Fuga a Parigi – Jour 1- il viaggio

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Lo scorso Natale mia suocera ha regalato a me, Giacomo e Lavinia un soggiorno a Parigi. Soggiorno programmato per ottobre di quest’anno. Venerdì scorso siamo quindi partiti alla volta della Ville Lumière.

Considerando che su Parigi di cose da dire ce ne sono parecchie, strutturerò i prossimi post a diario giornaliero, tornando indietro di una settimana.

Oggi è quindi venerdì 15 ottobre.

L’inizio non è stato dei migliori.

Sono partita da casa verso le 1030 da sola con Lavinia, dato che l’appuntamento con Giacomo è direttamente a Malpensa. A metà strada Lavinia sta male. Chiamiamolo: vomitino pre-partenza.

Ovviamente sosta forzata in un parcheggio, cambio d’abito completo per la creatura, pulizia auto con salviette trovate per puro culo in borsa (da quando abbiamo tolto il pannolino non le porto quasi mai con me), qualche parolaccia uscita dalla mia boccuccia di rosa (se avete bimbi che in macchina stanno male capite il perché) e poi via verso Mxp.

Arrivati davanti all’entrata dell’aeroporto nuovo vomitino pre partenza.

A questo punto inizio a pensare che Lavinia non stia bene.

E’ capitato altre volte che Lavinia stesse male in macchina, soprattutto se ha la tosse e inizia a tossire a ripetizione o se si assopisce in macchina subito dopo colazione dormendo solo qualche minuto, proprio a ridosso della digestione. Al risveglio il vomitino è certo. E’ capitato il giorno del matrimonio della mia amica Elisa appena arrivati al ristorante, è capitato sulla A1 rientrando da Firenze subito dopo la sosta in autogrill, è capitato arrivando a Firenze dopo il week end di San Valentino a 50 metri da casa…

Insomma, capita.

Le altre volte però c’era Giacomo con me, e mentre uno pensa alla bambina, l’altro cerca di salvare il salvabile in macchina.

Stavolta eravamo io e lei. Immaginatevi la situazione. E la mia faccia. Io che accosto, con una mano cambio lei, con l’altra pulisco l’auto, con un occhio guardo l’orologio, con l’altro controllo che nessuno mi rubi niente dal bagagliaio. Insomma, a me la dea Kalì mi fa una pippa.

kali

Ad ogni modo normalmente una volta accaduto poi l’episodio non si ripete, mentre stavolta nel giro di 20 minuti succede due volte. Quindi entrando a Mxp vado diretta in farmacia, mi faccio dare qualcosa contro il vomito e compro l’ennesimo termometro per controllare che non abbia la febbre.

Perché ovviamente ho portato in valigia tutte-le-medicine-del-mondo tranne termometro e anti-acido.

Dopo 10 minuti arriva Giacomo e io posso finalmente respirare. Gli racconto l’accaduto, le misuriamo la febbre (che non ha) e vedendola saltellare come un grillo, decidiamo di partire lo stesso.

Mal che vada passeremo cinque giorni in hotel a dormire.

Check in fatto, imbarco anche, decolliamo per Parigi. Il volo è tranquillo, non patisco troppo (nonostante la premessa di giornata e il sovraccarico di tensione) e dopo un’ora esatta atterriamo a Parigi. Siamo ancora sulla pista di atterraggio quando Lavinia, svegliatasi dopo la nanna, sta male di nuovo. Altro giro altro regalo. Non è decisamente la sua giornata. E nemmeno la mia.

Ricambiala per la seconda volta (sono partita con 6 cambi per 5 giorni, sono già in negativo), tira due insulti alla hostess-faccia-da-culo-che-più-culo-non-si-può (sembra quasi incredibile ma io che credevo di aver incontrato le peggiori hostess della storia, mi sono dovuta ricredere dopo aver conosciuto le francesi) e scendi dall’aereo. Anche in questo caso però si tratta per lo più di acqua. Quindi una volta “liberata“, continua a saltellare beata. Anzi si mangia pure il suo primo pain au chocolat della vacanza e anche qualche patatina. Segno che male non sta.

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Recuperiamo il bagaglio (per la prima volta nella mia vita la mia valigia è la prima ad uscire) e ci dirigiamo verso la RER.

La RER (Rete Espressa Regionale) è una linea in grado di collegare i vari distretti periferici di Parigi con il centro città. A differenza della metropolitana è quasi interamente un mezzo di superficie anche se circa il 10% dell’estensione è comunque sotterranea. La RER è composta da 5 linee chiamate con le lettere dell’alfabeto : A B C D E.

Quella che collega  l’aeroporto di Charles de Gaulle, dove siamo atterrati noi, al centro di Parigi è la linea B, associata al colore blu. Il nostro biglietto costa € 9.75 e copre le zone 1-5. La città di Parigi è divisa in 8 zone e dovrete sempre tenere conto della zona di partenza e quella di arrivo per calcolare il vostro prezzo del biglietto di metropolitana o RER.

mappa zone

Il centro di Parigi è tutto (o quasi) racchiuso all’interno delle zone 1 e 2, per le quali basterà comprare il biglietto standard della metro (un biglietto singolo costa €1.70, consiglio di acquistare i carnet da 10 che pagherete €13.80, per risparmiare qualcosina). Ovviamente però gli aeroporti (così come Disneyland e Versailles) non sono in centro, ma nelle zone più periferiche, quindi per raggiungere il centro si pagherà un biglietto maggiorato.

Cercando in rete troverete molti siti che vi daranno indicazioni sulle varie possibilità di acquisto per i mezzi di trasporto. Per esempio qui. A seconda della vacanza scelta si potranno acquistare pacchetti per 3 5 giorni, in modo da ottimizzare i costi.

Attenzione a non confondersi tra zone tariffarie e quartieri parigini: questi ultimi, gli “arrondissements” o “circoscrizioni”, sono un altro tipo di suddivisione, la loro numerazione va da 1 a 20 e seguono uno schema a spirale per cui il quartiere 1 è quello più centrale (Louvre) e poi via via fino a quelli più esterni. Ma sono tutti entro la cinta muraria e dunque rientrano nella zona tariffaria 1 per i trasporti.

arrondissements

Per consultazione, ecco una utile Mappa delle zone di Parigi da conservare e stampare.

Una volta scesi, prendiamo una sorta di tramvia e raggiungiamo finalmente (e distrutti) il nostro albergo. Una doccia al volo e poi usciamo a prendere una boccata d’aria per conoscere il nostro quartiere e comprare qualcosa da tenere in appartamento (il nostro è un Apart Hotel, la nostra stanza è in realtà un mono locale dotato anche di cucina, quindi per Lavinia, decidiamo di comprare almeno l’occorrente per la colazione). Per cena ci fermiamo in una boucherie (dal francese macelleria, ma sono anche i ristoranti specializzati in carne) e poi andiamo finalmente a letto a rilassarci un po’.

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La giornata è stata lunga e da domani ci aspetta la scoperta di Parigi con Lavinia in perfetta salute al seguito. Sia io che Giacomo siamo già stati altre volte nella capitale francese, ma con Lavinia e insieme è la prima volta. Quindi sarà tutta una nuova scoperta!

Buona notte!

Sere-mamma-dal-primo-sguardo

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