Tarta Club, che delusione!

Io amo la vita da villaggio. L’ho sempre amata anche grazie a mio padre che fin da piccola mi ha portato in strutture dove trovare un mini club era d’obbligo. Lui si rilassava, io mi divertivo. E quando dovevo tornare a casa piangevo. Sempre.

Come vi ho raccontato qui lo scorso agosto siamo stati in un club Med e avevamo provato a portare Lavinia al Petit Club senza successo. Troppo piccola lei e troppo francesi le animatrici.

Quest’ anno abbiamo optato per un villaggio italiano gestito dalla Eden con Mini Club annesso e lei sarebbe anche stata pronta a frequentarlo dato che al nido oramai ci va anche da sola ma….

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Quando ho prenotato direttamente al call center Eden avevo fatto presente che Lavinia avrebbe avuto durante la vacanza 2 anni e 11 mesi, e non 3 come richiesto come requisito per poter partecipare al mini club, Tarta Club nel caso specifico della Eden (li compie a settembre). Ho chiesto se avrebbe potuto partecipare lo stesso alle attività del mini club e mi era stato risposto che firmando uno scarico di responsabilità non ci sarebbero stati problemi. Invece appena arrivati ci è stato detto che non poteva partecipare se non accompagnata da un genitore, perché piccola. (Escludendo così insieme a Lavinia 5 bambini della stessa fascia di età).

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Piccola. Manca un mese ai suoi tre anni ed è piccola.
Di certo non l’avrei parcheggiata al Tarta club dalle 9 alle 19, anche perché in vacanza voglio potermi godere mia figlia, ma siamo proprio sicuri che Lavinia sarebbe stata piccola per poter partecipare alle attività proposte, che invece erano (secondo la Eden) adatte a bambini di tre anni e un giorno?

I bambini a tre anni vanno alla scuola materna, non in base al giorno di nascita ma all’anno (e spesso li prendono anche in anticipo). Non stanno lì a guardare se sei nata il 1 settembre o il 10 dicembre, sei nell’anno dei tre e puoi accedere alla materna. Punto. Così dovrebbe essere anche in questi asili estivi, dove invece preferiscono seguire una logica a dir poco forzata tanto che possono prendere un bambino di tre anni compiuti che magari non è mai andato al nido e quindi non è abituato ad estranei e non una bambina di 2 anni e 11 mesi che invece è già indipendente. Assurdo, no?

Avremmo potuto mentire e dire che Lavinia aveva tre anni (le animatrici di sicuro non guardano i documenti) ma abbiamo deciso di lasciar stare e a conti fatti posso dire per fortuna perché in un paio di occasioni sono stata con Lavinia al Tarta (perché lei voleva giustamente stare con gli altri bambini) e sono rimasta allibita. L’ho accompagnata e mi sono seduta poco distante a “sorvegliarla” tipo cane da guardia: la prima volta stavano giocando a freccette (tipica attività da bambini), la seconda preparavano lo spettacolo per la sera e Lavinia poteva solo guardare perché piccola (nonostante fosse sempre in prima fila durante la baby dance e quindi a volersi sbattere un balletto sul palco quella sera avrebbe potuto farlo anche lei e nonostante la più più piccola degli attori quella sera avesse 3 mesi più di lei…) e la terza volta stavano giocando a biliardino e a carte. Tre bambini di quattro anni che giocavano a UNO mentre le animatrici preparavano materiale per la caccia al tesoro o litigavano tra di loro (o guardavano lo smartphone).

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Certo è vero che a tre anni si è piccoli rispetto ai bambini di dieci. Ma allora andrebbero divise meglio le fasce di età. Dai 2 ai 6, dai 7 ai 12, quando si entra poi nello junior club. Un pò come fanno i francesi, nonostante la nostra brutta esperienza. Sicuramente noi italiani siamo famosi per tenerci i figli a casa in eterno mentre le mamme straniere sono più pronte a lasciare liberi i figli (e infatti li mandano al mini club più a cuor leggero). Peccato però che non siamo tutti uguali e io conosco molte mamme che almeno qualche ora al giorno lascerebbero i bambini al mini club se solo ne avessero la possibilità. Un po’ per riprendere fiato, magari prendendo il sole in santa pace, un pò perché è giusto che anche i bambini in vacanza si divertano. Tra di loro. No?

