I bambini sono tutti uguali.

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Una serata d’estate, un lungo mare, le risate, lo stupore negli occhi dei bambini, i fuochi d’artificio. Uno spettacolo a cui tutti noi abbiamo altre volte sicuramente partecipato. Vita di tutti i giorni. Vacanze, sapore di estate. Una giornata di festa, in quel paese, una data importante di quelle che non si scordano. Anche se non è casa tua. Sarà che per l’esame di terza media ho portato la rivoluzione francese. Sarà che ho ripetuto ad alta voce quella data un milione di volte. 

14 luglio 1789 presa della Bastiglia al grido di vive la Révolution.

Una data non scelta a caso. Una ricorrenza non casuale.

Come tutte le altre volte sono sgomenta, arrabbiata, dispiaciuta. Ho più paura, ogni volta di più, certo è proprio quello che loro vogliono. Ma questo non fermerà me, i miei viaggi e i miei sogni. Non smetterò di insegnare alle mie figlie ad essere sempre in prima linea, a fare quello che amano, a viaggiare, a vivere. 

Questo non lo posso fare. E lo devo io, ma lo dobbiamo tutti, a queste continue vittime degli attentati. Ma soprattutto ai bambini che sono morti ancora prima di scoprire quanto possa fare schifo tutto questo.

Non il mondo. Non tutte le persone. Ma una parte di esso. Una parte malata che non può vincere sul resto.

Un giornalista qualche minuto fa stava dicendo: ci sono 30/50 bambini coinvolti, alcuni morti, alcuni solamente feriti. Ma nessun italiano tra le vittime.

Sono rimasta lì a fissarlo con gli occhi un po’ velati e tanta voglia di dirgli di cambiare mestiere. Perché quando anche solo un bambino muore, non c’è religione, colore, razza che tenga. 

I bambini sono tutti uguali. Non hanno colpe. Sono sempre vittime di una società che non li rispetta, che non li educa, che non li ascolta, che non li vede.

Ma loro sono la voce, il cuore, le mani, gli occhi del futuro. È da loro che bisogna cominciare se si vuole cambiare qualcosa. Quindi caro giornalista, che fai un lavoro importante e che dovresti informare, attento a come parli.

Perché a me non interessa che non ci siano italiani tra quelle persone, tra quei bambini. A me preoccupa che sono lì, ad un passo da noi, che ora sono loro, domani saremo noi. A me interessa che tra di noi si nascondono persone crudeli che non fanno una guerra come le guerre di una volta, in cui suonavano sirene e la gente in qualche modo era “preparata” per quanto si possa essere preparati a tanto dolore. Questi ti attaccano alle spalle, di sorpresa, e la cosa che fa più male e più paura è che non hanno rispetto né freni né cuore davanti ai bambini. Non è una guerra tra eserciti, è un attacco alle famiglie, alle persone normali, ai bambini.

A quei bambini che potrebbero rendere il mondo migliore se solo tutti permettessimo loro di essere bambini.

Siamo tutti uguali, i bambini più degli altri.

Altrimenti è meglio un grande ennesimo Big Bang. E ricominciamo da capo.

i bambini sono tutti ugualiSere-mammadalprimosguardo 


L: Mamma ma sono stati i rimbambiti? 

S: I rimbambiti amore?

L: Sì quelli con il bavaglio davanti alla bocca

S: Ah sì amore sono stati i rimbambiti.

One thought on “I bambini sono tutti uguali.

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