ore e ore !!! Un bacione anche a te e Lavinia ❤️

  5. Che emozione leggere questo post. . . Sono tornata indietro di 15anni,quando sono entrata in sala travaglio a mezzanotte e quella cretina di ostetrica si è messa a leggere il giornale xke diceva che non riuscivo a collaborare. . .ero talmente arrabbiata con sull’essere che non riuscivo a concentrarmi sul parto.poi finalmente è nato Andrea e non ho capito più nulla!è proprio vero con lui è nata anche la mamma che era in me!

    1. Patty quindi mi stai dicendo che le ostetriche cretine non si dimenticano nemmeno dopo 15 anni!;-) grazie della tua testimonianza, un bacio a te e ad Andrea che oramai sarà un giovanotto!!!!!

  6. Mi aggiungo anche io. E’ sempre emozionante leggere il racconto di una nascita. Con Teo quasi non me ne sono accorta tanto è stato veloce e poco doloroso. Con Alessandro seppur veloce ho rispettato tutte le tappe del travaglio e non ho perso un attimo. Tutto è scritto dentro di me e rivive ogni volta che sento il racconto di una mamma e del suo amore al primo sguardo!

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