Arriva al cinema Dolcissime: contro i pregiudizi, il bullismo e le paranoie

Sono stata una ragazzina complessata. A dodici anni ero alta e magra, due gambe lunghe, un seno che sbocciava, una vita da vivere.

Ma le mie amiche erano ancora delle bambine e il mio corpo così diverso dal loro mi creava imbarazzo. Lo nascondevo sempre quindi sotto maglioni enormi, senza forma, che non solo non mi rendevano giustizia ma mi rendevano goffa è più grossa di quanto non fossi.

Non mi accettavo, non accettavo le mie curve, non mi amavo. Per questo alternavo settimane di dieta a settimane in cui non mi trattenevo, sottoponendo quel fisico che si stava formando a sforzi incredibili.

Contemporaneamente sfogliavo le riviste di quegli anni e ritagliavo articoli e foto di giornali che ritraevano le grandi top degli anni 90 che vedevo come inarrivabili ma che tanto sognavo di emulare.

Ero una ragazzina insicura che non si accettava.

complessi adolescenziali

Certo a dodici anni farsi delle seghe mentali è normale, ma non amarsi è sbagliato a qualsiasi età.

Se potessi tornare indietro tirerei le orecchie a quella ragazzina così impacciata e la abbraccerei forte. Le direi che la vita a dodici anni può sembrare complicata, ma che a 40 lo è anche di più e nonostante questo con il tempo e l’esperienza tutto migliora, compreso il rapporto con se stesse.

Non le direi che l’aspetto non è tutto, e che quello che conta è il cervello, lo studio e la salute, perché non capirebbe. Le direi che ha ragione, che è importante piacersi e volersi migliorare, ma le direi anche di amarsi e di provare a capire che è una ragazzina fortunata che nella vita potrà fare tutto, e che potrà provarci sempre.

Ed è quello che spero di far capire alle mie figlie, che sono ancora piccole, ma che stanno crescendo in un mondo in cui quello che siamo e valiamo viene sempre giudicato e analizzato da tutti, per colpa dei social network e di una società che mette l’immagine prima di tutto.

Non perderò tempo a combattere queste regole, giuste o sbagliate che siano, spenderò tutte le mie forze invece per renderle così forti e decise, così serene e sorridenti, così ironiche ed intelligenti, da non cascare in questo gioco al massacro, che crea solo insicurezze ma non regala alcuna vittoria.

Il 01 agosto 2019 nelle sale cinema italiane arriva Dolcissime, il nuovo film diretto da Francesco Ghiaccio, distribuito da Vision Distribution e con protagoniste Giulia Barbuto Costa Da Cruz, Margherita De Francisco, Giulia Fiorellino e Alice Manfredi.

La trama che può smembrare piuttosto scontata ha in realtà un significato più profondo e tratta temi importanti come quello del bullismo, dell’accettazione, del rapporto con i genitori.

Tre amiche sedicenni inseparabili costrette a fare i conti ogni giorno con gli odiati chili di troppo, con compagne cattive, con genitori che non le capiscono, con la voglia di essere invisibili.

film accettazione e complessi

Fino anche un giorno si lanciano in un’impresa impossibile e vincono il premio più importante: l’amore per se stesse.

E lo fanno attraverso l’aiuto proprio di chi inizialmente ricopriva il ruolo del nemico più astuto e cattivo, una ragazza apparentemente senza problemi, bellissima, vincente e desiderata, il capitano della squadra di nuoto sincronizzato della scuola.

E insieme parteciperanno al campionato studentesco, vincendo paure e paranoie e scoprendo un’amara ma al contempo dolce verità.

Una storia da scorrere tutta d’un fiato fino all’ultimo tuffo, sull’incredibile forza dell’amicizia oltre gli inciampi, gli imprevisti e qualsiasi diversità, che mi è piaciuta perché ha saputo strapparmi un sorriso, proprio mentre una lacrima rigava il mio viso.

Un film che mi ha fatta riflettere non solo dal punto di vista di ex ragazzina complessata, ma anche e soprattutto da quello di mamma, perennemente divisa tra la voglia di spronare le figlie e la paura di chiedere troppo.

E poi mentre lo guardavo pensavo che, al di là della storia in sé, davanti a me c’erano tre ragazzine con qualche kg in più che non solo se ne fregavano, ma addirittura recitavano in un film, perennemente in costume da bagno. Quello stesso costume da bagno che per tantissime donne ogni anno è una fissazione quando arriva l’estate e la famigerata prova costume.

Se non è un insegnamento e un incoraggiamento a qualsiasi età questo…

Insomma è stato terapeutico. In ogni senso.

Dal primo Agosto al cinema.

Sere-mammadalprimosguardo

3 commenti su “Arriva al cinema Dolcissime: contro i pregiudizi, il bullismo e le paranoie

  1. Io sto già piangendo adesso solo per aver letto il tuo racconto 🙁 non immagino come starò quando vedrò il film !!!! By una complessata da adolescente e anche da mamma

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