Sopra il giorno di dolore che uno ha…

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Questa mattina svegliandomi ho trovato un messaggio di Sara. Diceva solo tre parole: è morto Raoul. Sono entrata in Facebook immediatamente e ho trovato conferma di quanto sopra.

Ieri il piccolo settembrino incontrato alla manifestazione a Milano solo 15 giorni fa se ne è andato. La sua immagine è impressa nel mio cuore. Vedo me e Lucia sedute accanto a lui a fargli i grattini. Vedo la sua mamma che mi guarda, mi sorride e mi racconta. Ma più di tutto mi tornano in mente quelle parole che ora pesano come un macigno: potrei fare ricorso per accedere alla cura ma ci vorrebbe un anno e Raoul un anno non ce l’ha.

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Confesso, sto piangendo da mezz’ora. Perché non si può morire a due anni. É ingiusto. Ed é ancora più ingiusto morire lottando per un proprio diritto. Raoul era in piazza a manifestare per un diritto di tutti, la libertà di cura. Libertà che lui non ha avuto.
Non voglio dire che le staminali l’avrebbero salvato…non lo so…vorrei che partisse la sperimentazione anche per questo…ma forse gli avrebbero concesso un po’ di tregua….forse avrebbe vissuto più dignitosamente. Poi lo sapete io credo nel destino per cui credo che sia tutto scritto. Però non vuol dire che non mi faccia tremendamente incazzare. E il ricordo di quei due occhi blu rimarrà impresso nel mio cuore.

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Non ho molte parole da aggiungere. Forse le parole oggi sono anche inutili. Oggi è giornata di lutto per noi che crediamo in questa battaglia. E dovrebbe esserlo per tutti, dato che, NESSUNO È IMMUNE. Come dimostra anche questa foto che ritrae Raoul a pochi mesi in braccio alla sua mamma sorridente.

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PENSATECI!

Un forte abbraccio e sentite condoglianze alla mamma Sabrina, a suo marito e ai due bambini, che restano qui ricordando il loro angioletto.

Quando tutte le parole
sai che non ti servon più
quando sudi il tuo coraggio
per non startene laggiù
quando tiri in mezzo Dio
o il destino, o chissà che
che nessuno se lo spiega
perché sia successo a te

quando tira un po’ di vento che ci si rialza un po’
e la vita è un po’ più forte del tuo dirle “grazie no”
quando sembra tutto fermo la tua ruota girerà.
Sopra il giorno di dolore che uno ha…

Quando indietro non si torna
quando l’hai capito che
che la vita non è giusta
come la vorresti te
quando farsi una ragione
vorrà dire vivere
te l’han detto tutti quanti
che per loro è facile

quando batte un po’ di sole dove ci contavi un po’
e la vita è un po’ più forte del tuo dirle “ancora no”
quando la ferita brucia la tua pelle si farà.
Sopra il giorno di dolore che uno ha.

Quando il cuore senza un pezzo
il suo ritmo prenderà
quando l’aria che fa il giro
i tuoi polmoni beccherà
quando questa merda intorno
sempre merda resterà
riconoscerai l’odore
perché questa è la realtà

quando la tua sveglia suona e tu ti chiederai “che or’è?”
che la vita è sempre forte molto più che facile
quando sposti appena il piede, lì il tuo tempo crescerà
Sopra il giorno di dolore che uno ha

Sere-mamma-dal-primo-sguardo

4 commenti su “Sopra il giorno di dolore che uno ha…

  1. é triste pensare che il piccolo Raoul non c’è più…ai bambini non dovrebbe mai succedere niente di brutto, ma nel suo nome, nel suo ricordo dobbiamo lottare uniti affinchè la sperimentazione vada avanti…grazie Serena di comunicare, incitare, smuoverci dal nostro torpore e speriamo di essere sempre più numerosi in questa lotta.Un abbraccio ai genitori..

  2. Condoglianze a sabrina con tutto il cuore..
    Questo paese è una vergogna sotto tanti aspetti…meno male che c’è ancora un po di solidarietà tra le persone! Siamo vicino a te sabrina

Che ne pensi?