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Leggendo poi in rete le recensioni di altre mamme con bambini più grandi mi sono conto che i loro figli si sono divertiti. Ma siamo proprio sicure che quella mamme sapessero cosa facevano i loro figli durante l’orario del Tarta Club? Perché sicuramente io avrò anche un po’ il dente avvelenato per via di Lavinia, però di Mini Club ne ho visti in vita mia. E onestamente questo non mi è parso all’altezza di un gruppo di bambini. Fare l’animatrice deve essere sicuramente una bella esperienza, quando ero più giovane ho pensato anche io di provarla e sono stata lì lì per partire, cambiando poi idea all’ultimo minuto. Però mai e poi mai avrei pensato di farmi assegnare al Mini Club. Perché al Mini Club ci vogliono persone motivate. Dedite. Dedicate. Coinvolte. Preparate. E non può essere un ruolo come un altro. Altrimenti si rischia davvero di deludere le aspettative. Come in questo caso.

 

Sere-mamma-dal-primo-sguardo che tranquillizza tutti: Lavinia ha comunque trovato amici e si è divertita come una pazza. Anche senza Tarta.

8 commenti su “Tarta Club, che delusione!

  1. Una vera delusione! Sono d’accordo con te…l’animatrice in un mini club è un compito difficile ed impegnativo e chi decide di prendersene carico deve avere ben chiaro ciò che andrà a fare!
    Per fortuna non tutti i mini club sono così! 🙂
    Sara
    http://www.momeme.it

  2. Io invece devo cercare villaggi solo Eden perché il mio bambino da 3 anni ormai (ne ha 5 ora) collega la vacanza a tarta.
    Ti dirò anche che mi sono sempre trovata bene, e probabilmente la tua disavventura è stata creata dalle animatrici, perché noi al tarta club guai se manca!
    E io ti assicuro che non lo “mollo” al mini club ma lo seguo a distanza perché sono molto apprensiva!

    1. Ciao Erika sicuramente sarò stata sfortunata io perché conosco altre mamme che si sono trovate bene proprio come te! Questione di culo mi sa:-) grazie di essere passata!

  3. Ciao sere! Stavo girovagando sul blog leggendo un po di post, ma questo (e quello del club med) mi ha “urtato” particolarmente. Perché ho fatto l’animatrice per 16 stagioni, come responsabile miniclub, e a leggere queste cose mi è solo venuta voglia di prendere per i capelli le animatrici. Punto primo, perché la penso come te sulla questione età (infatti io prendevo i bambini in base all’anno di nascita, non all’età effettiva). Punto secondo, se avessi visto un’animatrice fare quello che hai scritto, avrebbe passato cinque minuti a sentirmi urlare (in privato). Punto terzo, facendo cosi, “rovinano” le vacanze alle famiglie, che è la cosa che mi urta di più…lavorare coi bambini è passione,dedizione, divertimento, e avere mille occhi… se ti metti a guardare il telefono, non lo stai facendo nel modo giusto.
    Spero che troverai di meglio, perché tutti meritano un po di relax!
    Scusa per l’intrusione (chilometrica) un bacione a Lavinia e ludovica

    1. Vedi Laura se amavo andare nei villaggi è perché c’erano animatrici come te. Sono sicura che tu hai perfettamente capito. Non si pretende la perfezione ma se si sceglie di badare ai bambini…. È complicato! Grazie per il tuo commento!

