Napoli e Pompei in tre giorni
A distanza di tre anni esatti dalla nostra prima gita a Napoli, quest’anno sempre per il compleanno di Giacomo, ci siamo ritornati. Del resto tre anni fa ci eravamo ripromessi di organizzare presto un altro viaggio a Napoli per poter dedicare del tempo anche a Pompei e così è stato.
Visto che tante informazioni soprattutto culinarie le avevo già scritte nel post precedente, quello di oggi sarà dedicato soprattutto a cosa vedere a Napoli e Pompei in tre giorni.
Questa volta abbiamo scelto l’aereo come mezzo di trasporto e non più il treno e siamo partiti da Malpensa e non più da Firenze. Tempo stimato di volo tra i due aeroporti un’ora e dieci minuti. Ce la posso fare.
Siamo partiti veramente presto (volo alle 5.50) per poter sfruttare l’intera giornata e siamo tornati con il volo delle 1915. A conti fatti abbiamo fatto tre giorni pieni.



La prima giornata l’abbiamo dedicata a visitare in lungo e in largo il centro storico, passeggiando tra le zone più caratteristiche della città, partendo dalla stazione centrale (dove siamo arrivati con l‘Alibus dall’aeroporto, corsa singola euro 5, ogni 15/20 minuti c’è una navetta, occhio ai tassisti improvvisati fuori dall’aeroporto), passando per via dei Tribunali, San Gregorio Armeno (e le sue meravigliose statuette), Spaccanapoli, Quartieri Spagnoli, via Toledo, lungo mare con vista Vesuvio.












Per quanto riguarda il dove e cosa mangiare vale il post precedente, noi ci siamo fermati subito da Attanasio per fare colazione con le sue sfogliatelle, poi abbiamo pranzato da Tandem perché il Cuzzetiello non si dimentica (le ragazze hanno mangiato pasta patate e provola e gnocchi al ragù), ma camminando abbiamo assaggiato anche la mitica frittatina di pasta di Di Matteo, icona assoluta della cucina napoletana e mia favorita insieme al cuzzetiello, gustato gli arancini di passione di Sofi, sorseggiato la limonata a cosce aperte proprio nei quartieri spagnoli.









Per cena abbiamo voluto provare un locale famoso e blasonato, da Nennella, che si è recentemente spostato dai Quartieri Spagnoli a zona via Toledo, perché era il compleanno di Giacomo e ci piaceva l’idea di festeggiarlo in un posto folcloristico e festaiolo.



Se mi chiedete se ve lo consiglio vi dico di no.
No perché da 60 posti circa che erano nel vecchio locale ora superano i 200 e purtroppo non riescono a gestirli al meglio. i è parsa una catena di montaggio. Arrivi per uno dei 3 turni (1845, 20, 2130), lasci il nome, quando entri ti fanno sedere in maniera caotica e nello stesso modo pretendono di prenderti l’ordinazione senza darti nemmeno il tempo di capire dove sei. si può scegliere tra due menù, da 13 euro con un piatto o da 19 euro con primo e secondo, ma le portate sono già tutte pronte, come alla mensa.
Nessuno di noi ha mangiato bene ed eravamo in 7 che hanno scelto piatti diversi. Inoltre è talmente caotico che i camerieri corrono tutto il tempo ma fondamentalmente non si dedicano a nessuno, dimenticando bevande, salse e condimenti.
Ma veniamo allo spettacolo che era poi il motivo che mi aveva fatto scegliere questo locale. Avevo letto da recensioni passate e visto dai video sui social che il personale cantava durante la cena e così tutti gli ospiti. In realtà passata un’ora esatta da quando ci siamo seduti (e dopo 15 minuti avevamo cenato), tre camerieri salgono sui tavoli e animano la festa con 8 canzoni, 7 della tradizione napoletana, una di Massimo Ranieri. fine della festa lunga coda per pagare tutti fuori perchè devono entrare quelli del turno dopo.
Una delusione pazzesca.
MI è capitato negli anni di andare a cene spettacolo, sapevo che essendo a Napoli sarebbe stata principalmente una serata in stile napoletano e l’avevamo scelto anche per questo, ma onestamente non mi sono divertita. Vuoi perché la maggior parte delle canzoni non le conoscevo, vuoi perchè il salone è diviso in due piani e, o sei sotto dove i camerieri si esibiscono, o se sei sopra, come nel nostro caso, attaccati alla mensa, non vieni coinvolto. E chiaramente tutti quelli del piano di sopra non ci stanno al piano di sotto.
Sono andata a leggere le recensioni più recenti e ho notato che la mia opinione è condivisa, il locale ha perso di unicità e e il cibo non è all’altezza della cucina napoletana. Quindi no non ve lo consiglierò.
Napoli e Pompei in tre giorni
L’indomani di buon mattino siamo partiti alla volta di Pompei, con la Circumvesuviana che parte da sotto la stazione centrale e che in 30 minuti ti porta di fronte all’ingresso senza cambi. Costo del viaggio 7 euro andata e ritorno.
Per colazione ancora una volta siamo stati allo chalet Ciro per le graffe, me le ricrodavo buonissime e lo confermo.
I biglietti per Pompei si possono fare online (io vi consiglio il sito ufficiale perchè i costi non hanno aggiunte strane) o in biglietteria all’ingresso. Costo ingresso Pompei 20 euro a persona adulta senza le ville, 25 con le ville. Le ragazze in quanto under 18 non hanno pagato. Noi abbiamo scelto il biglietto più completo, ma a meno che siate appassionati veri, a mio avviso basta quello da 20.
Piccola info per i cinofili, i cani piccoli possono entrare. Piccoli però meno male che Lana era a casa 😀