  4. Io credo che il problema non sia delle animatrici, ma l’ufficio booking o l’agenzia che vi ha dato un’informazione errata. Lavoro nei villaggi turistici da quasi 30 anni e generalmente funziona così, l’età in cui vengono accettati i bambini al miniclub è legata all’età in cui i bambini iniziano a pagare il soggiorno (le offerte bambino gratis sopra i 2 anni sono spesso legate a condizioni opache dove alla fine dei conti paga comunque) . Nelle mie esperienze ho lavorato anche in miniclub con oltre 30 ragazzi che ti prendevano il bambino (anche neonato) la mattina e te lo rendevano la sera, ma in questi casi la quota del bambino era simile a quella dell’adulto quindi prima di “criticare” si dovrebbe verificare quanto avete pagato per il soggiorno dei bambini e quantificare il servizio ricevuto in base alla quota pagata (se il bambino è gratis c’è poco da pretendere). Specifico inoltre che accogliere i bambini al miniclub dipende anche dall’assicurazione civile stipulata dalla struttura e l’accettare i bambini secondo la propria discrezione come consiglia l’ex animatrice Laura è un comportamento assolutamente sbagliato e rischioso; forse 16 stagioni sono poche vedere i danni che comportamenti così sprovveduti possono causare, ma se esiste un regolamento deve essere rispettato, sopratutto dalle animatrici che hanno una responsabilità enorme come quelle del miniclub.
    Sono d’accordo con te che la professionalità delle animazione in generale sia precipitata negli ultimi anni e purtroppo tutti gli animatori adesso controllano troppo spesso il cellulare, riguardo all’animazione miniclub specifica di Tarta io sapevo che in passato le assunzioni erano effettuate dalla Ludus che non è una agenzia di animazione classica, ma una società che si occupa esclusivamente di servizi per bambini con personale molto preparato (è la stessa società che ha creato anche il miniclub a Bravo club quando c’era la mascotte Ippo), questo non garantisce la loro professionalità, ma pongono comunque questo servizio un gradino superiore alla concorrenza che spesso manda a fare miniclub le ragazze che non sanno fare altro.
    Con questo non voglio assolutamente difendere Eden Viaggi, anzi conoscendo molto bene il prodotto credo che negli ultimi anni la ricerca del risparmio (sono marchigiani) gli abbia portati a vendere un prodotto sopravvalutato e che non ha saputo rinnovarsi sufficientemente, ma da direttore di villaggi turistici difendo molto più una ragazza che ha rispettato un regolamento che un ufficio vendite che per finalizzare il pacchetto ha dato informazioni con troppa sufficienza… Io più che urlare in faccia ad un’animatrice che rispetta un regolamento sono più propenso a cacciare immediatamente dal mio villaggio un’animatrice che nonostante esista un regolamento fa di testa sua, gli urli in faccia dovrebbero prenderli invece gli addetti al booking che si sono esposti su regolamenti che a quanto pare ignorano.

    Saluti Moreno.

    1. Ciao Moreno. So bene che la quota fa la differenza, avendo lavorato per anni in aeroporto. Ma non credo fosse questa la discriminante. Perché in quella specifica offerta, i bambini erano gratis fino ai 12 anni con quota adulto. Se mia figlia avesse avuto tre anni compiuti al mini club sarebbe stata presa senza problemi e senza aver pagato (che poi bambini gratis parliamone). Qui il problema era il non aver colpiuto tre anni. Per 20 gg. Cosa c’è io avevo assolutamente fatti presente prima di acquistare offerta ed è questo che mi ha fatto arrabbiare. Perché per vendere dicono cose, poi nella realtà fanno quello che vogliono. Quindi critico giustamente direi questa poca chiarezza. Infine la critica va all’animazione perché se io ti affido mia figlia tu non giochi al cellulare. Questo è poco ma sicuro. Due estati dopo siamo andati in un villaggio Valtur. Posso dirti che dopo aver passato 7 giorni a contatto con un mini club che non era spaziale, di più, sono ancora più convinta di quello che ho scritto di quel gruppo di animazione e di quella specifica struttura Eden. Animatori non ci si può improvvisare. Non quando si parla di bambini.

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