Pompei è caratteristica, se pensi a quello che è accaduto, va da sé che lascia senza fiato. Nelle domus che incontri girando per il percorso ci sono tantissimi dettagli pazzeschi, altri sono un po’ ripetitivi.
Noi abbiamo dedicato 6 ore a questa visita navetta inclusa (la navetta porta alle ville più lontane).
Rientrando poi nel pomeriggio ci siamo fermati “a pranzo” (erano le 16), dove frittatine, arancini, pizza pizza fritta ci hanno fatto recuperare un po’ di energia.
Per la cena siamo stati ancora una volta all’antica Pizzeria da Michele, pareri contrastanti, a me è piaciuta (anche se chiaramente dopo aver fatto un pranzo merenda non avevo chissà che fame), ai nostri amici no. Anche qui recensioni varie riportano un abbassamento della qualità. Probabilmente c’è di meglio.
Cosa invece che non si piò dire del gelato delizioso che ho mangiato in zona Università da Mennella, uno dei più buoni mangiati nella mia vita. Ricordatevi di lasciarvi uno spazio per assaggiarlo!


Napoli e Pompei in tre giorni
Sabato mattina poi, ultimo giorno della nostra gita partenopea, abbiamo iniziato con una colazione da Poppella (che goduria!) e poi siamo andati a vedere il Cristo Velato.
Avevamo prenotato online (fatelo perché i posti sono limitati e lo spazio è ridotto), abbiamo atteso 5 minuti all’ingresso e dentro alla Cappella di San Severo saremo stati massimo una trentina di minuti. Il Cristo velato va visto, il velo è pazzesco, ma calcolate quel tempo lì non di più. Costo: 12 euro ordinario (adulto), 8 euro ridotto 18-26 anni, 6 euro ridotto 10-17. Sotto i 10 anni non si paga.



Usciti da lì, dopo aver sorseggiato uno sritz mangiando taralli, ci siamo spostati al Complesso Monumentale di Santa Maria la Nova, dove sarebbe sepolto il conte Dracula. La tomba è nota per emanare un misterioso calore, un aspetto che alimenta il mistero e la leggenda legata al conte.
Ludo dice che non ha sentito nulla, se ve lo state chiedendo.
Infine dopo pranzo (ancora frittatine ma stavolta che pizza a portafoglio) siamo andati a visitare la Neapolis Sotterrata, nel Complesso Monumentale San Lorenzo Maggiore, uno straordinario viaggio a ritroso nel tempo dell’antica Neapolis durante il quale è possibile percorrere una strada dell’epoca e vedere quel che resta delle relative botteghe.
Prezzo per noi 9 euro, per le ragazze 6. Il supplemento visita guidata (che va a mio avviso pagato per avere idea di quello che si sta vedendo) ha un costo di 2 euro per gli adulti, 1 per i bambini. Tempo da riservare a questa esperienza: un’ora.






Avendo visto sia la Napoli Sotterranea tre anni fa sia la Napoli Sotterrata quest’anno se vi state chiedendo quale scegliere, per me assolutamente la prima. Sarà che eravamo stati il giorno prima a Pompei e ho trovato diverse analogie, ma la Sotterranea a mio avviso è molto più affascinante e caratteristica.
Usciti da lì abbiamo recuperato i bagagli, siamo tornati in stazione dove abbiamo preso nuovamente l’Alibus che ci ha riportati in aeroporto. Da tenere a mente che l’aeroporto di Napoli non è grandissimo, ma è comunque il quarto in Italia per numero di passeggeri, dopo Fiumicino, Milano Malpensa e Bergamo, quindi abbastanza caotico. Calcolate quindi bene i tempi per i controlli di sicurezza (una famiglia accanto a noi ha perso il volo).



Inoltre sappiate che se acquistate qualcosa in aeroporto ve lo faranno portare a bordo anche se extra al bagaglio (questa info vale per chi come noi sceglie di viaggiare leggero con un solo piccolo bagaglio a mano). Però se come me volete portare a casa le prelibatezze di Napoli considerate che dentro l’aeroporto c’è solo una pasticceria, Sessa. Che non ha le raffe, mannaggia.
Quindi se preferite altro vi conviene ingegnarvi e portarlo da fuori.
Se avete notato non vi ho detto dove abbiamo dormito e non lo farò, perché nemmeno questa volta mi sento di consigliarvelo. L’altra volta eravamo in zona Porto, la zona era sicura, ma il B&B era rumoroso e quindi non ho particolarmente apprezzato.
Questa volta abbiamo scelto un appartamento intero, il silenzio c’era (nonostante fossimo nel Rione Sanità), ma non ho apprezzato la zona. Troppo caos all’esterno, con difficoltà a muoversi per via dei motorini e delle macchine che non rispettano limiti e sensi e ogni volta per riuscire ad attraversare la strada (una stradina, non una principale) c’era da farsi il segno della croce, cosa che con i bambini non è il massimo.
Se ve la devo dire proprio tutta sono rimasta un po’ delusa questa volta, in generale. Non ho sentito il calore e l’accoglienza che invece aveva caratterizzato il nostro primo viaggio a Napoli. L’ho trovata più sporca e meno piacevole da visitare, nonostante l’ottima compagnia, il sole e il buon cibo.
Peccato.
Però ci siamo divertiti e questo è quello che conta.
Sere-mammadalprimosguardo


